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Gli Aterinidi,
Atherinidae |
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Il
nome deriva dal greco atheríne o atherínos (= aterina) usato
nel IV secolo a.C. da Aristotele, poi da Callimaco nel III
secolo a.C. e da Atenèo nel Il secolo a.C., per indicare le
specie che sono oggi denominate scientificamente come Atherina
hepsetus e Atherina boyeri (= Atherina mochon). Resti fossili di
Atherinidae sono noti a partire dall'Eocene, da 53-54 a 37-38
milioni circa di anni fa. Questa famiglia fu oggetto di
revisione da parte di Jordan e Hubbs (1919) e, a livello
generico, di Schultz(1948). La variabilità intraspecifica degli
Aterinidi è notevole: questo ha fatto in modo che furono
descritte diverse specie, non più riconosciute a seguito di
studi più approfonditi. |
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Gli
Aterinidi hanno corpo fusiforme che tende ad essere compresso
in senso laterale, coperto di squame cicloidi, fragili e
iridescenti, estese anche alla testa. La linea laterale è
incompleta e, talvolta, mancante. L'apparato locomotorio,
costituito dal complesso delle pinne pari ed impari, è
caratterizzato dalla presenza di due pinne dorsali spaziate
tra loro, con la prima pinna situata all'incirca in
corrispondenza della metà del corpo. La prima pinna dorsale
è più piccola della seconda e sostenuta da raggi spiniformi,
la seconda è formata soltanto da raggi molli. Le pinne
pettorali sono spostate in avanti ed in alto. Le pinne
ventrali sono in posizione addominale. La pinna anale, munita
di una debole spina, è di forma e dimensioni variabili. La
pinna caudale biloba, è marcatamente biforcata. La testa
degli Aterinidi è corta e, generalmente, appiattita in norma
dorsale. Anche il muso è corto, con bocca terminale rivolta
verso l'alto, ampia con gli angoli estesi oltre la verticale
tracciata dal margine anteriore dell'occhio. I denti sono
minuti, presenti sulle mascelle e spesso anche sul vomere e
sui palatini. Per la determinazione sistematica, è importante
considerare la forma delle ossa premascellari, di norma
protrattili, e quella della mandibola. La parte centrale di
ciascun osso dentale può essere più o meno elevata (processo
mandibolare). Nelle specie di questa famiglia, gli occhi sono
grandi ed in posizione elevata. I raggi branchiostegi sono
tipicamente da cinque a sette. Le ossa pelviche sono separate
dai cleitri. Le vertebre, in numero compreso tra trentadue e
sessanta, hanno parapofisi bene sviluppate. Le appendici
appendici piloriche sono assenti. La vescica natatoria ha
l'estremità posteriore sottile e appuntita. Le specie che
appartengono alla famiglia degli Atherinidae hanno livrea
argentea, più o meno traslucida, con una banda longitudinale
brillante sui fianchi, spesso sottolineata da una linea
scura. |
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Gli
Aterinidi sono pesci gregari di dimensioni solitamente modeste,
ampiamente distribuiti nelle acque tropicali e temperate. Gli
individui delle specie ascritte a questa famiglia, si riuniscono in
branchi molto consistenti numericamente, e per l'importanza che
esprimono come biomassa, rivestono un ruolo primario nell'ambito
delle catene trofiche marine, lacustri e di acque salmastre.
Depongono uova demerse, relativamente grandi rispetto alla taglia
dei riproduttori, dotate di filamenti adesivi e a lunga incubazione.
Le larve sgusciano in condizioni di sviluppo molto avanzato. In
Europa gli Atherinidae sono presenti con 2 generi e 4 specie, di cui
una importata ed una presente nelle acque costiere del Mediterraneo
orientale, proveniente dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez.
Le specie autoctone sono tutte appartenenti al genere Atherina,
mentre quella immigrata
appartiene al genere Pranesus. Nelle acque salmastre italiane è
indigena la sola specie A. boyeri, in grado di colonizzare e di
acclimatarsi anche in acque dolci lacustri. Un'altra specie
frequente in Italia è A. hepsetus, facilmente distinguibile per le
oltre 60 scaglie disposte in serie longitudinale. A. hepsetus, vive
quasi esclusivamente in mare e solo occasionalmente in lagune a
salinità elevata. Il gen. Pranesus non fa parte della fauna
italiana. Nel Mediterraneo orientale si trova P. pinguis forskali (Rp.),
il cui aspetto è molto simile a quello delle nostre aterine. La
specie immigrata si riconosce per avere denti sul vomere e sui
palatini, vescica natatoria arrotondata posteriormente che non
penetra negli archi emali. La specie è attualmente molto comune
presso le coste di Israele, dove anzi è l'Aterinide più
abbondante, e si è diffusa a nord fino a Cipro, a ovest fino a
Mersa Matruh (Libia). La famiglia Atherinidae comprende 25 generi
con circa 165 specie, distribuite in prevalenza nelle acque marine
costiere; ve ne sono alcune che penetrano in acque salmastre o
completamente dolci, ove possono effettuare l'intero ciclo
biologico. |
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