DR. CARLO FRANCALANCI, ARPAT di Arezzo


QUALITÀ e PROTEZIONE delle ACQUE SUPERFICIALI

nella PROVINCIA DI AREZZO


 VALUTAZIONE dei CARICHI INQUINANTI della PROVINCIA DI AREZZO

 

Il calcolo degli Abitanti Equivalenti suddivisi in CIVILI, INDUSTRIALI E ZOOTECNICI è stato effettuato utilizzando i dati ISTAT e Ass.Tur. della Provincia.

Il carico inquinante potenziale di tutta la Provincia è risultato pari a 1.650.800 A.E., distribuiti in percentuale: 

 

CIVILE 19% 

INDUSTRIALE 32% 

ZOOTECNIA 49% 

 

IL CARICO CIVILE ED INDUSTRIALE che viene scaricato in acque superficiali o in fognatura, deve rispettare i limiti della normativa. 

 

Il CARICO ZOOTECNICO ( tranne alcuni allevamenti dotati di impianto di trattamento che possono scaricare in acque superficiali) viene utilizzato in agricoltura tramite fertirrigazione. 

 

Dalla suddivisione dei carichi per sottobacini e tipologia: 

 

- per il Bacino dell'Arno si sottolinea l'IMPORTANZA del carico inquinante dovuto alle attività zootecniche della Val di Chiana, dello Zuccherificio di Castiglion Fiorentino e delle Attività industriali Orafe in particolare di Arezzo che si immettono in ARNO attraverso il canale della Chiana e che a nostro parere vengono sottostimati con l'utilizzazione dei Coefficienti di conversione utilizzati. 

 

 

Casentino 

  

Nel Casentino l'Arno riceve un carico inquinante globale di circa 290.000 a.e.(dati 1991) (*), veicolato direttamente nell'asta principale del fiume o attraverso i suoi affluenti tra cui segnaliamo: 

 

- in riva sinistra: Staggia, Archiano, Rignano, Corsalone, Rassina, Chiassa; 

- in riva destra il Solano ed il Salutio. 

 

L'inquinamento civile risulta pari a circa 44.000 a.e., quello zootecnico è di circa 141.000 a.e., mentre le attività industriali contribuiscono per circa 100.000 a.e. e le attività commerciali e servizi per 4.000 a.e.. 

 

Per quanto riguarda l'attività agricola e le foreste è possibile stimare il carico di azoto e fosforo che viene recapitato nei corsi d'acqua intorno a 463 e 77 t/anno rispettivamente (1995). 

 

La depurazione in Casentino riesce a trattare un carico inquinante pari a circa 8.000 A.E. (1998) 

  

  

Canale Maestro della Chiana

  

Sbocca in Arno in riva sinistra in prossimità di Arezzo. Il bacino imbrifero è di circa 1368 Kmq.con un altezza media di 337 metri s.l.m. e rappresenta il 16% della superficie del territorio dell'intero bacino dell'Arno.

  

Le acque superficiali della Val di Chiana scorrono su un reticolo idrografico in gran parte artificiale, oggi le acque del Canale Maestro vanno in direzione Sud-Nord con una pendenza dello 0,8/1000 e solo nel tratto finale, di circa 5 Km., aumenta all'8%.

  

Gli apporti inquinanti sono determinati dagli scarichi civili, zootecnici della Val di Chiana per un totale di 850.000 a.e.(dati anno 1991), di cui 64.000 a.e. della popolazione residente, 330.000 a.e. della zootecnia e 450.000 a.e. dell'industria saccarifera (**). 

  

Ingente è l'apporto di azoto e fosforo proveniente dai terreni coltivati e non che si riversa nei corsi d'acqua (837 e 144 t/anno rispettivamente nell'anno 1995). 

  

Per quanto riguarda la depurazione civile gli impianti esistenti hanno una potenzialità di circa 35.000 A.E. (1998). 

  

Il Comune di Arezzo incide per un totale di circa 250.000 a.e. (***), di cui 91.000 a.e. è la popolazione residente. L'inquinamento di origine zootecnica è ridotto a valori di circa 28.000 A.E.; dominante è invece il contributo delle attività industriali ( soprattutto orafa) pari a circa 120.000 A.E.***); infine non è trascurabile il carico derivante dalle attività commerciali e dai servizi (circa 12.000 A.E.). 

  

Il contributo di azoto e fosforo dai terreni agricoli e non ai corpi idrici è stimabile sulle 310 e 54 t/anno rispettivamente (1995). 

  

Nel Comune di Arezzo i depuratori sono prevalentemente di natura civile ad eccezione dell'impianto di Ponte a Chiani (che tratta anche i reflui del Comune di Civitella in Valdichiana) nel quale giungono anche reflui di origine industriale. La potenzialità complessiva degli impianti è di circa 100.000 A.E. (1998). 

  

  

Valdarno superiore

  

Nel Valdarno superiore l'Arno riceve carichi inquinanti diretti ed attraverso l'Ambra , il Ciuffenna, il Vacchereccia ed altri affluenti per un totale di circa 400.000 a.e.(1991), proveniente principalmente dall'industria ( 165.000 a.e.), dagli allevamenti zootecnici (143.000 a.e.) e dalla popolazione residente (87.000 a.e.).

  

Il contributo derivante dalle attività commerciali e dei servizi è trascurabile (circa 8.000 A.E.).

  

Dai suoli agricoli e non giungono ai corpi idrici quantità di azoto e fosforo pari a 455 e 78 t/ann0 rispettivamente (1995).

  

Per quanto riguarda la depurazione civile gli impianti del Valdarno trattano circa 63.000 A.E. (1998).

  

  

Valtiberina 

  

Complessivamente la Valtiberina ( che distribuisce i suoi carichi inquinanti potenziali sui bacini idrografici dei fiumi Tevere, Marecchia e Foglia) presenta un totale di 340.960 A.E., di cui 208.790 provenienti dalla zootecnia, 101.091 dall'industria e 31.081 dalla popolazione residente.

 

  

Note

  

· (*) I carichi inquinanti sono stati calcolati in base ai dati ISTAT dell'anno 1991, mediante i Coefficienti di popolazione equivalente delle attività economiche (IRSA 1998) 

· (**) I carichi inquinanti dello zuccherificio di Castiglion Fiorentino sono stati calcolati in funzione della produzione saccarifera dell'anno 1996 (tonnellate di barbabietole). 

· (***) Il carico inquinante relativo al comparto orafo è stato maggiorato del 100% in quanto a nostro parere l'utilizzazione del coefficiente di conversione addetto/a.e.,proposto dal CNR, sottostima notevolmente tale apporto.

  



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