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Il geotritone sardo giallo, Speleomantes flavus (Stefani, 1969)


Descrizione - Corpo lacertiforme, con testa di forma ovale lunga circa 1/8 della lunghezza totale. Muso arrotondato con leggera sovrapposizione verticale tra i denti anteriori superiori e quelli inferiori. Coda a sezione ovale, robusta, lunga poco meno della metà della lunghezza totale. Tronco a sezione di forma quadrata. Arti relativamente ben sviluppati, con gli anteriori a quattro dita e leggermente più corti dei posteriori, a loro volta provvisti di cinque dita. Colorazione della livrea altamente variabile. Il colore di fondo del dorso varia dal marrone scuro al nero, con maculature, chiazze o marmoreggiature più chiare. La tinta delle ornamentazioni può essere ocra, grigio verdastro o, raramente, color carne. Alcuni individui hanno il dorso interamente giallo (tipo "flavus"). Le parti ventrali sono più chiare, ocra, giallastre o rosate, spesso con maculature scure su gola, ventre e coda. Talvolta la zona ventrale appare translucida e consente di osservare gli organi interni. Le estremità hanno generalmente tinta simile a quella del dorso.

Dimorfismo sessuale - Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi.

Larve - Non esiste ciclo larvale, gli immaturi fuoriescono dalle uova perfettamente formati.

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Habitat e abitudini - S. flavus vive sulla catena di Monte Albo in Sardegna, e sulle colline del versante nord, tra Siniscola ed il fiume Podosa, in provincia di Nuoro). La distribuzione altimetrica varia da 40 m (Grotta di Cane Gortoe) fino a 1.040 m a.s.l. (grotta "Conca 'e Crapa") (Gasc 1997). La specie vive in aree boscose umide, ricche di affioramenti rocciosi, grotte e crepacci, in prossimità di torrenti. Come le specie congeneri è esclusivamente terrestre e non dipende dall'acqua per la riproduzione. Questo geotritone non abita soltanto grotte, talvolta si può incontrare anche all'aperto. L'attività superficiale si svolge principalmente di notte, nei mesi primaverili ed autunnali, sotto la pioggia o dopo un temporale. L'ambiente superficiale preferito è costituito da zone rocciose coperte da uno spesso strato di muschio. S. flavus è comunque molto più comune all'interno delle caverne. La temperatura ottimale per la specie è leggermente superiore a quella osservata nelle forme continentali. Il geotritone sardo giallo ricerca il cibo scalando superfici rocciose viscide e ripide, catturando le prede in modo simile ai camaleonti, con un veloce colpo della lingua. Come gli altri geotritoni, anche in questa specie sono presenti ghiandole dorsali che secernono una sostanza deterrente tossica. Sembra che per questo motivo, la colorazione brillante di alcuni esemplari (tipo "flavus"), abbia un significato aposomatico (Boehme et al 1999).

Alimentazione - La dieta comprende un largo spettro di invertebrati. Le specie più frequenti sono ortotteri, coleotteri, aracnidi, gasteropodi, opilionidi, anellidi ed altri invertebrati. Gli immaturi si cibano di piccoli invertebrati, aumentando la taglia delle prede col progredire dello sviluppo.

Riproduzione - I dati sulla riproduzione di S. flavus sono molto scarsi. Lo sperma viene trasferito attraverso contatto cloacale. La fecondazione è interna, la femmina conserva la spermateca anche per fecondazioni successive. Le femmine nascondono le uova sotto pietre e letti di foglie. Ogni covata conta fino a poco più di una decina di uova, di color avorio e dal diametro di 5 - 6 millimetri. Sembra che le femmine sorveglino le uova.

Accrescimento - Specie di medie dimensioni, i maschi raggiungono una lunghezza massima di 127 mm (media 110 mm), mentre le femmine 150 mm (media 115 mm). La maturità sessuale viene raggiunta dal terzo al quarto anno d'età. Non sono disponibili dati sulla longevità.

Predatori, parassiti e malattie - I geotritoni possono essere predati da varie specie di serpenti, mammiferi ed uccelli notturni, ma grazie al loro particolare modo di vita ed al loro habitat vengono catturati in numero esiguo.

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Status della specie - Nel suo areale di distribuzione S. flavus è considerato comune. Non vengono segnalate popolazioni in declino. Non ci sono particolari fonti di minaccia per la specie, eccetto sporadici casi di perdita di habitat. In ogni caso i fattori di minaccia appaiono limitati. Le foreste di Monte Albo sono state soggette a pesanti interventi di deforestazione a partire dalla fine del IXX secolo. Le operazioni umane anno determinato una progressiva sostituzione delle foresta primaria di lecci (Querqus ilex) e di macchia mediterranea, con terreni aridi rocciosi intervallati da boschetti superstiti di latifoglie. Queste notevoli modifiche dell'habitat non hanno avuto conseguenze sulle popolazioni della specie. Grazie alla loro biologia altamente specializzata, questi geotritoni sono in grado di sopravvivere e riprodursi in anfratti e grotte sotterranee. Inoltre Monte Albo risulta scarsamente accessibile e praticamente disabitato. Per questo motivo S. flavus non è considerata specie in pericolo, anche se l'area di distribuzione appare ridotta (Boehme et al. 1999).

Protezione - S. flavus viene elencato nell'Appendice II della Convenzione di Berna ed all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". La specie è presente nel Parco Geominerario, Storico ed Ambientale della Sardegna. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di S. flavus sono ritenute vulnerabili (VU D2, vulnerable).

Galleria Fotografica e Links correlati

 

 
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