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Le Faune Webmuseum Amphibia Anura Ranidae Pelophylax

La rana levantina, Pelophylax bedriagae

(Camerano, [1882])


Descrizione - Specie molto simile a P. ridibundus, di cui era considerata sottospecie. Riconosciuta di recente specie valida principalmente per differenti frequenze di alleli elettroforetici, ad esempio a-GDH:b (allele lento) è predominante se comparato con a (allele lento) di P. ridibundus, e per diversi parametri vocali. Si tratta di una rana robusta e relativamente tarchiata. Testa con muso moderatamente appuntito e pupilla orizzontale. Timpano grande e ben visibile, di dimensioni pari o leggermente inferiori al diametro dell'occhio. Denti vomerini presenti. Parte posteriore della lingua, libera e biforcuta. Omosterno e sterno ossificati. Maschi provvisti di due sacchi vocali esterni vicino agli angoli della bocca. La zampa posteriore estesa anteriormente e tenuta aderente al corpo, raggiunge la punta del muso con l'articolazione tibio tarsale. Tubercolo metatarsale interno poco rilevato. Pelle liscia o lievemente rugosa. Pliche dorsolaterali ben evidenti. La colorazione della livrea varia a seconda dell'habitat e della popolazione. Generalmente sulle zone superiori la tinta di fondo ha meno toni di verde rispetto a P. ridibundus, tendono a predominare il grigio ed il marrone rossastro, comprendendo ogni possibile combinazione, gradazione ed intensità. Sul dorso e su i fianchi si osservano macchie scure più o meno numerose ed intense. La striscia chiara estesa dal muso alla cloaca e meno frequente che nella rana verde maggiore. Sulle zampe posteriori è evidente una striatura scura spesso spezzata in grandi macchie. Le zone inferiori del corpo sono bianco grigiastre o bianco giallastre, a tinta unita o con macchie o punteggiature scure più o meno pronunciate.

Dimorfismo sessuale - I maschi si riconoscono facilmente per la presenza dei sacchi vocali esterni e per i tubercoli nuziali sul primo dito delle zampe anteriori.

Larve - I girini del genere Pelophylax sono molto simili in tutte le specie. Misurano da 50 a 60 millimetri. La testa è grande e rotondeggiante. Lo spiracolo si apre sul lato sinistro del petto, mentre l'ano è collocato nella zona posteriore destra, sotto l'attaccatura della coda. La coda termina con una punta affilata. La membrana caudale si estende fino alla nuca con una cresta poco rilevata. Le parti superiori sono di colore giallo ocra, con sfumature verdi o marroni, sopra questa tinta di fondo si osservano macchie e punti scuri ripartiti irregolarmente. La parte inferiore è biancastra e translucida, spesso si possono osservare gli organi interni attraverso la pelle.

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Habitat e abitudini - P. bedriagae popola una grande varietà di acque correnti e stagnanti, associate agli ambienti generalmente aridi tipici del Medio Oriente,  foreste miste o decidue, macchia mediterranea, lagune costiere, oasi e zone semidesertiche o desertiche. Frequenta quasi tutte le tipologie di punti d'acqua, da pozze, canali e stagni poco profondi, ai grandi laghi e fiumi, fino a fossi e ruscelli di montagna. Non è esigente rispetto alla qualità dell'acqua, ma deve poter usufruire di acque permanenti.  Tollera acque con livelli relativamente elevati di salinità, da 0.9 a 8.3 parti per mille, e sopporta bene l'inquinamento. I girini vivono bene anche in acque a basso livelli di ossigeno disciolto e salmastre. Preferisce zone aperte, ben soleggiate e con abbondante vegetazione erbacea. Si incontra anche in habitat antropizzati, in dighe artificiali, laghi di irrigazione, spesso in vicinanza di fattorie, e negli stagni di parchi e giardini. Le zone desertiche vengono colonizzate seguendo le valli fluviali ed i canali. La specie è attiva prevalentemente di giorno, con picchi di massima attività nelle giornate umide, coperte o piovose. Nel periodo di frega ed in estate, quando la radiazione solare raggiunge i livelli massimi, tende ad essere più attiva durante la notte. Nelle zone interne, durante i mesi più freddi entra in ibernazione. Nelle regioni costiere può restare attiva per tutto l'anno. Il periodo d'ibernazione viene trascorso in acqua, infossata nel fango, ma in alcuni casi il letargo si svolge a terra, in tane scavate da altri animali, o in gallerie presenti sulle rive di laghi e fiumi. L'ibernazione viene usualmente trascorsa in gruppi formati da non più di alcune dozzine di esemplari.

Alimentazione - Le abitudini alimentari sono del tutto simili a quelle di P. ridibundus. Gli adulti si cibano principalmente d'invertebrati terrestri, tra cui predominano lombrichi, gasteropodi, insetti ed aracnidi, ed acquatici come larve d'insetti e molluschi. Può preda anche avannotti e piccoli pesci, ma sempre in quantità esigua. Gli esemplari più grandi attaccano anche altri anfibi, inclusi i conspecifici, piccoli uccelli, rettili e mammiferi. La tendenza al cannibalismo aumenta nei periodi di siccità e con le alte temperature. Durante il periodo di frega questa specie non cessa di alimentarsi. La dieta delle larve è composta prevalentemente da materia vegetale come alghe e piante, in minor proporzione assumono detrito organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. La quantità di cibo animale cresce durante l'ontogenesi. Le rane appena metamorfosate predano piccoli insetti e loro larve, collemboli ed acari.

Riproduzione - La stagione della riproduzione va generalmente da marzo alla fine di giugno. I maschi raggiungono per primi le zone di frega e si stabiliscono in acqua e lungo le sponde, emettendo richiami d'accoppiamento in coro per attirare le femmine. In queste aree si radunano spesso molte centinaia di esemplari. L'amplesso è di tipo ascellare e si svolge in acqua. Ogni femmina emette le uova in ammassi gelatinosi, contenenti da 700 a più di 10.000 uova. Le uova sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse, hanno colore nero da un lato, bianco dall'altro, e diametro compreso tra 2 e 3 mm. Nei siti più frequentati si formano grandi agglomerati di uova, composti dalle deposizioni di numerose coppie. La presenza di queste masse favorisce lo sviluppo embrionale, minimizzando le fluttuazioni di temperatura e la predazione potenziale, specialmente quella effettuata da invertebrati ed anfibi, che non riescono a raggiungere le zone più interne della massa di uova. Per contro le uova disposte nelle zone centrali hanno mortalità elevata, a causa di fenomeni di ipossia.

Accrescimento - Anuri di medio grandi dimensioni, gli adulti raggiungono una lunghezza massima del corpo di poco inferiore a P. ridibundus, con medie comprese tra 80 e 90 millimetri. La crescita delle larve dipende dalla disponibilità di cibo e dalla temperatura dell'acqua. In alcune località dove l'acqua resta relativamente fredda, i girini possono passare l'inverno in acqua, metamorfosandosi alla primavera seguente. In questi casi le larve possono raggiungere grandi dimensioni. La maturità sessuale viene raggiunta dal secondo al terzo anno di età.

Predatori, parassiti e malattie - Viene attaccata da molti vertebrati, tra cui  molte specie di uccelli come cicogne, aironi, nitticore, rapaci, cormorani, gabbiani e corvi, e mammiferi, tra cui volpi, ricci e mustelidi, inoltre costituisce una significativa parte della dieta di serpenti acquatici e terrestri e delle tartarughe acquatiche. I girini e gli adulti sono esposti alla predazione da parte di pesci (Micropterus, Esox, Perca, Salmo). Le larve e le uova sono mangiate anche da anatre, crostacei (Procamabarus clarkii), adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche, tra cui la chytridiomicosi e l'iridovirus introdotte con l'arrivo di specie alloctone. La specie viene attaccata da parassiti come elminti e platelminti.

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Status della specie - Questa rana risulta generalmente abbondante nelle zone umide della sua area di distribuzione. In Libano è comune sia sulle pianure costiere che sui rilievi montani. In Egitto la sua distribuzione appare localizzata, ma le popolazioni sono numerose. Fattori di minaccia sono rappresentati dalla bonifica delle zone umide, inquinamento, canalizzazioni e sviluppo urbano incontrollato nelle zone costiere. In Turchia viene catturata a scopo alimentare e per l'esportazione. Non sono riportate particolari minacce per le popolazioni presenti il Libano.

Protezione - Sono necessarie ulteriori indagini per stabilire accuratamente l'area di distribuzione di questa specie. P. bedriagae è protetta dalla legislazione nazionale in Israele, è diffusa nella Riserva Naturale della Palude di Azraq, nelle riserve di Dana e Al Maujib Wildlife in Giordania, nelle aree protette libanesi delle paludi di Arz El-Shouf, Horj Ehden, Ammiq e nella spiaggia di Sour.

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