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Il Torrente Chiassa

Classificazione delle acque - Salmonidi dalle origini fino al ponte della S.P. presso la Chiassa Superiore. Ciprinidi per il resto del suo percorso.

Descrizione dell'ambiente - Il torrente Chiassa nasce alle pendici del Monte Filetto nell’Alpe di Catenaia all’altezza di circa 700 m s.l.m. confluendo in Arno, dopo circa 12 km, come affluente di sinistra nei pressi dell’abitato di Giovi. Lungo il suo percorso in località Chiaveretto riceve le acque del suo maggiore tributario, il Chiassaccia (circa 11 km di lunghezza), che nasce dall’Alpe di Poti (974 m s.l.m.). Nell’alto corso del Chiassaccia è presente una derivazione dell’invaso di Montedoglio che garantisce un costante apporto di acqua durante tutto l’anno. La derivazione ha determinato un netto miglioramento della qualità delle acque. La grande superficie di questo sottobacino idrogeografico garantisce la presenza di un habitat molto vario che va dalla zona superiore della trota alla zona del barbo.

Stazioni di Rilevamento

CHIAS01, Giovi; prima dello sbocco in Arno, in corrispondenza della zona dell'ex cartiera Boschi. 01/12/2003

CHIAS01, Giovi; prima dello sbocco in Arno, in corrispondenza della zona dell'ex cartiera Boschi. 15/07/2004

CHIAS02, Chiaveretto; a monte dell'abitato di Chiaveretto, nel comune di Subbiano.

CHIAS03, Chiassaccia; nei pressi dell'uscita della condotta idrica proveniente dall'invaso di Montedoglio.

Sottobacino idrogeograficoArno Casentino

Fauna ittica - Lungo il suo corso sono individuabili le due zone caratteristiche della trota, la inferiore e la superiore e la zona del barbo. Le prime due zone presentano caratteristiche nettamente diverse nel popolamento ittico. La zona superiore, comprende i tratti a monte dell’abitato di Chiaveretto sia del Chiassa che tutto il corso del Chiassaccia, costituisce un ottimo ambiente per lo sviluppo dei Salmonidi grazie alle sue caratteristiche fisiche, chimiche ed ambientali. Nel caso del Chiassaccia, ha notevolmente contribuito alla qualità delle acque la presenza della deriva idrica proveniente da Montedoglio. In tutta la zona superiore della trota è importante effettuare le eventuali immissioni secondo una prassi oculata che preveda di la creazione di una popolazione autoctona o quasi, con buone caratteristiche di selvaticità. La zona inferiore, classificata attualmente come zona del barbo, inizia dal ponte della S.P. presso la Chiassa Superiore. Per la qualità delle sue acque consente, oltre il mantenimento della popolazione di Ciprinidi reofili originaria dei fiumi del nostro territorio, la sopravvivenza di trote per tutto l’anno. Il torrente Chiassa costituisce una vera e propria riserva naturale per la riproduzione delle nostre specie autoctone, rappresentando uno dei maggiori punti di ripopolamento per lo stesso corso del fiume Arno. Sono infatti presenti considerevoli popolazioni di cavedano etrusco, barbo tiberino, rovella, vairone, lasca, ghiozzo etrusco o di ruscello e cavedano comune. Per questo motivo si richiede l’istituzione di una zona di frega nel tratto immediatamente a monte della sua foce in Arno.

Ripopolamenti

 

Provvedimenti Speciali

 

Galleria Fotografica

 
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Viabilità -

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