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Le Faune Webmuseum Amphibia Anura Ranidae Pelophylax

La rana verde italiana, Pelophylax kl. hispanicus (Bonaparte, 1839)


Descrizione - Pelophylax kl. hispanicus è una kleptospecie originata per ibridazione tra P. bergeri e P. ridibundus o P. kl. esculentus. A livello morfologico presenta caratteri intermedi tra le specie genitrici. Testa triangolare, con muso relativamente appuntito e occhi a pupilla orizzontale. Timpano circolare, dal diametro circa uguale a quello dell'occhio. Denti vomerini presenti. Parte posteriore della lingua libera e biforcuta. Omosterno e sterno ossificati. Maschi provvisti di due sacchi vocali esterni vicino agli angoli della bocca, non visibili se non in uso. Arti anteriori brevi, con dita libere. Zampe posteriori lunghe, con palmatura estesa e ben sviluppata. Pelle liscia, cosparsa di piccoli tubercoli, alquanto granulosa sulle cosce e sul ventre. Pliche dorsolaterali ben evidenti e rilevate. Superiormente la tinta di fondo della livrea è generalmente verde brunastra, più o meno tendente al giallo o grigio, ma si osservano anche esemplari completamente verdi o marroni. Sul dorso e sui fianchi sono presenti macchie scure, irregolari nella forma, nel numero e nella disposizione. La striscia chiara dorsale è generalmente presente, ma molti esemplari ne sono totalmente privi o in cui non appare evidente. Sulle zampe posteriori è presente una striatura scura, spesso frammentata in macchie irregolari. Le zone inferiori sono di color bianco latteo o bianco paglierino uniforme, più o meno marezzato di bruno o nerastro. Iride dorata e sacchi vocali grigio.

Dimorfismo sessuale - I maschi sono di taglia leggermente inferiore a quella delle femmine, hanno sacchi vocali esterni e, durante la stagione di riproduzione, tubercoli nuziali sul primo dito delle zampe anteriori.

Larve - I girini del genere Pelophylax sono molto simili in tutte le specie. Misurano da 50 a 60 millimetri. La testa è grande e rotondeggiante, con occhi ben distanziati. Lo spiracolo si apre sul lato sinistro del petto, mentre l'ano è collocato nella zona posteriore destra, sotto l'attaccatura della coda. La coda termina a punta. La membrana caudale si estende sulla schiena con una cresta poco rilevata. Le parti superiori sono di colore giallo ocra, con sfumature verdi o marroni, sopra questa tinta di fondo si osservano macchie e punti, chiari o scuri, distribuiti irregolarmente. La parte inferiore è biancastra e translucida, spesso si possono osservare gli organi interni attraverso la pelle.

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Habitat e abitudini - L'ecologia è in generale molto simile a quella di P. bergeri. Gli esemplari di P. kl. hispanicus sono strettamente legati all'habitat acquatico, si trattengono sulle rive di corsi d'acqua, stagni, laghi, lagune costiere ed altri ambienti similari, alternando la permanenza in acqua a quella sulla terraferma. Vive generalmente a quote inferiori ai 500 metri, ma si rinviene sporadicamente fino a 1.000 metri. Vive bene anche in zone antropizzate, risulta frequente in specchi d'acqua artificiali e nelle cave di inerti. Di norma queste rane sono gregarie e vivono in colonie assieme a P. bergeri, formate da alcuni fino a moltissimi individui. La frega e lo sviluppo larvale si svolgono negli stessi corpi d'acqua frequentati durante tutto l'anno. Non è molto esigente rispetto alla qualità dell'acqua e tollera un certo gradi d'inquinamento e di salinità. I girini vivono bene anche in acque a basso livelli di ossigeno disciolto. È attiva prevalentemente di giorno, con picchi di massima attività nelle giornate umide, coperte o piovose. Nel periodo di frega ed in estate, quando la radiazione solare raggiunge i livelli massimi, tende ad essere più attiva durante la notte. Nelle località dove la temperatura si mantiene mite anche durante l'inverno, queste rane restano attive tutto l'anno, mentre nelle aree a clima continentale trascorrono i mesi più rigidi in letargo. L'ibernazione inizia generalmente in settembre - ottobre e termina a marzo - maggio. Il periodo di inattività viene trascorso in acqua o a terra.

Alimentazione - Gli adulti si cibano principalmente d'invertebrati terrestri, tra cui predominano lombrichi, gasteropodi, insetti ed aracnidi, ed acquatici, come insetti e loro larve, crostacei e molluschi. A causa delle minori dimensioni risulta meno vorace di altre rane verdi, i vertebrati sono predati molto raramente. La tendenza al cannibalismo è bassa ma comunque documentata. Durante il periodo della riproduzione non cessa di alimentarsi. La dieta dei girini è composta prevalentemente da materia vegetale come alghe e piante, in minor proporzione assumono detrito organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. Le rane appena metamorfosate predano piccoli insetti e loro larve, collemboli, acari ed altri invertebrati.

Riproduzione - Nella maggior parte dell'area di distribuzione, la stagione della riproduzione generalmente va dalla fine di marzo a maggio - giugno inoltrato. I maschi raggiungono le zone di frega, si stabiliscono in acqua e lungo le sponde, e lanciano in coro richiami d'accoppiamento per attirare le femmine. In queste aree si radunano molte centinaia di esemplari, spesso assieme ad esemplari di P. bergeri e P. kl. esculentus. L'amplesso è di tipo ascellare e si svolge in acqua, solitamente durante le ore notturne. Ogni femmina emette le uova in ammassi gelatinosi, contenenti da 500 a 4.000 uova. Le uova sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse, hanno colore nero da un lato, bianco dall'altro, diametro compreso tra 1 e 2 millimetri, e sono coperte da un involucro gelatinoso. Le uova possono aderire ad elementi del substrato, giacere sul fondale o flottare sulla superficie. Nei siti più frequentati si formano grandi agglomerati di uova, costituiti dalle deposizioni di numerose coppie. Il gran numero di uova favorisce lo sviluppo embrionale, minimizzando le fluttuazioni di temperatura e la predazione potenziale rendendo di difficile accesso le zone più interne della massa. Per contro le uova disposte nelle zone centrali sono soggette a fenomeni di ipossia.

Accrescimento - Anuri di medie dimensioni, gli adulti raggiungono una lunghezza massima del corpo di circa 100 mm, con medie comprese tra 50 e 70 millimetri. La crescita delle larve dipende dalla disponibilità di cibo, dalla densità degli esemplari e dalla temperatura dell'acqua. Le larve schiudono dopo circa 7 - 8 giorni dalla fecondazione, aderiscono immediatamente al substrato e restano inattive per due o tre giorni, fino al riassorbimento del sacco vitellino. Successivamente iniziano a nuotare ed alimentarsi in modo autonomo. In condizioni ottimali lo sviluppo larvale dura due o tre mesi. La maturità sessuale viene raggiunta tra il secondo ed il terzo anno di età. Raggiunge l'età massima di circa 10 anni, ma normalmente la media della vita è di 6 - 7 anni.

Predatori, parassiti e malattie - P. kl. hispanicus è predata da molti vertebrati, tra cui  molte specie di uccelli come cicogne, aironi, nitticore, rapaci, cormorani, gabbiani e corvi, e mammiferi, tra cui volpi, ricci e mustelidi, inoltre costituisce una significativa parte della dieta di serpenti acquatici e terrestri e delle tartarughe acquatiche. I girini e gli adulti sono esposti alla predazione da parte di pesci (Micropterus, Esox, Perca, Salmo). Le larve e le uova sono mangiate anche da anatre, crostacei (Procamabarus clarkii), adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche, tra cui la chytridiomicosi e l'iridovirus introdotte con l'arrivo di specie alloctone. La specie viene attaccata da parassiti come elminti e platelminti.

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Status della specie - P. kl. hispanicus risulta ancora molto comune in Italia. La specie viene localmente minacciata dalla perdita di habitat dovuta all'intensificazione dell'agricoltura e dell'urbanizzazione, dall'inquinamento e dalla bonifica delle zone umide, dalla canalizzazione dei corsi d'acqua e dall'introduzione di pesci predatori alloctoni nei siti di riproduzione. La cattura di esemplari per ricerca, studio o per l'alimentazione non sembra minacciare la specie.

Protezione - La specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna. In Italia viene protetta da legislazioni nazionali e locali. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di P. kl. hispanicus sono catalogate come a basso rischio (LC, least concern).

Galleria Fotografica

 

 
  La più bella raccolta d'immagini sull'erpetofauna europea  
   
  Il sito di IUCN, World Conservation Union, sulle specie in pericolo  

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