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Descrizione -
Simile a L. luschani, di cui era considerata sottospecie. Aspetto
generale slanciato. Testa relativamente piatta, tanto lunga quanto larga.
Occhi grandi, sporgenti. Muso arrotondato. Sulla gola si osserva la
caratteristica plica dermica. Ai lati della testa sono presenti due
ghiandole parotoidi ben evidenti. Pelle liscia. Corpo cilindrico,
provvisto di solchi costali su ciascun lato. Arti relativamente esili, con
quattro dita negli anteriori e cinque nei posteriori. Coda di lunghezza
uguale o leggermente inferiore al resto del corpo, a sezione trasversale
rotonda o leggermente ovale. Negli adulti la coda è in grado di
autoamputarsi e di rigenerarsi. Colore di fondo delle parti superiori nero
o bruno, con alcune piccole macchie gialle concentrate in posizione medio
dorsale. Ghiandole parotoidi scure, con alcune macchiette gialle. Gola
giallo chiaro. Fianchi giallastri, con arti e coda marroni o neri, la
parte inferiore della coda è giallo arancio. Ventre translucido, con pelle
sottile attraverso la quale possono essere osservati gli organi interni. |
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Dimorfismo
sessuale
- Le femmine sono generalmente più grandi dei maschi. Il maschio è dotato
di una protuberanza appuntita sulla superficie dorsale della base della
coda e di cuscinetti nuziali sulle zampe anteriori, più evidenti durante
il periodo riproduttivo. |
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Larve - Trattandosi di una specie vivipara,
non esiste stadio larvale. |
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Habitat
e abitudini
- L'ambiente tipico è quello semiarido
tipico delle isole egee, in cui tratti di macchia mediterranea vengono
interrotti da radi boschi di caducifoglie e da zone rocciose. L.
helverseni è una salamandra vivipara altamente specializzata, non
legata particolarmente alla presenza di punti d'acqua, associata a
substrati rocciosi calcarei, dove risulta frequente in pinete, macchie
arbustive e boschi di caducifoglie. La specie non sopravvive in zone dove
la temperatura invernale scende sotto lo zero. Questo salamandride si
incontra spesso in aree carsiche, dove durante la stagione secca estiva
trova rifugio nel sistema di grotte ed anfratti. Pur non sopportando forti
alterazioni ambientali, talvolta popola ambienti di origine antropica,
come muri a secco e rovine abbandonate. Di abitudini nettamente notturne,
L. helverseni risulta più attiva nei freddi mesi invernali. In
superficie si osserva più di frequente durante e dopo le piogge e nei
giorni in cui la pressione atmosferica è in calo.
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Alimentazione - La dieta comprende un largo
spettro di invertebrati. Le specie più frequenti sono ortotteri,
coleotteri, aracnidi, gasteropodi, opilionidi, anellidi ed altri
invertebrati. Gli immaturi si cibano di piccoli invertebrati, aumentando
la taglia delle prede col progredire dello sviluppo. |
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Riproduzione - La riproduzione ha le stesse
modalità osservate in L. luschani. Si svolge in modo indipendente
dalla presenza di punti d'acqua. La specie è vivipara, ogni femmina genera
uno o due immaturi pienamente metamorfosati. L'accoppiamento è terrestre.
Durante la copula, il maschio strofina la protuberanza alla base della
coda contro la cloaca della femmina, si ipotizza per predisporla ad
accettare la spermatofora, ma la precisa funzione di tale comportamento
risulta ancora ignota (Sever et al. 1997). L'utero della femmina è bifido,
non vi si osserva una zona trofica che consenta alle larve di cibarsi per
epiteliofagia. L'alimentazione avviene per ooofagia intrauterina, in
ciascun corno soltanto una larva riesce a raggiungere la fine dello
sviluppo e compiere la metamorfosi. |
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Accrescimento
- Specie di dimensioni medio grandi, per entrambi i sessi la media della
lunghezza totale è compresa tra 110 e 140 millimetri. La durata della
gestazione varia da 5 a 8 mesi. Alla nascita gli immaturi misurano circa 7
cm, con un peso approssimativo di 2 grammi. In cattività la maturità
sessuale viene raggiunta al terzo anno di età. La durata della vita di
come in L. luschani è stimata superiore ai dieci anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie -
L. helverseni
può essere attaccata da serpenti, uccelli e mammiferi, ma risulta
sgradita alla maggior parte dei predatori a causa delle secrezioni
tossiche e repellenti delle ghiandole dermiche. La specie è essere
soggetta a malattie di origine virale e batterica ed all'infestazione di
varie specie di parassiti. |
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Status
della specie - La specie sembra relativamente comune in tutto il
suo ristretto areale di distribuzione. Non sono segnalate gravi fonti di
minaccia, anche se alcune popolazioni possono entrare in sofferenza a
causa di trsformazioni ambientali. Viene effettuata raccolta di esemplari
per il commercio di animali domestici internazionale, ma non in misura da
mettere in pericolo la sopravvivenza della specie. La
popolazione dell'isola di Kasos è attualmente la più a rischio per la
crescita dello sviluppo dell'edilizia residenziale a scopo turistico.
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Protezione - La
specie è presente in alcune aree protette. Nella lista rossa IUCN, L.
helverseni viene considerata come vulnerabile (VU D2, vulnerable), per
la sua presenza limitata a meno di cinque località. Ulteriori monitoraggi
sono in ogni caso necessari per avere un quadro più chiaro dello status
delle popolazioni di questa specie. |