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Briglia sul Fiume
Tevere |
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L’importanza dei passaggi artificiali per pesci (comunemente e
impropriamente detti "scale di risalita") è dovuta al fatto
che tutte le specie ittiche, con modi e tempi estremamente
differenti, effettuano spostamenti lungo i corsi d’acqua.
Questi spostamenti possono avvenire nell’arco temporale di una
giornata, di una stagione, di un anno o di più anni. Ogni
specie si sposta dunque lungo l’asta fluviale secondo le
necessità, che fondamentalmente sono di carattere trofico o
riproduttivo e che possono compiersi nell’ambito del bacino
idrografico oppure muovendosi da o per l’ambiente marino.
Quando le specie ittiche compiono migrazioni che comportano il
passaggio dall’acqua dolce all’acqua di mare, dopo essersi
accresciute nella prima e per riprodursi nella seconda, si
parla di specie catadrome, la cui rappresentante di gran lunga
più nota ed importante è l’anguilla (Anguilla anguilla).
Nel caso opposto, quando per riprodursi una specie risale i
corsi d’acqua dopo essersi accresciuta in mare, si parla di
specie anadrome, alle quali appartengono ad esempio i salmoni
(Salmo salar, Oncorhynchus sp.), la trota di
mare (Salmo trutta) e lo storione (Acipenser sp.).
Oltre a questi grandi migratori, in grado di percorrere
migliaia di chilometri, numerose specie si spostano per tratti
più modesti, rimanendo all’interno del medesimo corso d’acqua,
per esigenze diverse. Tipico esempio è la trota fario (Salmo
(trutta trutta), che compie brevi spostamenti nell’arco
della giornata per raggiungere le zone di caccia, che sono
comunque molto vicine alle zone di rifugio, e che compie
invece spostamenti verso monte di maggior consistenza
all’approssimarsi del periodo riproduttivo, per raggiungere le
aree caratterizzate dai parametri chimici, fisici e
strutturali più idonei per la deposizione delle uova.
Anche in ambiente lacustre si verificano importanti
migrazioni, nell’ambito dello stesso lago oppure con i corsi
d’acqua collegati. Ad esempio i coregoni (Coregonus sp.)
compiono migrazioni verticali stagionali, lungo la colonna
d’acqua, localizzandosi alle profondità più ricche di
zooplancton, che rappresenta il loro alimento, normalmente in
prossimità del termoclinio. Altro esempio è quello della trota
lacustre, che risale gli immissari anche per lunghi tratti per
raggiungere le zone di riproduzione. In misura minore
risalgono gli immissari alcuni ciprinidi, come il cavedano (Leuciscus
cephalus) e l’alborella (Alburnus alburnus alborella).
Alla luce di tutto questo appare evidente che l’interruzione
di un corso d’acqua, oltre alle modificazioni strutturali che
comporta e alla trasformazione dell’ambiente acquatico che
determina, cambiandone a volte la stessa vocazionalità ittica,
sicuramente è un ostacolo alle migrazioni della fauna ittica,
spesso insormontabile.
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Diga di Montedoglio
sul Fiume Tevere |
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Naturalmente le specie che subiscono i danni maggiori sono le
grandi migratrici: quelle specie che dal mare devono risalire
i corsi d’acqua per lunghi tratti, sia a scopo alimentare che
a scopo riproduttivo. I problemi esistono anche in senso
opposto, cioè a discendere dal fiume al mare, poiché a volte
c’è di mezzo una turbina (opere idroelettriche) e poiché
comunque viene alterata la velocità della corrente, che
rappresenta uno degli stimoli alla discesa a mare, dilatando
altresì il tempo necessario per raggiungere il mare. Il
problema della discesa viene però più facilmente superato
sfruttando le piene, allorché la diga o lo sbarramento viene
“bypassato” in ragione delle portate molto elevate. Tali
portate viceversa difficilmente consentono la risalita poiché
i valori di velocità della corrente molto spesso soverchiano
le pur eccellenti capacità natatorie dei pesci che resistono
ad esse utilizzando i rifugi offerti dalla struttura fisica
dell’alveo.
Tra gli obiettivi del Piano Pesca deve quindi essere
considerato anche quello di ripristinare la continuità
fluviale e le possibilità di scambio fra i laghi e i loro
tributari, poiché ciò determinerà un miglioramento qualitativo
e quantitativo delle popolazioni ittiche.
In fase di progettazione di un passaggio artificiale è
importante tenere ben presente la composizione della comunità
ittica interessata, la tipologia di corso d'acqua ed il regime
delle portate, l'entità del dislivello da superare e tutte gli
altri possibili dati di progetto per far sì che il passaggio
artificiale funzioni correttamente. In relazione alle diverse
esigenze esistono infatti molte tipologie di passaggio
artificiale: il passaggio rustico o "rapida artificiale", il
passaggio a bacini successivi, il tipo "Denil", gli ascensori
ed altri ancora.
La delibera provinciale citata per le concessioni di
derivazione d’acqua (DGP n.500 del 11/08/2005) ha individuato
anche le opportune prescrizioni relative ai passaggi
artificiali per pesci. A Tale scopo le diverse strutture da
realizzarsi dovranno essere concordate con l’ufficio pesca di
questa Amministrazione.
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Briglia sul Torrente
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