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Descrizione -
Struttura relativamente robusta rispetto a E. platycephalus. Muso
arrotondato e testa più lunga che larga, di forma pentagonale in vista
superiore, a causa delle ghiandole parotoidi ben sviluppate e parallele.
Occhi di medie dimensioni, sporgenti, a pupilla orizzontale. Un solco
mediodorsale è solitamente evidente dietro la testa. I polmoni sono
presenti ma appaiono ipotrofici. Coda a sezione ovale compressa, non molto
alta in vista laterale. Nei maschi la coda è lunga quanto il resto del
corpo, più corta nelle femmine. Arti snelli, gli anteriori con 4 dite, i
posteriori con 5. Pelle liscia nella fase acquatica, granulosa in quella
terrestre. Livrea di tinta molto variabile. Parti superiori generalmente
di uniforme colore bruno scuro, ma esemplari verde scuro, giallo dorato,
color bronzo, marezzati di verde brillante o di grigio argento sono
relativamente comuni. Spesso la marmoreggiatura viene sostituita da
macchie o da disegni di varia foggia. In molti esemplari si osserva una
striscia medio dorsale color arancio o giallastra, più frequente negli
individui neo-metamofosati e nei giovani. Parti inferiori generalmente
grigiastre, con numerose macchie e puntinature più chiare. L'iride è
dorata e le punta delle dita sono scure. |
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Dimorfismo
sessuale
- I maschi hanno testa più larga e muscoli mandibolari più robusti, e sono
provvisti di un piccolo sperone sul lato interno degli arti posteriori. La
cloaca del maschio ha forma conica e contiene uno pseudopene,
probabilmente utilizzato per facilitare il trasferimento diretto della
spermatofora nella cloaca della femmina (Brizzi et al 1995). Nella femmina
la cloaca conica si apre ventralmente. |
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Larve - Sono simili agli adulti, ma con testa
relativamente più grande e branchie esterne rossastre. Hanno colore bruno
chiaro, con melanofori scuri addensati a formare macchie sul dorso e
particolarmente diffusi sulla coda. Con l'aumento delle dimensioni tendono
a divenire progressivamente più scure. Membrana caudale estesa per un
breve tratto sul dorso. |
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Habitat
e abitudini
- Euproctus montanus vive
esclusivamente in torrenti e laghi collinari e montani, con acque ben
ossigenate e non inquinate. Specie reofila, preferisce substrati ghiaiosi
frammisti a pietre e massi, evita i fondi argillosi e fangosi ricchi di
vegetazione. Si incontra dal livello del mare fino a 2.260 metri di quota
(lago Cinto), anche se risulta particolarmente frequente tra i 600 ed i
1.500 metri. Risulta assente dalle pianure della costa orientale e dagli
altopiani tra Bastia ed il fiume Solenzara, dal versante sud di Montagne
de Cagna, da larga parte della costa occidentale e della costa
settentrionale, ad eccezione della penisola di Cap Corse. Questa specie ha
uno stile di vita meno legato all'acqua rispetto al tritone di Sardegna.
In acqua frequenta di preferenza le zone più calme e relativamente
profonde, dove staziona sotto le pietre e tra le fessure del substrato. La
durata del periodo trascorso in acqua viene determinata dalla temperatura
e dal livello dell'acqua. Dopo la stagione riproduttiva passa generalmente
alla fase terrestre, che viene trascorsa in prossimità dei punti d'acqua,
nei boschi e nelle macchie riparie. Il tritone corso ha abitudini fotofobe
e risulta attivo soltanto nelle ore notturne. Il giorno viene trascorso
tra le radici degli alberi e degli arbusti, sotto le pietre o tra i
tronchi caduti. Non ci sono dati disponibili riguardo all'estivazione ma,
visto che la specie vive solitamente nelle zone fresche e umide a quote
relativamente elevate, sembra che non avvenga. Nei mesi invernali più
rigidi, cade in letargo, trascorrendo l'ibernazione tra le asperità del
terreno. Quando sono in pericolo, questi tritoni secernono un liquido
tossico dai numerosi pori delle ghiandole della pelle e dalle parotoidi.
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Alimentazione - La dieta comprende vari tipi
di invertebrati, tra cui predominano insetti acquatici, terrestri e loro
larve, crostacei, molluschi, uova e larve di anfibi. La dieta delle
giovani larve è composta da microinvertebrati e plancton, come protozoi,
rotiferi e microcrostacei, con l'aumentare della taglia attaccano prede
più grandi. In particolari condizioni di affollamento o di scarsità di
cibo, possono verificarsi episodi di cannibalismo. |
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Riproduzione - Il periodo di frega cade in
tempi diversi a seconda dell'altitudine. A quote basse la riproduzione si
svolge in due periodi, da marzo a giugno e da settembre a ottobre. Al
crescere dell'altitudine questi periodi si accorciano e si avvicinano,
fino a confluire alle quote più elevate in un unica stagione di frega che
cade a luglio - agosto. Osservazioni effettuate in cattività hanno
evidenziato che la riproduzioni si svolge ad una temperatura dell'acqua
compresa tra 10 e 15 °C. La copula è generalmente terrestre, ma i tritoni
corsi possono accoppiarsi anche su terreni fangosi o nella zona umida al
bordo dei punti d'acqua. Il maschio chiude le mascelle sulla coda della
compagna e avvolge la sua attorno al corpo della femmina a livello della
cloaca. Successivamente accosta la sua cloaca a quella della compagna ed
usa gli speroni delle zampe posteriori per guidare le spermatofore (più di
due per copula) nella cloaca della femmina. Questa operazione può durare
più di quattro ore. Qualche giorno più tardi, al massimo dopo circa una
settimana avviene la deposizione. Ogni femmina produce 20 - 25 uova (max.
60) per stagione riproduttiva (Noellert & Noellert 1992). Le uova vengono
attaccate sotto le pietre, e sono sorvegliate dalla madre fino alla
schiusa. Studi su uova deposte nella zona bagnata di confine tra terra ed
acqua, suggeriscono che E. montanus abbia evoluto una forma di
sviluppo terrestre, come accade in altri Pletodontidi. Questa teoria viene
supportata dalle grandi dimensioni delle uova e dal lungo periodo di
incubazione. Le uova, di colore biancastro, misurano da 2.6 a 6 millimetri
di diametro, escluso il rivestimento gelatinoso. Lo sviluppo embrionale,
monitorato in cattività, richiede da 40 a 50 giorni, con una temperatura
dell'acqua di 15 °C. |
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Accrescimento
- Si tratta della specie più piccola del genere Euproctus, la
lunghezza totale è solitamente compresa tra 80 e 100 millimetri. Alla
schiusa le larve hanno una lunghezza media di circa 133 millimetri. A 15
°C lo sviluppo larvale richiede da 244 a 280 giorni. All'inizio della
metamorfosi le larve misurano da 46.2 a 55.5 mm (Boehme et al 1999). La
maturità sessuale viene raggiunta circa sei mesi dopo la metamorfosi. La
durata media della vita in Euproctus montanus è di circa 7 anni, ma
esemplari in cattività possono raggiungere i 10 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - I maggiori predatori della specie sono
principalmente i salmonidi che popolano gli stessi ambienti e si cibano di
questa specie in tutti i suoi stadi di sviluppo. Il tritone sardo può
essere anche vittima di serpenti acquatici (Natrix natrix), altri
anfibi (Discoglossus sp.) ed uccelli. Le uova è le larve vengono
predate da larve ed adulti di insetti acquatici. In questi anfibi è stata
osservata una grande quantità di specie parassite (Boehme et al 1999). |
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Status
della specie - E. montanus risulta relativamente comune. La
specie è minacciata da frammentazione dell'habitat, dall'introduzione di
pesci predatori (trote), inquinamento ed eccessivo prelievo idrico dovuto
all'agricoltura ed al turismo. In ogni caso non sono segnalati fattori
immediati di pericolo. |
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Protezione - La
specie è elencata nell'Appendice II della Convenzione di Berna ed
all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". In Corsica è protetta
dalla legge francese. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di
E. montanus
sono considerate a basso rischio (LC, least concern), anche se l'area di
occupazione risulta inferiore a 20.000 km². |