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Descrizione -
Caudato della famiglia dei salamandridi dal tipico aspetto lacertiforme.
Testa robusta, con occhi prominenti a pupilla circolare. Ghiandole
parotoidi grandi, provviste di una serie di pori ghiandolari ben visibile.
Pelle lucida e liscia. Corpo robusto di forma cilindrica, con solchi
costali pronunciati. Sulla parte superiore del fianco si osserva una fila
di pori ghiandolari che giunge fino alla base della coda. Arti muscolosi,
con quattro dita negli anteriori e cinque nei posteriori, le dita sono
sempre prive di palmatura. Coda a sezione trasversale circolare, dalla
lunghezza circa uguale a quella del resto del corpo. Livrea tipicamente
nera o bruno molto scuro a macchie di colore giallo brillante, talvolta
con macchie e sfumature rossastre. La forma, la presenza di tinte
rossastre, e la disposizione delle macchie sono variabili a seconda delle
sottospecie. Nella sottospecie nominale S. s. salamandra, il corpo
è nero brillante, con macchie più o meno numerose ed estese, di colore
giallo intenso od ocra rossiccio, la tinta del ventre è di solito nero
uniforme. S. s. alfredschmidti, con maculatura di colore ocra, più
estesa sulla parte anteriore del capo e sugli arti. S. s. almanzoris,
nella quale le macchie gialle appaiono molto piccole e poco numerose.
S. s. bejarae, provvista di macchie grandi e rade, sempre presenti su
occhi e ghiandole parotoidi. S. s. bernardezi, in cui la tinta
gialla può divenire predominante, con una striscia nera medio dorsale
estesa dalla nuca alla fine della coda, una striscia nera su entrambi i
fianchi e piccole macchie nere sparse sul resto del corpo. S. s.
crespoi, con macchie gialle piccole e numerose, disposte
principalmente sui fianchi, associate a sfumature rossastre. S. s.
fastuosa, in cui la tinta gialla e nera tende a formare striature
trasversali. S. s. gallaica, in cui le sfumature rossastre si fanno
più diffuse anche se restano predominanti nell'area della testa. Nella
sottospecie S. s. gigliolii il giallo più o meno intenso diventa il
colore dominante, mentre le macchie sono nere, macchie scure sono presenti
anche sul ventre, esistono esemplari dalla livrea giallo uniforme. S.
s. longirostris, con chiazze gialle sui lati superiori degli occhi ed
assenti dalla linea mediana del corpo. S. s. hispanica, simile alla
più diffusa sottospecie precedente. S. s. morenica, con macchie di
colore rossastro sulla testa, evidenti sulle ghiandole parotoidi. S. s.
terrestris, dalla tinta simile a quella della sottospecie nominale.
S. s. werneri, con estese sfumature rossastre sulla testa e sulla
gola. Sono segnalati casi di albinismo e forme melaniche. I casi di
neotenia sono relativamente frequenti. |
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Dimorfismo
sessuale
- Non molto accentuato. Le femmine sono generalmente di taglia maggiore e
presentano arti e coda relativamente più corti. Durante il periodo
riproduttivo la cloaca del maschio appare rigonfia. |
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Larve - Nella conformazione generale
ricordano quelle dei tritoni, ma presentano testa più ampia e creste
caudali e dorsali poco sviluppate. Le branchie esterne, rossastre, sono di
dimensioni variabili a seconda del tenore d'ossigeno disciolto nell'acqua.
Occhi grandi e ben definiti, in grado di distinguere movimenti fino a 50
cm di distanza. Arti robusti, non molto allungati. Coda di lunghezza
relativamente inferiore al resto del corpo, a sezione laterale compressa e
parte terminale arrotondata. Cresta dorsale bassa, non estese più avanti
della metà del tronco. Alla schiusa sono semi trasparenti e prive di arti,
con sfumature giallo brunastre. Sul corpo sono sparsi gruppi di melanofori
scuri, che formano una fitta puntinatura. Con l'aumentare delle dimensioni
si formano gli arti e la colorazione diviene progressivamente più
definita, acquistando tinta brunastra con sfumature verdastre.
Precocemente inizia a formarsi la maculatura chiaro scura tipica di ogni
sottospecie, che diviene sempre più marcata all'avvicinarsi della
metamorfosi. |
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Habitat
e abitudini
- L'ambiente tipico della salamandra
pezzata è rappresentato da boschi di caducifoglie, attraversati da corsi
d'acqua ombrosi, ma è frequente anche in ambienti di macchia mediterranea,
pascoli montani, boschi misti e di conifere, prati al margine delle
foreste e pendii rocciosi coperti di arbusti e di vegetazione erbacea. Le
popolazioni diffuse in aree antropizzate o prive di copertura arborea,
possono essere interpretate come relitto della precedente fauna forestale.
S. salamandra occupa microhabitat a umidità elevata, in terreni
ricoperti da foglie cadute, con felci e muschio spesso. Talvolta si
possono incontrare esemplari anche entro crepacci ed all'ingresso di
caverne. Generalmente occupa regioni con piovosità superiore a 700 mm
annui. La temperatura ideale per la specie si colloca tra gli 8° ed i 14°
C. La salamandra pezzata risulta totalmente assente da aree sabbiose, come
le dune costiere, da aree soggette a periodiche inondazioni e da luoghi
con acque e substrati acidi. Le popolazioni più numerose vivono intorno ai
1.000 metri di quota, ma questo dato può variare a seconda della
latitudine. Nella Penisola iberica la specie è frequente nelle zone
costiere della Cornice Cantabrica, mentre nel sud scende raramente sotto i
duecento metri di altitudine. Nel Sistema Centrale spagnolo sono presenti
popolazioni a 2.500 metri di quota. La sottospecie S. s. longirostris
raggiunge i 1.750 metri nella Sierra de las Nieves (Malaga), mentre S.
s. morenica supera i 1.700 metri alle sorgenti del fiume Guadalquivir
a Cazorla (Jaén). Lo sviluppo larvale si svolge generalmente in acque ben
ossigenate di ruscelli, torrenti e sorgenti, con ricca vegetazione
sommersa. In particolari situazioni vengono utilizzate anche strutture
realizzate dall'uomo, come cisterne, fontane, abbeveratoi e lavatoi
abbandonati, pur sempre riforniti da acqua pura e fresca. Prima di
depositare in acqua le larve, le femmine tendono ad evitare acque dove
siano presenti pesci predatori. Si tratta di una specie sedentaria e
stanziale, con un "home range" compreso tra i 10 ed i 50 metri. La
salamandra pezzata ha abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne,
solitamente si può osservare di giorno solo dopo piogge abbondanti o in
presenza di alti tassi di umidità nell'aria. Durante il periodo della
riproduzione, le femmine si spostano alla ricerca di acque adatte alla
crescita delle larve anche nelle ore diurne. Le larve sono esclusivamente
notturne, durante il giorno si nascondono sotto pietre, negli anfratti del
substrato o tra la vegetazione sommersa. Il periodo di attività della
salamandra pezzata varia a seconda della latitudine e della quota.
Generalmente va dall'inizio della primavera fino al principio dell'estate
(i mesi più caldi sono trascorsi in estivazione), con un secondo periodo
di attività in autunno. Nelle zone settentrionali dell'area di
distribuzione ed alle quote più elevate, gli esemplari entrano in letargo
nel periodo invernale, svernando in gruppo in rifugi di varia natura. Nel
nord della Penisola Iberica il periodo di maggiore attività cade da
novembre a febbraio, in coincidenza con il massimo delle precipitazioni.
Le ore diurne ed i periodi inattivi estivi ed invernali sono passati in
rifugi sotterranei, come tane scavate da altri animali, o sotto pietre,
tronchi caduti o radici di alberi ed arbusti. Quando sono minacciati, gli
esemplari di questa specie inarcano il corpo esponendo alla vista i
brillanti colori del corpo. La livrea ha sia ruolo mimetico, nascondendo
l'animale tra i chiaroscuri del suolo della foresta, che ruolo
aposematico. Infatti la salamandra pezzata è in grado di difendersi dai
potenziali predatori grazie al secreto tossico delle ghiandole parotoidi e
dermiche. La secrezione ha aspetto lattiginoso e contiene diversi
alcaloidi, tra cui una sostanza chiamata "salamandrina" ad azione
neurotossica. Il veleno è innocuo per l'uomo, tranne nel caso in cui venga
iniettato nel circolo sanguigno o se entra casualmente a contatto con le
mucose. Nel secondo caso provoca un forte bruciore ed un arrossamento
della parte colpita, senza però causare serie conseguenze. In ogni caso si
raccomanda una certa cautela mente si maneggiano le salamandre, facendo
attenzione a lavarsi bene le mani e a non toccarsi bocca ed occhi dopo
averle manipolate.
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Alimentazione -
La salamandra pezzata preda principalmente
invertebrati, tra cui anellidi, molluschi, miriapodi oltre che adulti e
larve di varie specie di insetti. Le larve sono molto voraci, predano
principalmente invertebrati reofili come crostacei gammaridi, larve di
efemerotteri e di altri insetti.
In condizioni di affollamento o di scarsità di
cibo, si verificano sistematicamente episodi di cannibalismo. Gli immaturi
si cibano di piccoli invertebrati, la taglia delle prede diviene
progressivamente più grande man mano che le loro dimensioni aumentano. |
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Riproduzione -
In generale le femmine sono ovovivipare,
generano larve ben sviluppate che completano lo sviluppo in acqua. Le
sottospecie
S. s. bernardezi
e
S. s. fastuosa
sono vivipare, depongono da due ad otto immaturi metamorfosati. In gran
parte dell'areale, la riproduzione presenta due stagioni, una in primavera
ed una in autunno, mente nella zone meridionali risulta limitata ai mesi
invernali. I maschi combattono spesso tra loro per conquistare il diritto
di accoppiarsi.
La fecondazione è terrestre e viene preceduta da un rituale di
corteggiamento. Il maschio esegue una sorta di danza, spostandosi
progressivamente fino a posizionarsi sotto la femmina per depositare una
spermatofora sul terreno. In seguito si allontana leggermente per
consentire alla partner di raccoglierla con la cloaca. Le femmine sono in
grado di trattenere lo sperma fino a quando le condizioni ambientali non
diventano propizie all'ovulazione. Per tanto il periodo di gestazione può
essere molto lungo, fino 8 - 10 mesi. Generalmente la nascita si verifica
alla primavera successiva alla fecondazione. In prossimità del parto, la
femmina si reca al luogo prescelto per lo sviluppo dei nuovi nati, immerge
la parte inferiore del corpo in acqua e deposita un numero di larve
variabile da 10 a 70, a seconda delle dimensioni della madre.
L'alimentazione delle avviene per cannibalismo intrauterino o “adelfofagia”.
Dentro l'utero della madre le larve si divorano a vicenda, per cui nelle
gestazioni prolungate nascono meno esemplari ma di taglia maggiore. Nelle
due sottospecie completamente vivipare le larve compiono la metamorfosi
entro il grembo materno. |
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Accrescimento
- Specie di dimensioni medio grandi, le femmine possono raggiungere una
lunghezza totale massima di circa 210 millimetri, mentre per entrambi i
sessi la media risulta compresa tra 110 e 180 millimetri. Alla nascita le
larve hanno lunghezza totale massima compresa tra 24 e 3 mm, a seconda
delle condizioni geografiche ed ambientali. La durata dello sviluppo
acquatico è variabile, dipende da vari fattori, come la taglia raggiunta
alla nascita, la temperatura dell'acqua e la disponibilità di cibo. Di
solito vengono impiegati da 2 a 7 mesi. A quote elevate, nelle regioni più
a nord, od in anni particolarmente rigidi, le larve possono trascorrere
l'inverno in acqua e giungere a metamorfosi alla primavera successiva. La
maturità sessuale viene raggiunta da 3 a 6 anni. Anche se si ha notizia di
un esemplare che in cattività ha superato i 50 anni d'età, la durata della
vita di S. salamandra è in media di 20 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - Questa specie risulta sgradita alla maggior
parte dei predatori, a causa delle secrezioni tossiche e repellenti delle
ghiandole dermiche. Può essere comunque attaccata da alcune specie di
uccelli, mammiferi e soprattutto serpenti,
come la biscia dal collare (Natrix natrix), immune al suo veleno.
S. salamandra è
soggetta a malattie di origine virale e batterica ed all'infestazione di
varie specie di parassiti. Le uova è le larve vengono catturate da larve
ed adulti di invertebrati acquatici, rettili, anfibi e specialmente pesci. |
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Status
della specie - In Europa centrale sono segnalate molte popolazioni
numerose e stabili. In altre parti dell'area di distribuzione si registra
un declino generalizzato. In molte regioni della Spagna alcuni gruppi
locali si sono estinti e la densità della specie appare ridotta. Le
maggiori minacce per la specie sono rappresentate da alterazioni e
distruzione dell'habitat, dovute ad attività di taglio e trasporto del
legname ed allo sviluppo di infrastrutture collegate. Tra le cause di
rarefazione della specie figurano anche l'introduzione di pesci predatori
(principalmente salmonidi) e l'inquinamento agricolo delle zone di
sviluppo larvale. In alcune aree viene esercitato eccessivo prelievo per
fini scientifici, educativi o per commercio nei negozi di terraristica.
Recentemente ai nemici della specie si è aggiunto il gambero rosso della
Louisiana
(Procamabrus clarkii). In larga parte dell'areale di diffusione si
registra una alta mortalità di esemplari durante le migrazioni
riproduttive, causata dagli autoveicoli durante il superamento delle
strade. Inoltre la presenza di individui colpiti dalla malattia fungina
chytridiomicosi è stata riscontrata in diverse popolazioni della Penisola
Iberica. |
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Protezione -
Questa specie viene elencata nell'Appendice III della Convenzione di
Berna. In molti paesi europei è protetta da leggi regionali e nazionali.
S. salamandra è probabilmente presente in numerose aree protette.
Nell'Europa orientale alcune popolazioni sono sottoposte a monitoraggio (monti Zlote
in Polonia e catena dei Sudeti orientali). Dalla lista rossa IUCN le
popolazioni di salamandra pezzata sono considerate a basso rischio (LC,
least concern) per la sua larga distribuzione, per l'adattabilità, e per
il grande numero di popolazioni ancora esistenti. |