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Il Torrente Padonchia

Classificazione delle acque - Salmonidi per tutto il suo percorso.

Descrizione dell'ambiente - Il torrente Padonchia nasce alle falde del monte Favalto (1082 m s.l.m.) e confluisce nel torrente Cerfone, dopo circa 14 km, come affluente di sinistra a valle dell’abitato di Monterchi. Nel suo alto corso, a monte dell’acquedotto di Monterchi, il Padonchia ha carattere torrentizio montano, con costante apporto di acqua durante tutto l’anno. Nella piana di Monterchi, il torrente scorre su di un substrato alluvionale, lo stretto alveo appare regolare e forma lunghe piane con vegetazione riparia arborea ed arbustiva ben sviluppata. In questa zona il prelievo idrico e la natura permeabile del substrato, possono causare episodi di magra notevoli. La zonazione del torrente comprende la zona superiore e la zona inferiore della trota.

Stazioni di Rilevamento

PAD01 - Torrente Padonchia immediatamente a monte dell’acquedotto di Monterchi.

Sottobacino idrogeografico - Il torrente Padonchia è affluente del torrente Cerfone, tributario del fiume Tevere.

Fauna ittica - Lungo il suo corso sono individuabili le due zone caratteristiche della trota. La zona superiore, comprende il tratto a monte dell’acquedotto di Monterchi, si presenta come un tipico torrente collinare toscano con scarsa portata e soggetto a periodiche piene, si tratta di un buon ambiente per lo sviluppo dei Salmonidi che sono i soli pesci presenti assieme al vairone. La porzione inferiore del torrente corrisponde alla zona inferiore della trota, popolata da una comunità ittica che comprende anche Ciprinidi reofili originari dei fiumi del nostro territorio. Il torrente consente la sopravvivenza di trote per tutto l’anno grazie anche all’abbondante vegetazione ripariale che previene l’eccessivo riscaldamento delle acque. Purtroppo, nel tratto planiziale del torrente, si possono verificare forti magre durante la stagione estiva a causa del prelievo idrico a cui è sottoposta la falda. Episodi del genere possono determinare un calo numerico dell’ittiofauna presente ma, grazie alla buona qualità delle acque, le popolazioni di cavedano etrusco, barbo tiberino, rovella, vairone, lasca, ghiozzo etrusco o di ruscello e cavedano comune, possono ricostituirsi in breve tempo al momento che le condizioni ritornano favorevoli. L’apparente assenza di trote rilevata dal campionamento della stazione è probabilmente da imputarsi all’eccessiva pressione di pesca, che in qualche caso viene esasperata da episodi di bracconaggio di individui immaturi.

 

Ripopolamenti

 

Provvedimenti Speciali

 

Viabilità -

Servizi presenti in zona e numeri utili -

Galleria Fotografica

 
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