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Il Torrente Archiano

Classificazione delle acque - Salmonidi dalle origini fino al ponte di Camprena. Ciprinidi per il resto del suo percorso.

Descrizione dell'ambiente - Il torrente Archiano ha origine dal Passo dei Mandrioli (1267 m s.l.m.) e il suo corso si estende per 18 km prima di immettersi in Arno, come affluente di sinistra, presso Bibbiena. Lungo il suo percorso possono essere osservate le due zone della trota e la zona del barbo. Nel suo corso superiore, il torrente attraversa il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, area di grande interesse ambientale. In seguito l’Archiano attraversa la piana alluvionale che da Soci raggiunge Bibbiena, attraversando aree densamente abitate e coltivate.

Stazioni di Rilevamento

ARCH01, Camprena; torrente Archiano, in corrispondenza dell’area a monte del ponte di Camprena, 5/11/2003.

ARCH01, Camprena; torrente Archiano, in corrispondenza dell’area a monte del ponte di Camprena, 13/07/2004.

ARCH02, Partina; torrente Archiano, immediatamente a monte dell’abitato di Partina, 5/11/2003.

ARCH02, Partina; Archiano, immediatamente a monte dell’abitato di Partina, 13/07/2004.

Sottobacino idrogeograficoArno Casentino

Fauna ittica - Il torrente Archiano ha una grande importanza ecologica grazie alla variabilità degli habitat presenti lungo il suo corso ed alla qualità delle sue acque. La purezza delle acque del tratto superiore è testimoniata dalla presenza del gambero di fiume appenninico (Austropotamobius pallipes). Nel torrente sono presenti le prime tre zone ittiche tipiche, dalla zona superiore della trota fino alla zona del barbo. La zona superiore costituisce un ottimo ambiente per lo sviluppo dei Salmonidi, grazie alle sue caratteristiche fisiche, chimiche ed ambientali. I ripopolamenti di trote da effettuare nel torrente devono seguire una prassi oculata, che preveda di realizzare, oltre l’obiettivo quantitativo, anche un risultato qualitativo costituito dalla creazione di una popolazione con buone caratteristiche di selvaticità. Nell’Archiano, la zona inferiore della trota è forse l’area di maggior pregio di tutto il torrente, per la qualità delle sue acque che hanno consentito il mantenimento della popolazione di Ciprinidi reofili autoctoni originaria e del gambero di fiume. In questo torrente vive e prospera una delle maggiori popolazioni di gambero di fiume appenninico, specie endemica, segnalata dalla direttiva 92/43 CEE nell’allegato III, come specie minacciata e necessitante di speciali misure per la sua protezione. Nel tratto dell’area inferiore della trota, sono presenti considerevoli gruppi di barbo tiberino, rovella, vairone, ghiozzo etrusco o di ruscello. Il tratto che dal ponte di Camprena giunge fino alla foce in Arno, corrisponde alla zona del barbo e riveste una grande importanza ai fini della conservazione faunistica. Oltre alle specie associate alla trota precedentemente citate, vi sono presenti buone popolazioni di cavedano comune e di lasca. Nel complesso il torrente sembra aver mantenuto le originarie caratteristiche ittiofaunistiche delle acque della nostra provincia. Durante il periodo estivo si assiste ad un certo interscambio tra le specie ittiche, effettivamente sembra che alcune trote subadulte e adulti di minore taglia, si spingano verso il piano a svolgere la loro fase d’accrescimento.

Ripopolamenti

 

Provvedimenti Speciali

 

Galleria Fotografica

 
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Fig. 8 Fig. 9 Fig. 10 Fig. 11 Fig. 12 Fig. 13 Fig. 14
Fig. 15 Fig. 16 Fig. 17 Fig. 18 Fig. 19 Fig. 20 Fig. 21
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Viabilità -

Servizi presenti in zona e numeri utili -

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