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Descrizione -
Corpo lacertiforme, con testa di forma ovale lunga circa 1/8 della
lunghezza totale. Muso arrotondato con leggera sovrapposizione verticale
tra i denti anteriori superiori e quelli inferiori. Coda a sezione ovale,
robusta, lunga poco meno della metà della lunghezza totale. Tronco a
sezione di forma quadrata. Arti relativamente ben sviluppati, con gli
anteriori a quattro dita e leggermente più corti dei posteriori, a loro
volta provvisti di cinque dita. Colorazione della livrea altamente
variabile. Il colore di fondo del dorso varia dal marrone scuro al nero,
con maculature, chiazze o marmoreggiature più chiare. La tinta delle
ornamentazioni può essere ocra, grigio verdastro o, raramente, color
carne. Alcuni individui hanno il dorso interamente giallo (tipo "flavus").
Le parti ventrali sono più chiare, ocra, giallastre o rosate, spesso con
maculature scure su gola, ventre e coda. Talvolta la zona ventrale appare
translucida e consente di osservare gli organi interni. Le estremità hanno
generalmente tinta simile a quella del dorso. |
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Dimorfismo
sessuale
- Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi. |
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Larve - Non esiste ciclo larvale, gli
immaturi fuoriescono dalle uova perfettamente formati. |
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Habitat
e abitudini
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S.
flavus vive sulla catena di Monte Albo in Sardegna, e sulle colline
del versante nord, tra Siniscola ed il fiume Podosa, in provincia di
Nuoro). La distribuzione altimetrica varia da 40 m (Grotta di Cane Gortoe)
fino a 1.040 m a.s.l. (grotta "Conca 'e Crapa") (Gasc 1997). La specie
vive in aree boscose umide, ricche di affioramenti rocciosi, grotte e
crepacci, in prossimità di torrenti. Come le specie congeneri
è esclusivamente terrestre e non dipende
dall'acqua per la riproduzione. Questo geotritone non abita soltanto
grotte, talvolta si può incontrare anche all'aperto. L'attività
superficiale si svolge principalmente di notte, nei mesi primaverili ed
autunnali, sotto la pioggia o
dopo un temporale. L'ambiente superficiale preferito è costituito da zone
rocciose coperte da uno spesso strato di muschio. S. flavus è
comunque molto più comune all'interno delle caverne. La temperatura
ottimale per la specie è leggermente superiore a quella osservata nelle
forme continentali. Il geotritone sardo giallo ricerca il cibo scalando
superfici rocciose viscide e ripide, catturando le prede in modo
simile ai camaleonti, con un veloce colpo della lingua. Come gli altri
geotritoni, anche in questa specie sono presenti ghiandole dorsali che
secernono una sostanza deterrente tossica. Sembra che per questo motivo,
la colorazione brillante di alcuni esemplari
(tipo "flavus"), abbia un significato
aposomatico (Boehme et al 1999).
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Alimentazione - La dieta comprende un largo
spettro di invertebrati. Le specie più frequenti sono ortotteri,
coleotteri, aracnidi, gasteropodi, opilionidi, anellidi ed altri
invertebrati. Gli immaturi si cibano di piccoli invertebrati, aumentando
la taglia delle prede col progredire dello sviluppo. |
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Riproduzione - I dati sulla riproduzione di
S. flavus sono molto scarsi. Lo sperma viene trasferito attraverso
contatto cloacale. La
fecondazione è interna, la femmina conserva la spermateca anche
per fecondazioni successive. Le femmine nascondono le uova sotto pietre e
letti di foglie. Ogni covata conta fino a poco più di una decina di uova,
di color avorio e dal diametro di 5 - 6 millimetri. Sembra che le femmine
sorveglino le uova. |
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Accrescimento
- Specie di medie dimensioni, i maschi raggiungono una lunghezza massima
di 127 mm (media 110 mm), mentre le femmine 150 mm (media 115 mm). La
maturità sessuale viene raggiunta dal terzo al quarto anno d'età. Non sono
disponibili dati sulla longevità. |
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Predatori,
parassiti e malattie - I geotritoni possono essere predati da varie
specie di serpenti, mammiferi ed uccelli notturni, ma grazie al loro
particolare modo di vita ed al loro habitat vengono catturati in numero
esiguo. |
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Status
della specie - Nel suo areale di distribuzione S. flavus è
considerato comune. Non vengono segnalate popolazioni in declino. Non ci
sono particolari fonti di minaccia per la specie, eccetto sporadici casi
di perdita di habitat. In ogni caso i fattori di minaccia appaiono
limitati. Le foreste di Monte Albo sono state soggette a pesanti
interventi di deforestazione a partire dalla fine del IXX secolo. Le
operazioni umane anno determinato una progressiva sostituzione delle
foresta primaria di lecci (Querqus ilex) e di macchia mediterranea,
con terreni aridi rocciosi intervallati da boschetti superstiti di
latifoglie. Queste notevoli modifiche dell'habitat non hanno avuto
conseguenze sulle popolazioni della specie. Grazie alla loro biologia
altamente specializzata, questi geotritoni sono in grado di sopravvivere e
riprodursi in anfratti e grotte sotterranee. Inoltre Monte Albo risulta
scarsamente accessibile e praticamente disabitato. Per questo motivo S. flavus
non è considerata specie in pericolo, anche se l'area di distribuzione
appare ridotta
(Boehme et al. 1999). |
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Protezione -
S. flavus viene elencato nell'Appendice II della Convenzione di
Berna ed all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". La specie è
presente nel Parco Geominerario, Storico ed Ambientale della Sardegna.
Nella lista rossa IUCN le popolazioni di
S. flavus sono ritenute
vulnerabili (VU D2, vulnerable). |