www.ittiofauna.org contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org
Le Faune Webmuseum Amphibia Anura Ranidae Pelophylax

La rana dei fossi, Pelophylax lessonae

(Camerano, [1882])


Descrizione - Rana verde piuttosto tarchiata, molto simile a P. ridibundus ma di taglia inferiore. Testa triangolare, larga, con muso moderatamente appuntito e pupilla orizzontale. Timpano grande e ben visibile. Denti vomerini presenti. Parte posteriore della lingua, libera e biforcuta. Omosterno e sterno ossificati. Maschi provvisti di due sacchi vocali esterni vicino agli angoli della bocca, non visibili se non usati. La zampa posteriore estesa anteriormente e tenuta aderente al corpo, non supera l'altezza dell'occhio con l'articolazione tibio tarsale. Tubercolo metatarsale interno ben sviluppato. Pelle liscia o lievemente rugosa, con pliche dorsolaterali ben sviluppate La colorazione della livrea varia a seconda dell'habitat e della popolazione. Generalmente sulle zone superiori la tinta di fondo è verde brillante, più scuro posteriormente, spesso con sfumature marroni o grigiastre. Quasi sempre sul dorso è presente una striscia chiara, estesa dal muso alla cloaca. Sul dorso, sui fianchi e sulle zampe si osservano grandi macchie scure più o meno numerose ed intense. Esistono esemplari di tinta uniforme, privi di macchie e strisce. Le zone inferiori del corpo sono bianco grigiastre o bianco giallastre, generalmente senza macchie o punteggiature. Durante la stagione degli amori entrambi i sessi presentano i fianchi con marcate sfumature giallastre.

Dimorfismo sessuale - I maschi si riconoscono facilmente per la presenza dei sacchi vocali esterni e per i tubercoli nuziali sul primo dito delle zampe anteriori.

Larve - I girini del genere Pelophylax sono molto simili in tutte le specie. Quelli di P. lessonae misurano da 50 a 60 millimetri. La testa è grande e rotondeggiante. Lo spiracolo si apre sul lato sinistro del petto, mentre l'ano è collocato nella zona posteriore destra, sotto l'attaccatura della coda. La coda termina con una punta affilata. La membrana caudale si estende fino alla nuca con una cresta poco rilevata. Le parti superiori sono di colore giallo ocra, con sfumature verdi o marroni, sopra questa tinta di fondo si osservano macchie e punti scuri ripartiti irregolarmente. La parte inferiore è biancastra e translucida, spesso si possono osservare gli organi interni attraverso la pelle.

  Click on the image to magnify and for the informations.  
 Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Habitat e abitudini - P. lessonae vive in foreste miste o decidue, steppe, macchie, praterie e zone semidesertiche o desertiche. L'habitat ottimale della specie è costituito da acque stagnanti come laghi, stagni, paludi, grandi pozze e canali, generalmente con sponde coperte da abbondante vegetazione erbacea. Più raramente si incontra nelle anse più calme e nei bracci morti di fiumi e torrenti. Risulta particolarmente frequente in punti d'acqua situati ai bordi di foreste, in radure, nei campi e nelle pianure di esondazione. Questa rana è molto legata all'acqua e necessita di bacini permanenti. La specie è dotata di una buona motilità, è presente in apparentemente bacini isolati, raggiunti attraverso catene successive di piccole pozze durante i periodi di pioggia ed alta umidità. Si incontra meno frequentemente di P. ridibundus in habitat antropizzati. Negli ambienti adatti risulta anche molto abbondante, con densità di un individuo ogni pochi metri di sponda. La specie è attiva prevalentemente di giorno, con picchi massimi nelle giornate umide, coperte o piovose. Tende però ad essere più attiva durante la notte nei mesi estivi, quando la radiazione solare è più intensa, e durante il periodo riproduttivo. Durante i mesi più freddi entra in ibernazione. A seconda della latitudine e dell'altitudine, il letargo può iniziare da settembre a novembre e dura fino a marzo - maggio. Nelle regioni meridionali questa specie può rimanere attiva per tutto l'anno. P. lessonae trascorre generalmente il periodo d'ibernazione in acqua, seppellendosi nel fango, ma in alcune località il letargo si svolge a terra, in tane scavate da altri animali, o in gallerie presenti sulle rive di laghi e fiumi.

Alimentazione - Gli adulti si cibano principalmente d'invertebrati terrestri, tra cui predominano lombrichi, gasteropodi, insetti ed aracnidi, ed acquatici (Gerridae, Dytiscidae ecc.). Nella dieta gli organismi acquatici costituiscono generalmente 1/4 del totale. A causa delle minori dimensioni, P. lessonae risulta meno vorace di P. ridibundus, i vertebrati vengono predati solo occasionalmente. La tendenza al cannibalismo è bassa ma comunque documentata. Durante il periodo della riproduzione questa specie non cessa di alimentarsi. La dieta dei girini è composta prevalentemente da materia vegetale come alghe e piante, in minor proporzione assumono detrito organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. Le rane appena metamorfosate predano microartropodi quali piccoli insetti e loro larve, collemboli ed acari.

Riproduzione - Nella maggior parte dell'area di distribuzione, la stagione della riproduzione generalmente va dalla fine di marzo a maggio - giugno inoltrato. I maschi raggiungono per primi le zone di frega, si stabiliscono in acqua e lungo le sponde, e lanciano in coro richiami d'accoppiamento per attirare le femmine. In queste aree si radunano spesso diverse centinaia di esemplari. L'amplesso è di tipo ascellare e si svolge in acqua, solitamente durante le ore notturne. Ogni femmina emette le uova in ammassi gelatinosi, contenenti da 450 a 4.500 uova. Tra la primavera e l'estate, le femmine possono accoppiarsi fino a tre volte. Le uova sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse, hanno colore nero da un lato, bianco dall'altro, diametro compreso tra 1 e 2 millimetri, e sono coperte da un involucro gelatinoso. Le uova possono aderire ad elementi del substrato, giacere sul fondale o flottare sulla superficie. Nei siti più frequentati si formano grandi agglomerati di uova, costituiti dalle deposizioni di numerose coppie. La presenza di queste masse favorisce lo sviluppo embrionale, minimizzando le fluttuazioni di temperatura e la predazione potenziale rendendo di difficile accesso le zone più interne della massa di uova. Per contro le uova disposte nelle zone centrali hanno mortalità elevata, a causa di fenomeni di ipossia. P. lessonae si ibrida spesso con specie congeneri dando origine a specie ibridogenetiche (klepton). P. lessonae x P. ridibundus da origine a Pelophylax kl. esculentus.

Accrescimento - Anuri di medie dimensioni, gli adulti raggiungono una lunghezza massima del corpo di circa 80 mm, con medie comprese tra 40 e 60 millimetri. La crescita delle larve dipende dalla disponibilità di cibo, dalla densità degli esemplari e dalla temperatura dell'acqua. Le larve schiudono dopo circa 7 - 8 giorni dalla fecondazione, aderiscono immediatamente al substrato e restano inattive per due o tre giorni, fino al riassorbimento del sacco vitellino. Successivamente iniziano a nuotare ed alimentarsi in modo autonomo. In condizioni ottimali lo sviluppo larvale dura due o tre mesi. In acque a bassa temperatura, i girini possono trascorrere l'inverno in acqua, metamorfosandosi alla primavera seguente. In questi casi le larve raggiungono grande taglia. La maturità sessuale viene raggiunta tra il secondo ed il terzo anno di età. Raggiunge l'età massima di 12 anni, ma di solito la media della vita è di 6 - 7 anni.

Predatori, parassiti e malattie - La rana dei fossi viene predata da molti vertebrati, tra cui  molte specie di uccelli come cicogne, aironi, nitticore, rapaci, cormorani, gabbiani e corvi, e mammiferi, tra cui volpi, ricci, lontre ed altri mustelidi, inoltre costituisce una significativa parte della dieta di serpenti acquatici e terrestri e delle tartarughe acquatiche. I girini e gli adulti sono esposti alla predazione da parte di pesci (Micropterus, Esox, Perca, Salmo). Le larve e le uova sono mangiate anche da anatre, crostacei (Procamabarus clarkii), adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche, tra cui la chytridiomicosi e l'iridovirus introdotte con l'arrivo di specie alloctone. La specie viene attaccata da parassiti come elminti e platelminti.

  Click on the image to magnify and for the informations.  
Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Status della specie - Anche se P. lessonae viene ritenuta in declino in gran parte della sua area di distribuzione europea, appare ancora molto comune in Polonia, Repubbliche Baltiche, Moldova, Russia ed Ucraina. La specie viene minacciata dalla perdita di habitat dovuta all'intensificazione dell'agricoltura e dell'urbanizzazione, dall'inquinamento e dalla bonifica delle zone umide, dalla canalizzazione dei corsi d'acqua e dall'introduzione di pesci predatori alloctoni nei siti di riproduzione. Inoltre subisce la competizione con la più grande ed aggressiva P. ridibundus. La cattura di esemplari per scopi di ricerca, studio o per l'alimentazione non sembra minacciare nel complesso la specie, tranne che nel caso di alcune popolazioni della ex Jugoslavia (Dzukic, 1996; Ljubisavljevic et al. 2003).

Protezione - La specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna ed all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". In molti paesi d'Europa viene protetta da legislazioni nazionali e locali. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di P. lessonae sono catalogate come a basso rischio (LC, least concern).

Galleria Fotografica

 

 
  La più bella raccolta d'immagini sull'erpetofauna europea  

Le Faune Webmuseum Amphibia Anura Ranidae Pelophylax
www.ittiofauna.org
Google
 
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org