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Descrizione
- Corpo lacertiforme, con testa ben distinta dal tronco, larga,
appiattita, e con occhi prominenti. Muso arrotondato con leggera
sovrapposizione verticale tra i denti anteriori superiori e quelli
inferiori. Coda a sezione ovale, robusta, lunga poco meno della metà della
lunghezza totale. Arti relativamente ben sviluppati, con gli anteriori a
quattro dita e leggermente più corti dei posteriori, a loro volta
provvisti di cinque dita. Colorazione della livrea altamente variabile. Il
colore di fondo del dorso varia dal marrone scuro al nero, con sfumature
rossastre e marezzature chiare. Le ornamentazioni possono essere
brunastre, grigio verdastre, verde oliva o, raramente, color ocra. Alcuni
individui presentano anche piccole macchie biancastre disposte
irregolarmente. Le parti ventrali sono leggermente più chiare, con
maculature o marezzature. |
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Dimorfismo
sessuale
- Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi. Nei maschi adulti è
presente una ghiandola mentoniera sotto la bocca. |
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Larve - Non esiste ciclo larvale, gli
immaturi fuoriescono dalle uova perfettamente formati. |
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Habitat
e abitudini
- L'area del Sulcis-Iglesiente dove la
specie vive, è caratterizzata dalla presenza di molte di grotte di origine carsica e miniere, la maggior parte
delle quali inattive. S. genei popola di preferenza tali
ambienti, anche se si rinviene spesso in crepacci, anfratti o sotto massi,
zone umide e ombreggiate sui versanti montani esposti a nord. Specie
fotofoba, rifugge ambienti secchi e può
essere rinvenuto all'aperto solo raramente.
L'attività superficiale si svolge
principalmente di notte, nei mesi primaverili ed autunnali,
sotto la pioggia o dopo un temporale.
Questo geotritone predilige ambienti ad elevato tasso di umidità,
l’optimum termico si colloca tra i 13 ed i 15 °C. Il geotritone sardo è in
grado di scalare superfici rocciose viscide e ripide, dove ricerca
prede che cattura proiettando la lingua in avanti. Come gli altri
geotritoni, anche in questa specie sono presenti ghiandole dorsali che
secernono una sostanza deterrente tossica.
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Alimentazione - La dieta comprende un largo
spettro di invertebrati, come ortotteri, coleotteri, aracnidi,
gasteropodi, opilionidi, anellidi ed altri invertebrati. Gli immaturi si
cibano di piccoli invertebrati, aumentando la taglia delle prede col
progredire dello sviluppo. |
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Riproduzione - Il geotritone sardo va in
frega due volte all'anno, da novembre a dicembre e in marzo - aprile. La
fecondazione è interna. Lo sperma viene trasferito attraverso contatto
cloacale. Le femmine depongono le uova sul substrato
sabbioso e umido delle grotte, o tra le fessure delle rocce.
Ogni covata conta fino a poco più di una decina di uova, di color avorio e
dal diametro di 5 - 6 millimetri. Sembra che le femmine sorveglino le
uova. |
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Accrescimento
- Specie di medie dimensioni, i maschi raggiungono una lunghezza massima
di 115 mm (media 115 mm), mentre le femmine 124 mm (media 96 mm). La
maturità sessuale viene raggiunta dal terzo al quarto anno d'età. Non sono
disponibili dati sulla longevità. |
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Predatori,
parassiti e malattie - I geotritoni possono essere predati da varie
specie di serpenti, mammiferi ed uccelli notturni, ma grazie al loro
particolare modo di vita ed al loro habitat vengono catturati in numero
esiguo. |
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Status
della specie - S. genei risulta relativamente comune in
quasi tutto il suo areale di distribuzione, la sua frequenza appare scarsa
soltanto nell'area di Carbonia-Barbusi-Monte
Tasua (Gasc et al. 1997). I maggiori pericoli per questa specie provengono
dalla deforestazione, estrazione mineraria, urbanizzazione e dalla cattura
di esemplari sia per scopi scientifici, sia per l'allevamento in terrario. |
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Protezione -
Viene elencato nell'Appendice II della Convenzione di Berna ed all'Annesso
IV della Direttiva Europea "Habitats". La specie è presente in quattro
aree protette. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di
S. genei sono ritenute
vulnerabili (VU D2, vulnerable),
per il suo areale limitato e
frammentato, esteso su di una superficie di circa 6 - 800 km2. |