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Il Torrente Afra

Classificazione delle acque Salmonidi per tutto il suo percorso.

Descrizione dell'ambiente - Il torrente Afra nasce sulle pendici del Monte dei Frati (1454 m.s.l.m.) e dopo circa 15 km confluisce nel Tevere, a valle di Sansepolcro e nei pressi del confine umbro. Tutto il suo percorso si svolge in provincia di Arezzo. Il corso del torrente Afra mostra una netta distinzione tra il tratto montano e quello planiziale. Nella prima sezione il torrente si fa strada con forte pendenza in un letto scavato nell'arenaria e caratterizzato da serie di buche e rapide. Nella zona il paesaggio e scarsamente urbanizzato, le sponde sono circondate da macchie, boschetti, campi incolti e radi prati, la vegetazione perifluviale garantisce una buona copertura. La porzione montana dell'Afra rappresenta un buon ambiente per le popolazioni salmonicole. Il tratto corrispondente all'ingresso dell'Afra nella piana della Valtiberina si snoda attraverso un terreno alluvionale ricco di sabbie ed argille, facilmente erodibile e soggetto a notevoli variazioni di portata. Il tratto subisce l'influenza dei vicini abitati di Sansepolcro e S. Giustino, sono presenti opere idrauliche e l'inquinamento urbano ed agricolo risulta più pronunciato. Complessivamente questa parte del torrente Afra si presenta come un habitat tipico di ciprinidi reofili più che un ambiente adatto ai salmonidi.

Stazioni di Rilevamento

AFR01 - Tratto terminale del torrente Afra, in località "Ponte S. Francesco".

AFR02 - Tratto superiore del torrente Afra, in località "L'Imposto".

Sottobacino idrogeografico - Fiume Tevere aretino.

Fauna ittica - La fauna ittica del torrente Afra rispecchia quanto già detto rispetto alle caratteristiche generali del corso d'acqua. Nel tratto montano si osserva la tipica comunità di alta collina del territorio aretino, vairone, trota fario e, nel tratto meno elevato, barbo tiberino e ghiozzo. Dai rilevamenti effettuati in località "L'Imposto" si è constatata la presenza di una buona popolazione di vairone, con la presenza di ghiozzo etrusco e giovani esemplari di barbo tiberino, la popolazione di trote è rappresentata da individui di dimensioni comprese tra i 110 ed i 190 mm, fatto che sembrerebbe segnalare una forte pressione di pesca e la dipendenza della specie da specifiche semine. Il rilevamento svolto in località "Ponte S. Francesco", zona corrispondente all'area di transizione tra il tratto montano e quello di pianura, mostra una situazione molto diversa. In quest'area il cavedano comune si presenta come specie nettamente dominante, sia per numero che per taglia degli esemplari, anche il barbo tiberino è presente con un buon numero di esemplari, appare il cavedano etrusco e la rovella, persiste la presenza del vairone e del ghiozzo. La presenza dell'un unico esemplare di trota fario è probabilmente da porsi in relazione con il trasporto svolto dagli episodi di piena del torrente.

 

Ripopolamenti

 

Provvedimenti Speciali

 

Viabilità -

Servizi presenti in zona e numeri utili -

Galleria Fotografica

 
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