DR. CARLO FRANCALANCI, ARPAT di Arezzo


QUALITÀ e PROTEZIONE delle ACQUE SUPERFICIALI

nella PROVINCIA DI AREZZO


 

INDIRIZZI USO E TUTELA DELLE RISORSE NATURALI - ACQUE SUPERFICIALI

 

Anche in considerazione della filosofia della nuova Legge in formazione , che prevede il raggiungimento ed il mantenimento di obiettivi di qualità ambientali, per ogni corpo idrico, gli scarichi nel corpo recettore devono essere tali da non alterarne significativamente la qualità ed in ogni caso devono risultare sostenibili dal corpo idrico ricevente. Tali concetti sono peraltro stati anticipati dalla Regione Toscana con DCRT 558/89 e successivamente con il Decr. Lgsl 130/92 e con la L. 36/94 e la collegata L. 37/94.

  

 

CLASSE A e B

  

Mantenimento del Deflusso Minimo Vitale:

  

Per garantire il mantenimento del Deflusso Minimo Vitale vanno vietati gli attingimenti idrici nelle zone a salmonidi.

Attingimenti e derivazioni devono essere sempre all'interno della rinnovabilità e disponibilità della risorsa. 

Vanno impostati sistemi di fognature separate a partire dai nuovi insediamenti ed estese a tutto il territorio urbanizzato.

Vanno considerati i vantaggi economici tecnici gestionali e di efficienza per il trattamento degli scarichi in un grande depuratore piuttosto che in più depuratori piccoli.

Ad esempio in funzione del raggiungimento dell'obbiettivo di qualità per la balneazione, va rivalutata anche la opportunità di trasportare gli scarichi di Stia e Pratovecchio al depuratore di Poppi o in alternativa di utilizzare le aree degradate o di esondazione per l'ubicazione di Ecosistemi filtro come finissaggio degli effluenti dai classici impianti di depurazione.

La capacità della vegetazione degli ecosistemi filtro di utilizzare i nutrienti (nitrati e fosfati) e di ridurre i microrganismi fecali, permetterà di raggiungere due obbiettivi: 

  

- abbattimento dei fosfati e dei nitrati come richiesto dalla dir. CEE 271/91 per combattere i processi di eutrofizzazione; 

- abbattimento dei coliformi fecali entro i limiti del DPR 470/82 sulla balneazione, e la possibilità realistica di rendere il fiume nuovamente vivibile anche dal punto di vista ricreativo ( vedi esperienza CNR- Provincia di Piacenza nella Val Trebbia -1995) 

  


  

CLASSE C 

  

Le considerazioni sopra svolte sono valide anche per la classe C, salvo verifiche puntuali che dimostrino la inutilità di trattamenti deputativi più spinti (art. 8 Dir. CEE 271/91).

 

Le indicazioni che vengono fornite ai Comuni , al fine di orientarne le scelte , restano comunque attinenti all'A.T.O. Pertanto ci dovrà essere un continuo interscambio, affinchè la pianificazione per la salvaguardia e l'uso della risorsa idrica tenga conto dell'uso idropotabile che per legge è prioritario. (Considerazioni estendibili anche alle classi A e B).

  


    

Indirizzi per tutte le classi (A, B, C,)

 

Attività industriali e artigianali

 

- Trasformazioni interne (modifiche del ciclo produttivo potenziamento degli impianti): è obbligatorio, per il proponente, dimostrare la riduzione dei consumi idrici e/o dei reflui scaricati a parità di unità di prodotto.

 

- Trasformazioni esterne (ampliamenti): è obbligatorio, per il proponente, dimostrare l'applicazione di interventi di risparmio (utilizzo nuove tecnologie, produzione nuovi materiali).

 

- Nuovi insediamenti produttivi (P.I.P.): è obbligatorio, per il proponente, dimostrare la presenza almeno di uno dei seguenti fattori:

  

a) il riciclo acque "interne"; 

b) il riuso di acque "esterne" (da impianti di depurazione civili e/o da altri impianti produttivi); 

c) il riuso consortile o limitrofo di acque "interne" con sistema di utilizzo a cascata. 

d) vasche di prima pioggia.

 

Il rilascio delle concessioni edilizie è vincolato alla preliminare redazione del piano attuativo ai sensi degli artt. 31 e 32 della L.R. 16 gennaio 1995, n. 5. 

  

Attività agricole 

  

- Trasformazione d'uso (modifica colturale, cambiamento di uso di aree non coltivate, seminaturali o naturali per la loro coltivazione agraria intensiva): è obbligatorio, per il proponente, dimostrare la riduzione di intensità di acqua distribuita per ettaro irrigato.

 

- Trasformazione del sistema di irrigazione: è obbligatorio per il proponente dimostrare gli interventi di risparmio, cioè la riduzione dei consumi di acqua indotta dal miglioramento delle tecniche di irrigazione. 

 

- Progetti di ricomposizione fondiaria: è obbligatorio, per il proponente, dimostrare l'impossibilità tecnica o finanziaria per il riuso di acque "esterne" (da impianti di depurazione civili e/o da altri impianti produttivi).

 

- A tale proposito vanno riconsiderati nel "Piano Irriguo Montedoglio" le quantità di risorsa da destinare alla irrigazione, sia per una pur relativamente limitata riconversione all'uso idropotabile, che per una tendenziale diminuzione della domanda. Infatti le politiche agricole della U.E. tendono a privilegiare un'agricoltura di qualità e di nicchia, rispetto ad un'agricoltura intensiva. In ogni modo fornire l'acqua di Montedoglio in tempi rapidi contribuirà a migliorare sensibilmente lo stato di crisi ciclica estiva dei nostri fiumi, dovuta all'eccesso di prelievo.

  

- Per quello che riguarda lo stoccaggio delle deiezioni solide e liquide degli insediamenti zootecnici si dovranno dare norme di dettaglio per contenere gli episodi di inquinamento diffuso.(confronta le raccomandazioni ARSIA di cui al disciplinare di produzione integrata del comparto zootecnico foraggero). 

  

Residenza

  

- In caso di piani particolareggiati, piani di zona per l'edilizia economica e popolare, piani di recupero del patrimonio edilizio esistente, programmi di recupero urbano, è obbligatorio, per il proponente, dimostrare: 

  

a) scarichi allacciati a sistema di raccolta e trasferimento ad impianto di depurazione (dal 1998, in ottemperanza alla Legge n. 172 del 17 maggio 1995, di recepimento della normativa 91/271/CEE, sarà fatto obbligo di collegare la rete fognaria ad impianto terminale di depurazione; 

  

b) l'utilizzo di materiali ad alto rendimento per gli interventi di ammodernamento degli impianti di adduzione, distribuzione e scarico; 

  

c) interventi di risparmio di carattere strutturale esterno, come il recupero delle acque piovane e relativo stoccaggio munito di by-pass per utilizzo irrigazione giardini, lavaggi esterni, antincendio.

  

d) installazione sui pozzi di un contatore regolamentare sec. quanto disposto (art.7 Legge 319/76 e succ. mod. e integrazioni. 

  

e) vasche di prima pioggia. 

  

- Sono da richiedere ai proponenti, corsi di formazione e informazione indirizzati agli acquirenti e/o futuri fruitori degli immobili, condotti dai tecnici incaricati dell'intervento, sulla possibilità di interventi strutturali per il risparmio idrico, per l'uso domestico e/o, dove possibile, sull'acquisto di elettrodomestici (es. lavatrici a basso consumo idrico ed energetico).

  

Infrastutture

 

- Al fine di evitare l'invio al depuratore di grandi quantità di acque piovane, che in genere by-passano l'impianto stesso, si suggerisce di prevedere lungo le strade, ove possibile e utile, la costruzione di un reticolo scolante separato dalle fognature dotato di disoleatore e decantatore con la funzione di vasche di prima pioggia.

    



Indirizzi di posta elettronica