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Descrizione -
Rana elegante e slanciata, dalle zampe posteriori lunghe e snelle. Testa
con muso appuntito e pupilla orizzontale. Timpano vicino all'occhio,
grande e ben visibile. Denti vomerini presenti. Parte posteriore della
lingua, libera e biforcuta. Omosterno e sterno ossificati. La zampa posteriore
estesa anteriormente e tenuta aderente al corpo, supera nettamente la
punta del muso con
l'articolazione tibio tarsale. Tubercolo metatarsale interno grande e
robusto, di forma ovale. Pelle liscia con pliche dorsolaterali evidenti e
ben separate. Colorazione delle parti superiori di solito giallo fulvo o
bruno rosato, ma può variare fino a un colore più scuro tendente al
rossastro. La "maschera" scura, estesa dalle narici attraverso occhio e
timpano, termina assottigliandosi vicino alla spalla. La colorazione di
fondo può essere ornata da una striscia vertebrale poco marcata, e
da macchie scure sparse sul dorso. Talvolta si osserva una macchia a forma
di "A" tra le spalle. Occasionalmente il corpo è interessato da una
punteggiatura nera poco marcata, diffusa specialmente in corrispondenza
delle pliche. Sulle zampe è visibile una striatura scura marcata. Le zone
inferiori del corpo sono bianche, con sfumature più o meno marcate rosate
o giallastre, a seconda della tinta del dorso. Non si osservano mai
macchie o punteggiature. La specie si distingue da R. latastei e R. graeca per la
gola chiara. R. temporaria è più robusta, solitamente con zampe più corte, pliche
più avvicinate, e un tubercolo metatarsale meno evidente. Vedi anche R. arvalis. |
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Dimorfismo sessuale
- Durante il periodo riproduttivo, i maschi sviluppano tubercoli nuziali
di colore grigio o giallastro, sul primo dito degli arti anteriori. |
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Larve - I girini hanno colorazione bruno
giallastra, con fitta punteggiatura scura e parti inferiori chiare. La
coda è lunga fino a due volte più del corpo. La membrana caudale è estesa
solo ad una piccola parte del dorso. |
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Habitat
e abitudini
- La specie ha una distribuzione non
uniforme, risulta assente da alcune grandi aree all'interno dell'area di
distribuzione. Di regola frequenta le foreste decidue, composte
principalmente da querce, faggi, carpini e frassini, con substrato ricco
di humus e foglie cadute. Tranne casi accidentali, risulta solitamente
assente da pascoli, campi e foreste sempreverdi. R. dalmatina può
essere osservata in luoghi ricchi d'acqua, anche se fuori dal periodo
riproduttivo tende ad evitare gli ambienti molto umidi. In Spagna la
specie risulta confinata alle foreste di Quercus
pedunculata, in associazione con prati inondabili o ricchi di fonti
d'acqua. La riproduzione e lo
sviluppo larvale si svolgono in acqua a debole corrente o ferma, di
frequente vengono utilizzate le pozze calme ai bordi dei torrenti e dei
ruscelli che attraversano il bosco. La rana agile si può incontrare di giorno come di notte,
raggiunge il picco di massima attività nelle ore crepuscolare e nelle giornate umide, coperte o piovose.
Durante i mesi più freddi entra in ibernazione. A seconda della latitudine
e delle locali condizioni ambientali, il letargo può iniziare da settembre
alla fine di ottobre e dura fino a gennaio - marzo. Il periodo
d'ibernazione viene trascorso nel terreno, tra radici di alberi, in tane
scavate da altri animali, in anfratti tra le rocce o sotto pietre e massi.
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Alimentazione - Gli adulti si cibano
principalmente d'invertebrati terrestri, tra cui predominano insetti,
vermi, aracnidi e molluschi e talvolta le larve e gli immaturi di altri
anfibi. Le piccole rane appena metamorfosate predano collemboli, acari ed
altri microartropodi. La dieta delle larve è composta prevalentemente da
materia vegetale come alghe e piante, in minor proporzione assumono
detrito organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. |
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Riproduzione - Il periodo riproduttivo inizia
generalmente in febbraio - marzo a giugno, e si protrae da uno a due mesi.
I maschi raggiungono per primi le zone di frega e si stabiliscono in acqua
e lungo le sponde, non si riuniscono mai a formare cori. L'amplesso è di
tipo ascellare. La deposizione avviene durante le ore notturne. Ogni
femmina emette le uova in ammassi gelatinosi, contenenti da 450 a poco più
di 1.800 uova, depositati sulla vegetazione sommersa. A seconda delle
dimensioni, la femmina depone fino a 3.000 uova. Le uova sono fecondate
dal maschio man mano che vengono emesse, hanno colore nero e diametro
compreso tra 2 e 3 mm. |
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Accrescimento
- Anuri di medie dimensioni, gli adulti raggiungono una lunghezza massima
del corpo di circa 9 cm, con medie comprese tra 50 e 70 millimetri. La
crescita delle larve dipende dalla disponibilità di cibo e dalla
temperatura dell'acqua, dura da uno ad alcuni mesi. Alle quote più elevate
e nelle zone settentrionali, i girini nati dalle deposizioni più tardive
possono trascorrere l'inverno in acqua e raggiungere la metamorfosi alla
primavera successiva. La maturità sessuale viene raggiunta verso il terzo
anno d'età. La durata della vita di R. dalmatina è di circa 7 - 10
anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Questa specie viene predata da molte specie
di serpenti, uccelli come trampolieri, rapaci, cormorani, gabbiani e
corvi, e mammiferi, come volpi, cani procione, ricci e mustelidi. I girini
sono esposti alla predazione da parte di pesci (Micropterus, Esox, Perca).
Le larve e le uova sono mangiate anche da anatre,
crostacei (Procamabrus
clarkii), adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di
libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche.
Sono stati osservati molti tipi di invertebrati parassiti, tra cui i più
frequenti sono vermi trematodi ed acantocefali. |
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Status
della specie - La rana dalmatina è relativamente abbondante. La
specie risulta comune in buona parte delll'Europa centro orientale ed
in Turchia. Viene considerata rara in Svezia e Danimarca. Si registrano
popolazioni in declino nell'Europa sud ovest. In Spagna la rana dalmatina
appare in pericolo d'estinzione. Viene minacciata
dall'inquinamento, dalla distruzione ed eutrofizzazione dei siti di riproduzione.
Dalla scomparsa delle zone umide e terrestri compatibili e dalla
sostituzione di foreste decidue con boschi di conifere. Molti esemplari
vengono uccisi dagli autoveicoli quando attraversano le strade per
raggiungere i luoghi di riproduzione. Inoltre va citata l'introduzione di pesci e crostacei
predatori alloctoni. Grossenbacher (in
Krone et al., 1997) segnala malattie della pelle (probabilmente associate
ad infezioni virali) come probabile causa del declino delle popolazioni
svizzere e dell'Italia settentrionale. |
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Protezione - La
specie è elencata in Appendice II della Convenzione di Berna ed
all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". In molti paesi europei
viene protetta da legislazioni nazionali e locali.
Nella lista rossa IUCN le popolazioni di R. dalmatina
sono catalogate come a basso rischio (LC, least concern). In Gran Bretagna
sono state intraprese misure di conservazione per proteggere la
popolazione del Jersey. |