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La salamandrina dagli occhiali,

Salamandrina terdigitata (Lacépède, 1788)


Descrizione - Salamandride dal corpo snello, affusolato e privo di cresta vertebrale. Testa che, in vista superiore, appare di forma romboidale e nettamente distinta dal tronco. Muso arrotondato ed occhi sporgenti. Bocca grande, provvista di lingua estroflettibileAssenza di ghiandole parotoidi. Pelle granulosa, cosparsa di verruche rilevate. Il corpo è appiattito, con costole chiaramente visibili, che danno alla salamandrina dagli occhiali un aspetto scarno. Arti robusti, dotati di quattro dita sia negli anteriori che in quelli posteriori. Le dita sono relativamente tozze e sempre prive di palmatura. Coda leggermente appiattita in senso laterale, di lunghezza superiore a quella del resto del corpo, e dotata di un tubercolo dorsale alla base. Colorazione di fondo del dorso da bruno nerastro a nero, spesso con piccole macchie chiare disposte irregolarmente. Parti inferiori di tinta da rosea a biancastra con maculatura scura. Nella parte inferiore dei fianchi, si osserva spesso una fascia chiara sulla quale le due tinte predominanti si frammentano. Gli arti hanno tinta rossastra più o meno brillante con maculatura scura. La parte ventrale della coda ha colorazione rosso brillante. Sul capo è presente una macchia dal giallo arancio al limone, di forma a V con apice posteriore, da cui ha origine il nome volgare italiano. La gola è scura, con una macchia chiara sul mento. La tinta diventa più intensa con l'età, così come aumenta la diffusione di macchie chiare sul corpo.

Dimorfismo sessuale - Poco evidente. I maschi sono generalmente di dimensioni inferiori a quelle delle femmine e coda relativamente più lunga. Durante il periodo riproduttivo la cloaca del maschio appare più pronunciata.

Larve - Sono molto simili a quelle di S. salamandra, ma più snelle e di dimensioni inferiori. hanno branchie esterne rossastre, occhi grandi ed arti robusti, non molto lunghi. Coda di lunghezza inferiore a quella del resto del corpo, a sezione laterale compressa e parte terminale arrotondata. Cresta dorsale bassa, con inizio posto poco dietro la nuca, progressivamente sempre più ridotta nel corso dello sviluppo. Alla schiusa sono semi trasparenti e prive di arti, con sfumature giallo brunastre e gruppi di melanofori scuri disposti irregolarmente a formare una fitta puntinatura. Con la crescita si sviluppano gli arti e la colorazione diviene progressivamente più definita, acquistando tinta brunastra con sfumature verdastre e piccole macchie chiare particolarmente evidenti sul dorso.

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Habitat e abitudini - Specie endemica dell'Italia meridionale continentale, tipicamente diffusa in zone boscose collinari e montane a quote comprese tra 200 e 900 metri. Gli adulti di salamandrina dagli occhiali sono strettamente terrestri. Il loro habitat preferito è costituito da foreste miste di caducifoglie,  come faggete, castagneti, e  querceti mesofili, con ricco sottobosco, attraversati da torrenti e ruscelli.  I versanti freschi ed umidi,  esposti a nord od a nord ovest, vengono di solito preferiti. Si tratta di una specie specializzata, esigente dal punto di vista ecologico, senz'altro ottimo bioindicatore per la qualità ambientale. Gli esemplari di questa specie si trattengono entro qualche centinaio di metri dall'acqua, in micro-habitat dove trova condizioni di temperatura e umidità ideali, rappresentati da rocce coperte di muschio, anfratti sotto tronchi caduti o radici di alberi ed arbusti, e letti di foglie cadute. Talvolta si incontrano esemplari anche entro profondi crepacci ed all'ingresso di caverne. Lo sviluppo larvale si svolge in acque ben ossigenate, generalmente in ruscelli, torrenti e sorgenti, oligotrofici con substrato roccioso o composto da massi e pietre misti a sabbia e ghiaia. Vengono utilizzate anche strutture di origine artificiale, e sembra che oltre il 60% dei siti di deposizione sia costituito da cisterne, fontane, abbeveratoi e lavatoi abbandonati, vasche in pietra o metallo, ma sempre dotati di una fonte di acqua pura e fresca. S. terdigitata risulta più attiva nelle ore crepuscolari e notturne, nel tardo pomeriggio delle giornate piovose o con  temperature fresche ed elevata umidità atmo-sferica. Durante le cacce notturne le femmine si spostano entro un raggio di 20 - 40 metri dal luogo di deposizione delle uova, mentre i maschi coprono una superficie più vasta, dal raggio compreso tra 50 e 100 metri. Gli adulti rimangono solitamente attivi dall'inizio dell'autunno fino al principio dell'estate. Nei mesi più caldi ed aridi la specie entra in estivazione, mentre non è raro osservare esemplari all'aperto in pieno inverno. Sembra che l'ibernazione si verifichi solo in periodi particolarmente rigidi, quando la temperatura resta a lungo al di sotto dello zero. I periodi di inattività vengono trascorsi in rifugi sotterranei, in tane scavate da altri animali, sotto pietre, tronchi o radici di alberi ed arbusti. Esemplari in ibernazione sono stati trovati interrati ad una profondità di  20 - 100 cm (Boehme et al 1999). Se disturbata S. terdigitata reagisce adottando un comportamento di tipo aposematico (avvertimento ai preda-tori), si incurva in modo da mettere in evidenza l'addome colorato (unkenreflex o riflesso-ululone) e secerne una sostanza tossica ed irritante dalle ghiandole dermiche.

Alimentazione - La dieta è composta principalmente da invertebrati tra cui predominano aracnidi, miriapodi, onischi, gasteropodi e insetti. Negli stadi di sviluppo successivi al riassorbimento del sacco vitellino, le larve si cibano di zooplan-cton e microcrostacei (parameci, infusori, rotiferi, dafnie, copepodi), con la crescita aumenta anche la taglia delle prede. In condizioni di affollamento o di scarsità di cibo, si verificano sistematicamente episodi di cannibalismo. Gli adulti sono in grado di estroflettere la lingua per catturare le prede, con un meccanismo simile a quello notato nei Pletododontidi del genere Speleomantes. Un filmato che mostra un esemplare mentre cattura la preda è osservabile nel sito del professor Stephen M. Deban Salammovie.html.

Riproduzione - La stagione degli amori si svolge da ottobre ad aprile, mesi durante i quali sono stati catturati maschi con cellule spermatiche mature nei dotti di Wolffian. Femmine fecondate sono state osservate tra la fine di aprile e maggio. L'accoppiamento è terrestre ed è preceduto da un breve rituale di corteggiamento. Il maschio e la femmina si inseguono a vicenda camminando in circolo. La fecondazione è interna. Alla fine del procedimento il maschio deposita a terra una spermatofora che viene raccolta dalla femmina con la cloaca. Le femmine sono in grado di trattenere lo sperma fino a quando le condizioni ambientali non siano favorevoli all'ovulazione. A seconda delle condizioni ambientali, le uova vengono deposte tra marzo e maggio. La femmine raggiungono i luoghi prescelti per lo sviluppo delle larve e vi deposita piccoli gruppi di 10 - 20 uova, fissandoli a corpi sommersi, come rami, radici e pietre. In carenza di zone idonee possono essere osservati grandi agglomerati di uova, deposte nello stesso luogo da femmine diverse. Le uova sono anche deposte singolarmente, in particolare quando non sono disponibili punti dove assicurare le masse più grandi. in cattività le femmine producono al massimo poco più di 60 uova per stagione. Le uova sono di forma ellittica, di colore biancastro, e lunghe circa 1.8 millimetri.

Accrescimento - Specie di piccole dimensioni, le femmine possono raggiungere una lunghezza totale massima di circa 116 millimetri, mentre per i maschi la taglia massima è di circa 92 millimetri. Lo sviluppo embrionale richiede da 20 a 22 giorni a 14° C. Alla schiusa le larve misurano circa 5 millimetri. La crescita delle larve è piuttosto rapida. La metamorfosi viene iniziata quando le larve misurano circa 30 mm, taglia raggiunta in 2 - 5 mesi, secondo la temperatura dell'acqua e la disponibilità di cibo.  Gli immaturi appena metamorfosati sono lunghi circa 25 mm, e di colore meno appariscente dei genitori. La livrea da adulto viene assunta dopo diversi mesi, quando i giovani misurano da 34 a 40 mm, solitamente al secondo anno di vita. L'età a cui viene raggiunta la maturità sessuale non è nota, in cattività le femmine iniziano a deporre ad una taglia di circa 7centimetri. L'età massima raggiunta da esemplari in cattività è generalmente compresa tra i dieci ed i dodici anni (Boehme et al 1999).

Predatori, parassiti e malattie - Tipici predatori di adulti di S. terdigitata sono varie specie di serpenti, molte specie di uccelli, anfibi come il rospo comune (Bufo bufo), ed altri rettili tra cui l'orbettino (Anguis fragilis). Le femmine che depongono le uova possono essere attaccate da pesci predatori  e da crostacei decapodi. Le uova e le larve sono predate da larve ed adulti di invertebrati acquatici, (ditiscidi, notonette e larve di libellula), rettili, larve ed adulti di altri anfibi e pesci. La specie è soggetta a malattie di origine virale e batterica, spesso veicolate da specie alloctone, e viene colpita da numerose specie di parassiti.

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Status della specie - S. terdigitata risulta relativamente comune in larga parte della sua area di distribuzione, ma varie alterazioni ambientali hanno portato al declino ed alla scomparsa di molte popolazioni. Alla rarefazione della specie concorrono vari fattori, dalla deforestazione, all'inquinamento e dall'eccessivo prelievo idrico all'introduzione di specie ittiche predatrici in grado di minacciare direttamente la specie nelle prime fasi dello sviluppo. Incendi e mezzi meccanici impiegati per i lavori di esbosco portano all'alterazione del microclima a terra, dovuta alla scomparsa della copertura arborea, e causano una pesante alterazione delle caratteristiche ecologiche dello strato superficiale del suolo. Inoltre l'aumento del prelievo idrico per uso domestico, agricolo e/o industriale, e l'inquinamento di falde e acque superficiali, possono portare alla distruzione dei luoghi di accrescimento delle larve.

Protezione - La specie viene elencata nell'Appendice II della Convenzione di Berna. In Italia è protetta da varie leggi regionali e nazionali. S. terdigitata è presente all'interno di parchi nazionali e di altre aree protette. Nella lista rossa IUCN la salamandrina dagli occhiali è considerata a basso rischio (LC, least concern) per la vasta distribuzione e per il buon numero di popolazioni ancora esistenti.

Galleria Fotografica e Links correlati

 

 
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    Il sito di IUCN, World Conservation Union, sulle specie in pericolo  

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