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Il fiume Arno a
Corsalone ambiente dei Ciprinidi reofili |
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Il fiume Arno a
Montevarchi ambiente dei Ciprinidi limnofili |
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La zonazione delle acque della
Provincia di Arezzo si basa sui campionamenti ittici
effettuati al fine di predisporre la Carta Ittica Provinciale,
e riconduce quindi i corpi idrici del territorio a zone
ittiche corrispondenti alle comunità ittiche rilevate nel
corso dei censimenti.
Ai sensi dell’art. 10 della
L.R. n. 7/2005, i corpi idrici della Toscana ai fini della
pesca sono suddivisi nelle seguenti zone ittiche:
• zona a salmonidi;
• zona a ciprinidi;
• zone di foce o ad acque
salmastre, ovvero specchi lacustri naturali o artificiali di
rilevante superficie
La particolare conformazione
del territorio aretino, che comprende bacini appenninici di
grande estensione, che originano a quote relativamente elevate
per giungere progressivamente in pianura, comporta la presenza
di lunghi tratti di corsi d’acqua di fondovalle in cui sono
presenti entrambe le famiglie caratterizzanti le zone ittiche:
salmonidi e ciprinidi. Se infatti i tratti più a monte
ospitano quasi esclusivamente salmonidi, mentre i tratti più a
valle ospitano quasi esclusivamente ciprinidi, i tratti
intermedi ospitano gli uni e gli altri, rendendo difficile ed
improprio attribuire un limite netto alle due zone ittiche.
Per tale motivo si è ritenuto utile individuare una ulteriore
“sottozona” ittica potenziale, che consenta alla Provincia di
suddividere la zona a salmonidi nelle due sottozone e nella
quale, in accordo con le Associazioni Provinciali di Pesca
Sportiva è possibile consentire l’attività di pesca, rivolta
esclusivamente alle specie ciprinicole presenti, anche nei
periodi di divieto previsti per la trota:
a.1. zona a salmonidi superiore
a.2. zona a salmonidi inferiore
I dati relativi alle stazioni
di campionamento della Carta Ittica descrivono per ogni
stazione le caratteristiche ambientali complessive ed il
popolamento ittico presente, permettendo così di individuare
l’appartenenza della stazione stessa alla zona a Salmonidi
superiore o inferiore.
Nelle zone con caratteristiche
a Salmonidi superiori (a.1) l’attività di pesca in periodo di
chiusura dei Salmonidi è vietata, fatto salvo le aree su cui
vengano istituite Zone a Regolamento Specifico per la pesca
no-kill, dove i periodi di effettiva chiusura della pesca sono
stabiliti dall’Organismo di Gestione con i regolamenti di
gestione approvati dalla Provincia.
Poiché nelle zone a Salmonidi
inferiori si ritiene compatibile anche l’attività di pesca
sportiva in periodo invernale, ovviamente con i limiti
previsti e con il divieto di catturare i salmonidi, la
Provincia in accordo con le Associazioni di pesca individuerà
i tratti in cui permettere l’attività di pesca, ai soli
ciprinidi, per tutto l’anno in quanto attribuibili come
classificazione ad acque a salmonidi inferiori.
Nella fase transitoria,
nell’attesa della completa individuazione delle zone da
classificare a salmonidi inferiore, il divieto di pesca nel
periodo di riproduzione della trota, nello specifico dal
lunedì successivo alla prima domenica di ottobre al sabato
antecedente l’ultima domenica di febbraio, è esteso a tutte le
acque classificate a salmonidi, fatta salva l’eccezione per le
aree comprese nelle Zone a Regolamento Specifico come sopra
indicato.
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Torrente Scheggia
zona a salmonidi superiore |
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Torrente Teggina
zona a salmonidi inferiore |
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