www.ittiofauna.org contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org
Le Faune Webmuseum Amphibia Caudata Salamandridae Lissotriton

Il tritone di Boscà, Lissotriton boscai (Lataste, 1879)


Descrizione - Specie molto simile a L. vulgaris o L. helveticus. Testa piccola, con ghiandole parotoidi non facilmente riconoscibili. Occhi grandi a pupilla rotonda. Gli arti sono relativamente esili, con i posteriori più lunghi e robusti. Quattro dita negli anteriori, cinque nei posteriori. Creste ghiandolari ai lati della schiena danno al dorso un aspetto squadrato. Coda sottile, a sezione ellittica ed appiattita in senso laterale, di lunghezza approssimativamente uguale al resto del corpo. Pelle liscia negli adulti in fase acquatica, granulosa ed asciutta in fase terrestre. Le parti superiori variano da bruno, bruno giallastro a verde oliva più o meno scuro. Sulla testa manca la striscia longitudinale scura estesa attraverso l'occhio, tipica di L. vulgaris. Una fascia biancastra separa sui fianchi la zona superiore dal ventre giallo arancio. Su tutto il corpo sono presenti macchie scure, spesso fuse tra loro e più o meno evidenti, disposte in modo irregolare. Le macchie nere del ventre sono più evidenti per effetto del contrasto con in fondo giallastro. Nei maschi è presente una grande macchia scura in corrispondenza della base inferiore della coda. La livrea nuziale è molto meno elaborata rispetto alle altre specie del genere. Entrambi i sessi sono privi di cresta dorsale, ma presentano una cresta bassa e liscia sulla coda, leggermente più pronunciata nei maschi.

Dimorfismo sessuale - Le femmine sono più grandi e robuste dei maschi. Nella fase acquatica i maschi hanno cloaca rigonfia e più grande (0.5 - 2 mm) rispetto alle femmine (0.5 mm). Altre differenze sono illustrate nella descrizione.

Larve - Sono simili agli adulti, ma con branchie esterne. Alla schiusa sono semi trasparenti e prive di arti, con sfumature giallo brunastre o bruno rossastre. Sul corpo sono sparsi gruppi di melanofori scuri, disposti a formare piccole macchie od un disegno punteggiato. All'aumentare della taglia si sviluppano gli arti, e la colorazione diventa più definita e meno trasparente. La coda non è molto lunga, si prolunga in una bassa cresta dorsale e termina ad angolo acuto.

  Click on the image to magnify and for the informations.  
 Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Habitat e abitudini - L. boscai frequenta una vasta gamma di biotopi, come boschi di lecci, sughereti o querceti, pinete, plantagioni di eucalipto, brughiere matorral, zone sabbiose costiere, frequenta anche habitat leggermente antropizzati come le aree coltivate con metodi tradizionali. Questo tritone si incontra dal livello del mare fino a 1.500 m s.l.m. in Portogallo, Serra do Gerês, Serra da Estrela, ed a 1.800 m in Galizia (Gasc 1997). Segnalazioni riportano che esemplari di questaa specie sono presenti ad oltre 1.940 metri di quota nella Serra da Estrela (Noellert & Noellert, 1992). Durante la fase acquatica frequenta di preferenza stagni poco profondi ricchi di vegetazione, ma si può incontrare anche in ruscelli e torrenti o in corsi d'acqua calmi e profondi. Per la riproduzione e lo sviluppo larvale richiede ambienti poco frequentati da pesci predatori, provvisti di ricca vegetazione sommersa, con acque ferme o a debole corrente, come piccoli stagni, laghetti naturali o artificiali, fossi e pozze permanenti o temporanee. Talvolta vengono utilizzati manufatti artificiali, come abbeveratoi, cisterne e lavatoi in disuso. In particolari condizioni il tritone di Boscà può trascorrere in acqua tutto l'anno, ma generalmente gli adulti abbandonano l'acqua verso la fine di maggio per trascorrere l'estate a terra. La fase terrestre viene trascorsa a poca distanza dai corpi d'acqua. Gli adulti sono attivi principalmente nelle ore notturne, sia in fase terrestre che in fase acquatica. Gli adulti in fase terrestre sono attivi di giorno soltanto durante e dopo la pioggia. Le ore diurne vengono passate in luoghi umidi ed ombrosi, tra le radici di alberi ed arbusti, sotto pietre e massi, tra il muschio delle torbiere o delle sponde dei torrenti. Non sembra che questa specie entri in ibernazione, i periodi più rigidi dell'inverno vengono passati in stato semilatente al riparo nel terreno o in acqua.

Alimentazione - Lo spettro alimentare degli adulti è molto largo e include molti invertebrati, come anellidi, gasteropodi, acari, araneidi, collemboli, coleotteri, lepidotteri e ditteri. Nella fase acquatica predano piccoli bivalvi, insetti acquatici, anellidi, irudinei ed altri invertebrati. Il consumo di uova e larve di altri altri anfibi è molto comune. Anche gli episodi di cannibalismo sono frequenti, specialmente a danno di larve e di immaturi. Dopo il riassorbimento del sacco vitellino, le larve si cibano principalmente di microcrostacei. Con l'aumento delle dimensioni la composizione della dieta si amplia a prede più grandi, come molluschi (bivalvi e gasteropodi) ed insetti (larve di efemerotteri, chironomidi, ecc.). In condizioni di affollamento o di scarsità di cibo, si verificano spesso episodi di cannibalismo.

Riproduzione - Il periodo riproduttivo è molto lungo, si estende dalla fine di novembre fino a luglio. La copula si svolge in acqua ed è preceduta da un rituale di corteggiamento. Il maschio si dispone davanti alla femmina inarcando il dorso, piega la coda a 180° e la fa vibrare, creando una corrente d'acqua in direzione della compagna. Questo comportamento viene adottato per dirigere verso la femmina i feromoni maschili. La vibrazione può essere ripetutamente interrotta da un

deggiamento della punta della coda o dall'esibizione della cloaca con il sollevamento verticale della coda. La vibrazione aumenta progressivamente d'intensità ed occasionalmente il maschio urta la testa della femmina con la coda. In seguito il maschio inizia lentamente ad avvicinarsi, senza interrompere la vibrazione della coda. La femmina si avvicina e lo induce a depositare una spermatofora toccando la sua coda con il capo. La coppia si sposta un po' in avanti fino a quando il maschio blocca la compagna e le spinge il posteriore sopra la spermatofora che viene prelevarta con la cloaca. Ogni femmina depone fino a circa da 100 a 240 uova per stagione riproduttiva. Le uova sono di colore marrone chiaro, misurano circa 2 millimetri di diametro, con l'involucro gelatinoso raggiungono 3 - 4 millimetri. La femmina depone le uova singolarmente, fissandole alle foglie delle piante acquatiche che in seguito ripiega a portafoglio sopra l'uovo. Il periodo di incubazione è piuttosto breve, la schiusa avviene in poco più di una settimana.

Accrescimento - I maschi superano di poco i 75 millimetri di lunghezza totale, le femmine poco più di 94 millimetri. In provincia di Siviglia sono state osservate larve dalla fine di marzo a giugno. Alle quote più elevate le larve possono trascorrere l'inverno in acqua, metamorfosandosi alla primavera successiva. Prima di iniziare la metamorfosi le larve misurano circa 45 - 50 millimetri. I giovani appena metamorfosati misurano da 30 a 35 millimetri di lunghezza totale. Non sono noti dati circa la durata della vita di questa specie, ma si presume simile a quella di L. vulgaris.

Predatori, parassiti e malattie - Tra i maggiori predatori della specie figurano pesci predatori, varie specie di serpenti, altri anfibi ed molte specie di uccelli. In particolare la specie viene danneggiata dalla presenza di specie alloctone introdotte, come i pesci nordamericani Micropterus salmoides (persico trota) e Lepomis gibbosus (persico sole), l'anfibio Lithobates catesbeianus (rana toro) ed il crostaceo Procambarus clarckii (gambero rosso della Louisiana). Le uova è le larve sono predate da larve ed adulti di invertebrati acquatici, rettili, anfibi e pesci. Il tritone di Boscà è soggetto a malattie di origine virale e batterica , e viene colpito da numerose specie di parassiti.

  Click on the image to magnify and for the informations.  
Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

Status della specie - L. boscai è ancora comune in buona parte della sua area di distribuzione. Diverse popolazioni della Spagna centrale, ed in particolare della provincia di Madrid, sono segnalate come in rapido declino. La specie risulta più comune ed abbondante nella parte occidentale del suo areale. Il tritone di Boscà è minacciato principalmente dalla perdita di luoghi adatti alla riproduzione, causata dalle bonifiche agricole e dall'urbanizzazione. Alcuni casi di mortalità elevata e di morie causate da un epidemia da iridovirus sono stati segnalati nel lago Carris, nel Parco Nazionale Peneda-Gerês in Portogallo. Il virus sembra stato introdotto con l'immissione del persico sole (Lepomis gibbosus) nelle acque del lago. Molte popolazioni stanno per entrare in declino a causa delle introduzioni di pesci ed altre specie alloctone, come il gambero rosso della Louisiana (Procamabrus clarkii) ed il visone (Mustela vison).

Protezione - La specie viene elencata nell'Appendice III della Convenzione di Berna. In Spagna è protetta da varie leggi regionali e nazionali. L. boscai è presente nel Parque Nacional de las Islas Atlánticas de Galicia, nel Parque Nacional de Doñana e nel Parque Nacional de Cabañeros in Spagna. In Portogallo la specie è stata segnalata nel Parco Nazionale di Peneda-Gerês. Dalla lista rossa IUCN il tritone di Boscà è considerato a basso rischio (LC, least concern) per la sua larga distribuzione, per l'adattabilità, e per il grande numero di popolazioni ancora esistenti.

Galleria Fotografica e Links correlati

 

 
  La più bella raccolta d'immagini sull'erpetofauna europea  
   
  Il sito di IUCN, World Conservation Union, sulle specie in pericolo  

Le Faune Webmuseum Amphibia Caudata Salamandridae Lissotriton
www.ittiofauna.org
Google
 
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org