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La salamandra corsa, Salamandra corsica

Savi, 1838


Descrizione - Simile a S, salamandra, specie da cui si differenzia per la struttura tarchiata e per le ghiandole parotoidi più piccole. Testa leggermente squadrata, appiattita, con occhi prominenti a pupilla circolare e muso arrotondato. Ghiandole parotoidi, a forma quadrangolare, e provviste di pori ghiandolari ben visibili. Pelle lucida e liscia. Corpo robusto di forma cilindrica, con solchi costali ben pronunciati. Una fila di pori ghiandolari si osserva sulla parte superiore di entrambi i fianchi, altri piccoli pori sono distribuiti i file sul corpo. Arti robusti, dotati di quattro dita negli anteriori e cinque nei posteriori. Le dita sono sempre prive di palmatura. Coda a sezione trasversale circolare, dalla lunghezza circa uguale a quella del resto del corpo. Livrea di fondo completamente nera ornata da grandi macchie di colore giallo vivo. Anche le zone inferiori sono scure, talvolta di colore uniforme, ma più spesso con piccole macchie chiare disposte irregolarmente.

Dimorfismo sessuale - I maschi sono generalmente più robusti e presentano arti e coda relativamente più lunghi. Durante il periodo riproduttivo la cloaca del maschio appare più pronunciata rispetto a quella della femmina.

Larve - Quasi identiche a quelle della salamandra pezzata, hanno branchie esterne rossastre, occhi grandi ed arti robusti, non molto lunghi. Coda di lunghezza inferiore a quella del resto del corpo, a sezione laterale compressa e parte terminale arrotondata. Cresta dorsale bassa, non estesa in avanti oltre la metà del tronco. Alla schiusa sono semi trasparenti e prive di arti, con sfumature giallo brunastre e gruppi di melanofori scuri disposti irregolarmente a formare una fitta puntinatura. Con la crescita si sviluppano gli arti e la colorazione diviene progressivamente più definita, acquistando tinta brunastra con sfumature verdastre. Precocemente inizia a formarsi la maculatura chiaro scura tipica, che diviene sempre più marcata all'avvicinarsi della metamorfosi.

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Habitat e abitudini - Specie terrestre, dipendente dai punti d'acqua soltanto durante lo sviluppo larvale, endemica della Corsica, dove è diffusa in ambienti collinari e montani. La specie vive da 50 a 1.800 metri di quota, ma maggioranza delle popolazioni si trova ad altitudini comprese tra i 600 ed i 1.000 metri. L'ambiente tipico della specie è rappresentato da foreste decidue o miste (faggio, castagno e pino), con substrati calcarei e relativamente umidi. Talvolta si incontrano esemplari anche entro profondi crepacci ed all'ingresso di caverne. La salamandra corsa evita le aree sabbiose, come le dune costiere, e le zone con acque e substrati acidi. Risulta occasionale in terreni soggetti a periodiche inondazioni. Lo sviluppo larvale si svolge in acque ben ossigenate, generalmente in ruscelli, torrenti e sorgenti, provvisti di abbondante vegetazione sommersa. In particolari situazioni vengono utilizzate anche strutture realizzate dall'uomo, come cisterne, fontane, abbeveratoi e lavatoi abbandonati, pur sempre riforniti da acqua pura e fresca. S. corsica  è specie sedentaria e stanziale, con un "home range" di poche decine di metri metri. Ha abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne, si osserva di giorno solo dopo abbondanti precipitazioni, in presenza di alti tassi di umidità nell'aria o durante il periodo della riproduzione, quando le femmine si spostano alla ricerca di acque adatte alla crescita delle larve. Le larve sono esclusivamente notturne, durante le ore diurne restano nascoste tra la vegetazione sommersa o in anfratti del substrato. Le ore diurne ed i periodi inattivi estivi ed invernali sono passati in rifugi sotterranei, come tane scavate da altri animali, o sotto pietre, tronchi caduti o radici di alberi ed arbusti. Quando sono minacciati, gli esemplari di questa specie inarcano il corpo esponendo alla vista i brillanti colori del corpo. La livrea ha sia ruolo mimetico, nascondendo l'animale tra i chiaroscuri del suolo della foresta, che ruolo aposematico. Infatti la salamandra pezzata è in grado di difendersi dai potenziali predatori grazie al secreto tossico delle ghiandole parotoidi e dermiche. La secrezione ha aspetto lattiginoso e contiene diversi alcaloidi, tra cui una sostanza chiamata "salamandrina" ad azione neurotossica. Il veleno è innocuo per l'uomo, tranne nel caso in cui venga iniettato nel circolo sanguigno o se entra casualmente a contatto con le mucose. Nel secondo caso provoca un forte bruciore ed un arrossamento della parte colpita, senza però causare serie conseguenze. In ogni caso si raccomanda una certa cautela mente si maneggiano le salamandre, facendo attenzione a lavarsi bene le mani e a non toccarsi bocca ed occhi dopo averle manipolate.

Alimentazione - La dieta è composta principalmente invertebrati, tra cui anellidi, molluschi, miriapodi oltre che adulti e larve di varie specie di insetti. Le larve sono molto voraci, predano principalmente invertebrati reofili come crostacei gammaridi, larve di efemerotteri e di altri insetti. In condizioni di affollamento o di scarsità di cibo, si verificano sistematicamente episodi di cannibalismo. Gli immaturi si cibano di piccoli invertebrati, la taglia delle prede diviene progressivamente più grande man mano che le loro dimensioni aumentano.

Riproduzione - La stagione riproduttiva si svolge in giugno - luglio. Tra i maschi si osservano spesso combattimenti per conquistare le femmine. L’accoppiamento è terrestre, si svolge con modalità simile a quella adottata da S. salamandra, ed è preceduto da un rituale di corteggiamento. Il maschio esegue una sorta di danza, spostandosi progressivamente fino a posizionarsi sotto la femmina ed iniziate l'amplesso, al termine del quale viene depositata una spermatofora a terra. In seguito il maschio si allontana leggermente per consentire alla partner di raccoglierla con la cloaca. Le femmine sono in grado di trattenere lo sperma fino a che le condizioni ambientali non siano propizie all'ovulazione. La salamandra corsa è solitamente parzialmente ovovivipara, ogni femmina partorisce da 10 a 25 larve in avanzato stato di sviluppo, ma in taluni casi il parto viene ritardato fino a generare uno o due immaturi pienamente metamorfosati. L'alimentazione delle avviene per cannibalismo intrauterino o “adelfofagia”. Dentro l'utero della madre le larve si divorano a vicenda, per cui nelle gestazioni prolungate nascono meno esemplari ma di taglia maggiore.

Accrescimento - Specie di dimensioni medio grandi, le femmine possono raggiungere una lunghezza totale massima di circa 210 millimetri (media 190 mm), mentre per i maschi è di 200millimetri (media 180). Alla nascita le larve hanno lunghezza totale massima compresa tra 24 e 35 mm. La durata dello sviluppo acquatico è variabile, dipende da vari fattori, come la taglia raggiunta alla nascita, la temperatura dell'acqua e la disponibilità di cibo. Di solito vengono impiegati da 2 a 7 mesi. La maturità sessuale viene raggiunta da 4 a 6 anni. La durata della vita è di circa 20 anni.

Predatori, parassiti e malattie - Questa specie risulta sgradita alla maggior parte dei predatori, a causa delle secrezioni tossiche e repellenti delle ghiandole dermiche. Può essere comunque attaccata da alcune specie di uccelli, mammiferi e soprattutto serpenti, come la biscia dal collare (Natrix natrix), immune al suo veleno. Come S. salamandra è soggetta a malattie di origine virale e batterica ed all'infestazione di varie specie di parassiti. Le uova è le larve vengono catturate da larve ed adulti di invertebrati acquatici, rettili, anfibi e specialmente pesci.

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Status della specie - Negli habitat adatti S. corsica risulta ancora relativamente comune. I maggiori pericoli per questa specie sono sicuramente gli incendi boschivi che periodicamente colpiscono l'isola, ma viene anche minacciata dalle alterazioni ambientali dovute ad eccessivo prelievo idrico, che spesso determinano un'eccessiva aridità del suolo, e dalla rimozione della copertura naturale del terreno effettuata durante le pratiche di selvicoltura.

Protezione - Questa specie viene elencata nell'Appendice II della Convenzione di Berna. In Francia è protetta dalla legge regionale e nazionale. S. corsica è segnalata in varie aree protette dell'isola. Nella lista rossa IUCN la salamandra nera viene considerata a basso rischio (LC, least concern) anche se il suo areale di diffusione è inferiore a 20.000 km², per la sua larga distribuzione, per le condizioni ambientali relativamente buone, e per il buon numero di esemplari.

Galleria Fotografica e Links correlati

 

 
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