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Descrizione -
L'origine di questa specie probabilmente risale all'isolamento dell'isola
di Creta dal resto dei Balcani, avvenuto 5 milioni di anni fa, alla fine
del periodo Messiniano. P. cretensis è una rana robusta e relativamente tarchiata, simile a P. ridibundus,
distinta dalle altre specie del genere per la presenza di particolari
alleli elettroforetici. Testa triangolare, con muso arrotondato e pupilla
orizzontale. Timpano grande e ben visibile, di dimensioni pari o
leggermente inferiori al diametro dell'occhio. Denti vomerini presenti.
Parte posteriore della lingua libera e biforcuta. Omosterno e sterno
ossificati. Maschi provvisti di due sacchi vocali esterni vicino agli
angoli della bocca, non visibili se non usati. Tibia di lunghezza media,
rapporto L. corpo / L. tibia = 1.97 ± 0.15. Tubercolo metatarsale
piuttosto corto e leggermente arrotondato. Pelle liscia o lievemente
rugosa, con pliche dorsolaterali ben evidenti e rilevate. La colorazione
della livrea delle zone superiori è generalmente grigio chiara con
sfumature marrone o giallastro, occasionalmente si osservano esemplari
verde oliva. Sul dorso e sui fianchi sono presenti macchie brune con orli
frastagliati, più o meno numerose ed intense. Fianchi e lato interno di
femore e tibia con intensa pigmentazione gialla. Striscia chiara dorsale
assente. Sulle zampe posteriori è evidente una striatura scura spesso
spezzata in grandi macchie. Zone inferiori del corpo bianco uniforme con
punteggiature scure. Sacchi vocali di colore grigio scuro. |
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Dimorfismo
sessuale
- I maschi sono di taglia leggermente inferiore a quella delle femmine,
hanno sacchi vocali esterni e, durante la stagione di riproduzione,
tubercoli nuziali sul primo dito delle zampe anteriori. |
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Larve - I girini del genere Pelophylax
sono molto simili in tutte le specie. Misurano da 50 a 60 millimetri. La
testa è grande e rotondeggiante, con occhi ben distanziati. Lo spiracolo
si apre sul lato sinistro del petto, mentre l'ano è collocato nella zona
posteriore destra, sotto l'attaccatura della coda. La coda termina a
punta. La membrana caudale si estende sulla schiena con una cresta poco
rilevata. Le parti superiori sono di colore giallo ocra, con sfumature
verdi o marroni, sopra questa tinta di fondo si osservano macchie e punti,
chiari o scuri, distribuiti irregolarmente. La parte inferiore è
biancastra e translucida, spesso si possono osservare gli organi interni
attraverso la pelle. |
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Habitat
e abitudini
- P. cretensis vive nelle zone
costiere paludose, in canali, stagni, corsi d'acqua a lenta corrente,
lagune, canali e laghi. La frega e lo sviluppo larvale si svolgono negli
stessi corpi d'acqua che questa rana frequenta durante tutto l'anno. I
girini vivono bene anche in acque a basso livelli di ossigeno disciolto e
salmastre. È attiva prevalentemente di giorno, con picchi di massima
attività nelle giornate umide, coperte o piovose. Nel periodo di frega ed
in estate, quando la radiazione solare raggiunge i livelli massimi, tende
ad essere più attiva durante la notte. Generalmente non entra in
ibernazione, anche se in inverni particolarmente rigidi può interrompere
l'attività e ripararsi nel fango sott'acqua, rimanendo in latenza
fino al ripristino delle condizioni ambientali.
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Alimentazione - Le abitudini alimentari sono
molto simili a quelle di P. ridibundus. Gli adulti si cibano
principalmente d'invertebrati terrestri, tra cui predominano lombrichi,
gasteropodi, insetti ed aracnidi, ed acquatici come adulti e larve
d'insetti, molluschi e crostacei. Gli esemplari più grandi possono
attaccare anche piccoli vertebrati, come altri anfibi, inclusi i
conspecifici, rettili e mammiferi. Durante il periodo di frega questa
specie non cessa di alimentarsi. La dieta delle larve è composta da
materia vegetale come alghe e piante, in minor proporzione assumono
detrito organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. Gli
immaturi appena metamorfosati predano piccoli invertebrati. |
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Riproduzione - La stagione della riproduzione
si svolge solitamente dall'inizio della primavera fino alla fine di
giugno. I maschi raggiungono le zone di frega e si stabiliscono in acqua e
lungo le sponde, emettendo richiami d'accoppiamento in coro per attirare
le femmine. In queste aree si radunano contemporaneamente molti esemplari.
L'amplesso è di tipo ascellare e si svolge in acqua. Ogni femmina emette
le uova in ammassi gelatinosi, contenenti alcune migliaia uova. Le uova
sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse, hanno colore nero
da un lato, bianco dall'altro, e diametro compreso tra 2 e 3 mm. Nei siti
più frequentati si formano agglomerati di uova, composti dalle deposizioni
di varie coppie. Le masse possono aderire ad ostacoli sommersi, giacere
sul fondale o flottare in superficie. |
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Accrescimento
- Anuri di dimensioni medio grandi, gli adulti raggiungono una lunghezza
massima del corpo di poco inferiore a 15 centimetri, con medie comprese
tra 60 e 70 millimetri. La crescita delle larve dipende dalla
disponibilità di cibo e dalla temperatura dell'acqua. La maturità sessuale
viene raggiunta dal secondo al terzo anno di età. |
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Predatori,
parassiti e malattie - P. cretensis fornisce da cibo a molte
specie di uccelli come trampolieri, rapaci, cormorani, gabbiani e corvi, e
a mammiferi carnivori e serpenti presenti sull'isola, inoltre i girini e
gli adulti sono esposti alla predazione da parte di pesci predatori. Le
larve e le uova sono mangiate da anatre, adulti e larve di altri anfibi,
coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie
virali, batteriche e micotiche e viene attaccata da vari parassiti tra cui
sanguisughe, elminti e platelminti. |
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Status
della specie - P. cretensis non risulta particolarmente
abbondante, in particolare negli anni di siccità prolungata. La principale
minaccia alla sopravvivenza della specie è data dalla forte riduzione
delle zone umide disponibili. Negli ultimi anni la perdita di habitat è
aumentata notevolmente, principalmente a causa del forte prelievo idrico
effettuato per irrigare le coltivazioni di bananeti impiantate nell'isola.
Inoltre la crescita delle infrastrutture e dell'urbanizzazione legata al
turismo, spesso realizzate in modo avventato, complica ulteriormente la
situazione. Recentemente è stata introdotta a Creta la rana toro (Litobathes
catesbeianus), che assieme a specie ittiche predatrici alloctone,
contribuisce pesantemente alla rarefazione di questo interessante
endemismo insulare. |
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Protezione - La
specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna. Nella lista
rossa IUCN le popolazioni di P. cerigensis sono catalogate in
pericolo (EN B1ab(iii)+2ab(iii), endagered), per la ristretta zona di
diffusione, inferiore a 5.000 km² con area di occupazione minore di 500
km², per la distribuzione molto frammentata, e per la continua
degradazione a cui è sottoposto il suo habitat. |