DR. CARLO FRANCALANCI, ARPAT di Arezzo


QUALITÀ e PROTEZIONE delle ACQUE SUPERFICIALI

nella PROVINCIA DI AREZZO


ELENCO DELLE AZIONI DI TRASFORMAZIONE NON AMMISSIBILI

   

Dovrà di norma essere evitata la realizzazione di interventi che prevedono (Del.Reg. 155/97): 

  

- manufatti in calcestruzzo (muri di sostegno, briglie, traverse), se non adiacenti ad opere d'arte e comunque minimizzandone l'impatto visivo: 

  

- scogliere in pietrame o gabbionate non rinverdite; 

  

- rivestimenti di alvei e di sponde fluviali in calcestruzzo; 

  

- tombamenti di corsi d'acqua; 

  

- rettificazioni e modifiche dei tracciati naturali dei corsi d'acqua; 

  

- eliminazione completa della vegetazione riparia arbustiva e arborea. 

   

- banalizzazioni d'alveo.

   

Qualora si verifichino situazioni particolari per la tutela della pubblica incolumità e sicurezza si potrà fare ricorso a queste tipologie di intervento. Tali situazioni dovranno comunque essere adeguatamente sostenute in fase progettuale.In linea generale il mantenimento della officiosità d'alveo e la prevenzione del richio idraulico deve soggiacere ai più importanti principi di qualità ambientale.

  

Sono consentite le opere completamente interrate (drenaggi di vario genere, diaframmi, pali di fondazione, etc.) che non interferiscano negativamente con le dinamiche degli acquiferi sotterranei e che non alterino significativamente l'assetto morfologico-vegetazionale dei luoghi a lavoro ultimato. Dovranno altresì essere vietate anche le indebite sottrazioni di acque di falda drenate dal corpo idrico.

   



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