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Fauna ittica
- Se si esclude l'invaso di Montedoglio ed il tratto a valle
della diga, il Tevere mostra notevoli variazioni stagionali
per la temperatura dell’acqua e la concentrazione d’ossigeno
disciolto. Da una condizione invernale favorevole alla vita
dei Salmonidi si passa ad una situazione estiva diametralmente
opposta, in grado di consentire la sopravvivenza ai soli
Ciprinidi. Inoltre la produttività, rappresentata dallo
sviluppo degli organismi bentonici, risulta costantemente
bassa a causa della instabilità dell’habitat. Praticamente il
Tevere si presenta come un classico corso d’acqua appenninico,
a regime torrentizio, popolato da Ciprinidi reofili come il
vairone (Leuciscus muticellus), la rovella (Rutilus
rubilio), il cavedano etrusco (Leuciscus lucumonis),
il ghiozzo etrusco o di ruscello (Padogobius nigricans),
la lasca (Chondrostoma genei), il barbo tiberino (Barbus
tyberinus) ed il cavedano comune (Leuciscus cephalus
cabeda). L'invaso rappresenta una notevole incognita
riguardo l'evoluzione della fauna ittica locale. Nel bacino
artificiale di Montedoglio vengono immesse, all'insaputa delle
autorità competenti, specie alloctone come il lucioperca
(accertato), il carassio, persico sole e trota e,
probabilmente, il siluro. La presenza di tali specie
ridimensiona il benefico effetto che il bacino ha
rispetto ai principali torrenti tributari (Tignana e Singerna),
la grande capacità trofica dell'invaso viene sfruttata per
l'accrescimento delle principali specie di ciprinidi reofili e
dei salmonidi che, nel periodo estivo, risalgono i torrenti in
cerca di acque più fresche ed ossigenate o per fini
riproduttivi. La presenza di predatori alloctoni ovviamente
danneggia la consistenza delle popolazioni di specie
autoctone. A valle dell' invaso si è creata una situazione
molto particolare: il regime delle acque non è più soggetto a
forti variazioni, il corso del fiume risulta molto più
stabile, grazie alla regimazione standard offerta dalla diga,
i ghiareti vengono colonizzati da arbusti come il salice rosso
che ne consolidano ulteriormente il corso e la temperatura
dell’acqua risulta molto stabile: allo scarico di fondo si
aggira, in ogni stagione, sui 6° C per poi stabilizzarsi sui
12°-15° C fino all’abitato di Sansepolcro. Questa situazione
ha favorito l'immissione di specie pregiate come la trota
fario ed il temolo che in tale ambiente si riproducono
autonomamente. |