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Carta
ittica della Provincia d'Arezzo |
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Fiume Arno,
Stazione di
rilevamento ARN06 |
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Condizioni
generali alla data del rilevamento.
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Data
ed ora |
21/07/2004 |
h. 09.25 |
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Condizioni
meteorologiche |
Sereno |
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Stato
idrogeologico |
Morbida |
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Lunghezza
della sezione |
m |
50 |
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Larghezza
della sezione |
m |
60 |
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Larghezza
dell'alveo |
m |
70 |
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Superficie |
mq |
3000 |
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Descrizione |
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La stazione
si trova nel corso medio inferiore dell’Arno aretino, in
corrispondenza del ponte del “Catolfi”, nel comune di
Laterina. A monte della sezione esaminata è presente la
parete invalicabile dell'invaso artificiale di "La Penna", a
valle si trova il campo di gara per la pesca sportiva "al
colpo". La presenza della diga a monte, espone tutta l'area
a episodi di piena improvvisa, correlati con le esigenze di
esercizio dell'invaso. Durante la stagione estiva,
l’apertura dello scarico della diga avviene con tempi e
modalità ridotte, questo consente una maggiore stabilità
dell’habitat. Il tratto presenta scarsissima pendenza ed è
caratterizzato da lunghe piane di scarsa profondità,
alternate da raggi e zone più profonde, formate dall’azione
della corrente. Il tratto a monte del ponte, interessato da
rilevanti lavori in alveo per la messa in sicurezza delle
sponde, si sta progressivamente rinaturalizzando, grazie
all’azione della corrente, in ogni caso la qualità
dell’habitat resta ancora molto bassa. In questa zona, sia
la riva destra, sia la riva sinistra, sono state rettificate
e bordate con gabbioni in ferro e ghiaia. Il tratto a monte
del fiume è popolato solamente d’alborelle, pesci di piccola
taglia ed avannotti. I campionamenti nelle zone a valle del
ponte e lungo i piloni, dove la profondità è maggiore, hanno
evidenziato un buon popolamento di fauna ittica. Questa
situazione conferma il graduale recupero dell’ambiente e gli
spostamenti stagionali dei pesci. In questa stagione, la
predazione da parte di uccelli ittiofagi è operata soltanto
da trampolieri come aironi e garzette, i cormorani svernanti
hanno raggiunto i loro luoghi di nidificazione in nord
Europa. |
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Vegetazione
acquatica
- Durante il rilevamento tutte le alghe epilitiche erano in
pieno rigoglio. Le alghe filamentose verdi risultavano
particolarmente abbondanti nelle zone minor profondità. Il
muschio acquatico è stato osservato con maggior frequenza
nei tratti a corrente più elevata, piloni del ponte,
massicciata a valle del ponte in riva destra. I tratti
ghiaiosi e sabbiosi, rimasti intatti a valle del ponte, sono
stati colonizzati dalle spermatofite annuali, sommerse e
semisommerse, quiescienti o in forma di sementi durante i
mesi invernali. |
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Vegetazione
terrestre
- La composizione della vegetazione non è diversa da quella
del primo campionamento, ovviamente in questa stagione
appare più rigogliosa, particolarmente per lo sviluppo delle
essenze arbustive e delle piante erbacee. La vegetazione
riparia presente in fascia perifluviale primaria è
costituita da salice rosso, roveto ed altra vegetazione
arbustiva. In riva destra, il salice rosso spinge spesso le
fronde a coprire parzialmente il corso del fiume. In fascia
perifluviale secondaria è presente, in riva sinistra una
pioppeta ed alcune piante d’acacia, in riva destra al pioppo
ed all’acacia si aggiungono alcune piante di quercia. In
entrambe le sponde, il sottobosco è costituito da roveto,
sambuco ed altri arbusti. Oltre l’area perifluviale, su
entrambe le rive, si estendono dei campi coltivati. |
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Granulometria
del fondo
- Il fondale è principalmente costituito da un letto
d’argilla, variamente scavata dall’azione dell’acqua a
costituire buche di profondità comprese tra un metro tre
metri. In queste buche si sedimenta principalmente del
limo fine, ma possono essere presenti massi, ghiaia,
ciottoli e sabbia, depositati dall’azione delle piene. Ai
lati dei piloni del ponte, la corrente scava delle buche
con fondale principalmente costituito da ciottoli e
ghiaia. A valle del ponte, in riva sinistra, la profondità
è minore e vi si estende un ampio ghiareto. Sempre a valle
del ponte, la riva sinistra, arginata da grosse pietre,
presenta la profondità maggiore. La parte superiore della
zona in esame, uniformata dall’azione delle ruspe, è
ancora formata principalmente dalla lunga correntina di
scarsa profondità, ma vi si stanno progressivamente
riformando tratti a profondità variabile, specialmente in
vicinanza di ostacoli depositati dalla corrente, come
grandi pietre o piccoli tronchi. In questo periodo
dell'anno, la ridotta attività dell'invaso, favorisce un
maggior accumulo di sedimento di limo fine. |
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Componenti
organici del fondo
- Il detrito organico è abbastanza diffuso, predominano
detriti di origine vegetale, con strutture vegetali
fibrose e polpolse, possono essere presenti resti d'alberi
trascinati in fiume dalle piene. In corrispondenza del
ghiareto, dove la profondità è minore, la presenza di
abbondanti alghe accresce la presenza di detrito,
sviluppato dalla loro decomposizione. questa copertura
algale favorisce lo sviluppo di macro e microinvertebrati,
ottimo cibo per gli avannotti, che sono presenti in
quantità rilevante. Al detrito vegetale si aggiunge una
certa quantità di liquami d'origine antropica, provenienti
da alcuni fossi collegati con la zona industriale di
Laterina. Nei tratti più profondi il detrito s'addensa a
formare depositi anaerobici. |
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Ripari
per i pesci
- Le buche scavate nell’alveo argilloso offrono rifugio ai
pesci con abitudini fossorie, come l'anguilla, il pesce
gatto e la tinca. I massi che costituiscono la sponda
destra del fiume,ospitano spesso vari tipi di Ciprinidi.
Nelle buche più profonde, bordate da salice rosso, le
radici delle piante aumentano i luoghi di riparo, assieme
agli anfratti scavati sulle rive stesse. Opere idrauliche,
come i piloni del ponte, offrono ulteriori ricoveri per
novellame ed adulti. |
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Caratteristiche
Chimico Fisiche
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Temperatura |
°C |
24.2 |
|
Temperatura
acqua |
°C |
23.3 |
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pH |
|
8.0 |
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Ossigeno
disciolto |
mg/l |
7.4 |
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Ossigeno |
% |
88.0 |
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Nitriti |
mg/l
N02 |
0.07 |
|
Ammonio
totale |
mg/l
NH4 |
0.8 |
Valutazione qualità
ambientale
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Unità sistematiche |
EBI |
Classe di Qualità |
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Zonazione
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Z. sup. trota |
Z. inf. trota |
Z. barbo |
Z. carpa |
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Macroinvertebrati
| Plecotteri |
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| Tricotteri |
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| Efemerotteri |
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| Odonati |
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| Coleotteri |
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| Molluschi |
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| Crostacei |
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| Megalotteri |
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| Emitteri |
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| Ditteri |
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| Planarie |
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| Irudinei |
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| Oligocheti |
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Caratteristiche Chimico
Fisiche - Al momento
del campionamento, la temperatura elevata, sia dell'aria che dell'acqua, ha
completamente smentito i dati relativi
all’ossigeno disciolto ed alla sua concentrazione raccolti in dicembre. Appare ovvia
la vocazione ciprinicola del tratto, l'elevata temperatura raggiunta in
estate rappresenta l'ottimale situazione per favorire la riproduzione di
molte specie, come il cavedano, la carpa e la tinca. Il minor flusso
ossigenante diminuisce la quantità d'ossigeno disciolto, anche se resta su
valori compatibili alla vita dei ciprinidi. I valori dei due fattori
legati all'acqua (temperatura e velocità della corrente), hanno però
favorito il deteriorarsi degli altri valori rilevati. Si è osservata
elevata presenza di nitriti ed una discreta presenza di nitrati,
probabilmente fattori legati entrambi all'azione antropica. |
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Valutazione Qualità Ambientale
- Si rimanda al completamento delle analisi in laboratorio. |
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Zonazione
- Trovandosi sotto ad un
grande sbarramento idroelettrico, e poco più a monte di un secondo bacino
artificiale, stabilire una zonazione standard è molto difficile. In
effetti le acque dei due bacini corrispondono ad habitat tipici di
Ciprinidi con deposizione fitofila (zona della carpa), mentre i tratti
sotto le opere di scarico, caratterizzati da maggior corrente e variazioni
di portata frequenti, si potrebbero benissimo assegnare alla zona del
barbo. In realtà si tratta di un habitat ibrido, o di confine, in cui
specie appartenenti ad una delle due zone, si spostano frequentemente
attraverso tutti e due gli habitat. |
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| Nome
comune |
Nome
scientifico |
Numero |
peso
(g) |
| |
|
Alborella |
Alburnus
alburnus |
105 |
396.5 |
|
Anguilla |
Anguilla anguilla |
1 |
1206 |
|
Cavedano comune |
Leuciscus cephalus |
45 |
5938 |
|
Rutilo |
Rutilus rutilus |
7 |
48 |
|
Lasca |
Chondrostoma genei |
1 |
8 |
|
Pseudorasbora |
Pseudorasbora
parva |
1 |
4 |
|
Carassio dorato |
Carassius auratus |
25 |
4890 |
|
Carpa |
Cyprinus carpius |
16 |
10764 |
|
Pesce gatto |
Ameiurus melas |
1 |
19 |
|
Savetta |
Chondrostoma soetta |
1 |
16 |
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Totale |
|
203 |
23289.5 |
| |
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Popolamento
Ittico
- Il campionamento effettuato ha confermato la
presenza di varie specie di Ciprinidi. Rispetto al campionamento di
dicembre, la situazione si è completamente rovesciata. In termini di
biomassa catturata siamo passati dai 540 gr. dell'inverno ai 23289.5 kg di
luglio. Tra le
specie continua a prevalere numericamente l’alborella (Alburnus alburnus),
ma la biomassa si concentra sulla carpa, sul cavedano comune (Leuciscus
cephalus cabeda) e sul carassio o pesce rosso (Carassius auratus).
Oltre alla pseudorasbora, presente anche in inverno, ha fatto la sua
comparsa il rutilo o gardons (Rutilus rutilus), parente d'oltralpe
della nostrana rovella (Rutilus rubilio). La rovella sembra
scomparsa. Al numero degli esemplari catturati deve essere sommato il
grande numero di avannotti osservati in tutta l’area campionata. La
situazione riscontrata conferma l'esistenza di spostamenti stagionali dell'ittiofauna sia a scopo alimentare,
sia a scopo riproduttivo. Se s’esclude la possibilità d’improvvise
inondazioni causate dall’esercizio della diga, l'ambiente preso in esame
rappresenta un ottimo terreno riproduttivo per i ciprinidi reofili, ed
un'ottima nursery sia per gli avannotti dell'anno, sia la classe 1+.
L'apparente scomparsa della rovella può essere imputata ad un suo
spostamento in acque più fredde e più ossigenate, non si deve però
escludere che la presenza del rutilo danneggi la specie autoctona per
fenomeni di competizione alimentare e d'ibridazione. la presenza, a valle
della stazione, del campo di gara per la pesca sportiva al colpo, pur
rappresentando un ottima fonte di distribuzione di cibo per i pesci,
potrebbe essere fonte di perturbazione della composizione dell'ittiofauna.
Non possiamo escludere a priori che, all'insaputa del comitato di gestione
del campo di gara, alcuni pescatori scorretti o disinformati, facenti
parte d'associazioni o meno, provvedano a tentare l'immissione di specie
alloctone nelle nostre acque. Questo fatto si è già verificato nel corso
inferiore dell'Arno, specialmente a Firenze, con l'arrivo del siluro
d'Europa (Silurus glanis), pesce gatto punteggiato (Ictalurus
punctatus), abramide o bréme (Abramis brama) ed il rutilo o
gardons già citato. Si raccomanda pertanto al comitato di gestione, una
stretta sorveglianza sul pesce catturato in gara, per segnalare l'arrivo
d'altri esemplari "indesiderati", e per prevenire azioni sbagliate. Anche
la semina di pesce bianco proveniente d'allevamenti, deve essere seguita,
poiché spesso le specie alloctone sono frammiste al materiale non ben
selezionato. Le due dighe presenti nel corso dell'Arno aretino, anche se
impediscono migrazioni importanti come quella dell'anguilla, rappresentano
un formidabile freno alla diffusione delle specie alloctone. Soltanto
l'azione dell'uomo può rendere le specie alloctone in grado in grado di
colonizzare il tratto superiore del fiume. |
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Statistiche
sulla popolazione di Ittica
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| Galleria
Fotografica |
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| Fig.
1 |
Fig.
2 |
Fig.
3 |
Fig. 4 |
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