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Il tritone crestato del Danubio, Triturus dobrogicus (Kiritzescu, 1903)


Descrizione - Triturus dobrogicus fa parte del complex del tritone crestato (T. carnifex, T. cristatus, T. dobrogicus, T. karelinii). Molto simile a T. cristatus, si differenzia per la struttura più snella ed allungata del corpo, in special modo evidente nelle femmine (indice di Wolterstorff pari al 34 - 49%). Rispetto a T. cristatus, la testa appare relativamente più stretta e gli arti più corti. Come gli altri tritoni, gli esemplari di questa specie hanno testa appiattita, con muso arrotondato ed occhi lievemente sporgenti a pupilla rotonda. La bocca, relativamente grande, è provvista di denti vomerini in serie simmetriche. Le ghiandole parotoidi sono assenti. La pelle si presenta granulosa, con piccole verruche disposte in modo irregolare. La coda ha sezione ovale, appare compressa in senso laterale, ed è lunga quanto il resto del corpo o di poco più corta. La struttura del corpo e la colorazione della livrea variano in base al sesso ed a seconda se l'esemplare è in fase terrestre od acquatica. In fase acquatica il maschio presenta cresta dorsale estesa in avanti fino alla fronte, distintamente separata dalla cresta caudale. Entrambe le creste sono più alte e dentellate se paragonate a quelle di T. cristatus. In entrambi i sessi la livrea si presenta simile a quella delle atre specie del complex, ma con tonalità della parte dorsale più chiara nei maschi. Inoltre in T. dobrogicus le macchie scure sul dorso possono essere ridotte e più rade. La testa ha colore di fondo scuro, ornato da strisce e macchie chiare. Sui fianchi sono presenti piccole macchie biancastre, più numerose in prossimità della zona di transizione con la parte inferiore. Il ventre è di colore giallo arancio, con macchie nerastre fuse a formare bande o grandi chiazze. Sulla coda dei maschi in fase acquatica è presente una striscia longitudinale chiara dai riflessi bluastri. In fase terrestre le creste del maschio regrediscono, ed in entrambi i sessi la pelle diviene più spessa e ruvida.

Dimorfismo sessuale - Il dimorfismo sessuale è simile a quello che si osserva nelle altre specie del complex. Le femmine sono più grandi, più robuste ed hanno una colorazione più scura rispetto ai maschi.

Larve - Come nelle atre specie di questo complex, alla schiusa sono translucide, prive di arti, e con branchie esterne piumose. Hanno coda molto lunga e sottile, con membrana ben sviluppata, estesa sul dorso fino a raggiungere la nuca. Il corpo ha sfumature giallastre con gruppi sparsi di melanofori scuri, che formano una fitta puntinatura. Con l'aumentare delle dimensioni si formano gli arti, le branchie diventano rossastre e la colorazione generale diviene più definita, acquistando tinta brunastra con sfumature verdastre. Sul corpo e sulla coda appaiono macchie di colore scuro più regolari e marcate. Le parti inferiori sono di colore chiaro e translucide, spesso si possono osservare gli organi interni attraverso la pelle sottile.

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Habitat e abitudini - Il tritone crestato del Danubio ha abitudini marcatamente acquatiche. Vive di preferenza in zone di pianura con foreste o boschetti di essenze miste decidue, zone di esondazione e paludose, incluse quelle nelle valli fluviali ricche di vegetazione erbacea ed arbustiva. Nelle parti più aride frequenta corsi d'acqua provvisti di folta vegetazione riparia. La specie si incontra anche in aree moderatamente antropizzate, in zone abitate o sottoposte a coltivazione di tipo tradizionale. La riproduzione e lo sviluppo larvale si svolgono in acque stagnanti poco profonde, canali, bracci morti dei fiumi, fossi e cave allagate. Gli adulti e gli immaturi trascorrono molto tempo in fase acquatica, generalmente periodi superiori ai sei mesi. Talvolta non abbandonano l'acqua fino ai primi geli invernali (individui imprigionati nel ghiaccio sono stati osservati nelle pianure transcarpatiche). Triturus dobrogicus non risulta raro nell'area del delta del Danubio, mentre appare poco comune nelle restanti zone della sua distribuzione. La densità di popolazione degli adulti varia significativamente secondo il tipo di habitat. Nelle pianure della Transcarpazia, la densità è di circa un esemplare per 1/50 metri quadrati di superficie delle acque.

Alimentazione - Nella fase acquatica si ciba di insetti e loro larve, uova e larve di altri anfibi, piccoli avannotti. anellidi, molluschi e crostacei. Gli episodi di cannibalismo sono frequenti, in modo particolare a danno di larve e di immaturi. Durante la fase terrestre la dieta è composta da invertebrati come insetti, anellidi, molluschi ed aracnidi. Dopo il riassorbimento del sacco vitellino le larve predano principalmente microcrostacei ed una piccola percentuale di larve di insetti. In seguito conducono vita pelagica e l'alimentazione si orienta primariamente verso elementi del plancton. Durante la crescita la composizione della dieta si amplia a prede più grandi, come molluschi ed insetti (larve di efemerotteri, chironomidi, ecc.). In condizioni di affollamento o di scarsità di cibo, tra le larve si verificano di regola episodi di cannibalismo.

Riproduzione - Le migrazioni per raggiungere i luoghi adatti alla riproduzione iniziano dalla metà di febbraio fino alla fine di aprile, a seconda della latitidine, della quota e delle locali condizioni atmosferiche. In particolari condizioni una seconda migrazione si verifica in autunno. L'accoppiamento si svolge in acqua e la fecondazione è interna. La copula è preceduta da un rituale di corteggiamento simile a quello di T. cristatus. Il maschio si dispone davanti alla femmina inarcando il dorso, piega la coda e la fa vibrare per creare una corrente che indirizza i feromoni maschili verso la compagna, predisponendola all'accoppiamento. La femmina si avvicina e lo induce a depositare una spermatofora urtando la sua coda con il capo. La coppia si sposta un po' in avanti fino a quando il maschio blocca la compagna e le spinge il posteriore sopra la spermatofora che viene prelevata con la cloaca. Ogni femmina depone circa 100 - 200 uova per stagione riproduttiva. Le uova sono di colore biancastro uniforme, misurano da 1.8 a 2 millimetri di diametro, con l'involucro gelatinoso raggiungono 3 - 4 millimetri. La femmina depone le uova singolarmente, fissandole alle foglie delle piante acquatiche che in seguito ripiega a portafoglio sopra l'uovo. In cattività la metamorfosi e la comparsa dei caratteri sessuali maschili secondari possono avvenire in acqua.

Accrescimento - Gli adulti raggiungono una lunghezza totale massima di poco superiore ai 160 millimetri, con i maschi di taglia leggermente ridotta rispetto alle femmine. Lo sviluppo embrionale richiede da 2 a 2.5 mesi. La durata dello sviluppo larvale dipende dalla temperatura e dalla disponibilità di cibo e la metamorfosi viene generalmente completata da 2.5 a 3 mesi dopo la schiusa. La maturità sessuale viene raggiunta dal terzo al quarto anno di età. La speranza di vita per Triturus dobrogicus è di circa dieci anni.

Predatori, parassiti e malattie - I tritoni sono spesso vittima di pesci predatori, varie specie di serpenti, altri anfibi ed molte specie di uccelli. Le uova è le larve dei tritoni sono mangiate da larve ed adulti di invertebrati acquatici, rettili e anfibi, la loro tendenza a condurre vita pelagica le rende particolarmente esposte ad attacchi da parte dei pesci. La specie è soggetta a malattie di origine virale, micotica e batterica, spesso veicolate da pesci ed anfibi introdotti, e viene colpiti da numerose specie di parassiti.

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Status della specie - Le popolazioni di T. dobrogicus stanno subendo un generalizzato declino a causa della distruzione del loro habitat. Tra le maggiori cause di pericolo figurano inquinamento, drenaggio di aree umide, eccessivo prelievo idrico. Nelle zone meridionali dell'area di distribuzione, si è recentemente registrato una consistente riduzione di luoghi adatti alla riproduzione a causa della diminuzione delle precipitazioni imputabile al riscaldamento globale. Inoltre, nelle zone in cui i loro areali si sovrappongono, la specie viene minacciata da fenomeni di ibridazione con le specie appartenenti al medesimo complex.

Protezione - Questa specie viene elencata nell'Appendice II della Convenzione di Berna. In alcuni paesi, come la Romania, viene protetta da leggi regionali e nazionali. T. dobrogicus è presente in un certo numero di aree protette, dove sono state adottatte misure per diminuire la mortalità causata da autoveicoli durante le migrazioni stagionali. Dalla lista rossa IUCN le popolazioni di tritone crestato del Danubio sono considerate in procinto di entrare in pericolo (NT, near threatened) a causa del continuo degrado a cui è sottoposto il loro ambiente.

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