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Torrente Cerfone |
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Conservare la naturalità di alveo e sponde dei corsi d'acqua e
l'integrità della loro fascia vegetazionale riparia è una
priorità anche nell'ottica della gestione ittica. La
complessità e la diversità delle comunità ittiche e la loro
abbondanza sia in termini di densità sia di biomassa risultano
strettamente legate alla diversità e naturalità dell'ambiente
acquatico.
E' infatti anche intuitivo pensare che un corso d'acqua
costretto in un alveo rettificato, con sponde e fondo lisci e
regolari, dove l'acqua si distribuisce su una lama sottile ed
uniforme, non presenta più la possibilità di ospitare pesci,
soprattutto se si tratta di pesci di una certa taglia. La
presenza e l'alternanza di zone a corrente debole, moderata e
veloce, di buche, rapide, lame, di rifugi in alveo
rappresentati da massi di forme e dimensioni diverse, alberi
in acqua, radici e ceppaie, sponde scavate, alberi sulle
sponde che ombreggiano, è un complesso di situazioni di micro
e di mesohabitat indispensabile per il benessere dei pesci.
In tale ottica la conservazione della diversità morfologica è
una necessità, perché ad essa corrisponde la biodiversità
degli ambienti acquatici e quindi anche delle comunità ittiche
che li popolano.
Le tecniche di intervento a cui è opportuno riferirsi sono
quelle dell’ingegneria naturalistica, ed in particolare a
quelle tecniche che riguardano il mantenimento della
naturalità delle sponde e la diversità morfologica dell’alveo,
possibilmente utilizzando anche i rifugi per pesci. Tra questi
ultimi si citano ad esempio i deflettori di corrente; la posa
di massi in alveo; la posa di ceppaie ancorate in alveo; i
rifugi sottosponda e tante altre soluzioni, di cui è ricca la
bibliografia di settore.
E' infatti del tutto evidente che in caso di pericolo per
infrastrutture e persone a causa di corsi d'acqua che erodono
o esondano in corrispondenza di manufatti sia necessario
intervenire con una "sistemazione idraulica". Non è invece
ancora ben accettata da tutti gli Enti preposti a tali
interventi, l'applicazione di tecniche bioingegneristiche.
Esse consentono molto spesso di raggiungere gli stessi
risultati in termini di stabilità e di messa in sicurezza,
utilizzando tecniche che minimizzano l'impatto sul corso
d'acqua, consentendo alle componenti biotiche di continuare a
popolare l'ambiente acquatico. Questa filosofia di intervento
è peraltro prevista anche dal Piano di Tutela delle Acque
della Regione Toscana.
La fascia di vegetazione ripariale rappresenta una zona di
straordinario interesse naturalistico e di vitale importanza
anche per la fauna ittica. Essa fornisce ombreggiamento, che
significa rifugio visuale e mantenimento di temperature più
costanti, cibo rappresentato dagli insetti aerei che gravitano
nel fogliame sospeso sull'acqua, materiale organico da
decomporre che è alla base della catena alimentare acquatica.
Le radici e le ceppaie sulle sponde danno inoltre un'ottima
stabilità alla sponda stessa e la buca che spesso il corso
d'acqua scava in corrispondenza delle ceppaie ripariali è un
rifugio eccellente per tutti i pesci. Questi motivi sostengono
quindi il fatto di pensare anche alla vegetazione ripariale
nell'ambito del Piano Pesca, essendo molto spesso preferibile
intervenire su di essa piuttosto che attivare altri tipi di
pratiche gestionali.
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Torrente Esse |
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