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Carta
ittica della Provincia d'Arezzo |
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Fiume Arno,
Stazione di
rilevamento ARN05 |
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Condizioni
generali alla data del rilevamento.
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Data
ed ora |
30/07/2004 |
h. 12.50 |
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Condizioni
meteorologiche |
Sereno |
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Stato
idrogeologico |
Magra |
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Lunghezza
della sezione |
m |
150 |
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Larghezza
della sezione |
m |
25 |
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Larghezza
dell'alveo |
m |
40 |
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Superficie |
mq |
3750 |
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Descrizione |
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La stazione è
collocata nel corso medio dell’Arno aretino, a monte del
ponte di Buonriposo fino alla presa dell’ex acquedotto. Il
tratto presenta scarsissima pendenza ed è caratterizzato da
lunghe piane di scarsa profondità alternate con raggi e zone
più profonde, formate dall’azione della corrente sui massi
più grandi. L'area bagnata corrisponde approssimativamente a
quella osservata durante la stagione fredda, ma la portata
del fiume risulta molto diminuita. Contrariamente al
campionamento effettuato in dicembre, la presenza di fauna ittica
si è dimostrata abbondante. Questa
situazione è probabilmente dovuta agli spostamenti
stagionali dei pesci, mentre l'azione degli uccelli ittiofagi
risulta limitata per l'assenza dei cormorani, migrati a nord
per la loro stagione riproduttiva. Al momento del
campionamento il tempo era sereno ed il fiume si trovava in
stato idrogeologico di magra. Nel tratto è presente una
pompa per l'attingimento d'acqua. |
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Vegetazione
acquatica
- Durante il rilevamento si è constatata la presenza
microalghe epilitiche incrostanti, o costituenti feltro
fine, sulle pietre presenti al fondo delle buche. Nei tratti
con acqua corrente, e nelle zone meno profonde del ghiareto,
le alghe filamentose verdi ed il muschio acquatico, hanno
subito un grande sviluppo, probabilmente correlato anche
all’arrivo di nutrienti dai campi coltivati limitrofi. Nel
tratto ghiaioso e sabbioso, i rizomi quiescienti delle
spermatofite annuali, sommerse e semisommerse, sono
germogliati colonizzando anche vaste aree, lasciate scoperte
dalla magra del fiume. |
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Vegetazione
terrestre
- In destra idrogeografica, la vegetazione riparia presente
in fascia perifluviale primaria è costituita abbondanti
piante annuali che hanno colonizzato il ghiareto, da gruppi
di salice rosso ed arbusti, come roveto e sambuco. In fascia
perifluviale secondaria è presente pioppo bianco, salice
rosso, acacia e roveto, al bordo dell’alveo si osservano
campi coltivati. In riva sinistra, la fascia perifluviale
primaria è composta da salice rosso, roveto ed altra
vegetazione arbustiva. Il salice rosso spinge spesso le
fronde a coprire parzialmente il corso del fiume. La fascia
perifluviale secondaria è composta come la precedente. Alle
spalle della fascia perifluviale, sono presenti campi
coltivati e le strutture dell’acquedotto. |
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Granulometria
del fondo
- Il fondale è principalmente costituito da massi, ghiaia,
ciottoli e sabbia, depositati dall’azione delle piene.
Sulla riva sinistra dalla roccia arenaria di base,
variamente scavata dall’azione dell’acqua a costituire
buche di profondità mai superiore a poco più di un metro.
In queste buche si depositano massi di discrete
dimensioni. Rispetto al campionamento svolto a dicembre,
l’azione dell’acqua ha approfondito alcune buche presenti
al centro del fiume, depositando materiale verso la parte
più bassa della piana. Tutto il tratto campionato si
compone di lunghe piane alternate da grandi raggi e
correntine. Alla fine della sezione esaminata, si estende
un ampio ghiareto, mentre la parte superiore è formata da
una lunga correntina in grado di agire come buon agente
ossigenatore per l’acqua. |
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Componenti
organici del fondo
- Il calo di portata estivo consente un aumento di
ritenzione del detrito. A bordi della riva sinistra,
predominano detriti di origine vegetale, con strutture
grossolane, associate a parti fibrose e polpose. La
porzione maggiore del detrito organico e del sedimento
fine tende a depositarsi nelle acque basse del ghiareto.
In questa area la componente organica aumenta anche per
decomposizione delle alghe morte, e per l'apporto di
materiale refluo da alcuni scarichi fognari. |
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Ripari
per i pesci
- A ridosso degli affioramenti rocciosi e lungo i
conglomerati si presentano anfratti e massi, rifugio per
l'ittiofauna. Nelle buche ai bordi dell'alveo bagnato,
circondate da salice rosso, le radici delle piante
aumentano i luoghi di riparo, assieme agli anfratti
scavati sulle rive stesse. |
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Caratteristiche
Chimico Fisiche
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Temperatura |
°C |
31.0 |
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Temperatura
acqua |
°C |
26.0 |
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pH |
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8.0 |
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Ossigeno
disciolto |
mg/l |
11.94 |
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Ossigeno |
% |
150.0 |
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Nitriti |
mg/l
N02 |
0.00 |
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Ammonio
totale |
mg/l
NH4 |
0.07 |
Valutazione qualità
ambientale
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Unità sistematiche |
EBI |
Classe di Qualità |
| |
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Zonazione
|
Z. sup. trota |
Z. inf. trota |
Z. barbo |
Z. carpa |
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Macroinvertebrati
| Plecotteri |
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| Tricotteri |
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| Efemerotteri |
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| Odonati |
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| Coleotteri |
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| Molluschi |
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| Crostacei |
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| Megalotteri |
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| Emitteri |
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| Ditteri |
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| Planarie |
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| Irudinei |
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| Oligocheti |
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Caratteristiche Chimico
Fisiche - L’aumento
della temperatura, relativo al periodo estivo, non ha influito sulla
quantità d’ossigeno disciolto, mantenendo un livello discretamente
elevato. La saturazione relativa all’ossigeno appare molto elevata,
probabilmente a causa dell’azione ossigenante fornita dalla presenza di
moltissime alghe verdi. Anche per gli altri fattori campionati, siamo in
situazione ottimale, escluso lievi tracce d’ammonio, del tutto in linea
con la stagione e la portata del fiume. |
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Valutazione Qualità Ambientale
- Si rimanda al completamento delle analisi in laboratorio. |
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Zonazione
- Al momento del
campionamento, le caratteristiche ed il componimento della fauna ittica
catturata, collocano il tratto di fiume nella zona del barbo. |
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| Nome
comune |
Nome
scientifico |
Numero |
peso
(g) |
| |
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Pesce rosso |
Carassius
auratus |
2 |
451 |
|
Ghiozzo etrusco |
Padogobius nigricans |
Molti avannotti |
nr |
|
Barbo italico |
Barbus plebejus |
28 |
5648 |
|
Cavedano comune |
Leuciscus cephalus |
5 |
932 |
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Rovella |
Rutilus rubilio |
3 |
28 |
|
Carpa |
Cyprinus carpius |
4 |
18 |
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Lasca |
Chondrostoma genei |
11 |
532 |
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Totale |
|
53 |
7609 |
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Specie principale: barbo italico |
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Popolamento
Ittico
- Durante il campionamento, la fauna ittica è
apparsa ricca e sufficientemente varia. Sono state rilevate varie specie
di Ciprinidi, tra le quali prevale nettamente il barbo padano o italico (Barbus
plebejus), non è stato campionato nessun esemplare di barbo tiberino (Barbus
tyberinus), probabilmente a causa della temperatura relativamente
elevata, di un’esclusione per competizione alimentare o di comportamento
riproduttivo. La presenza del barbo italico, deriva da immissioni di pesce
bianco proveniente da pescicolture del nord Italia o attuate autonomamente
da ignoti. Questo tipo di barbo può rappresentare una minaccia per la
presenza del barbo tiberino autoctono. Tra i ciprinidi campionati vanno
segnalati anche il cavedano comune, il pesce rosso o carassio dorato, la
carpa e la lasca. Particolarmente interessante è la scarsa presenza della
rovella (Rutilus rubilio), collegata ad ambienti più freschi, allo
stesso modo del barbo tiberino e del cavedano etrusco. Il numero
relativamente basso dei soggetti campionati (53), non deve portare in
inganno. In tutto il tratto sono stati osservati migliaia d’avannotti di
barbo e di ghiozzo etrusco o di ruscello (Padogobius nigricans). La
maggior concentrazione d’avannotti si colloca nelle acque, calde, basse e
calme, presenti alla fine della piana principale e lungo i bordi del
ghiareto. La presenza di tanti esemplari d’età 0+, conferma le migrazioni
stagionali dettate da esigenze riproduttive. L'ambiente preso in esame
rappresenta un ottimo terreno riproduttivo per i ciprinidi reofili,
fornisce un’ottimo apporto al ripristino naturale della biomassa del
fiume. |
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Statistiche
sulla popolazione di Ittica
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| Galleria
Fotografica |
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 |
| Fig.
1 |
Fig.
2 |
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