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Descrizione -
Superficialmente di struttura simile a S, salamandra, ma di aspetto
più gracile. Testa leggermente allungata, appiattita, con occhi prominenti
a pupilla circolare e muso arrotondato. Ghiandole parotoidi grandi, a
forma di fagiolo, e provviste di pori ghiandolari ben visibili. Pelle
lucida e liscia. Corpo robusto di forma cilindrica, su ogni lato sono
presenti da 11 a 13 solchi costali ben pronunciati. Una doppia fila di
ghiandole velenose è presente ai lati del centro della schiena. Un'altra
fila di pori ghiandolari si osserva su entrambi i fianchi e su parte della
coda. Arti robusti, dotati di quattro dita negli anteriori e cinque nei
posteriori. Le dita sono sempre prive di palmatura. Coda a sezione
trasversale squadrata, dalla lunghezza circa uguale a quella del resto del
corpo. Livrea completamente nera o bruno scuro. La sottospecie S. a. aurorae
(Trevisan, 1982) ha livrea nera con macchie chiare di colore bianco
giallastro od ocra. |
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Dimorfismo
sessuale
- I maschi sono generalmente più robusti e presentano arti anteriori
relativamente più lunghi. Nelle femmine le ghiandole parotoidi sono più
grandi e gli arti hanno dita più sottili. Durante il periodo riproduttivo la
cloaca del maschio appare più pronunciata rispetto a quella della femmina. |
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Larve - Trattandosi di una specie vivipara,
non è presente lo stadio larvale. |
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Habitat
e abitudini
- La salamandra nera è una specie
totalmente terrestre, endemica della fauna delle Alpi, con alcune
popolazioni isolate nelle Alpi Dinariche. La maggioranza delle popolazioni
si trova ad altitudini comprese tra i 1.300 ed i 1.800 metri. Le località
più basse dove la specie è segnalata hanno la stessa altitudine sia in
Austria che in Svizzera: 430 metri s.l.m.. A sud delle Alpi raramente si
incontra a meno di 900 metri di quota. Le popolazioni che vivono a quote
più elevate sono presenti in Svizzera a 2.430 metri, ed in Austria/Carinzia
a 2.800 metri (Gasc 1997). L'ambiente tipico della specie è rappresentato
da foreste decidue miste o di conifere, con substrati formati da calcari
cretacei. In questo tipo di ecosistema S. atra si colloca di
preferenza nelle zone più umide di pascoli e
prati alpini, nei macereti, nelle foreste (dove è frequente anche in radure e
e lungo i confini del bosco), in gole e lungo le sponde di laghetti, ruscelli
e torrenti. Come la salamandra pezzata ha abitudini prevalentemente
crepuscolari e notturne, generalmente si può osservare di giorno soltanto
dopo piogge abbondanti o in presenza di alti tassi di umidità nell'aria.
Durante in giorno gli animali restano inattivi nascosti nel sottosuolo, sotto
pietre e massi, legna, radici di alberi ed arbusti
od in fessure della roccia. S. atra è una specie sedentaria e
stanziale, gli esemplari non si allontanano mai molto dal loro rifugio
preferito. A causa della rigidità del clima montano, questa salamandra
trascorre gran parte dell'anno in ibernazione nel terreno. La durata del
periodo di inattività è generalmente compresa tra 6 ed 8 mesi, e viene
condizionata dall'altitudine e dal microclima locale. A bassa quota
l’attività annuale inizia all'inizio di maggio, in alta montagna varie
settimane dopo lo scioglimento delle nevi. Alle quote più elevate, ed in
stagioni particolarmente rigide, si possono avere anche solo da 10 a 20
giorni di piena attività in un anno. Il picco di massima attività della
specie coincide con la piena estate. Con l'abbassamento di temperatura
all'inizio di settembre, le salamandre iniziano a trascorrere più giorni
nei loro rifugi, fino a che in ottobre le osservazioni sono ormai rare e
quasi tutti gli esemplari sono entrati in letargo. La colorazione
uniformemente scura ha sicuramente lo scopo di proteggere l'animale dalle
forti radiazioni solari delle alte quote. La salamandra nera è in grado di
difendersi dai predatori grazie al secreto tossico delle ghiandole
parotoidi e dermiche. La secrezione ha aspetto lattiginoso e contiene
diversi alcaloidi, tra cui una sostanza chiamata "salamandrina" ad azione
neurotossica. Il veleno è innocuo per l'uomo, tranne nel caso in cui venga
iniettato nel circolo sanguigno o se entra casualmente a contatto con le
mucose. Nel secondo caso provoca un forte bruciore ed un arrossamento
della parte colpita, senza però causare serie conseguenze. In ogni caso si
raccomanda una certa cautela mente si maneggiano le salamandre, facendo
attenzione a lavarsi bene le mani e a non toccarsi bocca ed occhi dopo
averle manipolate.
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Alimentazione -
La salamandra nera preda principalmente
invertebrati, tra cui acari, aracnidi, anellidi, molluschi, miriapodi
oltre che adulti e larve di varie specie di insetti.
Gli immaturi si cibano di piccoli
invertebrati, la taglia delle prede catturate dai giovani diviene
progressivamente più grande man mano che le loro dimensioni aumentano. |
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Riproduzione - La specie è vivipara. Le
femmine partoriscono immaturi completamente metamorfosati.
Tra i maschi si osservano spesso combattimenti per conquistare le femmine.
L’accoppiamento è terrestre e si svolge con modalità simile a quella
adottata da S. salamandra ed è preceduto da un rituale di
corteggiamento. Il maschio esegue una sorta di danza, spostandosi
progressivamente fino a posizionarsi sotto la femmina ed iniziate
l'amplesso, al termine del quale viene depositata una spermatofora sul
terreno. In seguito il maschio si allontana leggermente per consentire
alla partner di raccoglierla con la cloaca. Le femmine sono in grado di
trattenere lo sperma fino a quando le condizioni ambientali non diventano
propizie all'ovulazione. Ogni femmina matura fino a circa 50 uova per
stagione, ma soltanto due vengono fecondate. L'utero è bifido, in ciascun
corno si sviluppa una sola larva. Alla schiusa dell'uovo la larve si nutre
inizialmente delle altre uova, in seguito la parete dell’utero evolve una
zona trofica che produce materiale cellulare da utilizzare come cibo.
Durante lo sviluppo le larve sono dotate di grandi branchie, che
regrediscono con l'inizio della metamorfosi, fino a presentarsi come
moncherini nei giovani appena partoriti. Nell'anno in cui avviene il parto
la madre non può più essere fecondata. La gestazione è molto lunga e
dipende dall'altitudine: 2 anni al di sotto dei 1000 m, 3 anni tra i 1000
e i 2000 m, fino a 4 anni a quote superiori. |
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Accrescimento
- Specie di dimensioni medie. I maschi raggiungono la lunghezza totale
massima di poco superiore ai 144 mm, le femmine possono superare i 150
millimetri. Alla nascita gli immaturi misurano da 40 a 50 millimetri. La
maturità è raggiunta da entrambi i sessi verso il terzo anno d'età. La
durata media della vita in S. atra è di circa 10 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Questa specie risulta sgradita alla maggior
parte dei predatori, a causa delle secrezioni tossiche e repellenti delle
ghiandole dermiche. Inoltre il numero di predatori viene ulteriormente
diminuito dalle caratteristiche dell'ambiente alpino d'alta quota. Può
essere comunque attaccata da alcune specie di
uccelli, mammiferi e soprattutto serpenti,
come le vipere. S. atra è
soggetta a malattie di origine virale e batterica ed all'infestazione di
varie specie di parassiti, anche se il tipo di ambiente limita la
trasmissione di patogeni da parte di specie introdotte. |
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Status
della specie - S. atra risulta ancora abbondante in
Svizzera, anche se alcune popolazioni del sud del paese sono ritenute
estinte, ed in Germania, Austria e parte dell'Italia. Le popolazioni più
rare ed in pericolo sono quelle delle Alpi Dinariche in Slovenia, Croazia, Bosnia
Erzegovina, Serbia, Montenegro ed Albania settentrionale (Kalezic & Dzukic, 2001). Gasc et
al. (1997) ritiene che la sottospecie Salamandra atra aurorae sia
seriamente in pericolo d'estinzione.
Per le popolazioni italiane di S. a. atra non sono riportate
specifiche cause di minaccia. Diverse popolazioni svizzere sono messe in
pericolo a causa della mortalità causata da autoveicoli. Nelle Alpi
Dinariche la salamandra nera è seriamente minacciata dalla massiccia
distruzione di habitat, collegata allo sviluppo del turismo invernale e
delle infrastrutture ad esso collegate. La sottospecie S. a. aurorae
è posta in pericolo dall'eccessivo prelievo effettuato a fini scientifici,
per collezione e per il commercio di animali rari. Inoltre il suo habitat
sta subendo pesanti alterazioni dovute ad eccessivo prelievo idrico, che
spesso determina un'eccessiva aridità del suolo, e alla rimozione della
copertura naturale del terreno effettuata durante le pratiche di
selvicoltura.
Anche le piccole popolazioni altamente frammentate diffuse in Serbia e
Montenegro sono seriamente minacciate dall'eccessivo prelievo di esemplari
adulti in grado di riprodursi, pericolo a cui si aggiungono i danni
causati dai cambiamenti climatici che stanno colpendo tutte le
specie di anfibi. |
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Protezione -
Questa specie viene elencata nell'Appendice II della Convenzione di Berna.
La sottospecie S. a. aurorae è elencata all'Annesso II della
Direttiva Europea "Habitats" sotto l'erronea nomenclatura "Salamandra salamandra aurorae",
entrambe le sottospecie sono presenti all'Annesso IV della stessa
Direttiva. In molti paesi europei è protetta da leggi regionali e
nazionali. L. vulgaris è probabilmente presente in numerose aree
protette. Kalezic & Dzukic (2001) ritengono che l'istituzione di un'area
protetta sul monte Prokletije fornirebbe un valido aiuto per la
conservazione di S. atra nelle Alpi Dinariche. S. a. aurorae
è presente nei siti del progetto europeo "Natura
2000" di Cima Dodici, del Monte Pasubio e delle Piccole Dolomiti. Nella
lista rossa IUCN la salamandra nera viene considerata a basso rischio (LC,
least concern) per la sua larga distribuzione, per l'adattabilità, e per
il grande numero di popolazioni ancora esistenti. |