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PRIORITÀ
PER ZONA E PER INTERVENTI
Sottobacino
del Fiume Arno: "Casentino"
In
base:
-
al quadro conoscitivo ed alle informazioni relative alla
qualità delle acque (Mappe di qualità)) ed al pregio delle
aree interessate ( Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi,
Area Protetta 0/Arno);
-
alla pressione antropica esercitata sul territorio e
sull'ecosistema fluviale (deducibili dagli allegati relativi
ai carichi inquinanti);
-
agli obiettivi di qualità previsti dal Piano dell'Autorità
di Bacino del 15.07.97:
Tratto
1 - Dalla sorgente a Ponte a Buriano (AR).
Obiettivo:
Il mantenimento e/o raggiungimento, entro il 2003, della
qualità idonea alla vita dei pesci nella suddivisione di
acque ciprinicole o salmonicole, di cui alla normativa
vigente. Standard relativo: Tabella 1. Alla definizione dello
standard da attribuire ad ogni corso d'acqua provvederanno la
Regione Toscana e la Provincia di Arezzo;
-
agli obiettivi realisticamente raggiungibili proposti dal
Dipartimento ARPAT della Provincia di Arezzo con le
Osservazioni al Piano di Bacino (I° classe I.B.E. e idoneità
alla balneazione, come l'obiettivo prefissato
dall'Amministrazione Provinciale di Piacenza e C.N.R. per la
Val Trebbia mediante l'utilizzo di Ecosistemi filtro a valle
dei depuratori civili),
gli
S.U. nel prescrivere norme sull'uso del territorio devono fra
l'altro:
1-
Favorire e valorizzare i processi di rinaturalizzazione ed
autodepurazione degli ambienti fluviali, applicando le
Direttive contenute nel Piano Area Protetta 0/Arno (Delibera
del Consiglio Regionale Toscano 226/95) e nella Del. C.R.T.
155/97;
2-
Recepire quanto previsto nella Del. 107/97 dell'Autorità di
Bacino relativa alle aree di esondazione. Favorire
l'utilizzazione di tali aree anche come Ecosistemi Filtro per
il finissaggio degli effluenti depurati dai classici impianti
di depurazione di tipo civile, per ridurre i microrganismi di
origine fecale in sostituzione dei processi di disinfezione
mediante clorazione, oltre ai nutrienti a base di azoto e
fosforo (Si possono così raggiungere due obiettivi: la
Balneabilità ed il rispetto della Direttiva CEE 271/91);
3-
Garantire il deflusso minimo vitale, mediante una nuova
regolamentazione degli attingimenti durante i periodi estivi,
sia degfli affluenti che dell'Arno, a tutela degli usi
preminenti previsti dalla normativa (uso idropotabile e tutela
della vita acquatica: L.36/95);
4-
Completare le opere di fognatura e depurazione secondo criteri
di ottimizzazione ed efficacia degli interventi, in funzione
degli obiettivi previsti ( Esempio: Valutazione di
fattibilità del trasferimento degli scarichi di Stia e
Pratovecchio fino al depuratore di Ponte a Poppi).
Sottobacino
del Fiume Arno: "Val di Chiana" ed Arezzo.
In
base:
-
al quadro conoscitivo ed alle informazioni relative alla
qualità delle acque (Mappe di qualità)) ed al pregio delle
aree interessate (Area Protetta 0/Arno, Riserva Naturale di
Ponte Buriano - La Penna);
-
alla pressione antropica esercitata sul territorio e
sull'ecosistema fluviale (deducibili dagli allegati relativi
ai carichi inquinanti);
-
agli obiettivi di qualità previsti dal Piano dell'Autorità
di Bacino - Qualità delle acque del 15.07.97:
Tratto
2: Da Ponte a Buriano, compresa la Val di Chiana, fino alle
prese del potabilizzatore dell'Anconella (Firenze) e tratto
urbano fiorentino.
Obiettivo
a: Il raggiungimento e/o mantenimento, entro l'anno 2003,
della classe di qualità A2 per tutto il tratto dell'Arno ed
affluenti interessati da prese acquedottistiche. Standard
relativo: Tabella 2.
Obiettivo
b: "Riportare entro l'anno 2007, il tratto cittadino di
Firenze ai livelli di qualità stabiliti dalla normativa
vigente per le acque di balneazione." Standard relativo:
Tabella 3;
-
agli obiettivi raggiungibili proposti dal Dipartimento ARPAT
della Provincia di Arezzo con le Osservazioni al Piano di
Bacino (I° classe I.B.E. e idoneità alla balneazione, per l'Arno
fino alla confluenza con il Canale Maestro della Chiana e II°
classe di qualità I.B.E. su tutto il Canale Maestro della
Chiana);
gli
S.U. nel prescrivere norme sull'uso del terrotorio devono fra
l'altro:
1-
Favorire il riutilizzo delle acque usate, adeguatamente
depurate, di tipo civile, zootecnico ed industriale, mediante
una corretta fertirrigazione dei liquami provenienti dagli
allevamenti zootecnici o delle acque di vegetazione dei
frantoi oleari e riutilizzazione delle acque usate dello
zuccherificio SADAM di Castiglion Fiorentino (circa 1.000.000
mc./anno);
2-
Completare i processi di allacciamento fognario degli scarichi
non depurati ai depuratori già in funzione (Es: scarichi di
Civitella in Val di Chiana presso il depuratore di Ponte a
Chiani del Comune di Arezzo, dei centri urbani di Lucignano,
Foiano, Castiglion Fiorentino e Cortona;
3-
Favorire il completo pretrattamento chimico-fisico, mediante
impianti generali consortili, dei numerosi scarichi del
comparto orafo, che attualmente scaricano in fognatura
determinando frequentemente difficoltà di funzionamento agli
impianti civili di tipo biologico (Es: zone industriali di
S.Zeno, Pescaiola, Tramarino etc..);
4-
Evitare il conferimento dei percolati di discarica, che
presentano livelli elevati di tossicità, presso i depuratori
di tipo biologico, per non comprometterne la funzionalità, ma
conferirli presso gli specifici impianti di pretrattamento
chimico-fisico (Es: impianto del podere "il Pero" di
Castiglion Fibocchi).
Sottobacino
del Fiume ARNO "Valdarno Superiore"
In
base:
-
al quadro conoscitivo ed alle informazioni relative alla
qualità delle acque (Mappe di qualità)) ed al pregio delle
aree interessate ( Riserva Naturale della Valle dell'Inferno e
di Bandella, Area Protetta 0/Arno);
-
alla pressione antropica esercitata sul territorio e
sull'ecosistema fluviale (deducibili dagli allegati relativi
ai carichi inquinanti);
-
agli obiettivi di qualità previsti dal Piano dell'Autorità
di Bacino del 15.07.97:
Tratto
2: Da Ponte a Buriano, compresa la Val di Chiana, fino alle
prese del potabilizzatore dell'Anconella (Firenze) e tratto
urbano fiorentino.
Obiettivo
a: Il raggiungimento e/o mantenimento, entro l'anno 2003,
della classe di qualità A2 per tutto il tratto dell'Arno ed
affluenti interessati da prese acquedottistiche. Standard
relativo: Tabella 2.
Obiettivo
b: "Riportare entro l'anno 2007, il tratto cittadino di
Firenze ai livelli di qualità stabiliti dalla normativa
vigente per le acque di balneazione." Standard relativo:
Tabella 3;
-
agli obiettivi realisticamente raggiungibili proposti dal
Dipartimento ARPAT della Provincia di Arezzo con le
Osservazioni al Piano di Bacino (I°/II° classe I.B.E. e
inoltre idoneità alla balneazione),
gli
S.U. nel prescrivere norme sull'uso del terrotorio devono
fra l'altro:
1-
Favorire e valorizzare i processi di rinaturalizzazione ed
autodepurazione degli ambienti fluviali, applicando le
Direttive contenute nel Piano Area Protetta 0/Arno (Del.
C.R.T. 226/95) e nella Del. C.R.T. 155/97;
2-
Recepire quanto previsto nella Del. 107/97 dell'Autorità di
Bacino relativo alle aree di esondazione. Favorire
l'utilizzazione di tali aree anche come Ecosistemi Filtro per
il finissaggio degli effluenti depurati dai classici impianti
di depurazione di tipo civile, per ridurre i microrganismi di
origine fecale in sostituzione dei processi di disinfezione
mediante clorazione, oltre ai nutrienti a base di azoto e
fosforo. In particolare è da promuovere il finissaggio
depurativo delle acque reflue del Depuratore Consortile di San
Giovanni Valdarno, mediante la creazione di un Ecosistema
Filtro, in alternativa ai trattamenti di disinfezione, anche
in considerazione della presenza a valle del Potabilizzatore
del Comune di Figline Valdarno che utilizza le acque dell'Arno;
3-
Garantire il deflusso minimo vitale, mediante una nuova
regolamentazione degli attingimenti durante i periodi estivi,
sia degfli affluenti ( T.Ambra, T.Ciuffenna, T.Vacchereccia
etc..) che dell'Arno, a tutela degli usi preminenti previsti
dalla normativa (uso idropotabile e tutela della vita
acquatica: L.36/95);
4-
Completare le opere di fognatura e depurazione secondo criteri
di ottimizzazione ed efficacia degli interventi, in funzione
degli obiettivi previsti.
Bacino
del Tevere
In
base:
-
al quadro conoscitivo ed alle informazioni relative alla
qualità delle acque (Mappe di qualità)) ed al pregio delle
aree interessate ( Acque dell'invaso di Montedoglio per usi
plurimi, in particolare per l'uso idropotabile della Città di
Arezzo);
-
alla pressione antropica esercitata sul territorio e
sull'ecosistema fluviale (deducibili dagli allegati relativi
ai carichi inquinanti);
-
agli obiettivi realisticamente raggiungibili ( I° classe
I.B.E. e idoneità alla balneazione, come l'obiettivo
prefissato dall'Amministrazione Provinciale di Piacenza e
C.N.R. per la Val Trebbia mediante l'utilizzo di Ecosistemi
filtro a valle dei depuratori civili),
gli
S.U. nel prescrivere norme sull'uso del territorio devono fra
l'altro:
1-
Favorire e valorizzare i processi di rinaturalizzazione ed
autodepurazione degli ambienti fluviali. Controllare e
limitare, a monte della Diga, l'impatto dei carichi inquinanti
civili e zootecnici provenienti dagli insediamenti situati nel
Comune di Verghereto che scolano sul Fiume Tevere;
2-
Garantire che l'Ente Irriguo, durante i periodi estivi,
rilasci sul Fiume Tevere, a valle della Diga, una portata tale
mantenere livelli qualitativi accettabili fino al confine di
Provincia (indice I.B.E. classe I°/II°);
3-
Garantire agli affluenti del Tevere un deflusso minimo vitale,
mediante una nuova regolamentazione degli attingimenti durante
i periodi estivi, a tutela degli usi preminenti previsti dalla
normativa (uso idropotabile e tutela della vita acquatica:
L.36/95);
4-
Completare le opere di fognatura e di depurazione secondo
criteri di ottimizzazione ed efficacia degli interventi, in
funzione degli obiettivi previsti (In particolare per il
centro urbano di Sansepolcro);
5-
Favorire nelle frazioni adeguati sistemi depurativi
ecocompatibili, semplici e di facile gestione (Es: Imhoff e
fitodepurazione mediante flusso subsuperficiale).
Bacino
del Marecchia e Foglia
In
base:
-
al quadro conoscitivo ed alle informazioni relative alla
qualità delle acque (Mappe di qualità)) ed al pregio delle
aree interessate ( Riserva Naturale di Sasso Simone);
-
alla pressione antropica esercitata sul territorio e
sull'ecosistema fluviale (deducibili dagli allegati relativi
ai carichi inquinanti);
-
agli obiettivi realisticamente raggiungibili ( I° classe
I.B.E. e idoneità alla balneazione, come l'obiettivo
prefissato dall'Amministrazione Provinciale di Piacenza e
C.N.R. per la Val Trebbia mediante l'utilizzo di Ecosistemi
filtro a valle dei depuratori civili),
gli
S.U. nel prescrivere norme sull'uso del territorio devono fra
l'altro:
1-
Favorire e valorizzare i processi di rinaturalizzazione ed
autodepurazione degli ambienti fluviali. Costruzione e
adeguamento dei sistemi di fognatura e depurazione di Badia
Tedalda e Sestino per controllare e limitare l'impatto dei
carichi inquinanti civili e zootecnici.;
2-
Garantire agli affluenti un deflusso minimo vitale, mediante
una nuova regolamentazione degli attingimenti durante i
periodi estivi, a tutela degli usi preminenti previsti dalla
normativa (uso idropotabile e tutela della vita acquatica:
L.36/95);
3-
Completare le opere di fognatura e depurazione secondo criteri
di ottimizzazione ed efficacia degli interventi, in funzione
degli obiettivi previsti, in particolare per i centri abitati
di Sestino e Badia Tedalda;
4-
Favorire nelle frazioni adeguati sistemi depurativi
ecocompatibili, semplici e di facile gestione (Es: Imhoff e
fitodepurazione mediante flusso subsuperficiale) ed il
riutilizzo agricolo dei reflui.
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