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Descrizione -
Triturus dobrogicus fa parte del complex del tritone crestato (T.
carnifex, T. cristatus, T. dobrogicus, T. karelinii).
Molto simile a T. cristatus, si differenzia per la struttura più
snella ed allungata del corpo, in special modo evidente nelle femmine (indice
di Wolterstorff pari al
34 - 49%). Rispetto a T. cristatus, la testa appare relativamente
più stretta e gli arti più corti. Come gli altri tritoni, gli esemplari di
questa specie hanno testa appiattita, con muso arrotondato ed occhi
lievemente sporgenti a pupilla rotonda. La bocca, relativamente grande, è
provvista di denti vomerini in serie simmetriche. Le ghiandole parotoidi
sono assenti. La pelle si presenta granulosa, con piccole verruche
disposte in modo irregolare. La coda ha sezione ovale, appare compressa in
senso laterale, ed è lunga quanto il resto del corpo o di poco più corta.
La struttura del corpo e la colorazione della livrea variano in base al
sesso ed a seconda se l'esemplare è in fase terrestre od acquatica. In
fase acquatica il maschio presenta cresta dorsale estesa in avanti fino
alla fronte, distintamente separata dalla cresta caudale. Entrambe le
creste sono più alte e dentellate se paragonate a quelle di T.
cristatus. In entrambi i sessi la livrea si presenta simile a quella
delle atre specie del complex, ma con tonalità della parte dorsale più
chiara nei maschi. Inoltre in T. dobrogicus le macchie scure sul
dorso possono essere ridotte e più rade. La testa ha colore di fondo
scuro, ornato da strisce e macchie chiare. Sui fianchi sono presenti
piccole macchie biancastre, più numerose in prossimità della zona di
transizione con la parte inferiore. Il ventre è di colore giallo arancio,
con macchie nerastre fuse a formare bande o grandi chiazze. Sulla coda dei
maschi in fase acquatica è presente una striscia longitudinale chiara dai
riflessi bluastri. In fase terrestre le creste del maschio regrediscono,
ed in entrambi i sessi la pelle diviene più spessa e ruvida. |
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Dimorfismo
sessuale
- Il dimorfismo sessuale è simile a quello che si osserva nelle altre
specie del complex. Le femmine sono più grandi, più robuste ed hanno una
colorazione più scura rispetto ai maschi. |
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Larve
- Come nelle atre specie di questo complex, alla schiusa sono translucide,
prive di arti, e con branchie esterne piumose. Hanno coda molto lunga e
sottile, con membrana ben sviluppata, estesa sul dorso fino a raggiungere
la nuca. Il corpo ha sfumature giallastre con gruppi sparsi di melanofori
scuri, che formano una fitta puntinatura. Con l'aumentare delle dimensioni
si formano gli arti, le branchie diventano rossastre e la colorazione
generale diviene più definita, acquistando tinta brunastra con sfumature
verdastre. Sul corpo e sulla coda appaiono macchie di colore scuro più
regolari e marcate. Le parti inferiori sono di colore chiaro e
translucide, spesso si possono osservare gli organi interni attraverso la
pelle sottile. |
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Habitat
e abitudini
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Il tritone crestato del Danubio ha abitudini
marcatamente acquatiche. Vive di preferenza in zone di pianura con foreste
o boschetti di essenze miste decidue, zone di esondazione e paludose,
incluse quelle nelle valli fluviali ricche di vegetazione erbacea ed
arbustiva. Nelle parti più aride frequenta corsi d'acqua provvisti di
folta vegetazione riparia. La specie si incontra anche in aree
moderatamente antropizzate, in zone abitate o sottoposte a coltivazione di
tipo tradizionale. La riproduzione e lo sviluppo larvale si svolgono in
acque stagnanti poco profonde, canali, bracci morti dei fiumi, fossi e
cave allagate. Gli adulti e gli immaturi trascorrono molto tempo in fase
acquatica, generalmente periodi superiori ai sei mesi. Talvolta non
abbandonano l'acqua fino ai primi geli invernali (individui imprigionati
nel ghiaccio sono stati osservati nelle pianure transcarpatiche).
Triturus dobrogicus
non risulta raro nell'area del delta del
Danubio, mentre appare poco comune nelle restanti zone della sua
distribuzione. La densità di popolazione degli adulti varia
significativamente secondo il tipo di habitat. Nelle pianure della
Transcarpazia, la densità è di circa un esemplare per 1/50 metri quadrati
di superficie delle acque.
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Alimentazione - Nella fase acquatica si ciba di insetti e
loro larve, uova e larve di altri anfibi, piccoli avannotti. anellidi,
molluschi e crostacei. Gli
episodi di cannibalismo sono frequenti, in modo particolare a danno di
larve e di immaturi.
Durante la fase terrestre la dieta è
composta da invertebrati come insetti, anellidi, molluschi ed aracnidi.
Dopo il riassorbimento del sacco vitellino le larve predano principalmente
microcrostacei ed una piccola percentuale di larve di insetti. In seguito
conducono vita pelagica e l'alimentazione si orienta primariamente verso
elementi del plancton. Durante la crescita la composizione della dieta si amplia a prede più grandi, come
molluschi ed insetti (larve di efemerotteri, chironomidi, ecc.). In
condizioni di affollamento o di scarsità di cibo, tra le larve si
verificano di regola episodi di cannibalismo. |
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Riproduzione - Le migrazioni per raggiungere
i luoghi adatti alla riproduzione iniziano dalla metà di febbraio fino
alla fine di aprile, a seconda della latitidine, della quota e delle
locali condizioni atmosferiche. In particolari condizioni una seconda
migrazione si verifica in autunno. L'accoppiamento si svolge in acqua e la
fecondazione è interna. La copula è preceduta da un rituale di
corteggiamento simile a quello di T. cristatus. Il maschio si
dispone davanti alla femmina inarcando il dorso, piega la coda e la fa
vibrare per creare una corrente che indirizza i feromoni maschili verso la
compagna, predisponendola all'accoppiamento. La femmina si avvicina e lo
induce a depositare una spermatofora urtando la sua coda con il capo. La
coppia si sposta un po' in avanti fino a quando il maschio blocca la
compagna e le spinge il posteriore sopra la spermatofora che viene
prelevata con la cloaca. Ogni femmina depone circa 100 - 200 uova per
stagione riproduttiva. Le uova sono di colore biancastro uniforme,
misurano da 1.8 a 2 millimetri di diametro, con l'involucro gelatinoso
raggiungono 3 - 4 millimetri. La femmina depone le uova singolarmente,
fissandole alle foglie delle piante acquatiche che in seguito ripiega a
portafoglio sopra l'uovo. In cattività la metamorfosi e la comparsa dei
caratteri sessuali maschili secondari possono avvenire in acqua. |
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Accrescimento
- Gli adulti raggiungono una lunghezza totale massima di poco superiore ai
160 millimetri, con i maschi di taglia leggermente ridotta rispetto alle
femmine. Lo sviluppo embrionale richiede da 2 a 2.5 mesi. La durata dello
sviluppo larvale dipende dalla temperatura e dalla disponibilità di cibo e
la metamorfosi viene generalmente completata da 2.5 a 3 mesi dopo la
schiusa. La maturità sessuale viene raggiunta dal terzo al quarto anno di
età. La speranza di vita per
Triturus dobrogicus
è di circa dieci anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - I tritoni sono spesso vittima di pesci
predatori, varie specie di serpenti, altri anfibi ed molte specie di
uccelli. Le uova è le larve dei tritoni sono mangiate da larve ed adulti
di invertebrati acquatici, rettili e anfibi, la loro tendenza a condurre
vita pelagica le rende particolarmente esposte ad attacchi da parte dei
pesci. La specie è soggetta a malattie di origine virale, micotica e
batterica, spesso veicolate da pesci ed anfibi introdotti, e viene colpiti
da numerose specie di parassiti. |
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Status
della specie - Le popolazioni di T. dobrogicus stanno
subendo un generalizzato declino a causa della distruzione del loro
habitat. Tra le maggiori cause di pericolo figurano inquinamento,
drenaggio di aree umide, eccessivo prelievo idrico. Nelle zone meridionali
dell'area di distribuzione, si è recentemente registrato una consistente
riduzione di luoghi adatti alla riproduzione a causa della diminuzione
delle precipitazioni imputabile al riscaldamento globale. Inoltre, nelle
zone in cui i loro areali si sovrappongono, la specie viene minacciata da
fenomeni di ibridazione con le specie appartenenti al medesimo complex. |
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Protezione -
Questa specie viene elencata nell'Appendice II della Convenzione di Berna.
In alcuni paesi, come la Romania, viene protetta da leggi regionali e
nazionali. T. dobrogicus è presente in un certo numero di aree
protette, dove sono state adottatte misure per diminuire la mortalità
causata da autoveicoli durante le migrazioni stagionali. Dalla lista rossa
IUCN le popolazioni di tritone crestato del Danubio sono considerate in
procinto di entrare in pericolo (NT, near threatened) a causa del continuo
degrado a cui è sottoposto il loro ambiente. |