|
|
|
|
|
 |
Il tritone dei Pirenei, Calotriton
asper (Dugès, 1852) |
|
|
Descrizione
- Salamandra dalla testa relativamente lunga ed appiattita, con occhi
piccoli a pupilla orizzontale. Assenza di ghiandole paratoidi. Sulla
gola è presente una tasca dermica. Coda di lunghezza pari a circa metà
della lunghezza totale a sezione compressa. Nella fase acquatica la coda
appare più appiattita lateralmente rispetto alla forma terrestre. Pelle
ruvida e granulosa, cosparsa di pori ghiandolari. Arti relativamente
corti. Parte distale delle dita di consistenza coriacea e di colore
scuro. La livrea è molto variabile, a seconda della collocazione
geografica, dell'altitudine e del substrato. La tinta del dorso varia da
grigio e verdastro a nero brunastro, con l'occasionale presenza di
macchie scure. La striscia mediana dorsale può essere poco marcata od
assente. Il colore del ventre varia da giallo a rosso arancio, spesso
con piccole macchie nere, questa tinta si può estendere anche alle parti
inferiori di coda e testa. Le popolazioni di alta montagna sono
tipicamente scure. La tinta scura, dovuta ad una più alta concentrazione
di melanofori, protegge dalla radiazione solare e facilita
l'assorbimento del calore. |
|
Dimorfismo sessuale
- Le femmine sono generalmente più grandi dei maschi. La cloaca delle
femmine ha a forma a pera, a campana o si estende in un breve canale,
con apertura piccola, arrotondata, rivolta in basso od all'indietro. I
maschi hanno cloaca emisferica con apertura a fessura longitudinale,
testa più grande e robusta, e coda più corta ed alta rispetto alle
femmine (Boehme et al 1999). |
|
Larve - Alla schiusa le larve misurano circa
11 - 12 mm. Sono molto simili agli adulti, ma hanno testa
proporzionalmente più grande, presentano branchie esterne ed una piccola
cresta caudale. La colorazione è chiara, con coda generalmente più scura
e branchie esterne rossastre. Con lo sviluppo la tinta diviene
progressivamente più scura. |
| |
Click on the image to magnify and for the
informations. |
|
 |
|
Click
sull'immagine per ingrandire e per le informazioni. |
|
Habitat
e abitudini
- La specie è spiccatamente acquatica,
tipica di ambienti collinari e di alta montagna, dove vive in laghi
montani, torrenti e ruscelli, con acque fresche (da 5 a 15 °C), ben
ossigenate e pulite. Preferisce substrati rocciosi, con scarsa
vegetazione acquatica, ed evita acque fangose. La riproduzione e lo
sviluppo larvale si svolgono in acqua nelle stesse zone. Esistono
popolazioni troglobie che passano tutto il ciclo vitale in grotta. La
maggiore concentrazione di popolazioni si trova alla quota di circa
2.000 metri (Hofrichter, 2000) e nella parte centrale ed orientale dei
Pirenei. Il tritone dei Pirenei trascorre in acqua la maggior parte
della sua vita attiva,
si sposta sulla terraferma principalmente
nelle ore crepuscolari e notturne, nelle giornate coperte
o dopo le piogge. La temperatura atmosferica ideale per la specie è
compresa tra i 7 ed i 10 °C. Le popolazioni del versante nord dei
Pirenei evitano acque più calde di 15 ºC, mentre quelle del versante
meridionale vivono in acque con temperatura uguale o poco superiore a
17.5 ºC. C. asper tende a risiedere in aree libere dal gelo per
almeno 4 o 5 mesi all'anno, trascorrendo i mesi più rigidi in
ibernazione sepolto nel terreno.
|
|
Alimentazione - C. asper si comporta
da predatore opportunista. La sua dieta comprende una vasta gamma di
invertebrati, incluso insetti aquatici, terrestri e loro larve,
crostacei, molluschi, uova e larve di anfibi (incluse quelle della
propria specie) (Hofrichter, 2000). Le popolazioni troglobie si sono
adattate a predare lo scarso numero di specie d'invertebrati presenti in
tali ambienti, possono sopravvivere per diversi mesi con scarso cibo o
senza nutrirsi (Hofrichter, 2000). Il modo di alimentarsi in totale
assenza di luce varia molto dal tipico atteggiamento di caccia adottato
dalle popolazioni che vivono in superficie. Invece di tendere agguati
per ghermire la preda con un rapido scatto, optano ed per un
persistente, lento inseguimento che copre anche lunghe distanze. La
ricerca del cibo viene svolta utilizzando il gusto, l'odorato e la
percezione delle vibrazioni emesse al passaggio degli invertebrati, in
modo simile al proteo (P. anguinus), anche se in
Calotriton i sensi appaiono meno sviluppati rispetto a tale specie
specializzata per la vita in grotta. A dispetto della scarsità di cibo,
le popolazioni che vivono in grotta beneficiano dell'assenza di
predatori, della temperatura relativamente stabile, e del fatto che il
rischio di disidratazione risulta virtualmente assente. La dieta delle
giovani larve è composta da microinvertebrati e plancton, come protozoi,
rotiferi e microcrostacei. Con l'aumentare della taglia attaccano prede
più grandi, il cannibalismo si verifica in condizioni di particolare
affollamento o di scarsità di cibo. |
|
Riproduzione - La deposizione delle uova e la
spermatogenesi avvengono durante la fase acquatica del ciclo vitale
annuale. Il periodo di frega varia a seconda dell'altitudine e delle
condizioni ambientali. A 2.400 metri di quota il periodo acquatico va da
luglio a settembre, a 1.000 m da maggio a novembre, e a 300 m da
settembre a maggio - giugno. Gli esemplari delle popolazioni costiere
abbandonano l'acqua in estate. Gli individui che vivono in grotta hanno
periodi riproduttivi diversi rispetto alle popolazioni di superficie, a
causa dell'assenza di stimolazione dovuta al fotoperiodo, e la frega può
avvenire anche nei mesi invernali (Hofrichter, 2000). Durante la
stagione degli amori i maschi diventano aggressivi e territoriali,
marcano i propri confini tramite secrezioni ghiandolari, e combattono
tra loro mordendosi fino all'abbandono da parte di un contendente. Per
attirare le femmine il maschio si esibisce sollevando la coda in
posizione quasi verticale (van der Meijden, 2002). C. asper
è l'unico salamandride in cui la fertilizzazione avviene per diretto
contatto cloacale. Durante l'amplesso il maschio afferra la femmina
avvolgendo la coda attorno alla regione posteriore, in modo che le
cloache di entrambi si trovino a contatto, successivamente trasferisce
le spermatofore direttamente nella cloaca della partner. L'accoppiamento
può durare diverse ore, durante le quali la coppia resta avvinghiata in
un gomitolo informe. Ogni femmina produce da 20 a 60 uova, che attacca
singolarmente sotto le pietre o ad altri elementi del substrato (van der
Meijden, 2002). Le uova misurano da 3.5 a 5 mm di diametro, esclusa la
protezione gelatinosa. |
|
Accrescimento
- Salamandridi di medio grandi dimensioni, raggiungono la lunghezza
massima di 170 millimetri, ma solitamente gli esemplari osservarti
oscillano tra i 100 ed i 160 millimetri. Dopo la schiusa le larve
misurano circa 13 millimetri, hanno corpo affusolato, presentano
branchie poco sviluppate e coda arrotondata. Il processo di metamorfosi
generalmente inizia 14 mesi dopo la nascita (di solito nell'estate
successiva), quando le larve sono lunghe 50 - 60 mm (van der Meijden,
2002). Nelle popolazioni residenti alle quote più elevate le larve
possono ritardare la metamorfosi per due anni, iniziando la
trasformazione alla seconda estate dalla schiusa, raggiungendo così una
lunghezza di circa 95 millimetri. Il completamento della metamorfosi
richiede da uno a due mesi, ad una temperatura media dell'acqua compresa
tra 10 °C e 13 °C. Esemplari neotenici sono stati scoperti nella Valle
di Aran (van der Meijden, 2002). I tritoni appena metamorfosati hanno
colorazione molto scura, linea mediana dorsale molto marcata e una
striscia o varie macchie chiare sui fianchi. La maturità sessuale viene
raggiunta dopo circa due anni a quote di 1.000 metri od inferiori,
mentre ad altitudini superiori dopo 2.5 - 3 anni nei maschi ed al quarto
anno per le femmine (Boehme et al 1999).
Calotriton asper può probabilmente superare i 20 anni di vita
(Noellert and Noellert 1992). Gli esemplari che vivono in grotta sono
generalmente più longevi, a causa del metabolismo più basso imposto da
tale habitat. |
|
Predatori, parassiti e malattie - Sicuramente
i maggiori predatori della specie sono i salmonidi che popolano gli
stessi ambienti e si cibano di questa specie in tutti i suoi stadi di
sviluppo. Il tritone dei Pirenei può essere anche vittima di serpenti
acquatici, altri anfibi ed uccelli. Le uova è le larve vengono mangiate
da larve ed adulti di insetti acquatici. |
|
|
Click on the image to magnify and for the
informations. |
|
 |
|
Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni. |
|
Status della specie
- Il tritone dei Pirenei risulta relativamente comune in buona parte del
suo areale, anche se alcune popolazioni marginali sono scomparse a causa
della distruzione dell'habitat. Le minacce maggiori per questa specie
sono rappresentate dal danneggiamento o dalla distruzione dell'ambiente
acquatico, attuato per favorire l'insediamento di strutture turistiche,
e dal prelievo idrico eccessivo, inclusa la sottrazione d'acqua per
realizzare neve artificiale. Inoltre l'introduzione, spesso
sovradimensionata, di salmonidi per favorire la pesca sportiva,
costituisce un pericolo grave per la sopravvivenza di questa specie. La
presenza dei pesci predatori ha causato l'estinzione di intere
popolazioni, in modo particolare nei laghetti di alta quota. Questi
tritoni, prevalentemente insettivori, accumulano pesticidi nei tessuti
corporei, in diverse popolazioni sono stati riscontrati alti livelli di
contaminazione da queste sostanze chimiche (Gasc et al. 1997). |
|
Protezione -
C. asper viene elencata nell'Appendice II della Convenzione di Berna
ed all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". Il tritone dei
Pirenei è protetto da leggi nazionali e regionali in Francia ed in
Spagna. La specie è presente nel Parque Nacional de Ordesa y Monte
Perdido e nel Parque Nacional de Aigües Tortes y Lago San Mauricioin
Spagna, e probabilmente in altre aree protette di entrambi i paesi.
Nella lista rossa IUCN le popolazioni di C. asper sono
considerate prossime ad entrare in pericolo (NT, near threatened) per la
limitata estensione dell'area di diffusione, inferiore a 20.000 km², e
per il continuo degrado a cui è sottoposto il proprio habitat. |
|
Galleria Fotografica |
| |
 |
|
| |
La più bella raccolta d'immagini
sull'erpetofauna europea |
|
| |
 |
|
| |
Il sito di IUCN, World
Conservation Union, sulle specie in pericolo |
|
|
|
|
|
|