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Descrizione -
Rana rossa elegante e slanciata, dalle zampe posteriori lunghe e
snelle. Testa con muso appuntito e pupilla orizzontale. Timpano poco
visibile, grande da 1/2 a 3/5 del diametro dell'occhio. Denti vomerini
presenti. Parte posteriore della lingua libera e biforcuta. Tubercolo
metatarsale interno di piccole dimensioni. Pelle liscia o leggermente
granulosa, con pliche dorsolaterali sottili e ben definite. Colorazione
delle parti superiori più o meno scura, di solito bruno rossastra o giallo
ocra. La "maschera" scura, estesa dalle narici attraverso occhio e
timpano, termina assottigliandosi alla fine della mascella. La colorazione
di fondo può essere ornata da macchie chiare e scure sparse sul dorso.
Talvolta si osserva una macchia a forma di "V" tra le spalle. Una striscia
chiara è presente lungo il labbro superiore. Sulle zampe è visibile una
marcata striatura scura trasversale. Le zone inferiori del corpo sono
biancastre, con sfumature rossastre più o meno marcate. Sulla gola si
osservano macchie o punteggiature grigio scure ed una linea mediana non
pigmentata. |
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Dimorfismo
sessuale
- I maschi sono di taglia inferiore a quella delle femmine e, durante la
stagione della riproduzione, sviluppano cuscinetti nuziali sulle dita
degli arti anteriori. |
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Larve - I girini raggiungono una lunghezza di
circa 50 mm. Lo spiracolo è collocato a sinistra e lìano si apre sul lato
destro della base della coda. Le papille marginali sono assenti dal bordo
superiore della bocca. I Dentelli sono disposti in 3 - 5 file singole
superiormente ed in 4 file inferiormente. La cresta dorsale è ben
sviluppata ed inizia circa a metà del corpo. La coda termina ad angolo
ottuso. Sul dorso e sui fianchi la tinta varia da marrone a marrone
rossastro, con piccole macchie chiare e riflessi dorati. Le zone
grigiastre sono grigiastre e translucide, con gli organi interni visibili
attraverso la pelle. |
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Habitat
e abitudini
- Rana rossa molto legata all'acqua, vive
normalmente in fiumi, torrenti, ruscelli, con acque fresche ed abbondante
vegetazione riparia, dove si incontra nelle zone più ombrose e riparate (Galán
1982; Barbadillo 1987; Esteban & Martínez-Solano 2002). Più raramente si
rinviene in stagni, laghi e paludi, sempre con acqua chiara e non
inquinata. La specie è presente dal livello del mare fino a circa 2.400
metri di quota. Alcune popolazioni montane popolano i laghetti glaciali.
La riproduzione si svolge negli stessi luoghi dove la rana iberica vive
tutto l'anno, in acqua a debole
corrente o ferma. Spesso per lo sviluppo larvale
sono utilizzate pozze calme ai bordi dei corsi d'acqua che
attraversano il bosco e talvolta raccolte d'acqua artificiali come grandi
abbeveratoi e laghetti da irrigazione. Si trova spesso in simpatria con
altre specie congeneri (Rana dalmatina, Rana perezi, Rana
temporaria) (Esteban & Martínez-Solano 2002). La rana iberica è attiva
sia di giorno che di notte. Le popolazioni montane trascorrono in letargo
buona parte dell'inverno, anche se in molte zone dell'area di
distribuzione, come alle quote più basse in Galizia, la specie non entra
in ibernazione.
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Alimentazione - La rana iberica si ciba di
una grande varietà di prede acquatiche e terrestri, anche se nella dieta
generalmente hanno maggior peso le seconde. L'alimentazione comprende
principalmente invertebrati, principalmente Araneidi, Coleotteri, Ditteri,
Tricotteri, Plecotteri, Opilioni (Bas 1982; Lizana et al. 1986), e
talvolta larve e immaturi di altri anfibi. Le piccole rane appena
metamorfosate predano principalmente microartropodi. La dieta delle larve
è composta prevalentemente da materia vegetale, come alghe e piante,
detrito organico e plancton, tra cui protozoi, rotiferi e microcrostacei. |
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Riproduzione -
In Portogallo e Galizia la stagione
riproduttiva va da novembre a marzo, nelle zone a quota più bassa (Crespo
& Cei 1971; Galán 1982). In montagna cade da marzo a maggio (Salvador &
García-París 2001). Il maschio segue la femmina emettendo basse
vocalizzazioni, che spesso continuano anche durante le prime fasi
dell'accoppiamento. Durante la frega anche la femmina può emettere suoni.
L'amplesso si svolge durante le ore notturne ed è di tipo ascellare.
Le uova sono rilasciate in masse rotondeggianti e fissate alla vegetazione
od al substrato. A seconda della taglia, ogni femmina produce da 192 a 445
uova (Galán 1982). |
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Accrescimento
- Anuri di medio piccole dimensioni, la lunghezza massima del corpo
negli adulti è di circa 70 millimetri, ma la media risulta compresa tra 40
e 50 millimetri. La durata dello sviluppo larvale dipende dalla
disponibilità di cibo e dalla temperatura dell'acqua, generalmente dura
circa tre mesi.
La maturità sessuale viene raggiunta a due anni. La durata della vita di
Rana iberica è di circa nove anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie è preda di varie specie di
serpenti, uccelli come trampolieri e rapaci, mammiferi, tra cui volpi,
ricci e mustelidi. I girini e gli adulti sono esposti alla predazione da
parte di pesci (salmonidi).
Le larve e le uova sono mangiate anche da crostacei, adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di
libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche.
Sono stati osservati molti tipi di invertebrati parassiti, trematodi come
Opisthodiscus diplodiscoides, Haplometra cylindracea,
Haematoloechus variegatus, H. carbonelli, Gorgoderina
vitelliloba ed il paleoacantocefalide Acantocephalus falcatus
(Navarro 1988; Lluch et al. 1991; Vojtkova & Roca 1994). |
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Status
della specie - La rana iberica è relativamente comune nel nord del
Portogallo e nel nord ovest della Spagna. Le popolazioni del Sistema
Centrale e dell'Estremadura sono considerate seriamente in declino, come
quelle della Sierra Guadarrama. Le maggiori minacce per questa specie sono
la pressione esercitata dal turismo, l'urbanizzazione delle pianure
costiere, la perdita di habitat derivante dall'intensificazione
dell'agricoltura, la deforestazione o la riforestazione con monoculture
non autoctone e gli incendi forestali. seri problemi sono stati creati con
le massicce introduzioni di pesci predatori alloctoni (salmonidi), e con
la comparsa in natura di visoni (Mustela vison) sfuggiti dagli
allevamenti. In Portogallo anche la desertificazione e la creazione di
grandi bacini idroelettrici, giocano un ruolo pesante nel processo di
rarefazione di questa specie. |
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Protezione - La
specie è elencata in Appendice II della Convenzione di Berna ed
all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". In Spagna viene protetta da legislazioni nazionali e locali.
Nella lista rossa IUCN le popolazioni di R. graeca
sono catalogate come prossime ad entrare in pericolo (NT, near threatened). |