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Le Faune Webmuseum Amphibia Caudata Salamandridae Euproctus

Il tritone corso, Euproctus montanus (Savi, 1838)


Descrizione - Struttura relativamente robusta rispetto a E. platycephalus. Muso arrotondato e testa più lunga che larga, di forma pentagonale in vista superiore, a causa delle ghiandole parotoidi ben sviluppate e parallele. Occhi di medie dimensioni, sporgenti, a pupilla orizzontale. Un solco mediodorsale è solitamente evidente dietro la testa. I polmoni sono presenti ma appaiono ipotrofici. Coda a sezione ovale compressa, non molto alta in vista laterale. Nei maschi la coda è lunga quanto il resto del corpo, più corta nelle femmine. Arti snelli, gli anteriori con 4 dite, i posteriori con 5. Pelle liscia nella fase acquatica, granulosa in quella terrestre. Livrea di tinta molto variabile. Parti superiori generalmente di uniforme colore bruno scuro, ma esemplari verde scuro, giallo dorato, color bronzo, marezzati di verde brillante o di grigio argento sono relativamente comuni. Spesso la marmoreggiatura viene sostituita da macchie o da disegni di varia foggia. In molti esemplari si osserva una striscia medio dorsale color arancio o giallastra, più frequente negli individui neo-metamofosati e nei giovani. Parti inferiori generalmente grigiastre, con numerose macchie e puntinature più chiare. L'iride è dorata e le punta delle dita sono scure.

Dimorfismo sessuale - I maschi hanno testa più larga e muscoli mandibolari più robusti, e sono provvisti di un piccolo sperone sul lato interno degli arti posteriori. La cloaca del maschio ha forma conica e contiene uno pseudopene, probabilmente utilizzato per facilitare il trasferimento diretto della spermatofora nella cloaca della femmina (Brizzi et al 1995). Nella femmina la cloaca conica si apre ventralmente.

Larve - Sono simili agli adulti, ma con testa relativamente più grande e branchie esterne rossastre. Hanno colore bruno chiaro, con melanofori scuri addensati a formare macchie sul dorso e particolarmente diffusi sulla coda. Con l'aumento delle dimensioni tendono a divenire progressivamente più scure. Membrana caudale estesa per un breve tratto sul dorso.

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Habitat e abitudini - Euproctus montanus vive esclusivamente in torrenti e laghi collinari e montani, con acque ben ossigenate e non inquinate. Specie reofila, preferisce substrati ghiaiosi frammisti a pietre e massi, evita i fondi argillosi e fangosi ricchi di vegetazione. Si incontra dal livello del mare fino a 2.260 metri di quota (lago Cinto), anche se risulta particolarmente frequente tra i 600 ed i 1.500 metri. Risulta assente dalle pianure della costa orientale e dagli altopiani tra Bastia ed il fiume Solenzara, dal versante sud di Montagne de Cagna, da larga parte della costa occidentale e della costa settentrionale, ad eccezione della penisola di Cap Corse. Questa specie ha uno stile di vita meno legato all'acqua rispetto al tritone di Sardegna. In acqua frequenta di preferenza le zone più calme e relativamente profonde, dove staziona sotto le pietre e tra le fessure del substrato. La durata del periodo trascorso in acqua viene determinata dalla temperatura e dal livello dell'acqua. Dopo la stagione riproduttiva passa generalmente alla fase terrestre, che viene trascorsa in prossimità dei punti d'acqua, nei boschi e nelle macchie riparie. Il tritone corso ha abitudini fotofobe e risulta attivo soltanto nelle ore notturne. Il giorno viene trascorso tra le radici degli alberi e degli arbusti, sotto le pietre o tra i tronchi caduti. Non ci sono dati disponibili riguardo all'estivazione ma, visto che la specie vive solitamente nelle zone fresche e umide a quote relativamente elevate, sembra che non avvenga. Nei mesi invernali più rigidi, cade in letargo, trascorrendo l'ibernazione tra le asperità del terreno. Quando sono in pericolo, questi tritoni secernono un liquido tossico dai numerosi pori delle ghiandole della pelle e dalle parotoidi.

Alimentazione - La dieta comprende vari tipi di invertebrati, tra cui predominano insetti acquatici, terrestri e loro larve, crostacei, molluschi, uova e larve di anfibi. La dieta delle giovani larve è composta da microinvertebrati e plancton, come protozoi, rotiferi e microcrostacei, con l'aumentare della taglia attaccano prede più grandi. In particolari condizioni di affollamento o di scarsità di cibo, possono verificarsi episodi di cannibalismo.

Riproduzione - Il periodo di frega cade in tempi diversi a seconda dell'altitudine. A quote basse la riproduzione si svolge in due periodi, da marzo a giugno e da settembre a ottobre. Al crescere dell'altitudine questi periodi si accorciano e si avvicinano, fino a confluire alle quote più elevate in un unica stagione di frega che cade a luglio - agosto. Osservazioni effettuate in cattività hanno evidenziato che la riproduzioni si svolge ad una temperatura dell'acqua compresa tra 10 e 15 °C. La copula è generalmente terrestre, ma i tritoni corsi possono accoppiarsi anche su terreni fangosi o nella zona umida al bordo dei punti d'acqua. Il maschio chiude le mascelle sulla coda della compagna e avvolge la sua attorno al corpo della femmina a livello della cloaca. Successivamente accosta la sua cloaca a quella della compagna ed usa gli speroni delle zampe posteriori per guidare le spermatofore (più di due per copula) nella cloaca della femmina. Questa operazione può durare più di quattro ore. Qualche giorno più tardi, al massimo dopo circa una settimana avviene la deposizione. Ogni femmina produce 20 - 25 uova (max. 60) per stagione riproduttiva (Noellert & Noellert 1992). Le uova vengono attaccate sotto le pietre, e sono sorvegliate dalla madre fino alla schiusa. Studi su uova deposte nella zona bagnata di confine tra terra ed acqua, suggeriscono che E. montanus abbia evoluto una forma di sviluppo terrestre, come accade in altri Pletodontidi. Questa teoria viene supportata dalle grandi dimensioni delle uova e dal lungo periodo di incubazione. Le uova, di colore biancastro, misurano da 2.6 a 6 millimetri di diametro, escluso il rivestimento gelatinoso. Lo sviluppo embrionale, monitorato in cattività, richiede da 40 a 50 giorni, con una temperatura dell'acqua di 15 °C.

Accrescimento - Si tratta della specie più piccola del genere Euproctus, la lunghezza totale è solitamente compresa tra 80 e 100 millimetri. Alla schiusa le larve hanno una lunghezza media di circa 133 millimetri. A 15 °C lo sviluppo larvale richiede da 244 a 280 giorni. All'inizio della metamorfosi le larve misurano da 46.2 a 55.5 mm (Boehme et al 1999). La maturità sessuale viene raggiunta circa sei mesi dopo la metamorfosi. La durata media della vita in Euproctus montanus è di circa 7 anni, ma esemplari in cattività possono raggiungere i 10 anni.

Predatori, parassiti e malattie - I maggiori predatori della specie sono principalmente i salmonidi che popolano gli stessi ambienti e si cibano di questa specie in tutti i suoi stadi di sviluppo. Il tritone sardo può essere anche vittima di serpenti acquatici (Natrix natrix), altri anfibi (Discoglossus sp.) ed uccelli. Le uova è le larve vengono predate da larve ed adulti di insetti acquatici. In questi anfibi è stata osservata una grande quantità di specie parassite (Boehme et al 1999).

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Status della specie - E. montanus risulta relativamente comune. La specie è minacciata da frammentazione dell'habitat, dall'introduzione di pesci predatori (trote), inquinamento ed eccessivo prelievo idrico dovuto all'agricoltura ed al turismo. In ogni caso non sono segnalati fattori immediati di pericolo.

Protezione - La specie è elencata nell'Appendice II della Convenzione di Berna ed all'Annesso IV della Direttiva Europea "Habitats". In Corsica è protetta dalla legge francese. Nella lista rossa IUCN le popolazioni di E. montanus sono considerate a basso rischio (LC, least concern), anche se l'area di occupazione risulta inferiore a 20.000 km².

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