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Le Faune Webmuseum Amphibia Anura Ranidae Pelophylax

La rana di Rodi, Pelophylax cerigensis

(Beerli, Hotz, Tunner, Heppich & Uzzell, 1994)


Descrizione - Lo status tassonomico di questa rana è ancora incerto. La popolazione di Karpathos ha particolari alleli elettroforetici, e vocalizzazioni molto diverse da quelle delle popolazioni anatoliche di P. bedriagae ma, corte sequenze del DNA mitocondriale suggeriscono che lo stesso aplotipo sia presente in entrambi i gruppi. Le rane di Rodi appaiono molto simili a quelle di Karpathos, ma il gruppo di Rodi ha alleli elettroforetici unici. Caratteristica che potrebbe essere imputata alla scarsa consistenza numerica della popolazione di Karpathos, od ad un'introduzione di esemplari di P. bedriagae dall'Anatolia. Comunque dall'analisi dei movimenti tettonici avvenuti nell'Egeo e dei reperti fossili, sappiamo che l'isola Karpathos era connessa a Rodi ed all'Anatolia all'inizio del Pliocene e completamente isolata nel Pliocene medio (Meulenkamp 1985), isolamento che ha certamente favorito la divergenza delle popolazioni. P. cerigensis è una rana robusta e relativamente tarchiata, simile a P. bedriagae, con testa triangolare, muso arrotondato ed occhi prominenti con pupilla orizzontale. Timpano grande e ben visibile, di dimensioni pari o leggermente inferiori al diametro dell'occhio. Denti vomerini presenti. Parte posteriore della lingua, libera e biforcuta. Omosterno e sterno ossificati. Maschi provvisti di due sacchi vocali esterni vicino agli angoli della bocca, non visibili se non usati. Tibia relativamente lunga, rapporto L. corpo / L. tibia = 7.4 ± 1.1. Tubercolo metatarsale piuttosto corto. Pelle liscia o lievemente rugosa. Pliche dorsolaterali ben evidenti. La colorazione della livrea varia a seconda dell'habitat e della popolazione. Generalmente sulle zone superiori la tinta di fondo tendono a predominare il grigio ed il marrone, talvolta con sfumature verdastre o giallastre. Sul dorso e sui fianchi si osservano macchie scure più o meno numerose ed intense. La striscia chiara dorsale è assente. Sulle zampe posteriori è evidente una striatura scura spesso spezzata in grandi macchie. Le zone inferiori del corpo sono bianco giallastre o bianco crema con macchie o punteggiature scure più o meno pronunciate. I sacchi vocali sono grigio scuro.

Dimorfismo sessuale - I maschi sono di taglia leggermente inferiore a quella delle femmine, hanno sacchi vocali esterni e, durante la stagione di riproduzione, tubercoli nuziali sul primo dito delle zampe anteriori.

Larve - I girini del genere Pelophylax sono molto simili in tutte le specie. Misurano da 50 a 60 millimetri. La testa è grande e rotondeggiante, con occhi ben distanziati. Lo spiracolo si apre sul lato sinistro del petto, mentre l'ano è collocato nella zona posteriore destra, sotto l'attaccatura della coda. La coda termina a punta. La membrana caudale si estende sulla schiena con una cresta poco rilevata. Le parti superiori sono di colore giallo ocra, con sfumature verdi o marroni, sopra questa tinta di fondo si osservano macchie e punti, chiari o scuri, distribuiti irregolarmente. La parte inferiore è biancastra e translucida, spesso si possono osservare gli organi interni attraverso la pelle.

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Habitat e abitudini - È una specie principalmente acquatica, strettamente legata ad acque permanenti, ferme o a lento corso. L'ambiente tipico è quello semiarido caratteristico delle isole egee, in cui tratti di macchia mediterranea sono interrotti da radi boschi di caducifoglie e da zone rocciose. I corsi d'acqua sono tipicamente soggetti a piene ed a forti periodi di magra, per cui la specie si incontra negli habitat più stabili, come pozze profonde non soggette a prosciugamento, zone paludose costiere e tratti inferiori dei corsi d'acqua. P. cerigensis risulta particolarmente sensibile alle modifiche ambientali, ma vive anche in ambienti antropizzati, come canali e laghetti da irrigazione. La frega e lo sviluppo larvale si svolgono negli stessi corpi d'acqua che la rana di Rodi frequenta durante tutto l'anno. I girini vivono bene anche in acque a basso livelli di ossigeno disciolto e salmastre. È attiva prevalentemente di giorno, con picchi di massima attività nelle giornate umide, coperte o piovose. Nel periodo di frega ed in estate, quando la radiazione solare raggiunge i livelli massimi, tende ad essere più attiva durante la notte. Generalmente non entra in ibernazione.

Alimentazione - Le abitudini alimentari sono del tutto simili a quelle di P. bedriagae. Gli adulti si cibano principalmente d'invertebrati terrestri, tra cui predominano lombrichi, gasteropodi, insetti ed aracnidi, ed acquatici come larve d'insetti e molluschi. Gli esemplari più grandi attaccano anche piccoli vertebrati, come avannotti, altri anfibi, inclusi i conspecifici, piccoli uccelli, rettili e mammiferi. Durante il periodo di frega questa specie non cessa di alimentarsi. La dieta delle larve è composta da materia vegetale come alghe e piante, in minor proporzione assumono detrito organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. Gli immaturi appena metamorfosati predano piccoli invertebrati.

Riproduzione - La stagione della riproduzione va generalmente da marzo alla fine di giugno. I maschi raggiungono per primi le zone di frega e si stabiliscono in acqua e lungo le sponde, emettendo richiami d'accoppiamento in coro per attirare le femmine. In queste aree si radunano contemporaneamente molti esemplari. L'amplesso è di tipo ascellare e si svolge in acqua. Ogni femmina emette le uova in ammassi gelatinosi, contenenti alcune migliaia uova. Le uova sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse, hanno colore nero da un lato, bianco dall'altro, e diametro compreso tra 2 e 3 mm. Nei siti più frequentati si formano agglomerati di uova, composti dalle deposizioni di varie coppie. Le masse possono aderire ad ostacoli sommersi, giacere sul fondale o flottare in superficie.

Accrescimento - Anuri di medio grandi dimensioni, gli adulti raggiungono una lunghezza massima del corpo di poco inferiore a 14 centimetri, con medie comprese tra 60 e 70 millimetri. La crescita delle larve dipende dalla disponibilità di cibo e dalla temperatura dell'acqua. La maturità sessuale viene raggiunta dal secondo al terzo anno di età.

Predatori, parassiti e malattie - Viene attaccata da molte specie di uccelli come trampolieri, rapaci, cormorani, gabbiani e corvi, e da mammiferi e serpenti presenti sull'isola, inoltre i girini e gli adulti sono esposti alla predazione da parte di pesci predatori. Le larve e le uova sono mangiate anche da anatre, adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche e viene attaccata da vari parassiti tra cui sanguisughe, elminti e platelminti.

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Status della specie - La popolazione dell'isola di Karpathos è modesta, le prime fonti di letteratura deli anni '60 riportavano la specie come abbondante, ma già dal 1992 era molto difficile reperire degli esemplari adulti. Dalle osservazioni recenti risulta che la specie è comune in una sola località. I maggiori pericoli per la sopravvivenza della specie provengono dalla progressiva distruzione dell'habitat, causata da pratiche agricole non tradizionali, sviluppo di infrastrutture e urbanizzazione legata al turismo, aumento del prelievo idrico durante la stagione estiva, inquinamento industriale, agricolo ed urbano.

Protezione - La specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di P. cerigensis sono catalogate in pericolo (EN B1ab(iii)+2ab(iii),endagered), per la ristretta zona di diffusione, inferiore a 5.000 km² con area di occupazione minore di 500 km², per la distribuzione molto frammentata, e per la continua degradazione a cui è sottoposto il suo habitat.

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