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Descrizione -
Rospo di aspetto robusto e tarchiato, con testa grande e muso corto ed
arrotondato. Occhi con pupilla ellittica orizzontale. Timpano non molto
evidente. Ghiandole paratoidi ben sviluppate, prominenti e quasi
parallele. Presenza di sacco vocale esterno sotto la gola. Assenza di
plica dorso laterale. Arti posteriori corti, con palmatura poco sviluppata
e provvisti di tubercoli di subarticolari sulla superficie interna. Bordo
interno del tarso provvisto di plica dermica. Punta del quarto dito che
non raggiunge la prima articolazione del terzo. Pelle del dorso cosparsa
di tubercoli arrotondati. Sulle parti superiori la livrea è di colore
variabile da marrone arancio ad verdastro, con macchie di colore più
chiaro di forma irregolare. Le verruche possono essere più o meno chiare,
con sfumature di colore verdastro, bruno o rossastro. La specie è
caratterizzata dalla presenza sul dorso di una linea centrale chiara
estesa dal capo all'estremità posteriore. L'occhio ha iride dorata con
sfumature verdastre e iridescenze scure. |
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Dimorfismo
sessuale
- I maschi sono generalmente di taglia minore, hanno arti anteriori più
robusti e, durante il periodo riproduttivo, sviluppano un piccolo
tubercolo scuro sulle due dita interne della mano. Sempre durante l'epoca
degli amori, i maschi presentano la gola di colore blu, a causa del
maggiore sviluppo del sacco vocale. |
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Larve - I girini si presentano più piccoli
che nelle altre specie di bufonidi europei. Alla schiusa misurano circa 8
mm, e prima della metamorfosi non superano i 3.6 cm di lunghezza. Gli
occhi appaiono molta ravvicinati. Lo spiracolo si apre sulla parte
sinistra. La membrana caudale termina con una punta arrotondata e non sale
sopra il dorso. Sono di colore scuro, quasi nero. Vicino alla bocca si
osserva una caratteristica zona chiara che li differenzia dai girini di
rospo comune. |
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Habitat
e abitudini
- Bufo calamita frequenta
principalmente ambienti aperti, ben soleggiati, con suoli leggeri. Si
incontra tipicamente nelle dune sabbiose, radure di foreste di
aghifoglie, giardini, parchi, campi, cave
di sabbia o ghiaia e prati di alta montagna. La specie è particolarmente
adattata ad habitat aridi, quasi desertici, grazie alla capacità di
utilizzare come fonte di umidità qualsiasi ricettacolo d'acqua piovana. Le
singole popolazioni non sono generalmente molto consistenti, anche se in
aree particolarmente favorevoli sono state registrate densità di 200
esemplari per ettaro. La massima densità si osserva in aree agricole, da
un censimento effettuato in campi della Bielorussia risultano da 7 a 10
rospi per 10 metri quadrati. La riproduzione e lo sviluppo larvale si
svolgono in punti d'acqua di scarsa profondità, riscaldati dalla
radiazione solare, non sufficienti ad ospitare pesci predatori, come fonti
d'acqua di origine meteorica, piccoli stagni effimeri, pozze di
esondazione, piccoli fossi o recipienti artificiali. La specie non è molto
esigente per la qualità dell'acqua, sulle coste del mar Baltico è presente
anche in paludi salmastre. Gli adulti sono prevalentemente terrestri, la
loro capacità natatoria risulta alquanto limitata. Di abitudini notturne e
crepuscolari, trascorrono la giornata rintanati sotto pietre, in anfratti
rocciosi od in tane scavati da se stessi o da altri animali. Raramente si
osservano di giorno. Si tratta di un buon arrampicatore, anche su
superfici molto ripide. Durante i periodi più caldi dell'anno il rospo
calamita può entrare in estivazione restando interrato. Nei mesi invernali
cade in ibernazione, da solo od in piccoli gruppi, per un periodo più o
meno lungo, a seconda della latitudine e dell'altitudine. Solitamente dura
da settembre - ottobre a marzo - maggio. Quando si sente minacciato, si
gonfia e si inarca come il rospo comune, emettendo contemporaneamente un
disgustoso odore dalla regione anale. Il rospo calamita è in grado di
secernere liquidi tossici dalle ghiandole paratoidi e dalla pelle.
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Alimentazione - Gli adulti si cibano
esclusivamente a terra, catturando invertebrati. Nella dieta
hanno una certa rilevanza mosche e formiche, rispettivamente per circa 1/3
ed 1/5, ma vengono predati anche molluschi,
insetti ed aracnidi.
Le larve consumano principalmente materia vegetale come alghe e piante, detrito organico,
e plancton, ma in caso di stress da sovraffollamento possono diventare
cannibali e cibarsi di altri girini. |
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Riproduzione - La riproduzione si svolge in
differenti periodi a seconda della latitudine e della quota. Le
popolazioni delle regioni mediterranee non si accoppiano tutti gli anni.
Quando avviene, il periodo di frega dura 1 - 2 mesi in primavera e si
ripete in ottobre. Nelle altre zone di bassa latitudine inizia in pieno
inverno a bassa quota, mentre in alta montagna e nelle parti più
settentrionali della sua area di distribuzione, si svolge in primavera od
al principio dell'estate. I maschi emmettono richiami di accoppiamento che
raggiungono la massima intensità dopo il tramonto. I maschi sono i primi a
raggiungere le zone di frega. Generalmente superano di numero le femmine e
si verificano spesso lotte per la conquista di una compagna.
L'amplesso è di tipo pettorale. Il maschio stimola l'emissione delle uova
con i tubercoli presenti sugli arti anteriori. Come nel rospo comune le
uova sono emesse in cordoni e vengono immediatamente fecondate dal
maschio. Durante ogni deposizione la femmina emette da 2.800 a 4.000 uova,
divise in due stringhe lunghe circa 1 - 2 metri e spesse circa 6 mm. Ogni
uovo misura da 1 a 1,7 mm di diametro, ha l'embrione di colore nero ed è
circondato da sostanza gelatinosa trasparente. I cordoni sono arrotolati a
piante od altri ostacoli sommersi, o giacciono semplicemente sul fondale.
Dopo la frega le femmine fanno ritorno sulla terraferma, mentre i maschi
si trattengono alcuni giorni in attesa di poter realizzare un secondo
accoppiamento. |
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Accrescimento
- Bufonide di corporatura medio grande, gli adulti raggiungono i 100 mm di
lunghezza del corpo, con taglia media dei maschi di circa 70 mm, e di 80
mm nelle femmine. Lo sviluppo dei girini è molto rapido, da uno a due
mesi, e generalmente giungono a completare la metamorfosi prima del
prosciugamento delle pozze alluvionali in cui sono nati. Al termine della
metamorfosi, la taglia degli immaturi appena varia in funzione della
densità dei girini e della disponibilità di cibo. Nelle regioni
meridionali, la maturità sessuale viene raggiunta dalle femmine a due anni
ed a circa cinque anni nelle zone settentrionali. La speranza di vita per
Bufo calamita è di circa sette anni nei maschi, e di quindici anni nelle
femmine. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Tra i principali predatori figurano la
biscia dal collare (Natrix natrix) e la natrice viperina (Natrix
maura), rapaci notturni e diurni, trampolieri e diversi mustelidi. Le
uova e le larve possono essere catturate da pesci, rettili (natrix),
crostacei (Procamabrus
clarkii), coleotteri acquatici e larve di
libellula. La specie è soggetta a malattie di origine virale batterica e
micotica. |
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Status
della specie - La specie risulta localmente abbondante in larga
parte della sua area di distribuzione, in particolare al sud. Appare molto
localizzata ed in declino in Gra Bretagna, Irlanda, Belgio, Danimarca,
Svezia ed Estonia. In Polonia risulta in calo, ma nel 2002 è stata censita
una grande popolazione di circa 500 esemplari adulti nel Parco Nazionale
Slowinski. I maggiori pericoli per questa specie sono rappresentati dalla
perdita di habitat adatti (brughiere e dune) per sostituzione naturale da
parte di macchie e foreste, dalle piogge acide che rendono inadatti allo
sviluppo delle larve i luoghi di riproduzione, dallo sviluppo agricolo
industriale, dall'inquinamento e dalla meccanizzazione di cave di inerti. |
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Protezione - La
specie è elencata in Appendice II della Convenzione di Berna e
nell'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". In
molti paesi europei la specie
è protetta da legislazione nazionale e regionale. In Gran Bretagna sono stati
avviati progetti di reintroduzione (Denton, et al., 1997, Zippel, 2005). Nella lista rossa IUCN le popolazioni di
E. calamita
sono catalogate come a minimo rischio (LC, least concern), sotto la voce
Bufo calamita. |