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Habitat
e abitudini
- Specie anadroma, svolge la fase trofica in mare e risale i fiumi in grandi branchi
per la riproduzione. La vita in mare è poco conosciuta, sembra che
raggiunga profondità di 600 - 700 metri. I riproduttori risalivano il
fiume Volga fino a 1.500 metri dalla foce, ma attualmente la costruzione
di grandi dighe idroelettriche impedisce tali spostamenti. Le migrazioni
si svolgono in branco, a partire dagli estuari dove gli esemplari si
radunano. I riproduttori di minori dimensioni iniziano la risalita per
primi, seguiti dopo alcuni giorni dalle lamprede più grandi, favorite
negli spostamenti dalla maggior velocità data dalla dimensione. La
velocità di risalita può variare da 1.9 a 15.9 km/giorno. L'istinto
migratorio viene inibito dal decrescere della temperatura e stimolato
dall'aumento di portata dei corsi d'acqua. Le migrazioni più intense si
verificano con una temperatura dell'acqua compresa tra 6 e 11 °C. Gli
spostamenti si verificano soltanto di notte, le lamprede si spostano in
acque superficiali ma si portano sul fondo in assenza di luna. Durante il
giorno gli esemplari si nascondono tra le pietre del fondo. La percentuale
di grasso corporeo presente negli esemplari catturati nelle aree di raduno
raggiunge il 34%, mentre negli esemplari che hanno raggiunto i terreni di
frega si osserva un decremento nell'ordine di circa 1 - 2 %. Le lamprede
del fiume Kura in Azerbaijan iniziano la risalita assieme al salmone del
Caspio (Salmo trutta caspius), spesso attaccandosi col disco orale
alla regione opercolare di questa specie. La migrazione raggiunge l'acme
da dicembre a gennaio. Nel fiume Volga le risalite si svolgono da
settembre alla fine di dicembre. I riproduttori svernano tra i massi del
fondo o nel substrato delle sponde. Le larve si affondano per 1 - 2
centimetri sul sedimento del fondale, in zone a corrente moderata o lenta.
di solito si collocano nei pressi delle rive, ma possono essere trovate
anche nel centro del corso d'acqua o in acque stagnanti, come i bracci
morti dei fiumi isolati dopo le piene. A tutti gli stadi di crescita, il
substrato preferito dagli ammoceti è costituito da sabbia a grana fine
mista a fanghiglia e detrito organico, anche se le larve più grandi
possono essere rinvenute in fondali limacciosi ricchi di resti vegetali e
macrofite. Sembra che durante lo sviluppo le larve modifichino il proprio
habitat, preferendo sedimento più fine a taglie maggiori. La profondità a
cui si rinvengono gli ammoceti è solitamente compresa tra 30 - 85 cm e 6 -
8 metri ma, come protezione da eventuali prosciugamenti del fondale,
vengono preferiti fondali superiori a tre metri, in alcuni casi sono stati
rinvenuti ammoceti a profondità superiori a 10 metri, alcune volte anche a
22 metri.
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Alimentazione - (perdita di
grasso da 34% a 1 - 2 %. La lampreda del Caspio è normalmente predatrice
di pesci ed invertebrati, nel periodo di monta presenta l'intestino pieno
di alghe.
Gli autori che hanno studiato questa specie
hanno pareri discordi sul fatto che agisca o meno da ectoparassita.
Abakumov (1959) riporta che questa specie attacca il salmone del Caspio
(Salmo trutta caspius) citando le osservazioni svolte nel XVIII
secolo da Kessler (1870a) e Kavraiskii (1896-1897). Anche Lelek (1987)
ritiene che la specie si comporti da parassita. La conformazione ottusa
dei denti di questa specie si adatta male a quella, molto acuta ed
affilata, osservata nelle lamprede predatrici. Per questo motivo Holčík
(1986) e Ghasempouri (1993) ritengono che la specie non sia un parassita
attivo ma piuttosto un saprofago, e che, probabilmente, i primi
osservatori della specie hanno interpretato l'abitudine di C. wagneri
di sfruttare il salmone del Caspio come "mezzo di trasporto" durante la
migrazione, come una forma di attacco alimentare. Renaud (1982) ritiene
che gli adulti si cibino di crostacei anfipodi e di giovani acantocefali (Corynosoma
sp.) da lui rinvenuti nel contenuto stomacale di soggetti catturati
durante la migrazione. In ogni caso gli acantocefali hanno come ospite
intermedio gli anfipodi, quindi potrebbero essere stati ingeridi assieme
ai crostacei. A questo riguardo Holčík (1986) ritiene che gli acantocefali
possano essere ingeriti quando le lamprede adulte assumono gli organi
interni delle carcasse di pesci morti. Effettivamente certe larve di
Corynosoma strumosum sono state rinvenute soltanto nella cavità
interne di pesci parassitati. In ogni caso, le abitudini alimentari degli
adulti di questa specie non sono ben chiare, necessitano quindi di
ulteriori studi per essere comprese. Il contenuto stomacale di
esemplari catturati nel delta del Volga ed in Iran comprende vegetazione
acquatica. Durante la risalita cessa l'alimentazione. Il diametro dello
stomaco diminuisce da 2.7 mm negli esemplari migranti fino a 1.4 mm nelle
lamprede in riproduzione (Renaud, 1982).
Gli ammoceti si cibano filtrando tramite l'apparato branchiale
microrganismi, diatomee e detrito organico. |
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Riproduzione
- Depone le uova in nidi situati in punti ghiaiosi o sabbiosi del letto
del fiume. Dopo la riproduzione le lamprede del Caspio muoiono. Lo stadio
larvale dura circa tre anni. Le abitudini riproduttive di questa specie
sono state studiate da Ginzburg (1969; 1970) nel fiume Volga, nella zona
al disotto della diga di Volgograd. La presenza della diga, che impedisce
alle lamprede di risalire ulteriormente, causa probabilmente un aumento
della fecondità degli esemplari, consentendo di poter destinare più
risorse energetiche alla produzione di gameti senza sfruttarle per la
risalita del fiume. In questa area l'arrivo dei riproduttori continua da
dicembre a maggio, con picco massimo nei secondi dieci giorni di febbraio
e decresce in aprile, probabilmente in concomitanza con l'aumento di
deflusso dalle paratoie della diga. Prima della costruzione della diga, i
riproduttori si radunavano nel delta del Volga da metà ottobre a metà
dicembre, con massimo all'inizio di dicembre. Le lamprede iniziano la
risalita quando la temperatura dell'acqua raggiunge i 10 - 11 °C,
spostandosi nei canali quando la corrente è più forte. La riproduzione
avviene con temperature dell'acqua di circa 15-16°C, generalmente al
principio di giugno ma, in condizioni climatiche particolari può
cominciare alla fine di marzo o all'inizio di luglio. Ogni femmina può
produrre più di 60.000 uova, riproducendosi soltanto una volta nel corso
della propria vita. Le uova, di colore blu verdastro o turchese, hanno
forma leggermente ovale, con diametro di circa 1.5 mm. Le uova sono
deposte da molte coppie contemporaneamente su substrato si sedimento fine
bluastro, generalmente a profondità comprese tra 3.5 - 19.0 m, talvolta in
acque più basse. Il colore delle uova si dimostra mimetico rispetto alla
tinta del fondale. Per la riproduzione ogni coppia realizza un nido
costituito da un avvallamento nel substrato, non è chiaro se
l'avvallamento venga realizzato dal maschio, dalla femmina o da entrambi.
Durante la copulazione la femmina aderisce con la ventosa orale ad una
pietra, mentre il maschio si attacca vicino alla sua testa ed si avvolge
sul corpo della partner. Le code di entrambi i riproduttori cominciano a
vibrare ed uova e sperma vengono rilasciati contemporaneamente. Le femmine
depongono tutte le uova prodotte, mentre i maschi possono fecondare più
femmine.
Dopo la riproduzione le femmine muoiono mentre i maschi sopravvivono
per tutta la durata della produzione di sperma.
La schiusa delle uova si verifica dopo circa 8 - 10 giorni a 17 - 23
°C. In ammoceti osservati in acque iraniane, la metamorfosi si svolge
quando viene raggiunta una lunghezza compresa tra 8 e 11 centimetri. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni (tm = tmax =4).
Specie di medie dimensioni, la lunghezza massima osservata è di 57.5 cm TL,
con un eso massimo pubblicato di 206 g. Età massima riportata: 4 anni |
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Predatori,
parassiti e malattie - La lampreda del Caspio è predata da pesci
ittiofagi, tra cui Silurus glanis, Lota lota, Sander
lucioperca e Huso huso. Durante le migrazioni queste
lamprede sono catturate anche da uccelli come cormorani, pellicani,
aironi ed altri trampolieri. Sembra che la specie sia sensibile a malattie
virali e batteriche. |
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Status
della specie - Anche se ancora la specie appare relativamente
abbondante, risulta in forte contrazione a causa ei danni causati
all'habitat dalla pressione antropica. Alle dighe e briglie traverse che
ostacolano le migrazioni riproduttive si aggiunge una pesante situazione
di degrado causata dal forte inquinamento prodotto da stabilimenti
industriali e da centri abitati, in massima parte sprovvisti d’impianti di
depurazione. Altre cause di rarefazione della specie sono i frequenti
lavori in alveo, spesso a scopo estrattivo, e il forte prelievo idrico ai
cui sono sottoposti i corsi d'acqua durante la stagione di magra. |
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Protezione
- Nessuna. La lampreda del Caspio è stata proposta per l'iscrizione
nel "Red Book of the U.S.S.R." che fornisce le basi per intraprendere
misure a protezione delle specie (Pavlov et al., 1985) e viene considerata
come "vulnerabile" in Europa da Lelek (1987) e Maitland (1991). C.
wagneri non è inclusa nella
Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and
Natural Resources). |
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Valore
economico - Nonostante questa lampreda sia tossica se non
preventivamente trattata, viene regolarmente pescata per l'estrazione di
olio animale. Il suo contenuto in grassi è così alto che, una volta, le
lamprede venivano essiccate per essere usate come candele (Kottelat and
Freyhof, 2007). Le catture nella regione del Volga e del mar Caspio
raggiungevano i 3.420.000 kg o 33.4 milioni di pesci nel 1913, ma la pesca
organizzata cessò dopo la creazione della diga di Volgograd. La media
annuale delle catture in Azerbaijan nel periodo 1930 - 1963 era compresa
tra le 10 e le 269 tonnellate. Attualmente i pescatori locali continuano
le catture ma non rivestono molta importanza. Per i musulmani la specie
non ha valore alimentare per motivi religiosi, poiché il Corano prescrive
come cibo impuro il pesce privo di squame. La specie è ritenuta
ittiosarcotossica, l'avvelenamento si manifesta dopo l'ingestione di
carne, pelle o muco di lamprede del Caspio crude o cotte. La
localizzazione delle tossine non è stata ancora chiarita, si ritiene
responsabile un'ammina organica. Il muco può causare irritazioni della
pelle. L'avvelenamento si può evitare tenendo a bagno la lampreda in acqua
salata perché la sola cottura è insufficiente. I sintomi si manifestano
dopo poche ore, comprendono
nausea, vomito, dissenteria, urinazione e defecazione spontanee, dolori
addominali e debolezza. Il ricovero richiede diversi giorni per la
guarigione (Coad, 1979b). |
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Pesca
- La specie non ha valore per la pesca sportiva, se non come esca per
pesci ittiofagi. La pesca commerciale viene esercitata durante la risalita è oggetto con
le nasse, oggi tale pesca è però in netto declino.
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