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Lo storione persiano, Acipenser persicus

Borodin, 1897

 

Caratteri meristici - Branchiospine: 15 - 31. Scudi ossei dorsali: 8 - 14. Scudi laterali 23 - 41.  Scudi ventrali 7 - 13. Numero cromosomico 2n > 200 (Nowruz Fashkhami, 1996), successivamente corretto a 2n=258 ± 4 (Nowruzfashkhami et al., 2000).

 

 

Descrizione - Corpo allungato a sezione cilindrica. Testa allungata, con muso stretto, robusto e leggermente incurvato verso il basso. La lunghezza media del muso è circa 5.6 % TL, mentre la sua larghezza all'altezza della bocca e pari a circa il 37% della lunghezza della testa. Bocca tubolare e protrattile situata in posizione ventrale, con labbro inferiore diviso a metà. Barbigli non sfrangiati, inseriti più più vicino al termine del muso che alla bocca. Da una a quattro file longitudinali di piccoli dentelli ossei tra la fila di sudi dorsale e quelle laterali. Zona posteriore all'apertura anale priva di scudi ossei. Uno scudo può essere presente sul bordo inferiore del peduncolo caudale. Pinne pettorali relativamente piccole, dotate di un solo debole raggio osseo. La colorazione del dorso varia da grigio blu a blu scuro, i fianchi sono più chiari con riflessi blu acciaio, ed il ventre è biancastro o bianco giallastro. La parte superiore del capo è generalmente più chiara del dorso. Gli scudi sono chiari rispetto al colore di fondo, normalmente giallo pallido negli adulti e color rame o dorati negli immaturi.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non si osserva dimorfismo sessuale.

 

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Habitat e abitudini - Specie anadroma, in mare frequenta estuari e zone costiere. Si riproduce nei fiumi di maggior portata, risalendo il corso per raggiungere le aree di frega. Principalmente A. persicus è diffuso nella zona meridionale del Mar Caspio, dove però non forma popolazioni molto consistenti. In mare A. persicus vive di preferenza su substrati fangosi, talvolta misti a sabbia, con temperature comprese tra 4.1 e 28 °C e salinità variabile tra l'8.59 ed il 14.2 per mille. Nell'area meridionale del Caspio non si osservano significative variazioni stagionali della distribuzione, contrariamente a quanto accade nella zona centrale dove, durante la stagione fredda, i pesci si radunano lungo le coste orientali da cui muovono verso nord all'arrivo dell'estate. In primavera i riproduttori appaiono concentrati presso le coste occidentali meridionali (Legeza, 1973). Questa specie è più stenoalina rispetto ad altre, in ambiente marino frequenta acque con alta salinità, e più sensibile ai bassi livelli di ossigeno disciolto. Kazemi et al. (2003) hanno scoperto che la capacità di osmoregolazione e lo sviluppo delle cellule al cloruro aumenta durante lo sviluppo, in modo di consentire ai giovani pesci una progressiva transazione tra le acque dolci, salmastre e marine. La frega si svolge in grandi fiumi con acque correnti ben ossigenate, relativamente profonde, su substrato roccioso misto a pietre e ghiaie grossolane. Le migrazioni riproduttive si svolgono anche per lunghe distanze, come accadeva nel fiume Volga prima della costruzione delle centrali idroelettriche. Dopo la riproduzione gli adulti possono trattenersi in acqua dolce per più di un anno, svernando nelle zone più profonde dei corsi d'acqua. Le larve iniziano a migrare a valle immediatamente dopo la schiusa.

 

 

Alimentazione - La dieta di A. persicus è composta principalmente da molluschi, crostacei, anellidi, chironomidi e pesci come gobidi e clupeidi (Clupeonella spp.). In ambiente la maggior parte dell'alimentazione degli immaturi è costituita da pesci. Azari Takami et al. (1980) riportano che in acque iraniane gli adulti predano principalmente pesci (Gobidi), seguiti da crostacei e da due specie di molluschi bivalvi (Abra ovata e Cerastoderma umbonatum). Viene predata in quantità significativa anche la cozza zebrata (Dreissena polimorpha). Da quanto riportato in letteratura sembra che in questa specie la dieta sia meno varia di quanto osservato in Huso huso e A. gueldenstaedtii. Hashemyan et al. (2005) hanno esaminato i contenuti stomacali di esemplari di A. persicus, A. stellatus ed A. nudiventris, catturati nelle acque costiere di Mazandaran e Golestan a profondità inferiori ai 20 m, rilevando la presenza di anellidi (50.8%), crostacei anfipodi (41.5%), piccoli pesci 4.8%), crostacei decapodi (2%) e molluschi bivalvi (0.9%). Pesci di lunghezza inferiore ai 40 cm si cibano principalmente di gamberetti, policheti e gammaridi, a taglie comprese tra 41 ed 80 iniziano a predare anche molluschi e piccoli pesci, mentre gli adulti catturano principalmente crostacei e pesci.

 

 

Riproduzione - La riproduzione si svolge quando nel fiume l'acqua raggiunge una temperatura compresa tra 15 e 25 °C, con optimum tra i 17 ed i 23 °C. Le zone di frega sono situate su letti di ghiaia, ciottoli, crete o gusci di conchiglie, ad una profondità compresa tra 2 e 20 metri, e con velocità della corrente variabile da 1.0 a 1.7 m/sec. Nel Mar Caspio meridionale la frega avviene da aprile a giugno, con un secondo picco da agosto a settembre. Nel fiume Safid, in Iran, l'interruzione dura circa due mesi e coincide con temperature dell'acqua di 26 - 30 °C. La fecondità delle riproduttrici pescate in Azerbaijan risulta superiore alle 559.000 uova (Markarova & Alekperov, 1989), ma non sono rare catture di femmine contenenti fino a  840.000 uova, mentre nel fiume Safid la fecondità media è di circa 375.00 uova. Le uova sono di colore grigio brunastro e misurano più di 3.8 mm di diametro. Dopo la deposizione le uova sono fecondate dai maschi ed aderiscono al substrato. Anche se la fecondità è alta, le nascite complessive risultano relativamente poco numerose, perché le femmine si riproducono ad intervalli variabili da 2 a 4 anni. L'incubazione è breve, richiede da 3 a 5 giorni. Shafizadeh & Parivar (1999) riportano che, alla temperatura di 19 - 21 °C, le schiuse si verificano dopo 82 - 87 ore dalla fecondazione, le larve assorbono il sacco vitellino circa 6 giorni dopo la nascita ed iniziando a spostarsi in modo autonomo dal settimo all'ottavo giorno di vita.

 

 

Accrescimento e resilienza - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, molto basso, superiore a 14 anni. Le femmine crescono più lentamente rispetto ai maschi. La maturità viene raggiunta tra 8 e 15 anni nei maschi e tra 12 e 18 anni nelle femmine. Nel fiume Kura gli adulti di storione persiano che risalgono per la frega anno età variabili tra 7 e 34 anni, con la maggioranza dei riproduttori compresa tra 11 e 24 anni. In Iran i parametri di crescita della formula di Von Bertalanffy per le femmine sono pari a L ∞ = 225 cm e K = 0.066, per i maschi L ∞ = 207 cm  e K = 0.079. 197 cm, oppure rispettivamente L ∞ = 197 e K = 0.084, L ∞ = 186 e K = 0.105, a seconda della metodologia usata. Stabilire l'età massima raggiunta da questa specie risulta difficile, la relativa rarità e la forte pressione di pesca non consentono l'osservazione di esemplari particolarmente longevi. La massima età registrata in storioni persiani pescati in lungo le coste dell' Azerbaijan è di 32 anni, ma nella maggioranza (82%) degli esemplari catturati la media risulta compresa tra 14 e 23 anni. Da dati riportati in letteratura sembra che questa specie possa raggiungere e superare i 48 anni di vita. A. persicus raggiunge e supera i 2280 mm TL ed i 70 kg di peso.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La gran parte dei dati, proveniente da studi effettuati quando questa specie veniva considerata sottospecie di A. gueldenstaedtii, riporta il rinvenimento nei tessuti dei trematodi monogenei Diclobothrium armatum e Nitzschia sturionis. Soltani et al. (2000) in un lavoro sui parassiti di A. persicus riscontrati su esemplari pescati in tre località del Gilan (Iran), riportano Cucullanus sphaerocephalus e Skrjabinopsolus semiarmatus come specie a più alta frequenza, e la prima segnalazione del rinvenimento di Eustrongylides excisus, Anisakis sp. ed Amphilina foliacea in questa specie. Soltani & Kolbassi (2001) descrivono l'impiego di differenti antigeni per contrastare le setticemie da Aeromonas hydrophila in avannotti allevamenti in cattività. Hajimoradloo (2002) riporta la presenza negli immaturi del nematode Cystoopsis acipenseris con una frequenza del 5.83%. Hajimoradloo & Ghorbani Nasrabadi (2003) segnalano la prevalenza di metazoi parassiti negli immaturi di A. persicus catturati nel sud est del Mar Caspio. Pazooki & Masoumian (2004) hanno rilevato la presenza di Cryptobia acipenseris e Haemogregarina acipenseris nel sangue di esemplari pescati nel fiume Anzali, parassiti non in grado di provocare patologie negli esemplari selvatici, ma causa di gravi infezioni e di anemia negli storioni di allevamento. Gorogi (2006a) segnala la presenza del nematode Cucullanus sphaerocephalus, del il trematode digeneo Skrjabinopsolus semiarmatus e dell'acantocefalo Leptorhynchoides plagicephalus nei pesci delle acque iraniane. Sattari & Mokhayer (2005a; 2005b) segnalano tra i parassiti di storioni persiani provenienti dalle coste centrali e sud occidentali del Mar Caspio, i nematodi Cucullanus sphaerocephalus, Eustrongyloides excisus e Anisakis sp., il cestode Amphilina foliacea, gli acantocefali Leptorhynchoides plagicephalus e Corynosoma strumosum, ed il trematode digeneo Skrjabinopsolus semiarmatus. Gli esemplari più giovani e gli avannotti e le uova vengono predati da varie specie di pesci, tra cui predominano Silurus glanis, Alosa spp., Huso huso, e varie specie di gobidi e ciprinidi. I giovani possono venir catturati anche da ucceli predatori e dalla foca del Caspio (Pusa caspica). Gli adulti di taglia maggiore non hanno predatori naturali, ad eccezione dell'uomo.

 


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Status della specie - Le popolazioni europee di A. persicus sono ormai quasi estinte, le segnalazioni dall'area Nord del bacino del Mar Caspio sono occasionali e non si verificano più riproduzioni. Anche nelle acque iraniane la frega è sempre più rara. La presenza della specie nel sud del Caspio viene comunque garantita da massicce immissioni di materiale prodotto in allevamento effettuate dalle Autorità Iraniane. Recentemente gli esemplari di origine iraniana vengono sempre più frequentemente catturati nelle acque centrali e settentrionali del Mar Caspio. A. persicus è minacciato principalmente dalla perdita di ambienti adatti alla frega. Ad esempio, la costruzione di una grande diga sul fiume Safid in Iran ha ridotto la portata del fiume nei mesi estivi, il rilascio risulta insufficiente a rinfrescare l'acqua a temperature compatibili con lo sviluppo delle uova. La specie è minacciata anche dall'elevata pressione di pesca, spesso esercitata da bracconieri con metodi illegali.

 

 

Protezione - Nella lista rossa IUCN A. persicus dovrebbe essere classificato come criticamente minacciato (CR A2acd + 3 acd), ma la specie è ancora classificata in pericolo (Endangered A2d) perché non verificata dal 1996. La pesca è regolamentata in tutto il bacino del Mar Caspio. Un intenso programma di ripopolamento viene sviluppato dall'Iran tramite immissione di novellame prodotto in allevamento.

 

 

Valore economico ed allevamento - La specie è molto apprezzata per la produzione di carne e caviale. Il caviale di A. persico viene classificato come prima scelta e spunta i più alti valori sul mercato (Vladykov, 1964). Dopo A. stellatus, lo storione persiano è la seconda specie allevata nelle pescicolture iraniane.

 

 

Pesca - La pesca intensiva di A. persicus viene praticata nel Caspio fin da epoche antiche. ma la forte pressione di pesca, la perdita di habitat favorevoli alla riproduzione e la crescita dell'inquinamento agricolo ed industriale, hanno portato ad un forte calo della consistenza numerica delle popolazioni naturali, riducendo fortemente il numero delle catture. Attualmente la maggior parte del caviale e della carne di storione persiano presente sul mercato proviene da pesci allevati in cattività. In ogni caso sembra che il forte impegno dell'Iran, nel sostenere la specie con ripopolamenti di avannotti prodotti in allevamento, stia portando ad un lieve incremento delle popolazioni. La presenza nel Mar Caspio dello storione persiano sarà comunque sempre condizionata a queste immissioni, fino a quando non verrà attuata una seria politica di ripristino delle condizioni ambientali adatte alla naturale riproduzione della specie.

 

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