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Le Faune Webmuseum Amphibia Anura Ranidae Pelophylax

La rana verde albanese, Pelophylax shqipericus (Hotz, Uzzell, Günther, Tunner & Heppich, 1987)


Descrizione - Rana verde molto simile a P. lessonae. Anche se Schneider & Haxhiu (1994) non riportano significative differenze bioacustiche tra P shqipericus e P. lessonae, le due specie differiscono per morfologia, allozimi, e sequenze di mtDNA. I caratteri morfologici sono in media diversi, ma sempre compresi nel campo di variabilità delle atre rane verdi. Testa triangolare, con muso arrotondato e pupilla orizzontale. Timpano grande e ben visibile, di dimensioni leggermente inferiori al diametro dell'occhio. Denti vomerini presenti. Parte posteriore della lingua libera e biforcuta. Omosterno e sterno ossificati. Maschi provvisti di due sacchi vocali esterni vicino agli angoli della bocca, non visibili se non usati. Pelle liscia o lievemente rugosa, con pliche dorsolaterali ben evidenti e rilevate. La colorazione della livrea delle zone superiori è generalmente verde e marrone, con marcate sfumature giallastre. Sul dorso e sui fianchi sono presenti grandi macchie nere, talvolta orlate di chiaro. Fianchi e lato interno degli arti con evidente pigmentazione gialla. La striscia chiara dorsale è generalmente presente. Sulle zampe posteriori è presente una striatura scura, spesso frammentata in grosse macchie. Parti inferiori chiare con punteggiature scure.

Dimorfismo sessuale - I maschi sono di taglia leggermente inferiore a quella delle femmine, hanno sacchi vocali esterni e, durante la stagione di riproduzione, tubercoli nuziali sul primo dito delle zampe anteriori.

Larve - I girini del genere Pelophylax sono molto simili in tutte le specie. Misurano da 50 a 60 millimetri. La testa è grande e rotondeggiante, con occhi ben distanziati. Lo spiracolo si apre sul lato sinistro del petto, mentre l'ano è collocato nella zona posteriore destra, sotto l'attaccatura della coda. La coda termina a punta. La membrana caudale si estende sulla schiena con una cresta poco rilevata. Le parti superiori sono di colore giallo ocra, con sfumature verdi o marroni, sopra questa tinta di fondo si osservano macchie e punti, chiari o scuri, distribuiti irregolarmente. La parte inferiore è biancastra e translucida, spesso si possono osservare gli organi interni attraverso la pelle.

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Habitat e abitudini - Specie strettamente legata agli ambienti acquatici, vive nelle zone paludose, in canali, stagni, corsi d'acqua a lenta corrente, lagune e laghi, ben soleggiati e con abbondante vegetazione acquatica, erbacea e riparia. Raramente supera i 500 metri di quota, mentre è diffusa anche nelle paludi costiere. La frega e lo sviluppo larvale si svolgono negli stessi corpi d'acqua frequentati durante tutto l'anno. I girini vivono bene anche in acque a basso livelli di ossigeno disciolto e salmastre. È attiva prevalentemente di giorno, con picchi di massima attività nelle giornate umide, coperte o piovose. Nel periodo di frega ed in estate, quando la radiazione solare raggiunge i livelli massimi, tende ad essere più attiva durante la notte. Generalmente non entra in ibernazione, anche se durante gli inverni più rigidi interrompe l'attività infossandosi e restando in latenza nel fango sott'acqua.

Alimentazione - Le abitudini alimentari sono molto simili a quelle delle altre rane verdi. La dieta degli adulti si compone principalmente d'invertebrati terrestri, tra cui predominano lombrichi, gasteropodi, insetti ed aracnidi, ed acquatici come adulti e larve d'insetti, molluschi e crostacei. Gli esemplari più grandi possono attaccare anche piccoli vertebrati, come altri anfibi, inclusi i conspecifici, rettili e mammiferi. Durante il periodo di frega questa specie non cessa di alimentarsi. La dieta delle larve è composta da materia vegetale come alghe e piante, in minor proporzione assumono detrito organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. Gli immaturi appena metamorfosati predano piccoli invertebrati.

Riproduzione - La stagione della riproduzione si svolge solitamente dall'inizio della primavera fino alla fine di giugno. I maschi raggiungono le zone di frega e si stabiliscono in acqua e lungo le sponde, emettendo richiami d'accoppiamento in coro per attirare le femmine. In queste aree si radunano contemporaneamente molti esemplari. L'amplesso è di tipo ascellare e si svolge in acqua. Ogni femmina emette le uova in ammassi gelatinosi, contenenti alcune migliaia uova. Le uova sono fecondate dal maschio man mano che vengono emesse, hanno colore nero da un lato, bianco dall'altro, e diametro compreso tra 2 e 3 mm. Nei siti più frequentati si formano agglomerati di uova, composti dalle deposizioni di varie coppie. Le masse possono aderire ad ostacoli sommersi, giacere sul fondale o flottare in superficie.

Accrescimento - Anuri di dimensioni medie, gli adulti hanno lunghezza del corpo media di circa 73 millimetri per i maschi e di 79 millimetri per le femmine. La crescita delle larve dipende dalla disponibilità di cibo e dalla temperatura dell'acqua. La maturità sessuale viene raggiunta dal secondo al terzo anno di età.

Predatori, parassiti e malattie - I predatori comprendono molte specie di uccelli, come trampolieri, rapaci, cormorani, gabbiani e corvi, e a mammiferi carnivori e serpenti, inoltre i girini e gli adulti sono esposti alla predazione da parte di pesci predatori. Le larve e le uova sono mangiate da anatre, adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche e viene attaccata da vari parassiti tra cui sanguisughe, elminti e platelminti.

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Status della specie - Questa rana viene minacciata dalle bonifiche delle zone umide e dall'inquinamento agricolo ed industriale (inclusa l'estrazione mineraria). Anche il prelievo a fini alimentari e commerciali costituisce una potenziale minaccia, specialmente in Albania (lago di Scutari) dove queste rane vengono catturate in gran numero. Altri fattori di rarefazione della specie sono costituiti dall'introduzione di pesci predatori (Micropterus, Lepomis, Ameiurus, Oncorhynchus) e di altre specie di rane alloctone (L. catesbeianus, P. kl. esculentus).

Protezione - La specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna. Nei paesi della ex Jugoslavia 'le rane verdi', inclusa P. shqipericus, non sono protette dalla legge (Kalezic and Dzukic 2001; Ljubisavljevic, Dzukic and Kalezic 2003). Nella lista rossa IUCN le popolazioni di P. shqipericus sono considerate in pericolo (EN  B1 ab (iii) + 2ab (iii), endagered), per la ristretta zona di diffusione, inferiore a 5.000 km², e per la continua degradazione ambientale.

Galleria Fotografica

 

 
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  Il sito di IUCN, World Conservation Union, sulle specie in pericolo  

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