DR. CARLO FRANCALANCI, ARPAT di Arezzo


QUALITÀ e PROTEZIONE delle ACQUE SUPERFICIALI

nella PROVINCIA DI AREZZO


CONCLUSIONI E PROPOSTE

   

I risultati ottenuti mediante i monitoraggi effettuati sulle acque superficiali della Provincia di Arezzo, valutati nell'ambito dell'intero bacino idrografico del fiume Arno, ci consentono di formulare le seguenti valutazioni e proposte:

  

1) La definizione dell'Indice Biotico, l'elaborazione secondo il criterio IRSA-CNR dei parametri chimici e microbiologici ci hanno permesso di fotografare in maniera straordinariamente comprensibile lo stato di qualità dell'ambiente acquatico e della risorsa idrica e gli effetti della pressione antropica. 

  

2) L'analisi dei carichi inquinanti potenziali calcolata mediante l'integrazione dei più recenti criteri di valutazione (I.R.S.A.-C.N.R.) sottostima a nostro parere l'impatto delle attività del comparto orafo, caratterizzato dalla presenza di circa mille aziende nel solo Comune di Arezzo. Il calcolo dei carichi inquinanti totali e dei nutrienti (azoto e fosforo), ci offre un quadro completo dell'impatto antropico sull'intero territorio provinciale. 

  

3) La ricognizione dello stato attuale del sistema fognario e della depurazione evidenzia un livello accettabile della raccolta e del trattamento delle acque reflue. A nostro parere, come previsto nel Piano d'ambito dell'A.A.T.O. n° 4 - Alto Valdarno, le opere fognarie e di depurazione dovranno essere ulteriormente estese e completate, con priorità per la rete fognaria urbana entro le mura e per l'adeguato pretrattamento chimico-fisico degli scarichi orafi prima del loro conferimento agli impianti biologici di depurazione (preferibilmente mediante impianti consortili industriali). Per quanto concerne il percolato di discarica, considerati gli effetti negativi dell'eventuale conferimento in impianti di depurazione biologica, si sottolinea la necessità di prevedere anche per essi il trattamento di tipo chimico-fisico o con trattamenti alternativi.

  

Nell'ambito del P.T.C. abbiamo espresso il seguente parere in merito agli interventi

da effettuare con priorità per le diverse zone nell'intero bacino provinciale del fiume Arno.

  

PRIORITÀ PER ZONA E PER INTERVENTI

  


   

Sottobacino del Fiume Arno: "Casentino"

  

In base: 

  

- al quadro conoscitivo ed alle informazioni relative alla qualità delle acque (Mappe di qualità)) ed al pregio delle aree interessate ( Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Area Protetta 0/Arno); 

  

- alla pressione antropica esercitata sul territorio e sull'ecosistema fluviale (deducibili dagli allegati relativi ai carichi inquinanti); 

  

- agli obiettivi di qualità previsti dal Piano dell'Autorità di Bacino del 15.07.97:

  

Tratto 1 - Dalla sorgente a Ponte a Buriano (AR).

Obiettivo: Il mantenimento e/o raggiungimento, entro il 2003, della qualità idonea alla vita dei pesci nella suddivisione di acque ciprinicole o salmonicole, di cui alla normativa vigente. Standard relativo: Tabella 1. Alla definizione dello standard da attribuire ad ogni corso d'acqua provvederanno la Regione Toscana e la Provincia di Arezzo; 

  

- agli obiettivi realisticamente raggiungibili proposti dal Dipartimento ARPAT della Provincia di Arezzo con le Osservazioni al Piano di Bacino (I° classe I.B.E. e idoneità alla balneazione, come l'obiettivo prefissato dall'Amministrazione Provinciale di Piacenza e C.N.R. per la Val Trebbia mediante l'utilizzo di Ecosistemi filtro a valle dei depuratori civili), 

gli S.U. nel prescrivere norme sull'uso del territorio devono fra l'altro: 

  

1- Favorire e valorizzare i processi di rinaturalizzazione ed autodepurazione degli ambienti fluviali, applicando le Direttive contenute nel Piano Area Protetta 0/Arno (Delibera del Consiglio Regionale Toscano 226/95) e nella Del. C.R.T. 155/97; 

2- Recepire quanto previsto nella Del. 107/97 dell'Autorità di Bacino relativa alle aree di esondazione. Favorire l'utilizzazione di tali aree anche come Ecosistemi Filtro per il finissaggio degli effluenti depurati dai classici impianti di depurazione di tipo civile, per ridurre i microrganismi di origine fecale in sostituzione dei processi di disinfezione mediante clorazione, oltre ai nutrienti a base di azoto e fosforo (Si possono così raggiungere due obiettivi: la Balneabilità ed il rispetto della Direttiva CEE 271/91);

3- Garantire il deflusso minimo vitale, mediante una nuova regolamentazione degli attingimenti durante i periodi estivi, sia degfli affluenti che dell'Arno, a tutela degli usi preminenti previsti dalla normativa (uso idropotabile e tutela della vita acquatica: L.36/95); 

4- Completare le opere di fognatura e depurazione secondo criteri di ottimizzazione ed efficacia degli interventi, in funzione degli obiettivi previsti ( Esempio: Valutazione di fattibilità del trasferimento degli scarichi di Stia e Pratovecchio fino al depuratore di Ponte a Poppi).

  


  

Sottobacino del Fiume Arno: "Val di Chiana" ed Arezzo.

  

In base: 

  

- al quadro conoscitivo ed alle informazioni relative alla qualità delle acque (Mappe di qualità)) ed al pregio delle aree interessate (Area Protetta 0/Arno, Riserva Naturale di Ponte Buriano - La Penna);

  

- alla pressione antropica esercitata sul territorio e sull'ecosistema fluviale (deducibili dagli allegati relativi ai carichi inquinanti); 

  

- agli obiettivi di qualità previsti dal Piano dell'Autorità di Bacino - Qualità delle acque del 15.07.97:

  

Tratto 2: Da Ponte a Buriano, compresa la Val di Chiana, fino alle prese del potabilizzatore dell'Anconella (Firenze) e tratto urbano fiorentino.

Obiettivo a: Il raggiungimento e/o mantenimento, entro l'anno 2003, della classe di qualità A2 per tutto il tratto dell'Arno ed affluenti interessati da prese acquedottistiche. Standard relativo: Tabella 2.

Obiettivo b: "Riportare entro l'anno 2007, il tratto cittadino di Firenze ai livelli di qualità stabiliti dalla normativa vigente per le acque di balneazione." Standard relativo: Tabella 3; 

  

- agli obiettivi raggiungibili proposti dal Dipartimento ARPAT della Provincia di Arezzo con le Osservazioni al Piano di Bacino (I° classe I.B.E. e idoneità alla balneazione, per l'Arno fino alla confluenza con il Canale Maestro della Chiana e II° classe di qualità I.B.E. su tutto il Canale Maestro della Chiana);

gli S.U. nel prescrivere norme sull'uso del terrotorio devono fra l'altro: 

 

1- Favorire il riutilizzo delle acque usate, adeguatamente depurate, di tipo civile, zootecnico ed industriale, mediante una corretta fertirrigazione dei liquami provenienti dagli allevamenti zootecnici o delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e riutilizzazione delle acque usate dello zuccherificio SADAM di Castiglion Fiorentino (circa 1.000.000 mc./anno); 

2- Completare i processi di allacciamento fognario degli scarichi non depurati ai depuratori già in funzione (Es: scarichi di Civitella in Val di Chiana presso il depuratore di Ponte a Chiani del Comune di Arezzo, dei centri urbani di Lucignano, Foiano, Castiglion Fiorentino e Cortona; 

3- Favorire il completo pretrattamento chimico-fisico, mediante impianti generali consortili, dei numerosi scarichi del comparto orafo, che attualmente scaricano in fognatura determinando frequentemente difficoltà di funzionamento agli impianti civili di tipo biologico (Es: zone industriali di S.Zeno, Pescaiola, Tramarino etc..); 

4- Evitare il conferimento dei percolati di discarica, che presentano livelli elevati di tossicità, presso i depuratori di tipo biologico, per non comprometterne la funzionalità, ma conferirli presso gli specifici impianti di pretrattamento chimico-fisico (Es: impianto del podere "il Pero" di Castiglion Fibocchi).

   


  

Sottobacino del Fiume ARNO "Valdarno Superiore"

  

In base:

  

- al quadro conoscitivo ed alle informazioni relative alla qualità delle acque (Mappe di qualità)) ed al pregio delle aree interessate ( Riserva Naturale della Valle dell'Inferno e di Bandella, Area Protetta 0/Arno); 

  

- alla pressione antropica esercitata sul territorio e sull'ecosistema fluviale (deducibili dagli allegati relativi ai carichi inquinanti); 

  

- agli obiettivi di qualità previsti dal Piano dell'Autorità di Bacino del 15.07.97:

 

Tratto 2: Da Ponte a Buriano, compresa la Val di Chiana, fino alle prese del potabilizzatore dell'Anconella (Firenze) e tratto urbano fiorentino.

Obiettivo a: Il raggiungimento e/o mantenimento, entro l'anno 2003, della classe di qualità A2 per tutto il tratto dell'Arno ed affluenti interessati da prese acquedottistiche. Standard relativo: Tabella 2.

Obiettivo b: "Riportare entro l'anno 2007, il tratto cittadino di Firenze ai livelli di qualità stabiliti dalla normativa vigente per le acque di balneazione." Standard relativo: Tabella 3;

  

- agli obiettivi realisticamente raggiungibili proposti dal Dipartimento ARPAT della Provincia di Arezzo con le Osservazioni al Piano di Bacino (I°/II° classe I.B.E. e inoltre idoneità alla balneazione),

gli S.U. nel prescrivere norme sull'uso del terrotorio devono fra l'altro:

 

1- Favorire e valorizzare i processi di rinaturalizzazione ed autodepurazione degli ambienti fluviali, applicando le Direttive contenute nel Piano Area Protetta 0/Arno (Del. C.R.T. 226/95) e nella Del. C.R.T. 155/97;

2- Recepire quanto previsto nella Del. 107/97 dell'Autorità di Bacino relativo alle aree di esondazione. Favorire l'utilizzazione di tali aree anche come Ecosistemi Filtro per il finissaggio degli effluenti depurati dai classici impianti di depurazione di tipo civile, per ridurre i microrganismi di origine fecale in sostituzione dei processi di disinfezione mediante clorazione, oltre ai nutrienti a base di azoto e fosforo. In particolare è da promuovere il finissaggio depurativo delle acque reflue del Depuratore Consortile di San Giovanni Valdarno, mediante la creazione di un Ecosistema Filtro, in alternativa ai trattamenti di disinfezione, anche in considerazione della presenza a valle del Potabilizzatore del Comune di Figline Valdarno che utilizza le acque dell'Arno;

3- Garantire il deflusso minimo vitale, mediante una nuova regolamentazione degli attingimenti durante i periodi estivi, sia degfli affluenti ( T.Ambra, T.Ciuffenna, T.Vacchereccia etc..) che dell'Arno, a tutela degli usi preminenti previsti dalla normativa (uso idropotabile e tutela della vita acquatica: L.36/95);

4- Completare le opere di fognatura e depurazione secondo criteri di ottimizzazione ed efficacia degli interventi, in funzione degli obiettivi previsti.

  


  

Bacino del Tevere 

  

In base:

  

- al quadro conoscitivo ed alle informazioni relative alla qualità delle acque (Mappe di qualità)) ed al pregio delle aree interessate ( Acque dell'invaso di Montedoglio per usi plurimi, in particolare per l'uso idropotabile della Città di Arezzo);

  

- alla pressione antropica esercitata sul territorio e sull'ecosistema fluviale (deducibili dagli allegati relativi ai carichi inquinanti);

   

- agli obiettivi realisticamente raggiungibili ( I° classe I.B.E. e idoneità alla balneazione, come l'obiettivo prefissato dall'Amministrazione Provinciale di Piacenza e C.N.R. per la Val Trebbia mediante l'utilizzo di Ecosistemi filtro a valle dei depuratori civili), 

gli S.U. nel prescrivere norme sull'uso del territorio devono fra l'altro:

 

1- Favorire e valorizzare i processi di rinaturalizzazione ed autodepurazione degli ambienti fluviali. Controllare e limitare, a monte della Diga, l'impatto dei carichi inquinanti civili e zootecnici provenienti dagli insediamenti situati nel Comune di Verghereto che scolano sul Fiume Tevere; 

2- Garantire che l'Ente Irriguo, durante i periodi estivi, rilasci sul Fiume Tevere, a valle della Diga, una portata tale mantenere livelli qualitativi accettabili fino al confine di Provincia (indice I.B.E. classe I°/II°);

3- Garantire agli affluenti del Tevere un deflusso minimo vitale, mediante una nuova regolamentazione degli attingimenti durante i periodi estivi, a tutela degli usi preminenti previsti dalla normativa (uso idropotabile e tutela della vita acquatica: L.36/95);

4- Completare le opere di fognatura e di depurazione secondo criteri di ottimizzazione ed efficacia degli interventi, in funzione degli obiettivi previsti (In particolare per il centro urbano di Sansepolcro);

5- Favorire nelle frazioni adeguati sistemi depurativi ecocompatibili, semplici e di facile gestione (Es: Imhoff e fitodepurazione mediante flusso subsuperficiale).

  


  

Bacino del Marecchia e Foglia

  

In base: 

  

- al quadro conoscitivo ed alle informazioni relative alla qualità delle acque (Mappe di qualità)) ed al pregio delle aree interessate ( Riserva Naturale di Sasso Simone);

  

- alla pressione antropica esercitata sul territorio e sull'ecosistema fluviale (deducibili dagli allegati relativi ai carichi inquinanti);

  

- agli obiettivi realisticamente raggiungibili ( I° classe I.B.E. e idoneità alla balneazione, come l'obiettivo prefissato dall'Amministrazione Provinciale di Piacenza e C.N.R. per la Val Trebbia mediante l'utilizzo di Ecosistemi filtro a valle dei depuratori civili),

gli S.U. nel prescrivere norme sull'uso del territorio devono fra l'altro:

 

1- Favorire e valorizzare i processi di rinaturalizzazione ed autodepurazione degli ambienti fluviali. Costruzione e adeguamento dei sistemi di fognatura e depurazione di Badia Tedalda e Sestino per controllare e limitare l'impatto dei carichi inquinanti civili e zootecnici.;

2- Garantire agli affluenti un deflusso minimo vitale, mediante una nuova regolamentazione degli attingimenti durante i periodi estivi, a tutela degli usi preminenti previsti dalla normativa (uso idropotabile e tutela della vita acquatica: L.36/95);

3- Completare le opere di fognatura e depurazione secondo criteri di ottimizzazione ed efficacia degli interventi, in funzione degli obiettivi previsti, in particolare per i centri abitati di Sestino e Badia Tedalda;

4- Favorire nelle frazioni adeguati sistemi depurativi ecocompatibili, semplici e di facile gestione (Es: Imhoff e fitodepurazione mediante flusso subsuperficiale) ed il riutilizzo agricolo dei reflui.

   



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