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La rana
dei Pirenei, Rana pyrenaica
Serra-Cobo, 1993 |
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Descrizione
- Rana rossa dalla testa leggermente più larga che lunga, e muso
relativamente corto, meno appuntito che in R. iberica. Pupilla
ovale disposta orizzontalmente. Timpano piccolo, da 1 a 2 millimetri di
diametro, poco visibile. Denti vomerini presenti. Parte posteriore della
lingua, libera e biforcuta. Omosterno e sterno ossificati. Arti posteri
lunghi, perfettamente adattate al salto, con membrane interdigitali
sottili e molto sviluppate, estese su tutta la superficie con l'eccezione
della porzione distale del quarto dito. La zampa posteriore
estesa anteriormente, e tenuta aderente al corpo, supera di poco la
punta del muso con
l'articolazione tibio tarsale. Tubercolo metatarsale interno lungo da
1/4 ad 1/2 dell'estensione del primo dito. Pelle sottile, liscia, con
pliche dorsolaterali poco marcate e ravvicinate. Colorazione delle parti
superiori tipicamente uniforme, di tono variabile da ocra a grigio
olivastro, esistono anche esemplari di tinta rossastra. Maschera scura
prolungata verso le narici con spessore pari al diametro dell'occhio,
interrotta posteriormente vicino al bordo della mascella. Striscia chiara
sul profilo del bordo superiore della bocca. Corpo interessato da fine
punteggiatura scura, poco marcata. Zampe posteriori con striatura scura
appena percettibile. Zone inferiori del corpo chiare, con sfumature rosate
o giallastre, a seconda della tinta del dorso. Gola con sfumature grigio
rossastre, senza fascia mediana chiara. Iride giallo dorata con
punteggiatura scura. Ventre di colore giallastro durante la primavera e
bluastro durante l'estate. Lato interno degli arti posteriori di tinta
rossastra durante la stagione di frega. |
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Dimorfismo
sessuale
- I maschi sono di taglia inferiore rispetto alle femmine. Durante il
periodo riproduttivo, sviluppano tubercoli nuziali sulle dita degli
arti anteriori ed hanno pliche dorsali più marcate. |
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Larve - I girini hanno aspetto robusto, sono
di colore nero con piccole macchie chiare dai riflessi dorati. Sono
provvisti di ventose buccali con le quali aderiscono al substrato evitando
di essere trascinati dalla corrente. L'aletta caudale è muscolosa e la
membrana caudale appare poco sviluppata e non estesa sul dorso. |
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Habitat
e abitudini
- Rana adattata alla vita nei torrenti dei
boschi montani, con acqua fredda, corrente, substrato calcareo roccioso,
spoglio o con scarsa vegetazione acquatica, a corso irregolare
frequentemente interrotto da cascate e rapide. Tipicamente diffusa tra i
1.100 ed i 1.300 metri, è poco frequente a quote minori o maggiori. Non è
stata mai osservata in acque eutrofiche, pozze temporanee o in ambienti
alterati, per questo la specie viene considerata un buon indicatore della
qualità ambientale. Gli adulti sono stanziali e molto legati all'acqua,
non si allontanano mai troppo dagli alvei dei torrenti, mentre gli
immaturi sono erratici e compiono anche notevoli spostamenti prima di
trovare il luogo che eleggeranno a proprio domicilio. La riproduzione e lo
sviluppo larvale si svolgono negli stessi luoghi dove le rane vivono.
Preferiscono corsi d'acqua provvisti di folta copertura arborea. La specie
è attiva sia di giorno che di notte, a temperature comprese tra 4 e 20 °C.
Durante i mesi freddi entra in ibernazione, trascorrendo il letargo nel
terreno in luoghi umidi, tra radici di alberi, in tane scavate da altri
animali, in anfratti tra le rocce o sotto pietre e massi.
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Alimentazione - Gli adulti si cibano
d'invertebrati terrestri ed acquatici, tra cui predominano insetti, vermi
e molluschi. Gli immaturi predano microartropodi. La dieta delle larve è composta prevalentemente da
materia vegetale come alghe e piante, in minor proporzione assumono
detrito organico e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei. |
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Riproduzione - Il periodo riproduttivo inizia
col disgelo primaverile, generalmente tra febbraio ed aprile. L'amplesso
si svolge in acqua ed è di tipo ascellare. Ogni femmina produce 100 - 150
uova, dal diametro di circa 3.2 mm, circondate da un denso strato
gelatinoso. Gli ammassi vengono fissati sotto pietre, a rami o ad altre
strutture vegetali sommerse, sono lasciati giacere sul fondo solo nelle
pozze prive di corrente. R. pyrenaica ha una strategia riproduttiva
di tipo K, produce un numero relativamente ridotto di grandi uova, in
grado di consentire la nascita di larve in stadio di sviluppo avanzato, e
di fare raggiungere agli immaturi appena metamorfosati una taglia in grado
di favorirne la sopravvivenza. Questo tipo di strategia è lo stesso
adottato da rane di alta montagna dell'Himalaya e del Giappone. |
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Accrescimento
- Rana pyrenaica è la più piccola tra le rane rosse europee,
raggiunge una lunghezza dal muso alla cloaca variabile da un minimo di 33
ad un massimo di 51 millimetri. Lo sviluppo larvale è lento e dipende
dalla temperatura dell'acqua e delle generali condizioni ambientali. In
estati particolarmente fresche, le prime piccole rane immature compaiono a
settembre inoltrato. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La rana dei Pirenei viene predata da molte specie
di serpenti, uccelli rapaci, e mammiferi, come volpi, ricci e mustelidi. I girini
sono esposti alla predazione da parte di pesci (salmonidi). Le larve e le
uova sono mangiate anche da adulti e larve di altri anfibi, coleotteri acquatici e larve di
libellula. La specie è soggetta a malattie virali, batteriche e micotiche.
Sono stati osservati molti tipi di invertebrati parassiti, tra cui i più
frequenti sono vermi trematodi ed acantocefali. |
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Status
della specie - R. pyrenaica risulta comune nei torrenti e
nelle sorgenti vallive della provincia di Huesca, mentre nella parte
occidentale della Navarra la sua diffusione appare frammentata. Le
maggiori minacce alla sopravvivenza della specie sono rappresentate
dall'eutrofizzazione dei torrenti, da eccessivo prelievo idrico, e da
immissioni massicce di salmonidi per favorire la pesca sportiva. |
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Protezione - La
specie è elencata in Appendice III della Convenzione di Berna. In
Spagna e Francia
viene protetta da legislazioni nazionali e locali.
Nella lista rossa IUCN le popolazioni di R. pyrenaica sono
catalogate in minacciate (EN B1ab(ii,iii,iv), endagered). Nell'areale
della specie sono comprese le aree protette del Parco Nazionale do Ordesa
e Monte Perdido (Huesca) e della Riserva Integrale Lizardoia (Navarra). |
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Galleria
Fotografica |
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