www.ittiofauna.org contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org
Le Faune Webmuseum Amphibia Caudata Salamandridae Chioglossa

La chioglossa, Chiglossa lusitanica Bocage, 1864


Descrizione - Salamandra dal corpo snello e molto allungato. Testa relativamente lunga e piatta, provvista di muso corto ed arrotondato. Occhi grandi e prominenti. Ghiandole parotoidi piccole, non particolarmente evidenti. Corpo a sezione trasversale cilindrica, lateralmente si contano 10 - 12 solchi costali appena accennati, presenti anche nella porzione prossimale della coda. Coda molto lunga, da due a tre terzi della lunghezza totale. La coda si autoamputa se afferrata ed è in grado di rigenerarsi. Arti corti e gracili, provvisti di 4 dita nelle zampe anteriori e di 5 nelle posteriori. Pelle lucida e liscia. Colore di fondo della livrea nero o marrone scuro, con due strisce dorsolaterali giallo dorate o bronzee, fuse assieme a livello caudale. In alcune popolazioni le strisce dorsali appaiono discontinue, o ridotte ad una serie di macchie. Tutta la superficie dorsale è interessata da una fine puntinatura bluastra. Il ventre e la coda sono grigio chiaro. Adulti semi albini sono stati osservati in varie popolazioni naturali. Una larva albina è conservata nella collezione di anfibi dell'Università di Amsterdam.

Dimorfismo sessuale - Non molto evidente. Le femmine sono generalmente più grandi dei maschi. Durante la stagione riproduttiva, i maschi si riconoscono per la cloaca rigonfia e per l'irrobustimento della parte superiore degli arti anteriori.

Larve - Le larve hanno forma idrodinamica, piccole branchie esterne rossastre, e coda che misura circa la metà della lunghezza totale. La colorazione è brunastra, ornata da numerose piccole macchie scure, spesso fuse tra loro a formare un disegno reticolato od una sorta di marezzatura.

  Click on the image to magnify and for the informations.  
 Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Habitat e abitudini - C. lusitanica è una specie Ibero-atlantica, confinata nel nordovest della Penisola Iberica dove le precipitazioni sono frequenti ed abbondanti. Vive in ambienti boschivi collinari e montani, o con topografía accidentata. La sua presenza è condizionata dalla presenza di torrenti a piccola o media portata, con acqua limpida, ben ossigenata e leggermente acida, con PH compreso tra 4.5 e 6.5 (solo in Portogallo è presente in acque con PH 7-8). Popolazioni di C. lusitanica si incontrano sia in foreste di caducifoglie, sia in foreste composte prevalentemente da eucalipti (essenza introdotta). Esemplari di questa specie si trovano spesso zone dove viene ancora praticata l'agricoltura tradizionale, in particolare si rinvengono tra le pietre dei muri a secco. Gli adulti vivono normalmente lungo le sponde dei torrenti, nelle zone provviste di copertura arborea e di rocce coperte di muschio, allontanandosi al massimo di un paio di centinaia di metri dai corsi d'acqua. Gli immaturi si mantengono il prossimità dell'acqua. Le larve sembrano preferire torrenti perenni a corrente rapida ed acque ricche d'ossigeno. Sono fotofobe e vivono nascoste tra le asperità del fondale, nelle anse di scarsa profondità, calme e prive di vegetazione acquatica. Come molte salamandre terrestri la chioglossa ha abitudini notturne, ma si può osservare di giorno nelle giornate coperte o dopo le piogge. Durante i mesi estivi, quando alcuni torrenti si prosciugano, alcuni individui si spostano in dighe artificiali, cave di ghiaia, o si rifugiano in miniere abbandonate e grotte, altri entrano in estivazione nascondendosi in anfratti umidi tra le rocce. Durante i mesi più rigidi dell'inverno la chioglossa cade in letargo. I periodi di inattività non sono trascorsi in totale stato letargico, piogge sostenute possono stimolare l'attività durante l'estivazione, ed esemplari attivi sono stati osservati in inverno a temperature di poco superiori allo zero. La primavera è generalmente il momento in cui si svolge la gran parte dell'attività alimentare, mentre la riproduzione si svolge in autunno. Quando sono in pericolo queste salamandre scappano velocemente rifugiandosi in acqua. Se catturate perdono parte della coda, che continua ad agitarsi per alcuni minuti, stornando l'attenzione del predatore per il tempo necessario a porsi in salvo. Il moncherino è in grado di produrre una nuova appendice, che si sviluppa al ritmo di circa tre millimetri al mese. La coda funge da deposito di tessuti nutritivi, la sua perdita ha influenza negativa sulla fertilità delle femmine. Quando si sente minacciata C. lusitanica può secernere una sostanza tossica dalle ghiandole del dorso e della coda (Boehme et al 1999).

Alimentazione - La dieta comprende una vasta gamma di piccoli invertebrati, di taglia generalmente compresa tra i 2 ed i 4 millimetri. Tra le prede più frequenti figurano aracnidi, ditteri e coleotteri. La chioglossa cattura il cibo con la lingua, in grado di essere estroflessa a circa un centimetro di distanza. Le larve si alimentano di microinvertebrati e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei.

Riproduzione - La riproduzione di solito avviene nel periodo autunnale, ma può variare a secondo della località. In Portogallo va da agosto a dicembre, nella regione di Pontevedra da giugno a novembre, e da dicembre a giugno nella regione di Coruña. Durante il periodo di frega gli adulti non si alimentano. L'accoppiamento è terrestre e di tipo ventrale, la fecondazione è interna. Ogni femmina produce fino a circa 35 uova (di solito 14-17), dal diametro di tre o quattro millimetri, e di colore biancastro. Le uova vengono abbandonate nelle fessure trai tronchi marci o sotto le pietre attraversate da lenta corrente. Spesso sono state osservate deposizioni anche nelle pozze d'acqua presenti nelle grotte e nelle miniere usate per l'estivazione. In tali casi più femmine depongono nel medesimo luogo, formando ammassi che da circa un centinaio possono arrivare a contare fino a 1.000 uova.

Accrescimento - La lunghezza totale dei maschi supera di poco i 156 mm, mentre per le femmine è di circa 164 mm. A seconda della temperatura, l'embriogenesi richiede da 6 a 10 settimane. Alla schiusa le larve misurano circa 12-13 mm. Le larve nate in autunno trascorrono l'inverno in acqua, crescono a ritmo lento e raggiungono la metamorfosi nella primavera seguente. Le larve che nascono in primavera metamorfosano da luglio a settembre, quando raggiungono la lunghezza moso - ventrale di circa 22 mm. Osservazioni svolte in cattività indicano una longevità superiore ai 10 anni.

Predatori, parassiti e malattie - Sicuramente i maggiori predatori della specie sono i salmonidi che popolano gli stessi ambienti e si cibano di questa specie in tutti i suoi stadi di sviluppo. La chioglossa può essere anche vittima di serpenti acquatici, altri anfibi ed uccelli. Le uova è le larve vengono mangiate da larve ed adulti di insetti acquatici.

  Click on the image to magnify and for the informations.  
Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Status della specie - C. lusitanica può risultare localmente abbondante,  fino a 4 - 5 esemplari adulti per metro di torrente. Le popolazioni orientali spagnole hanno densità più basse, e si registrano casi di declino ed estinzione in Galizia. In Portogallo la specie è largamente diffusa ed abbondante, non sembra in pericolo immediato, ma viene considerata vulnerabile a causa della specificità del tipo di habitat richiesto dalla sua ecologia (Paulo 1997). Le maggiori fonti di minaccia per la chioglossa sono rappresentate dall'inquinamento da sostanze fertilizzanti, dalla canalizzazione dei corsi d'acqua, dall'eccessivo prelievo idrico, e dalla distruzione dell'habitat effettuata attraverso la conversione della foresta originaria in piantagioni di selvicoltura a essenze alloctone. Inoltre esiste il costante pericolo di incendi boschivi.

Protezione - C. lusitanica viene elencata nell'Appendice II della Convenzione di Berna e negli Annessi II e IV della Direttiva Europea "Habitats". La chioglossa è protetta da leggi nazionali e regionali in Portogallo ed in Spagna. La specie è presente nel Parco Nazionale di Picos de Europa in Spagna e nel Parco Nazionale di Peneda-Gerêz in Portogallo. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di C. lusitanica sono considerate vulnerabili (VU B2ab(ii,iii,iv), vulnerable) per la limitata estensione dell'area di occupazione, inferiore a 2.000 km², per la distribuzione molto frammentata, e per il continuo declino della qualità dell'ambiente.

Galleria Fotografica e Links correlati

 

 
  La più bella raccolta d'immagini sull'erpetofauna europea  
   
  Il sito di IUCN, World Conservation Union, sulle specie in pericolo  

Le Faune Webmuseum Amphibia Caudata Salamandridae Chioglossa
www.ittiofauna.org
Google
 
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org