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Caratteri
meristici - Miomeri: 52 - 60, dall'ultimo foro branchiale e
l'apertura anale. Numero cromosomico: 2n = 142 (Klinkhardt, M, M. Tesche
and H. Greven, 1995). |
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Descrizione
- Molto simile a L. planeri, alcuni autori ritengono infatti
che l'attribuzione della specie al genere Lethenteron vada considerata con
riserva. Corpo anguilliforme a sezione subcircolare anteriormente,
lateralmente compressa nella parte posteriore. Bocca circolare, con denti
labiali poco numerosi, smussati, disposti in gruppi e situati nel tratto
del labbro superiore compreso tra i cirri e la piastra sopra l'apertura
della bocca. Occhio piccolo. Sette fessure branchiali per lato, disposte
in una fila leggermente inclinata verso il basso in direzione
antero-posteriore. Pinne dorsali contigue. Livrea di colore variabile in relazione all’ambiente occupato.
Dorso bluastro, brunastro, o verde scuro, può assumere
sfumature tendenti al grigio o al giallastro, al grigio scuro od al grigio
giallastro. Fianchi da giallastro a giallo argentato, progressivamente più
chiari fino al ventre di tinta variabile dal giallastro al bianco sporco o al bianco
argentato. |
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Dimorfismo
sessuale - La pinna anale è presente solo nelle femmine. La papilla
genitale è appuntita nei maschi e rotondeggiante nelle femmine. Nei maschi
il disco orale è più grande. |
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Habitat
e abitudini
- Non diverse da quelle di L.
planeri. Specie
esclusivamente di acqua dolce, non parassita.
L. zanandreai si riproduce nel
tratto medio superiore dei fiumi, in torrenti e ruscelli con acque pure,
ben ossigenate e substrato ghiaioso. La fase larvale si svolge nei settori
vallivi, su fondali a corrente moderata e substrato molle, dove l'ammocete
resta infossato. Dopo la metamorfosi si assiste ad una rapida maturazione
delle gonadi. Gli adulti presentano intestino degenerato e non sono in
grado di alimentarsi. A secondo
della latitudine, la riproduzione si svolge nel periodo da marzo a tutto
giugno. Dopo la frega gli adulti muoiono. Le carcasse forniscono elementi
nutritivi per i microrganismi che alimenteranno le larve. Alla schiusa, le
larve sono trasportate passivamente dalla corrente fino a zone adatte al
loro sviluppo. La larva è cieca e priva di denti ed ha abitudini
prevalentemente notturne. Dopo 4 - 5 anni, secondo le caratteristiche
bioclimatiche del loro habitat, quando hanno raggiunto la dimensione
sufficiente, le larve cominciano la metamorfosi che si completa in poco
più di un mese. La vita dell'adulto non supera i 6 - 8 mesi.
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Alimentazione - Specie non parassita.
Una volta compiuta la metamorfosi gli adulti non si alimentano e muoiono
dopo la riproduzione. Gli ammoceti si cibano filtrando tramite l'apparato
branchiale microrganismi, diatomee e detrito organico. |
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Riproduzione
- Gli adulti compiono brevi
spostamenti per raggiungere le aree di frega, costituite da acque profonde
pochi decimetri, correnti e ben ossigenate, con fondale ghiaioso. Le uova
vengono deposte in piccoli avvallamenti, realizzate dai riproduttori e
situate solitamente in zone ombreggiate. L'attività riproduttiva viene
svolta da gruppi formati da 2 - 10 esemplari, normalmente da una femmina
ed un paio di maschi, e dura per alcuni giorni. Ogni femmina dove depone
alcune migliaia di uova,
leggermente più grandi di quelle della lampreda di fiume. Dopo la
deposizione le uova sono ricoperte con la ghiaia del substrato. Non
esistono cure parentali. |
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Accrescimento e resilienza -
Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, basso: 4.5 - 14 anni (tm
= 5; tmax = 5.5; Fecondità = 2.000). Ciclostomo di piccola taglia, gli
ammoceti raggiungono la lunghezza massima di 20 cm, gli adulti sono
leggermente più piccoli. Età massima riportata: 6 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Gli adulti e le larve vengono catturati
anche da pesci ed uccelli ittiofagi come smerghi, falchi pescatori, aironi
ed altri trampolieri. La specie è soggetta a malattie virali e
batteriche. |
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Status
della specie - Anche se la superficie stimata di diffusione
risulta relativamente vasta (EOO) > 20.000 km²), la
lampreda padana sta subendo un progressivo decremento sia nel numero che
nella consistenza delle sue popolazioni. Le cause principali della
rarefazione sono inquinamento ed alterazioni ambientali, inclusa la
creazione di dighe e sbarramenti fluviali che impediscono alle popolazioni
anadrome di raggiungere le aree di frega.
L'inquinamento dei substrati fangosi porta
alla morte degli ammoceti, molto più sensibili degli adulti alle
alterazioni ambientali. |
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Protezione
- Nessuna. La lampreda padana è citata nella Direttiva 92/43 CEE, in
allegato II (specie animali e vegetali d'interesse comunitario la cui
conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione",
ed in allegato V (specie animali e vegetali d'interesse comunitario il cui
prelievo in natura ed il cui sfruttamento potrebbe formare oggetto di
misure di gestione). L. zanandreai viene elencata tra le specie
protette dalla Convenzione di Berna (all. III). La specie è inclusa nella
Lista Rossa IUCN (International
Union for Conservation of Nature and Natural Resources) come specie
prossima a venire considerata in pericolo (LC). |
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Valore
economico - Questa lampreda a causa della scarsa consistenza
delle sue popolazioni, risulta senza valore commerciale, anche se le carni
sono ottime. |
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Pesca
- Irrilevante dai punti di vista economico e sportivo. La specie è
talvolta utilizzata come esca al posto del lombrico nella pesca di fondo. |