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La rana iberica, Rana iberica Boulenger, 1879


Descrizione - Rana rossa  elegante e slanciata, dalle zampe posteriori lunghe e snelle. Testa con muso appuntito e pupilla orizzontale. Timpano poco visibile, grande da 1/2 a 3/5 del diametro dell'occhio. Denti vomerini presenti. Parte posteriore della lingua libera e biforcuta. Tubercolo metatarsale interno di piccole dimensioni. Pelle liscia o leggermente granulosa, con pliche dorsolaterali sottili e ben definite. Colorazione delle parti superiori più o meno scura, di solito bruno rossastra o giallo ocra. La "maschera" scura, estesa dalle narici attraverso occhio e timpano, termina assottigliandosi alla fine della mascella. La colorazione di fondo può essere ornata da macchie chiare e scure sparse sul dorso. Talvolta si osserva una macchia a forma di "V" tra le spalle. Una striscia chiara è presente lungo il labbro superiore. Sulle zampe è visibile una marcata striatura scura trasversale. Le zone inferiori del corpo sono biancastre, con sfumature rossastre più o meno marcate. Sulla gola si osservano macchie o punteggiature grigio scure ed una linea mediana non pigmentata.

Dimorfismo sessuale - I maschi sono di taglia inferiore a quella delle femmine e, durante la stagione della riproduzione, sviluppano cuscinetti nuziali sulle dita degli arti anteriori.

Larve - I girini raggiungono una lunghezza di circa 50 mm. Lo spiracolo è collocato a sinistra e lìano si apre sul lato destro della base della coda. Le papille marginali sono assenti dal bordo superiore della bocca. I Dentelli sono disposti in 3 - 5 file singole superiormente ed in 4 file inferiormente. La cresta dorsale è ben sviluppata ed inizia circa a metà del corpo. La coda termina ad angolo ottuso. Sul dorso e sui fianchi la tinta varia da marrone a marrone rossastro, con piccole macchie chiare e riflessi dorati. Le zone grigiastre sono grigiastre e translucide, con gli organi interni visibili attraverso la pelle.

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Habitat e abitudini - Rana rossa molto legata all'acqua, vive normalmente in fiumi, torrenti, ruscelli, con acque fresche ed abbondante vegetazione riparia, dove si incontra nelle zone più ombrose e riparate (Galán 1982; Barbadillo 1987; Esteban & Martínez-Solano 2002). Più raramente si rinviene in stagni, laghi e paludi, sempre con acqua chiara e non inquinata. La specie è presente dal livello del mare fino a circa 2.400 metri di quota. Alcune popolazioni montane popolano i laghetti glaciali. La riproduzione si svolge negli stessi luoghi dove la rana iberica vive tutto l'anno, in acqua a debole corrente o ferma. Spesso per lo sviluppo larvale sono utilizzate pozze calme ai bordi dei corsi d'acqua che attraversano il bosco e talvolta raccolte d'acqua artificiali come grandi abbeveratoi e laghetti da irrigazione. Si trova spesso in simpatria con altre specie congeneri (Rana dalmatina, Rana perezi, Rana temporaria) (Esteban & Martínez-Solano 2002). La rana iberica è attiva sia di giorno che di notte. Le popolazioni montane trascorrono in letargo buona parte dell'inverno, anche se in molte zone dell'area di distribuzione, come alle quote più basse in Galizia, la specie non entra in ibernazione.

Alimentazione - La rana iberica si ciba di una grande varietà di prede acquatiche e terrestri, anche se nella dieta generalmente hanno maggior peso le seconde. L'alimentazione comprende principalmente invertebrati, principalmente Araneidi, Coleotteri, Ditteri, Tricotteri, Plecotteri, Opilioni (Bas 1982; Lizana et al. 1986), e talvolta larve e immaturi di altri anfibi. Le piccole rane appena metamorfosate predano principalmente microartropodi. La dieta delle larve è composta prevalentemente da materia vegetale, come alghe e piante, detrito organico e plancton, tra cui protozoi, rotiferi e microcrostacei.

Riproduzione - In Portogallo e Galizia la stagione riproduttiva va da novembre a marzo, nelle zone a quota più bassa (Crespo & Cei 1971; Galán 1982). In montagna cade da marzo a maggio (Salvador & García-París 2001). Il maschio segue la femmina emettendo basse vocalizzazioni, che spesso continuano anche durante le prime fasi dell'accoppiamento. Durante la frega anche la femmina può emettere suoni. L'amplesso  si svolge durante le ore notturne ed è di tipo ascellare. Le uova sono rilasciate in masse rotondeggianti e fissate alla vegetazione od al substrato. A seconda della taglia, ogni femmina produce da 192 a 445 uova (Galán 1982).

Accrescimento - Anuri di medio piccole dimensioni,  la lunghezza massima del corpo negli adulti è di circa 70 millimetri, ma la media risulta compresa tra 40 e 50 millimetri. La durata dello sviluppo larvale dipende dalla disponibilità di cibo e dalla temperatura dell'acqua, generalmente dura circa tre mesi. La maturità sessuale viene raggiunta a due anni. La durata della vita di Rana iberica è di circa nove anni.

Predatori, parassiti e malattie - La specie è preda di varie specie di serpenti, uccelli come trampolieri e rapaci, mammiferi, tra cui volpi, ricci e mustelidi. I girini e gli adulti sono esposti alla predazione da parte di pesci (salmonidi). Le larve e le uova sono mangiate anche da crostacei, adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche. Sono stati osservati molti tipi di invertebrati parassiti, trematodi come Opisthodiscus diplodiscoides, Haplometra cylindracea, Haematoloechus variegatus, H. carbonelli, Gorgoderina vitelliloba ed il paleoacantocefalide Acantocephalus falcatus (Navarro 1988; Lluch et al. 1991; Vojtkova & Roca 1994).

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Status della specie - La rana iberica è relativamente comune nel nord del Portogallo e nel nord ovest della Spagna. Le popolazioni del Sistema Centrale e dell'Estremadura sono considerate seriamente in declino, come quelle della Sierra Guadarrama. Le maggiori minacce per questa specie sono la pressione esercitata dal turismo, l'urbanizzazione  delle pianure costiere, la perdita di habitat derivante dall'intensificazione dell'agricoltura, la deforestazione o la riforestazione con monoculture non autoctone e gli incendi forestali. seri problemi sono stati creati con le massicce introduzioni di pesci predatori alloctoni (salmonidi), e con la comparsa in natura di visoni (Mustela vison) sfuggiti dagli allevamenti. In Portogallo anche la desertificazione e la creazione di grandi bacini idroelettrici, giocano un ruolo pesante nel processo di rarefazione di questa specie.

Protezione - La specie è elencata in Appendice II della Convenzione di Berna ed all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". In Spagna viene protetta da legislazioni nazionali e locali. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di R. graeca sono catalogate come prossime ad entrare in pericolo (NT, near threatened).

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