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La salamandra nera, Salamandra atra Laurenti, 1768


Descrizione - Superficialmente di struttura simile a S, salamandra, ma di aspetto più gracile. Testa leggermente allungata, appiattita, con occhi prominenti a pupilla circolare e muso arrotondato. Ghiandole parotoidi grandi, a forma di fagiolo, e provviste di pori ghiandolari ben visibili. Pelle lucida e liscia. Corpo robusto di forma cilindrica, su ogni lato sono presenti da 11 a 13 solchi costali ben pronunciati. Una doppia fila di ghiandole velenose è presente ai lati del centro della schiena. Un'altra fila di pori ghiandolari si osserva su entrambi i fianchi e su parte della coda. Arti robusti, dotati di quattro dita negli anteriori e cinque nei posteriori. Le dita sono sempre prive di palmatura. Coda a sezione trasversale squadrata, dalla lunghezza circa uguale a quella del resto del corpo. Livrea completamente nera o bruno scuro. La sottospecie S. a. aurorae (Trevisan, 1982) ha livrea nera con macchie chiare di colore bianco giallastro od ocra.

Dimorfismo sessuale - I maschi sono generalmente più robusti e presentano arti anteriori relativamente più lunghi. Nelle femmine le ghiandole parotoidi sono più grandi e gli arti hanno dita più sottili. Durante il periodo riproduttivo la cloaca del maschio appare più pronunciata rispetto a quella della femmina.

Larve - Trattandosi di una specie vivipara, non è presente lo stadio larvale.

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Habitat e abitudini - La salamandra nera è una specie totalmente terrestre, endemica della fauna delle Alpi, con alcune popolazioni isolate nelle Alpi Dinariche. La maggioranza delle popolazioni si trova ad altitudini comprese tra i 1.300 ed i 1.800 metri. Le località più basse dove la specie è segnalata hanno la stessa altitudine sia in Austria che in Svizzera: 430 metri s.l.m.. A sud delle Alpi raramente si incontra a meno di 900 metri di quota. Le popolazioni che vivono a quote più elevate sono presenti in Svizzera a 2.430 metri, ed in Austria/Carinzia a 2.800 metri (Gasc 1997). L'ambiente tipico della specie è rappresentato da foreste decidue miste o di conifere, con substrati formati da calcari cretacei. In questo tipo di ecosistema S. atra si colloca di preferenza nelle zone più umide di pascoli e prati alpini, nei macereti, nelle foreste (dove è frequente anche in radure e e lungo i confini del bosco), in gole e lungo le sponde di laghetti, ruscelli e torrenti. Come la salamandra pezzata ha abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne, generalmente si può osservare di giorno soltanto dopo piogge abbondanti o in presenza di alti tassi di umidità nell'aria. Durante in giorno gli animali restano inattivi nascosti nel sottosuolo, sotto pietre e massi, legna, radici di alberi ed arbusti od in fessure della roccia. S. atra è una specie sedentaria e stanziale, gli esemplari non si allontanano mai molto dal loro rifugio preferito. A causa della rigidità del clima montano, questa salamandra trascorre gran parte dell'anno in ibernazione nel terreno. La durata del periodo di inattività è generalmente compresa tra 6 ed 8 mesi, e viene condizionata dall'altitudine e dal microclima locale. A bassa quota l’attività annuale inizia all'inizio di maggio, in alta montagna varie settimane dopo lo scioglimento delle nevi. Alle quote più elevate, ed in stagioni particolarmente rigide, si possono avere anche solo da 10 a 20 giorni di piena attività in un anno. Il picco di massima attività della specie coincide con la piena estate. Con l'abbassamento di temperatura all'inizio di settembre, le salamandre iniziano a trascorrere più giorni nei loro rifugi, fino a che in ottobre le osservazioni sono ormai rare e quasi tutti gli esemplari sono entrati in letargo. La colorazione uniformemente scura ha sicuramente lo scopo di proteggere l'animale dalle forti radiazioni solari delle alte quote. La salamandra nera è in grado di difendersi dai predatori grazie al secreto tossico delle ghiandole parotoidi e dermiche. La secrezione ha aspetto lattiginoso e contiene diversi alcaloidi, tra cui una sostanza chiamata "salamandrina" ad azione neurotossica. Il veleno è innocuo per l'uomo, tranne nel caso in cui venga iniettato nel circolo sanguigno o se entra casualmente a contatto con le mucose. Nel secondo caso provoca un forte bruciore ed un arrossamento della parte colpita, senza però causare serie conseguenze. In ogni caso si raccomanda una certa cautela mente si maneggiano le salamandre, facendo attenzione a lavarsi bene le mani e a non toccarsi bocca ed occhi dopo averle manipolate.

Alimentazione - La salamandra nera preda principalmente invertebrati, tra cui acari, aracnidi, anellidi, molluschi, miriapodi oltre che adulti e larve di varie specie di insetti. Gli immaturi si cibano di piccoli invertebrati, la taglia delle prede catturate dai giovani diviene progressivamente più grande man mano che le loro dimensioni aumentano.

Riproduzione - La specie è vivipara. Le femmine partoriscono immaturi completamente metamorfosati. Tra i maschi si osservano spesso combattimenti per conquistare le femmine. L’accoppiamento è terrestre e si svolge con modalità simile a quella adottata da S. salamandra ed è preceduto da un rituale di corteggiamento. Il maschio esegue una sorta di danza, spostandosi progressivamente fino a posizionarsi sotto la femmina ed iniziate l'amplesso, al termine del quale viene depositata una spermatofora sul terreno. In seguito il maschio si allontana leggermente per consentire alla partner di raccoglierla con la cloaca. Le femmine sono in grado di trattenere lo sperma fino a quando le condizioni ambientali non diventano propizie all'ovulazione. Ogni femmina matura fino a circa 50 uova per stagione, ma soltanto due vengono fecondate. L'utero è bifido, in ciascun corno si sviluppa una sola larva. Alla schiusa dell'uovo la larve si nutre inizialmente delle altre uova, in seguito la parete dell’utero evolve una zona trofica che produce materiale cellulare da utilizzare come cibo. Durante lo sviluppo le larve sono dotate di grandi branchie, che regrediscono con l'inizio della metamorfosi, fino a presentarsi come moncherini nei giovani appena partoriti. Nell'anno in cui avviene il parto la madre non può più essere fecondata. La gestazione è molto lunga e dipende dall'altitudine: 2 anni al di sotto dei 1000 m, 3 anni tra i 1000 e i 2000 m, fino a 4 anni a quote superiori.

Accrescimento - Specie di dimensioni medie. I maschi raggiungono la lunghezza totale massima di poco superiore ai 144 mm, le femmine possono superare i 150 millimetri. Alla nascita gli immaturi misurano da 40 a 50 millimetri. La maturità è raggiunta da entrambi i sessi verso il terzo anno d'età. La durata media della vita in S. atra è di circa 10 anni.

Predatori, parassiti e malattie - Questa specie risulta sgradita alla maggior parte dei predatori, a causa delle secrezioni tossiche e repellenti delle ghiandole dermiche. Inoltre il numero di predatori viene ulteriormente diminuito dalle caratteristiche dell'ambiente alpino d'alta quota. Può essere comunque attaccata da alcune specie di uccelli, mammiferi e soprattutto serpenti, come le vipere. S. atra è soggetta a malattie di origine virale e batterica ed all'infestazione di varie specie di parassiti, anche se il tipo di ambiente limita la trasmissione di patogeni da parte di specie introdotte.

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Status della specie - S. atra risulta ancora abbondante in Svizzera, anche se alcune popolazioni del sud del paese sono ritenute estinte, ed in Germania, Austria e parte dell'Italia. Le popolazioni più rare ed in pericolo sono quelle delle Alpi Dinariche in Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro ed Albania settentrionale (Kalezic & Dzukic, 2001). Gasc et al. (1997) ritiene che la sottospecie Salamandra atra aurorae sia seriamente in pericolo d'estinzione. Per le popolazioni italiane di S. a. atra non sono riportate specifiche cause di minaccia. Diverse popolazioni svizzere sono messe in pericolo a causa della mortalità causata da autoveicoli. Nelle Alpi Dinariche la salamandra nera è seriamente minacciata dalla massiccia distruzione di habitat, collegata allo sviluppo del turismo invernale e delle infrastrutture ad esso collegate. La sottospecie S. a. aurorae è posta in pericolo dall'eccessivo prelievo effettuato a fini scientifici, per collezione e per il commercio di animali rari. Inoltre il suo habitat sta subendo pesanti alterazioni dovute ad eccessivo prelievo idrico, che spesso determina un'eccessiva aridità del suolo, e alla rimozione della copertura naturale del terreno effettuata durante le pratiche di selvicoltura. Anche le piccole popolazioni altamente frammentate diffuse in Serbia e Montenegro sono seriamente minacciate dall'eccessivo prelievo di esemplari adulti in grado di riprodursi, pericolo a cui si aggiungono i danni causati dai cambiamenti climatici che stanno colpendo  tutte le specie di anfibi.

Protezione - Questa specie viene elencata nell'Appendice II della Convenzione di Berna. La sottospecie S. a. aurorae è elencata all'Annesso II della Direttiva Europea "Habitats" sotto l'erronea nomenclatura "Salamandra salamandra aurorae", entrambe le sottospecie sono presenti all'Annesso IV della stessa Direttiva. In molti paesi europei è protetta da leggi regionali e nazionali. L. vulgaris è probabilmente presente in numerose aree protette. Kalezic & Dzukic (2001) ritengono che l'istituzione di un'area protetta sul monte Prokletije fornirebbe un valido aiuto per la conservazione di S. atra nelle Alpi Dinariche. S. a. aurorae è presente nei siti del progetto europeo "Natura 2000" di Cima Dodici, del Monte Pasubio e delle Piccole Dolomiti. Nella lista rossa IUCN la salamandra nera viene considerata a basso rischio (LC, least concern) per la sua larga distribuzione, per l'adattabilità, e per il grande numero di popolazioni ancora esistenti.

Galleria Fotografica e Links correlati

 

 
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