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Descrizione -
Lo status tassonomico di questa rana è ancora incerto. La popolazione di
Karpathos ha particolari alleli elettroforetici, e vocalizzazioni molto
diverse da quelle delle popolazioni anatoliche di P. bedriagae ma,
corte sequenze del DNA mitocondriale suggeriscono che lo stesso aplotipo
sia presente in entrambi i gruppi. Le rane di Rodi appaiono molto simili a
quelle di Karpathos, ma il gruppo di Rodi ha alleli elettroforetici unici.
Caratteristica che potrebbe essere imputata alla scarsa consistenza
numerica della popolazione di Karpathos, od ad un'introduzione di
esemplari di P. bedriagae dall'Anatolia. Comunque dall'analisi
dei movimenti tettonici avvenuti nell'Egeo e dei reperti fossili, sappiamo
che l'isola Karpathos era connessa a Rodi ed all'Anatolia all'inizio del
Pliocene e completamente isolata nel Pliocene medio (Meulenkamp 1985),
isolamento che ha certamente favorito la divergenza delle popolazioni.
P. cerigensis è una rana robusta e
relativamente tarchiata, simile a P. bedriagae, con testa triangolare,
muso arrotondato ed occhi prominenti con pupilla orizzontale. Timpano grande e ben visibile,
di dimensioni pari o leggermente inferiori al diametro dell'occhio. Denti
vomerini presenti. Parte posteriore della lingua, libera e biforcuta.
Omosterno e sterno ossificati. Maschi provvisti di due sacchi vocali
esterni vicino agli angoli della bocca, non visibili se non usati. Tibia
relativamente lunga, rapporto L. corpo / L. tibia = 7.4 ± 1.1. Tubercolo
metatarsale piuttosto corto. Pelle liscia o lievemente rugosa. Pliche
dorsolaterali ben evidenti. La colorazione della livrea varia a seconda
dell'habitat e della popolazione. Generalmente sulle zone superiori la
tinta di fondo tendono a predominare il grigio ed il marrone, talvolta con
sfumature verdastre o giallastre. Sul dorso e sui fianchi si osservano
macchie scure più o meno numerose ed intense. La striscia chiara dorsale è
assente. Sulle zampe posteriori è evidente una striatura scura spesso
spezzata in grandi macchie. Le zone inferiori del corpo sono bianco
giallastre o bianco crema con macchie o punteggiature scure più o meno
pronunciate. I sacchi vocali sono grigio scuro. |
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Dimorfismo
sessuale
- I maschi sono di taglia leggermente inferiore a quella delle femmine,
hanno sacchi vocali esterni e, durante la stagione di riproduzione,
tubercoli nuziali sul primo dito delle zampe anteriori. |
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Larve - I girini del genere Pelophylax
sono molto simili in tutte le specie. Misurano da 50 a 60 millimetri. La
testa è grande e rotondeggiante, con occhi ben distanziati. Lo spiracolo
si apre sul lato sinistro del petto, mentre l'ano è collocato nella zona
posteriore destra, sotto l'attaccatura della coda. La coda termina a
punta. La membrana caudale si estende sulla schiena con una cresta poco
rilevata. Le parti superiori sono di colore giallo ocra, con sfumature
verdi o marroni, sopra questa tinta di fondo si osservano macchie e punti,
chiari o scuri, distribuiti irregolarmente. La parte inferiore è
biancastra e translucida, spesso si possono osservare gli organi interni
attraverso la pelle. |
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Habitat
e abitudini
- È una specie principalmente acquatica,
strettamente legata ad acque permanenti, ferme o a lento corso. L'ambiente
tipico è quello semiarido caratteristico delle isole egee, in cui tratti
di macchia mediterranea sono interrotti da radi boschi di caducifoglie e
da zone rocciose. I corsi d'acqua sono tipicamente soggetti a piene ed a
forti periodi di magra, per cui la specie si incontra negli habitat più
stabili, come pozze profonde non soggette a prosciugamento, zone paludose
costiere e tratti inferiori dei corsi d'acqua. P. cerigensis
risulta particolarmente sensibile alle modifiche ambientali, ma vive anche
in ambienti antropizzati, come canali e laghetti da irrigazione. La frega
e lo sviluppo larvale si svolgono negli stessi corpi d'acqua che la rana
di Rodi frequenta durante tutto l'anno. I girini vivono bene anche in
acque a basso livelli di ossigeno disciolto e salmastre. È attiva
prevalentemente di giorno, con picchi di massima attività nelle giornate
umide, coperte o piovose. Nel periodo di frega ed in estate, quando la
radiazione solare raggiunge i livelli massimi, tende ad essere più attiva
durante la notte. Generalmente non entra in ibernazione.
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Alimentazione - Le abitudini alimentari sono
del tutto simili a quelle di P. bedriagae. Gli adulti si cibano
principalmente d'invertebrati terrestri, tra cui predominano lombrichi,
gasteropodi, insetti ed aracnidi, ed acquatici come larve d'insetti e
molluschi. Gli esemplari più grandi attaccano anche piccoli vertebrati,
come avannotti, altri anfibi, inclusi i conspecifici, piccoli uccelli,
rettili e mammiferi. Durante il periodo di frega questa specie non cessa
di alimentarsi. La dieta delle larve è composta da materia vegetale come
alghe e piante, in minor proporzione assumono detrito organico e plancton,
come protozoi, rotiferi e microcrostacei. Gli immaturi appena
metamorfosati predano piccoli invertebrati. |
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Riproduzione - La stagione della riproduzione
va generalmente da marzo alla fine di giugno. I maschi raggiungono per
primi le zone di frega e si stabiliscono in acqua e lungo le sponde,
emettendo richiami d'accoppiamento in coro per attirare le femmine. In
queste aree si radunano contemporaneamente molti esemplari. L'amplesso è
di tipo ascellare e si svolge in acqua. Ogni femmina emette le uova in
ammassi gelatinosi, contenenti alcune migliaia uova. Le uova sono
fecondate dal maschio man mano che vengono emesse, hanno colore nero da un
lato, bianco dall'altro, e diametro compreso tra 2 e 3 mm. Nei siti più
frequentati si formano agglomerati di uova, composti dalle deposizioni di
varie coppie. Le masse possono aderire ad ostacoli sommersi, giacere sul
fondale o flottare in superficie. |
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Accrescimento
- Anuri di medio grandi dimensioni, gli adulti raggiungono una lunghezza
massima del corpo di poco inferiore a 14 centimetri, con medie comprese
tra 60 e 70 millimetri. La crescita delle larve dipende dalla
disponibilità di cibo e dalla temperatura dell'acqua. La maturità sessuale
viene raggiunta dal secondo al terzo anno di età. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Viene attaccata da molte specie di uccelli
come trampolieri, rapaci, cormorani, gabbiani e corvi, e da mammiferi e
serpenti presenti sull'isola, inoltre i girini e gli adulti sono esposti
alla predazione da parte di pesci predatori. Le larve e le uova sono
mangiate anche da anatre, adulti e larve di altri anfibi, coleotteri
acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie virali,
batteriche e micotiche e viene attaccata da vari parassiti tra cui
sanguisughe, elminti e platelminti. |
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Status
della specie - La popolazione dell'isola di Karpathos è modesta, le
prime fonti di letteratura deli anni '60 riportavano la specie come
abbondante, ma già dal 1992 era molto difficile reperire degli esemplari
adulti. Dalle osservazioni recenti risulta che la specie è comune in una
sola località. I maggiori pericoli per la sopravvivenza della specie
provengono dalla progressiva distruzione dell'habitat, causata da pratiche
agricole non tradizionali, sviluppo di infrastrutture e urbanizzazione
legata al turismo, aumento del prelievo idrico durante la stagione estiva,
inquinamento industriale, agricolo ed urbano. |
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Protezione - La
specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna. Nella lista
rossa IUCN le popolazioni di P. cerigensis sono catalogate in
pericolo (EN B1ab(iii)+2ab(iii),endagered), per la ristretta zona di
diffusione, inferiore a 5.000 km² con area di occupazione minore di 500
km², per la distribuzione molto frammentata, e per la continua
degradazione a cui è sottoposto il suo habitat. |