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La rana
verde maggiore, Pelophylax
ridibundus (Pallas, 1771) |
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Descrizione -
Se si esclude l'introdotta L. catesbeianus, si tratta della rana
più grande presente in Europa. Rana verde robusta, relativamente più
tarchiata delle specie congeneri. Testa con muso moderatamente appuntito e
pupilla orizzontale. Timpano grande e ben visibile, di dimensioni pari o
leggermente inferiori al diametro dell'occhio. Denti vomerini presenti.
Parte posteriore della lingua, libera e biforcuta. Omosterno e sterno
ossificati. Maschi provvisti di due sacchi vocali esterni vicino agli
angoli della bocca. La zampa posteriore estesa anteriormente e tenuta
aderente al corpo, raggiunge e supera la punta del muso con
l'articolazione tibio tarsale. Tubercolo metatarsale interno poco
rilevato. Pelle liscia o lievemente rugosa. Pliche dorsolaterali più o
meno evidenti. La colorazione della livrea varia a seconda dell'habitat e
della popolazione. Generalmente sulle zone superiori la tinta di fondo va
da verde a grigio con sfumature marroni, comprendendo ogni possibile
combinazione, gradazione ed intensità. Sul dorso e su i fianchi si
osservano grandi macchie scure più o meno numerose ed intense.
Superiormente è spesso presente una striscia chiara, più o meno marcata,
estesa dal muso alla cloaca. Sulle zampe posteriori è evidente una
striatura scura spesso spezzata in grandi macchie. Le zone inferiori del
corpo sono bianco grigiastre o bianco giallastre, a tinta unita o con
macchie o punteggiature scure più o meno intense. |
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Dimorfismo
sessuale
- I maschi si riconoscono facilmente per la presenza dei sacchi vocali
esterni e per i tubercoli nuziali sul primo dito delle zampe anteriori. |
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Larve - I girini del genere Pelophylax
sono molto simili in tutte le specie. Quelli di P. ridibundus
misurano da 50 a 60 millimetri. La testa è grande e rotondeggiante. Lo
spiracolo si apre sul lato sinistro del petto, mentre l'ano è collocato
nella zona posteriore destra. La coda termina con una punta affilata. La
membrana caudale si estende fino alla nuca con una cresta poco rilevata.
Le parti superiori e laterali sono di colore giallo ocra, con sfumature
verdi o marroni più o meno intense, sopra questa tinta di fondo si
osservano macchie e punti scuri ripartiti irregolarmente. La parte
inferiore è biancastra e translucida, spesso si possono osservare gli
organi interni attraverso la pelle. |
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Habitat
e abitudini
- P. ridibundus è uno degli Anuri
europei più opportunista, abita una larga varietà di acque correnti e
stagnanti, associate ad foreste miste o decidue, steppe forestate,
macchie, praterie e zone semidesertiche o desertiche. Frequenta quasi
tutte le tipologie di punti d'acqua, da pozze, canali e stagni poco
profondi, ai grandi laghi e fiumi, fino a fossi e ruscelli di montagna. La
specie tollera acque con livelli relativamente elevati di salinità, fino a 0.9 - 8.3
parti per mille, infatti è in grado di riprodursi in molte aree delle
coste occidentali del Mar Caspio. Questa rana verde preferisce zone
aperte, ben soleggiate e con abbondante vegetazione erbacea. Si incontra
anche in habitat antropizzati, in dighe artificiali, laghi di irrigazione,
spesso in vicinanza di fattorie, e negli stagni di parchi e giardini. Le
zone desertiche vengono colonizzate seguendo le valli fluviali ed i
canali, in ogni caso deve poter usufruire di acque permanenti. La densità
di popolazione è più alta nella parte sud dell'areale di distribuzione.
Nei fiumi della zona meridionale del suo habitat europeo, P. ridibundus
raggiunge densità di migliaia di esemplari per chilometro di sponda,
mentre risulta relativamente rara nei torrenti montani impetuosi. La
specie caccia prevalentemente a vista, con picchi di massima attività
nelle ore crepuscolari e nelle giornate umide, coperte o piovose. Nel
periodo di frega tende però ad essere più attiva durante la notte. Durante
i mesi più freddi entra in ibernazione. A seconda della latitudine e
dell'altitudine, il letargo può iniziare da settembre - ottobre a novembre
- dicembre e dura fino a gennaio - febbraio, nelle regioni più a nord il
risveglio può tardare fino a giugno. Nelle regioni meridionali questa
specie può rimanere attiva per tutto l'anno. Il periodo
d'ibernazione viene trascorso in acqua, infossata nel fango, ma in alcune
località il letargo si svolge a terra, in tane scavate da altri animali, o
in gallerie presenti sulle rive di laghi e fiumi. L'ibernazione viene
usualmente trascorsa in gruppi formati da non più di alcune dozzine di
esemplari.
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Alimentazione - Gli adulti si cibano
principalmente d'invertebrati terrestri, tra cui predominano lombrichi,
gasteropodi, insetti ed aracnidi, ed acquatici come larve d'insetti e
molluschi. Negli allevamenti ittici preda anche avannotti, ma sempre in
quantità esigua. Gli esemplari più grandi attaccano anche altri anfibi,
inclusi i conspecifici, piccoli uccelli, rettili e mammiferi. La tendenza
al cannibalismo aumenta nei periodi di siccità e con le alte temperature.
Durante il periodo della riproduzione questa specie non cessa di
alimentarsi. La dieta delle larve è composta prevalentemente da materia
vegetale come alghe e piante, in minor proporzione assumono detrito
organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. La quantità
di cibo animale cresce durante l'ontogenesi. Quando i girini sviluppano
gli arti posteriori, l'alimentazione cessa per un piccolo lasso di tempo.
Le rane appena metamorfosate predano microartropodi quali piccole larve di
ditteri, collemboli ed acari. |
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Riproduzione - La stagione della riproduzione
comincia da alcuni giorni ad un mese dopo il risveglio dal letargo
invernale. Nella maggior parte dell'area di distribuzione della specie,
questo periodo va generalmente da marzo alla fine di giugno. I maschi
raggiungono per primi le zone di frega e si stabiliscono in acqua e lungo
le sponde, emettendo richiami d'accoppiamento in coro per attirare le
femmine. In queste aree si radunano spesso molte centinaia di esemplari.
L'amplesso è di tipo ascellare e si svolge in acqua. Ogni femmina emette
le uova in ammassi gelatinosi, contenenti da 670 a 13.000 uova. Le uova
sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse, hanno colore nero
da un lato, bianco dall'altro, e diametro compreso tra 2 e 3 mm. Nei siti
più frequentati si formano grandi agglomerati di uova, costituiti dalle
deposizioni di numerose coppie. La presenza di queste masse favorisce lo
sviluppo embrionale, minimizzando le fluttuazioni di temperatura e la
predazione potenziale, specialmente quella effettuata da invertebrati ed
anfibi, che non riescono a raggiungere le zone più interne della massa di
uova. Per contro le uova disposte nelle zone centrali hanno mortalità
elevata, a causa di fenomeni di ipossia. P. ridibundus si ibrida
spesso con specie congeneri dando origine a specie ibridogenetiche (klepton).
P. lessonae x P. ridibundus da origine a Pelophylax kl. esculentus.
P. ridibundus x P. perezi da origine a Pelophylax kl.
grafi. |
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Accrescimento
- Anuri di medio grandi dimensioni, gli adulti raggiungono una lunghezza
massima del corpo di circa 15 cm, con medie comprese tra 80 e 90
millimetri. La crescita delle larve dipende dalla disponibilità di cibo e
dalla temperatura dell'acqua. Generalmente le metamorfosi avvengono da
aprile a novembre. In alcune località Europee ed Asiatiche, dove le estati
sono brevi e fresche, i girini possono passare l'inverno in acqua,
metamorfosandosi alla primavera seguente. In questi casi le larve possono
raggiungere la lunghezza eccezionale di 186 millimetri. Anche la maturità
sessuale dipende dalle condizioni ambientali, può essere raggiunta dal
primo al quarto anno di età. L'età massima osservata in un esemplare di
P. ridibundus è di dodici anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - P. ridibundus costituisce una voce
importante nella dieta di molti vertebrati, tra cui molte specie di
uccelli come cicogne, aironi, nitticore, rapaci, cormorani, gabbiani e corvi, e
mammiferi, tra cui volpi, cani procione, ricci e mustelidi. Viene
attaccata da serpenti acquatici e terrestri e, dove vive in simpatria con
la rana toro, fa regolarmente parte della dieta di questa grande rana. I girini
e gli adulti sono esposti alla predazione
da parte di pesci (Micropterus, Esox, Perca, Salmo).
Le larve e le uova sono mangiate anche da anatre,
crostacei (Procamabarus
clarkii), adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di
libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche,
tra cui la chytridiomicosi introdotta con l'arrivo delle specie alloctone.
La rana verde maggiore viene attaccata da parassiti come sanguisughe e varie specie di elminti
e platelminti. |
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Status
della specie - La rana verde maggiore è generalmente da comune ad
abbondante in quasi tutta la sua area di distribuzione. Non esistono
particolari fonti di pericolo per questa specie molto adattabile.
Localmente possono verificarsi dei cali numerici per la perdita di luoghi
adatti alla riproduzione, ma P. ridibundus risulta molto resistente
all'inquinamento ambientale, esemplari possono sopravvivere in acque con
relativamente alte concentrazioni di sostanze chimiche o di metalli
pesanti. Siccità prolungate possono determinare l'estinzione di
popolazioni, in modo particolare negli ambienti aridi ma, quando le
condizioni si ristabiliscono, nuovi esemplari accorrono a ripopolare
l'area. La cattura di esemplari per scopi di ricerca, studio o per
l'alimentazione non sembra minacciare nel complesso la specie. Solo in
Asia orientale e nell'ex Jugoslavia (Dzukic, 1996;
Ljubisavljevic et al. 2003), ed in Romania, sono stati registrati vari
casi di pericoloso declino delle popolazioni selvatiche. |
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Protezione - La
specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna ed
all'Annesso V della Direttiva Europea "Habitats". In molti paesi europei
viene protetta da legislazioni nazionali e locali.
Nella lista rossa IUCN le popolazioni di P. ridibundus
sono catalogate come a basso rischio (LC, least concern). |
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Galleria
Fotografica |
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