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Descrizione -
Rospo acquatico dal corpo appiattito a forma idrodinamica. Testa
relativamente piccola e muso triangolare. Occhi piccoli poco sporgenti,
rivolti verso l'alto. Bocca priva di lingua e provvista di denti non
pedicellati. Assenza di quadratogiugale e coccige di solito fuso con un
osso sacro corto e robusto. Presenza di epipube e dell'organo della linea
laterale. Pelle liscia, estremamente viscida al tatto. Arti anteriori
relativamente corti e deboli, con dita della mano sottili ed allungate.
Arti posteriori molto grandi e robusti, utilizzati come propulsori nel
nuoto, con dita collegate da una membrana natatoria molto sviluppata, e le
tre centrali provviste di artigli. Il colore di fondo della livrea è bruno
verdastro o ocra con sfumature verdastre, più scuro superiormente e
progressivamente più chiaro procedendo verso il ventre. Sul dorso sono
presenti macchie scure, fuse tra loro a formare una sorta di reticolo
intricato. Nella zona inferiore dei fianchi le macchie si frammentano in
singole macchiette, che si disperdono anche sulla superficie inferiore.
Esistono esemplari albini, molto ricercati dagli allevatori, e forme molto
scure. |
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Dimorfismo
sessuale
- La femmina ha dimensioni marcatamente superiori rispetto al maschio. |
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Larve - Girini semitrasparenti (si possono
osservare gli organi interni), con tinta brunastra ornata da piccole
macchie scure diffuse anche sulla membrana caudale. Dorso più scuro
rispetto ai fianchi ed alle parti ventrali chiare. Testa grande, con occhi
relativamente piccoli e corpo rotondeggiante. Bocca piccola, priva di
denti o lamine cornee. Presenza di due spiracoli. Coda molto lunga,
provvista di membrana trasparente non estesa sul dorso, e terminante a
punta. |
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Habitat e abitudini
- Specie specializzata per la vita
acquatica in grado di colonizzare un ampia gamma di habitat, incluse zone
pesantemente antropizzate. Gli xenopi vivono in ogni sorta di corpo
idrico, inclusi piccoli torrenti, ma sembrano preferire i grandi fiumi a
corrente lenta, anche quando vi siano presenti pesci predatori.
Raggiungono le più alte densità in acque permanenti eutrofiche, con
substrato molle, abbondante vegetazione sommersa, e con temperature che
non scendano al di sotto di 20 °C per buona parte dell'anno. La specie
dimostra una grande facilità nel colonizzare ambienti artificiali, come si
osserva in Africa, dove la specie appare in espansione. Le popolazioni
introdotte prosperano in canali di drenaggio, d'irrigazione o di
esondazione, laghetti artificiali e dighe. La riproduzione si svolge in
acqua negli stessi ambienti dove passa la fase trofica. Gli xenopi hanno
abitudini notturne, ma sono attivi anche durante il giorno. Durante la
stagione secca, questi rospi fanno fronte al prosciugamento degli stagni
infossandosi nel fango. In questo stato possono sopravvivere fino ad otto
mesi, limitando la perdita d'acqua tramite l'alterazione della
concentrazione dei fluidi corporei per ritenzione di urina. La possibilità
di rendere i fluidi ipertonici consente alla specie di vivere anche in
acque salmastre. In Africa, ai primi segni di prosciugamento del loro
habitat, gli xenopi intraprendono spesso migrazioni di massa per
raggiungere ambienti più favorevoli, spostandosi durante le notti più
umide. Durante la stagione fredda diminuiscono l'attività, ma rimangono
attivi anche quando si forma del ghiaccio sulla superficie dell'acqua. Non
sono documentati casi d'ibernazione.
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Alimentazione - In natura gli adulti si
cibano principalmente di invertebrati acquatici bentonici e di
zooplancton. Invertebrati terrestri e vertebrati acquatici, inclusi
i conspecifici, costituiscono occasionalmente componenti importanti della
dieta. In condizioni di sovraffollamento o di carenza di cibo, gli adulti
mostrano una spiccata tendenza al cannibalismo nei confronti dei giovani e
delle larve. Anche se questi rospi non sono abili nel catturare prede
veloci, si cibano spesso di uova e larve di pesce, e di specie a nuoto
lento come i gobidi. In condizioni artificiali, come gli stagni di
allevamento ittico, gli xenopi possono causare seri problemi divorando un
gran numero di avannotti e piccoli esemplari. In cattività gli esemplari
di questa specie vengono alimentati con crostacei d'acqua dolce,
lombrichi, tubifex, carne cruda, larve di mosca ed altri invertebrati di
facile reperibilità. Le larve sono filtratrici specializzate, in grado di
filtrare dall'acqua particelle della grandezza di un virus (Wassersug,
1996). La dieta è composta principalmente da fitoplancton,
specialmente alghe unicellulari e diatomee, ma si cibano anche di
zooplancton e batteri. La presenza di un gran numero di larve di xenopo
determina un impatto diretto sullo sviluppo e la presenza della carpa
argentata (Hypothalmichthys molitrix), per competizione alimentare
sul fitoplancton e detrito in sospensione (Schramm, 1986). |
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Riproduzione - In africa il periodo
riproduttivo è condizionato dalle condizioni atmosferiche, generalmente
coincide con l'arrivo della stagione delle piogge. Per le popolazioni
acclimatate in Europa, la stagione di frega generalmente va da settembre a
maggio, sempre secondo la temperatura e le precipitazioni. L'accoppiamento
è generalmente subacqueo e di tipo inguinale. In Africa, questi rospi
compiono usualmente migrazioni riproduttive per raggiungere le nuove pozze
di origine meteorica dove i nuovi nati possono svilupparsi in assenza di
pesci predatori. Lo stesso comportamento è stato osservato in popolazioni
introdotte nel Galles (Tinsley & McCoid, 1996). I maschi in frega lanciano
richiami per attirare le femmine, con un picco di intensità che alle
nostre latitudini viene raggiunto in aprile - maggio. La frega avviene sia
durante le ore notturne che di giorno, in acqua stagnante o a debole
corrente. L'amplesso ha una durata variabile da alcune ore a più giorni.
Le femmine possono avere deposizioni multiple in ogni stagione di
riproduzione. La specie è molto prolifica, per ogni ciclo vengono deposte
da alcune centinaia a varie migliaia di uova. Dalla dissezione di grandi
femmine prossime alla frega, si è osservato che ogni fattrice arriva a
produrre fino a 17.000 uova. |
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Accrescimento
- Specie di grande taglia, in cattività le femmine possono raggiungere
anche i 18 centimetri di lunghezza del corpo. Nelle popolazioni selvatiche
africane la media per le femmine è di 110 mm, con una taglia massima di
130 mm, i maschi raggiongono solo a 3/4 della lunghezza delle femmine (Kobel
et al., 1996). Lo sviluppo larvale è relativamente breve, in laboratorio
dura circa 100 giorni ad una temperatura costante di 18 °C. La maturità
sessuale viene raggiunta dopo circa un anno e mezzo, La durata della vita
si aggira intorno a 8 - 12 anni. L'età massima osservata è di 16 anni in
esemplari del Galles meridionale (Gran Bretagna). |
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Predatori,
parassiti e malattie - I predatori degli adulti comprendono un gran
numero di uccelli, come nitticore (Nycticorax nycticorax), cormorani,
aironi, corvi, gabbiani e rapaci notturni, serpenti e tartarughe
acquatiche, oltre a mammiferi come cinghiali,
ricci e mustelidi. I girini e le uova sono esposti alla predazione da parte di pesci (Micropterus, Esox, Perca),
crostacei (Procamabrus
clarkii), adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di
libellula. La specie è soggetta a malattie batteriche come la peste delle
gambe rosse, virali e micotiche. La prima descrizione conosciuta di
chytridiomycosis in anfibi fu effettuata su esemplari di questa specie.
Sembra quindi possibile che le epidemie osservate su specie selvatiche in
Europa, Australia ed nord America, abbiano avuto origine da esemplari di
Xenopus rilasciati in natura. Gli xenopi vengono attaccati da molti
parassiti inclusi più di 25 generi tra i maggiori gruppi (Tinsley, 1996).
Molte tra specie non sono però presenti nelle popolazioni introdotte per
la mancanza di ospiti intermedi, ma However, Lafferty & Page (1997)
osservarono la presenza di tenie africane (Cephalochlamys namaquensis),
ciliati (Nyctotherus sp.), e larve incistate di nematodi in
esemplari di popolazioni introdotte in California. Da ulteriori
osservazioni si è potuto stabilire che i parassiti di cui lo xenopo è
portatore, sono in grado di aggredire anche le specie autoctone con cui
entrano in contatto. |
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Status
della specie - Risulta estremamente abbondante e spesso in crescita
in tutta la sua area di distribuzione originaria. La specie risulta
infestante in molti paesi dove è stata introdotta. La malattia fungina
Chytridiomycosis è stata osservata in esemplari museali risalenti al
1938, e si ipotizza che il commercio internazionale legato a questa specie
sia alla base della diffusione della micosi in altre zone del mondo. |
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Protezione - Le
popolazioni introdotte in Europa dovrebbero essere strettamente
controllate e possibilmente eradicate, a causa della loro potenzialità di
fungere da vettori per numerose malattie degli anfibi. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di
X. laevis
sono catalogate come a basso rischio (LC, least concern). |