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Lo
storione tozzo,
Acipenser
nudiventris
Lovetzky, 1828 |
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Caratteri
meristici - Branchiospine: 24 - 45. Scudi ossei dorsali: 11 - 17.
Scudi ossei laterali: 49 - 74. Pinna dorsale 45 - 57 raggi. Pinna anale:
23 - 37 raggi.
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Descrizione - Il
corpo è particolarmente tozzo e compresso. Il muso appare corto e conico,
i barbigli sono rotondi e sfrangiati nella parte interna. La base
posteriore della pinna dorsale è molto vicina alla pinna caudale. La
colorazione varia secondo l'habitat e assume, sul dorso, tinte grigie o
brune, più o meno scure. Sui fianchi la livrea schiarisce
progressivamente, fino ad assumere una tinta biancastra sul ventre.
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Dimorfismo
sessuale - Non evidente.
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Habitat
- Nei fiumi gli esemplari si trattengono sui fondali alti con
substrati fangosa o ghiaiosa. In mare stazionano su fondali fangosi di circa 50
metri di profondità.
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Alimentazione
e abitudini - Nel Lago d'Aral e nel Mar Caspio è anadromo, mentre
si comporta come un pesce stanziale d'acqua dolce nel Danubio, da dove
solo raramente gli esemplari raggiungono il Mar Nero. I migratori
autunnali trascorrono l'inverno nei fiumi, di solito adagiati in buche che
scavano in fondali di sabbia o fango. Durante il periodo di frega, gli
esemplari anadromi smettono quasi completamente di nutrirsi.
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Riproduzione
- I maschi dello storione tozzo sono sessualmente maturi tra i sei ed i
nove anni, mentre le femmine sono in grado di deporre le uova ad un'età
compresa tra i dodici ed i quattordici anni. A. nudiventris si
riproduce, secondo le condizioni climatiche, da marzo a maggio. La femmina
depone da 280.000 a 1.290.000 uova. A temperature dell'acqua comprese tra
i dieci ed i quindici gradi, le larve schiudono in circa sette giorni.
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Accrescimento - La lunghezza dello storione
oscilla dal metro e mezzo fino ai due metri. Il peso arriva fino a 50
chili, anche se la media è compresa tra i diciassette ed i venti chili.
L'età dello storione tozzo pare che non superi i trenta anni, ma non è
escluso che in anni passati, quando la specie risentiva meno delle
perturbazioni ambientali, questi storioni fossero più longevi. Pare che
nel 1925 sia stato pescato un esemplare eccezionale del peso di 127 chili.
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Predatori,
parassiti e malattie - Questi storioni sono colpiti dal parassita
Nitzschia sturionis che, in taluni casi può provocare delle vere
epidemie con gravi casi di moria.
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Status
della specie - Come tutti gli
Acipenseridi europei, anche lo storione tozzo ha subito una forte
rarefazione. Sia nel Danubio, sia negli altri corsi d'acqua ove è
presente, questa specie è progressivamente diminuita per la degradazione
qualitativa delle acque, talvolta pesantemente aggravata da scarichi
indiscriminati delle obsolete industrie attive nei paesi dell'est.
Recentemente si è aggiunto anche il rischio causato dai pericolosissimi
scarichi dei lavaggi, a base di cianuro e mercurio, utilizzati dalle
miniere auree dei Carpazi. La cattiva qualità delle acque può essere
anche la causa della minore resistenza di questi storioni agli attacchi
del parassita Nitzschia sturionis.
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Protezione - In
Russia è tutelato perché in alcune zone è fortemente diminuito non
soltanto per l'intenso sfruttamento, ma anche per cause apparentemente
naturali. Le stesse misure dovrebbero essere applicate anche dai restanti
paesi, sul cui territorio si colloca l'areale dello storione tozzo.
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Valore
economico - Le carni sono molto pregiate, ma di valore commerciale
minore rispetto a quelle degli altri storioni. Viene commercializzato
fresco, congelato, affumicato, salato ed essiccato. Con le uova si produce
il caviale "ship", di qualità inferiore rispetto alle altre varietà.
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Pesca - La pesca a scopo commerciale, dello
storione tozzo è attivamente praticata in Romania ed in Unione Sovietica.
Le catture vengono effettuate con reti vaganti, a circuizione, a strascico
e da posta.
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