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I
Petromyzontidae, tranne i casi in cui l’adulto non si alimenti,
sono succhiatori di sangue e mangiatori di carogne. Caratteristico
è il loro modo di nutrirsi: si attaccano ad altri vertebrati
inferiori con l'imbuto boccale, che agisce a mo' di ventosa, per
succhiare il sangue e maciullano i tessuti con i movimenti della
robusta lingua, talora riuscendo persino a penetrare nel corpo della
vittima. La muscolatura consta di numerosi segmenti in successione
regolare detti miomeri. Si muovono come le anguille, con ondulazioni
laterali del corpo. Esternamente si distinguono per il corpo
vermiforme e quasi cilindrico, per la pelle dura e viscosa, ma priva
dì squame, e per la mancanza di mascelle e di pinne pari. La pinna
dorsale, divisa in due parti, è unita alla pinna caudale che a sua
volta è connessa a quella anale. La pinna caudale è simmetrica e
gefirocerca. L’apparato riproduttore si compone di una gonade
unica impari, mancante di dotti escretori; uova e spermatozoi cadono
nel celoma e sono emessi attraverso pori genitali. Le uova hanno
forma sferica. All'epoca della riproduzione, maschi e femmine si
riuniscono spesso in gran numero e talora preparano sul fondo una
sorta di nido, in cui sono deposte le uova. Lo sviluppo può essere
diretto o indiretto. Nel secondo caso, la larva che si origina (ammocete)
è priva di denti. I suoi occhi sono molto piccoli e ricoperti dalla
pelle. Possiede un labbro a ferro di cavallo e vive acquattata nel
fango, dove si nutre filtrando l'acqua di respirazione e trattenendo
batteri, diatomee e altri organismi microscopici. Queste larve,
praticamente indistinguibili a livello specifico, per molti anni
furono considerate una specie a se stante (denominata Ammocoetes
branchialis). Questi agnati sono marini anadromi o d'acqua dolce e
vivono perlopiù in tutte le zone temperate del mondo. In Italia
vivono pressoché dovunque, ma non sono dappertutto comuni. Secondo
alcuni studiosi, sarebbero rappresentati da circa 30 specie divise
in 9-10 generi. In Europa - dove non mancano controversie specifiche
e generiche tra i ricercatori - la famiglia potrebbe essere presente
con 4-5 generi e circa 12 specie, nelle acque italiane (con tre o, per
altri autori, quattro specie). |