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Fauna
ittica -
Nel torrente Corsalone sono presenti le prime tre zone ittiche
tipiche, dalla zona superiore della trota fino alla zona del
barbo. La zona superiore costituisce un ottimo ambiente per lo
sviluppo dei Salmonidi grazie alle sue caratteristiche
fisiche e chimiche ed ambientali. Nel caso di questo torrente ha
notevole importanza effettuare le eventuali immissioni secondo
una prassi oculata che preveda di realizzare, oltre
l’obiettivo quantitativo, anche un risultato qualitativo
costituito dalla creazione di una popolazione autoctona o
quasi, con buone caratteristiche di selvaticità. La zona
inferiore della trota è caratterizzata dalla presenza, in
associazione con il salmonide, di specie reofile autoctone
originarie dei fiumi del nostro territorio, come barbo
tiberino, rovella, vairone, ghiozzo etrusco o di ruscello. Il
tratto inferiore come precedentemente citato, subisce forti
periodi di magra nel periodo estivo che portano il torrente ad
asciugarsi totalmente nella sua porzione inferiore, escludendo
la continuità dell’habitat con il corso del fiume Arno. La
zona terminale del Corsalone è stata interessata per anni da
forti alterazioni di origine ambientale, principalmente dovute
all’utilizzo delle sue acqua per il lavaggio di materiali da
costruzione. Questo ha causato la deposizione di forti
quantità di materiali fini che per anni hanno impedito un
corretto sviluppo della fauna macrobentonica. Attualmente la
parte terminale del torrente è in fase di timido recupero,
durante il campionamento effettuato sono stati riscontrati
modeste quantità di cavedano comune, barbo tiberino e rovella,
appartenenti soltanto alle prime classi di età. Nelle zone in
cui l’acqua permane durante tutto l’anno, la sua qualità tende
a stabilizzarsi su valori compatibili con la vita dei
Salmonidi. Allo stato attuale la zona barbo del torrente
Corsalone non rappresenta un habitat di grande interesse,
quindi potrebbe essere proposto di utilizzarla come area per
la pesca e l’asporto di Salmonidi adulti. |