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Le Faune Webmuseum Amphibia Anura Ranidae Pelophylax

La rana di Creta, Pelophylax cretensis

(Beerli, Hotz, Tunner, Heppich & Uzzell, 1994)


Descrizione - L'origine di questa specie probabilmente risale all'isolamento dell'isola di Creta dal resto dei Balcani, avvenuto 5 milioni di anni fa, alla fine del periodo Messiniano. P. cretensis è una rana robusta e relativamente tarchiata, simile a P. ridibundus, distinta dalle altre specie del genere per la presenza di particolari alleli elettroforetici. Testa triangolare, con muso arrotondato e pupilla orizzontale. Timpano grande e ben visibile, di dimensioni pari o leggermente inferiori al diametro dell'occhio. Denti vomerini presenti. Parte posteriore della lingua libera e biforcuta. Omosterno e sterno ossificati. Maschi provvisti di due sacchi vocali esterni vicino agli angoli della bocca, non visibili se non usati. Tibia di lunghezza media, rapporto L. corpo / L. tibia = 1.97 ± 0.15. Tubercolo metatarsale piuttosto corto e leggermente arrotondato. Pelle liscia o lievemente rugosa, con pliche dorsolaterali ben evidenti e rilevate. La colorazione della livrea delle zone superiori è generalmente grigio chiara con sfumature marrone o giallastro, occasionalmente si osservano esemplari verde oliva. Sul dorso e sui fianchi sono presenti macchie brune con orli frastagliati, più o meno numerose ed intense. Fianchi e lato interno di femore e tibia con intensa pigmentazione gialla. Striscia chiara dorsale assente. Sulle zampe posteriori è evidente una striatura scura spesso spezzata in grandi macchie. Zone inferiori del corpo bianco uniforme con punteggiature scure. Sacchi vocali di colore grigio scuro.

Dimorfismo sessuale - I maschi sono di taglia leggermente inferiore a quella delle femmine, hanno sacchi vocali esterni e, durante la stagione di riproduzione, tubercoli nuziali sul primo dito delle zampe anteriori.

Larve - I girini del genere Pelophylax sono molto simili in tutte le specie. Misurano da 50 a 60 millimetri. La testa è grande e rotondeggiante, con occhi ben distanziati. Lo spiracolo si apre sul lato sinistro del petto, mentre l'ano è collocato nella zona posteriore destra, sotto l'attaccatura della coda. La coda termina a punta. La membrana caudale si estende sulla schiena con una cresta poco rilevata. Le parti superiori sono di colore giallo ocra, con sfumature verdi o marroni, sopra questa tinta di fondo si osservano macchie e punti, chiari o scuri, distribuiti irregolarmente. La parte inferiore è biancastra e translucida, spesso si possono osservare gli organi interni attraverso la pelle.

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Habitat e abitudini - P. cretensis vive nelle zone costiere paludose, in canali, stagni, corsi d'acqua a lenta corrente, lagune, canali e laghi. La frega e lo sviluppo larvale si svolgono negli stessi corpi d'acqua che questa rana frequenta durante tutto l'anno. I girini vivono bene anche in acque a basso livelli di ossigeno disciolto e salmastre. È attiva prevalentemente di giorno, con picchi di massima attività nelle giornate umide, coperte o piovose. Nel periodo di frega ed in estate, quando la radiazione solare raggiunge i livelli massimi, tende ad essere più attiva durante la notte. Generalmente non entra in ibernazione, anche se in inverni particolarmente rigidi può interrompere l'attività e ripararsi nel fango sott'acqua, rimanendo in latenza fino al ripristino delle condizioni ambientali.

Alimentazione - Le abitudini alimentari sono molto simili a quelle di P. ridibundus. Gli adulti si cibano principalmente d'invertebrati terrestri, tra cui predominano lombrichi, gasteropodi, insetti ed aracnidi, ed acquatici come adulti e larve d'insetti, molluschi e crostacei. Gli esemplari più grandi possono attaccare anche piccoli vertebrati, come altri anfibi, inclusi i conspecifici, rettili e mammiferi. Durante il periodo di frega questa specie non cessa di alimentarsi. La dieta delle larve è composta da materia vegetale come alghe e piante, in minor proporzione assumono detrito organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. Gli immaturi appena metamorfosati predano piccoli invertebrati.

Riproduzione - La stagione della riproduzione si svolge solitamente dall'inizio della primavera fino alla fine di giugno. I maschi raggiungono le zone di frega e si stabiliscono in acqua e lungo le sponde, emettendo richiami d'accoppiamento in coro per attirare le femmine. In queste aree si radunano contemporaneamente molti esemplari. L'amplesso è di tipo ascellare e si svolge in acqua. Ogni femmina emette le uova in ammassi gelatinosi, contenenti alcune migliaia uova. Le uova sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse, hanno colore nero da un lato, bianco dall'altro, e diametro compreso tra 2 e 3 mm. Nei siti più frequentati si formano agglomerati di uova, composti dalle deposizioni di varie coppie. Le masse possono aderire ad ostacoli sommersi, giacere sul fondale o flottare in superficie.

Accrescimento - Anuri di dimensioni medio grandi, gli adulti raggiungono una lunghezza massima del corpo di poco inferiore a 15 centimetri, con medie comprese tra 60 e 70 millimetri. La crescita delle larve dipende dalla disponibilità di cibo e dalla temperatura dell'acqua. La maturità sessuale viene raggiunta dal secondo al terzo anno di età.

Predatori, parassiti e malattie - P. cretensis fornisce da cibo a molte specie di uccelli come trampolieri, rapaci, cormorani, gabbiani e corvi, e a mammiferi carnivori e serpenti presenti sull'isola, inoltre i girini e gli adulti sono esposti alla predazione da parte di pesci predatori. Le larve e le uova sono mangiate da anatre, adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche e viene attaccata da vari parassiti tra cui sanguisughe, elminti e platelminti.

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Status della specie - P. cretensis non risulta particolarmente abbondante, in particolare negli anni di siccità prolungata. La principale minaccia alla sopravvivenza della specie è data dalla forte riduzione delle zone umide disponibili. Negli ultimi anni la perdita di habitat è aumentata notevolmente, principalmente a causa del forte prelievo idrico effettuato per irrigare le coltivazioni di bananeti impiantate nell'isola. Inoltre la crescita delle infrastrutture e dell'urbanizzazione legata al turismo, spesso realizzate in modo avventato, complica ulteriormente la situazione. Recentemente è stata introdotta a Creta la rana toro (Litobathes catesbeianus), che assieme a specie ittiche predatrici alloctone, contribuisce pesantemente alla rarefazione di questo interessante endemismo insulare.

Protezione - La specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di P. cerigensis sono catalogate in pericolo (EN B1ab(iii)+2ab(iii), endagered), per la ristretta zona di diffusione, inferiore a 5.000 km² con area di occupazione minore di 500 km², per la distribuzione molto frammentata, e per la continua degradazione a cui è sottoposto il suo habitat.

Galleria Fotografica e Links correlati

 

 
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