www.ittiofauna.org contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org
Le Faune Webmuseum Amphibia Caudata Plethodontidae Speleomantes

Il geotritone sardo, Speleomantes (Atylodes) genei (Temminck & Schlegel, 1838)


Descrizione - Corpo lacertiforme, con testa ben distinta dal tronco, larga, appiattita, e con occhi prominenti. Muso arrotondato con leggera sovrapposizione verticale tra i denti anteriori superiori e quelli inferiori. Coda a sezione ovale, robusta, lunga poco meno della metà della lunghezza totale. Arti relativamente ben sviluppati, con gli anteriori a quattro dita e leggermente più corti dei posteriori, a loro volta provvisti di cinque dita. Colorazione della livrea altamente variabile. Il colore di fondo del dorso varia dal marrone scuro al nero, con sfumature rossastre e marezzature chiare. Le ornamentazioni possono essere brunastre, grigio verdastre, verde oliva o, raramente, color ocra. Alcuni individui presentano anche piccole macchie biancastre disposte irregolarmente. Le parti ventrali sono leggermente più chiare, con maculature o marezzature.

Dimorfismo sessuale - Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi. Nei maschi adulti è presente una ghiandola mentoniera sotto la bocca.

Larve - Non esiste ciclo larvale, gli immaturi fuoriescono dalle uova perfettamente formati.

  Click on the image to magnify and for the informations.  
 Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Habitat e abitudini - L'area del Sulcis-Iglesiente dove la specie vive, è caratterizzata dalla presenza di molte di grotte di origine carsica e miniere, la maggior parte delle quali inattive. S. genei popola di preferenza tali ambienti, anche se si rinviene spesso in crepacci, anfratti o sotto massi, zone umide e ombreggiate sui versanti montani esposti a nord. Specie fotofoba, rifugge ambienti secchi e può essere rinvenuto all'aperto solo raramente. L'attività superficiale si svolge principalmente di notte, nei mesi primaverili ed autunnali, sotto la pioggia o dopo un temporale. Questo geotritone predilige ambienti ad elevato tasso di umidità, l’optimum termico si colloca tra i 13 ed i 15 °C. Il geotritone sardo è in grado di scalare superfici rocciose viscide e ripide, dove ricerca prede che cattura proiettando la lingua in avanti. Come gli altri geotritoni, anche in questa specie sono presenti ghiandole dorsali che secernono una sostanza deterrente tossica.

Alimentazione - La dieta comprende un largo spettro di invertebrati, come ortotteri, coleotteri, aracnidi, gasteropodi, opilionidi, anellidi ed altri invertebrati. Gli immaturi si cibano di piccoli invertebrati, aumentando la taglia delle prede col progredire dello sviluppo.

Riproduzione - Il geotritone sardo va in frega due volte all'anno, da novembre a dicembre e in marzo - aprile. La fecondazione è interna. Lo sperma viene trasferito attraverso contatto cloacale. Le femmine depongono le uova sul substrato sabbioso e umido delle grotte, o tra le fessure delle rocce. Ogni covata conta fino a poco più di una decina di uova, di color avorio e dal diametro di 5 - 6 millimetri. Sembra che le femmine sorveglino le uova.

Accrescimento - Specie di medie dimensioni, i maschi raggiungono una lunghezza massima di 115 mm (media 115 mm), mentre le femmine 124 mm (media 96 mm). La maturità sessuale viene raggiunta dal terzo al quarto anno d'età. Non sono disponibili dati sulla longevità.

Predatori, parassiti e malattie - I geotritoni possono essere predati da varie specie di serpenti, mammiferi ed uccelli notturni, ma grazie al loro particolare modo di vita ed al loro habitat vengono catturati in numero esiguo.

  Click on the image to magnify and for the informations.  
Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Status della specie - S. genei risulta relativamente comune in quasi tutto il suo areale di distribuzione, la sua frequenza appare scarsa soltanto nell'area di Carbonia-Barbusi-Monte Tasua (Gasc et al. 1997). I maggiori pericoli per questa specie provengono dalla deforestazione, estrazione mineraria, urbanizzazione e dalla cattura di esemplari sia per scopi scientifici, sia per l'allevamento in terrario.

Protezione - Viene elencato nell'Appendice II della Convenzione di Berna ed all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". La specie è presente in quattro aree protette. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di S. genei sono ritenute vulnerabili (VU D2, vulnerable), per il suo areale limitato e frammentato, esteso su di una superficie di circa 6 - 800 km2.

Galleria Fotografica e Links correlati

 

 
  La più bella raccolta d'immagini sull'erpetofauna europea  
   
  Il sito di IUCN, World Conservation Union, sulle specie in pericolo  

Le Faune Webmuseum Amphibia Caudata Plethodontidae Speleomantes
www.ittiofauna.org
Google
 
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org