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La rana greca, Rana graeca Boulenger, 1891


Descrizione - Rana rossa dal corpo relativamente largo ed appiattito, con zampe posteriori lunghe e snelle. Testa con muso piuttosto corto ed arrotondato. Distanza tra le narici maggiore di quella tra la narice e l'occhio. Occhi a pupilla orizzontale. Timpano non prominente, poco evidente, e grande circa 3/5 del diametro dell'occhio. Denti vomerini presenti. Parte posteriore della lingua, libera e biforcuta. Omosterno e sterno ossificati. Tubercolo metatarsale interno grande e robusto, di forma ovale. Pelle liscia con pliche dorsolaterali evidenti e molto distanziate tra loro. Colorazione delle parti superiori molto variabile da grigio e verde oliva, a marrone, rossastro o giallo ocra, da chiara fino a un colore molto scuro. La "maschera" scura, estesa dalle narici attraverso occhio e timpano, termina assottigliandosi vicino alla spalla. Sulla colorazione di fondo possono essere presenti macchie scure o punteggiature, diffuse specialmente in corrispondenza delle pliche. Di frequente le macchie confluiscono in un disegno caratteristico a forma di lichene. Talvolta si osserva una macchia a forma di "A" tra le spalle. Sulle zampe è visibile una striatura scura marcata. Le zone inferiori del corpo sono chiare, più o meno marmorizzate o punteggiate di scuro, e con spesso sfumature giallastre sotto le zampe posteriori. Gola scura, con striscia mediale chiara.

Dimorfismo sessuale - Durante il periodo riproduttivo la livrea del maschio diventa molto scura, le zampe anteriori si irrobustiscono, e si sviluppano cuscinetti nuziali bruno nerastri sulle dita.

Larve -  I girini hanno colorazione bruno giallastra, con fitta punteggiatura scura e parti inferiori chiare. La coda è lunga fino a due volte più del corpo. La membrana caudale è estesa solo ad una piccola parte del dorso.

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Habitat e abitudini - Il clima svolge un ruolo importante nella distribuzione della specie. La rana greca predilige habitat freschi ed umidi, evita le zone con inverni lunghi e rigidi,  e quelle troppo secche e calde. In Grecia la specie si incontra tra 240 e 1.400 metri di quota, in Bulgaria da 280 a 1.150 m. In Albania e nell'ex Jugoslavia da 200 a 2.000 m. In casi rarissimi alcuni esemplari sono stati segnalati a quote inferiori od al livello del mare (Gasc 1997). La specie frequenta le foreste decidue e miste, con substrato ricco di humus e foglie cadute, dove si trattiene in prossimità delle fonti d'acqua permanenti, come ruscelli, torrenti, sorgenti, grotte umide e canali di irrigazione. Tranne in casi accidentali, risulta assente da pascoli, campi e foreste sempreverdi.  La rana greca vive vicino all'acqua durante tutto l'anno. Normalmente non se ne allontana mai troppo, tranne che durante il periodo di frega o per raggiungere ambienti più adatti o meno affollati. Gli spostamenti di maggiore entità sono effettuati soprattutto nelle notti umide dopo la pioggia. Durante i mesi più freddi entra raramente in ibernazione ed il letargo non dura mai a lungo. Il periodo d'ibernazione viene trascorso nel terreno, tra radici di alberi, in tane scavate da altri animali, in anfratti tra le rocce o sotto pietre e massi. La riproduzione e lo sviluppo larvale si svolgono in acqua a debole corrente o ferma, di frequente vengono utilizzate le pozze calme ai bordi dei corsi d'acqua che attraversano il bosco o raccolte d'acqua artificiali come grandi abbeveratoi e laghetti da irrigazione.

Alimentazione - Gli adulti si cibano principalmente d'invertebrati terrestri, tra cui predominano insetti, vermi, aracnidi e molluschi, nella dieta rientrano anche invertebrati acquatici e talvolta le larve e gli immaturi di altri anfibi. Le piccole rane appena metamorfosate predano principalmente microartropodi. La dieta delle larve è composta prevalentemente da materia vegetale, come alghe e piante, detrito organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei.

Riproduzione - Il periodo di riproduzione è generalmente compreso tra febbraio ed aprile. I maschi emettono richiami sia sotto che sopra la superficie dell'acqua, aggregandosi nelle pozze formate dalla corrente nelle zone più calme del corso d'acqua. Come siti di accoppiamenti sono preferite le zone meno illuminate delle sponde, protette da radici o massi (Asimakopoulis et al 1990). I maschi emettono i loro richiami generalmente di notte, ma a seconda della temperatura dell'acqua, possono essere uditi anche durante le ore diurne. L'amplesso è di tipo ascellare, è molto lungo e dura fino a 48 ore. Le masse di uova vengono attaccate alla volta di una cavità del substrato. Ogni gruppo contiene da 200 a 2.000 uova, dal diametro di 3 - 3,5 mm e circondate da un guscio gelatinoso di 4 - 7 mm. Sembra che il maschio sorvegli la covata per un certo tempo (Noellert & Noellert 1992).

Accrescimento - Anuri di medie dimensioni,  la lunghezza media del corpo negli adulti è compresa tra 50 e 70 millimetri. La durata dello sviluppo larvale dipende dalla disponibilità di cibo e dalla temperatura dell'acqua. I girini appena schiusi sono lunghi circa 9 mm, e raggiungono una lunghezza di 45 mm in 2 - 3 mesi. se la temperatura dell'acqua è molto bassa la crescita viene molto rallentata. La maturità viene raggiunta dopo il terzo anno (Engelmann et al 1985) e la durata della vita è di circa 8 - 10 anni.

Predatori, parassiti e malattie - La specie è preda di varie specie di serpenti, uccelli come trampolieri e rapaci, mammiferi, tra cui volpi, ricci e mustelidi. I girini e gli adulti sono esposti alla predazione da parte di pesci (salmonidi). Le larve e le uova sono mangiate anche da crostacei, adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche. Sono stati osservati molti tipi di invertebrati parassiti, tra cui i più frequenti sono vermi trematodi ed acantocefali.

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Status della specie - R. graeca risulta generalmente abbondate alle quote medio alte (Gasc et al., 1997), ed è largamente diffusa in Serbia, Montenegro e Repubblica di Macedonia. Le maggiori minacce per la specie sono rappresentate dagli incendi boschivi, dall'eccessivo prelievo idrico e dalla bonifica dei terreni umidi. In varie zone dell'areale si è verificato il declino di alcune popolazioni a causa dell'inquinamento.

Protezione - La specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna ed all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". In ex Jugoslavia viene protetta da legislazioni nazionali e locali. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di R. graeca sono catalogate come a basso rischio (LC, least concern).

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