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Fiume Arno a Marcena |
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Le derivazioni dai corsi
d'acqua superficiali se da un lato sostengono attività
economico - produttive legate alla produzione idroelettrica o
all'agricoltura, dall'altro determinano un forte impoverimento
dei corsi d'acqua che le subiscono. E' peraltro evidente che
un corso d'acqua in secca non può ospitare alcun pesce ed un
fiume con portate ridotte a semplici rigagnoli potrà sostenere
quantità e qualità di pesce molto limitate. Togliere acqua da
un fiume significa per i pesci sottrarre il loro spazio
vitale, i rifugi, le aree di caccia e di frega.
Anche nel caso delle
derivazioni idriche il conflitto di interesse fra i diversi
possibili fruitori della risorsa idrica è evidente.
In tale contesto negli ultimi
anni è nata la consapevolezza di mantenere un Deflusso Minimo
Vitale (DMV) a valle delle derivazioni idriche, tale da
consentire il mantenimento della vita acquatica. Anche
l’applicazione del DMV è prevista nel Piano di Tutela delle
Acque, e dunque anche per quanto riguarda l’aspetto
quantitativo si presume che con la progressiva attuazione
degli obiettivi di piano si possano migliorare le condizioni
idriche anche dal punto di vista dei pesci.
Il reticolo idrico superficiale
della Provincia di Arezzo è peraltro costellato di derivazioni
idriche e numerose paiono anche le richieste di nuove
concessioni, favorite dalle normative inerenti le energie
rinnovabili.
La Provincia di Arezzo, al fine
di tutelare i corsi d’acqua di maggior pregio
conservazionistico ed alieutico ha approvato una delibera (DGP
n. 500 del 11/08/2005) che definisce le norme di garanzia e le
prescrizioni da adottare nei disciplinari di concessione per
derivazioni d’acqua a qualsiasi uso in provincia di Arezzo.
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Fiume Marecchia |
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Torrente Lusignana |
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