www.ittiofauna.org
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org
Le Faune Webmuseum Osteichthyes Clupeiformes Clupeidae Alosa

L'agone, Alosa agone (Scopoli, 1786)

 

Caratteri meristici - Branchiospine: 38 - 72 (media tra 45 e 64).

 

 

Descrizione - Corpo allungato, a sezione ellittica compressa, con altezza massima circa uguale alla lunghezza della testa (circa 1/5 LS).  Si distingue dal altre specie del genere Alosa per il profilo dorsale quasi diritto e per la mancanza di denti sulle ossa palatine. Squame cicloidi relativamente grandi e lassamente inserite nel derma. Colorazione del dorso blu verdastro, fianchi e ventre argentei. Nella zona di transizione tra il colore scuro del dorso ed i fianchi si contano fino a 12 macchie scure circolari, di dimensioni decrescenti in senso anteroposteriore.

 

 

Dimorfismo sessuale - Non si osserva dimorfismo sessuale.

 

  Click on the image to magnify and for the references  
Click sull'immagine per ingrandire e per informazioni

 

Habitat e abitudini - Specie lacustre, pelagica e gregaria. Forma branchi numerosi, spesso associati a coregoni ed alborelle. Vengono compiute migrazioni sia verticali che orizzontali. Fuori dalla stagione di frega, i branchi si mantengono in acque pelagiche, variando la propria distribuzione verticale a seconda del momento stagionale e delle conseguenti condizioni termiche (dalla superficie sino ad alcune decine di metri di profondità). A. agone si sposta in prossimità delle coste in inverno e durante il periodo della riproduzione.

 

 

Alimentazione - Dieta prevalentemente zooplanctofaga, gli esemplari di maggiori dimensioni possono predare anche avannotti e piccoli pesci. La cattura del plancton è facilitata dalla presenza di numerosissimi filamenti cornei o branchiospine sugli archi branchiali.  Nel Lago Maggiore l'alimentazione si basa prevalentemente su cladoceri (Daphnia hyalina, Bythotrephes longimanus), oltre che su copepodi. Ricerche svolte nel Lago di Garda mostrano nei contenuti stomacali una prevalenza di Daphnia hyalina e di copepodi diaptomidi in primavera, di copepodi ciclopidi e di Bythotrephes longimanus in estate, di diaptomidi e ciclopidi in autunno e in inverno. Nell'arco di alcuni decenni nel Lago di Garda è stata notata una tendenza di A. agone a cambiale le proprie modalità alimentari, probabilmente a causa dell'incremento trofico subito dal bacino per inquinamenti di vario genere.

 

 

RiproduzioneLa maturità sessuale viene raggiunta dai maschi tra i 2 ed i 3 anni di età e dalle femmine a circa 3 - 4 anni. La riproduzione ha luogo dalla fine di maggio ad agosto, quando la temperatura raggiunge valori compressi tra i 15 ed i 16 °C. La frega è notturna e si svolge in ambiente litorale. In media ogni femmina depone da 15.000 a 20.000 uova di colore biancastro.

 

 

Accrescimento - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. La velocità della crescita individuale varia notevolmente da lago a lago. Nel Lago Maggiore, a partire dal secondo anno, lo sviluppo è molto più veloce nelle femmine rispetto al maschi. Nella popolazione del Lago di Garda la lunghezza totale può giungere fino a poco più di 30 cm e il peso può superare 300 g, con lunghezze totali medie stimate sono rispettivamente di 13 cm al termine del primo anno, 22,5 al secondo, 25,6 al terzo e 27,3 al quarto. La struttura della popolazione sembra essersi notevolmente diversificata in anni recenti: gli agoni di taglia minore raggiungono un peso maggiore rispetto al passato, mentre quelli più grandi hanno peso inferiore. Sembra che la variazione nello sviluppo sia in relazione con le variazioni intervenute nell'ambiente, determinate soprattutto da un aumento delle condizioni trofiche e dall'uso di tecniche di pesca diverse da quelle tradizionali.

 

 

Predatori, parassiti e malattie - La specie viene predata da varie specie di pesci ed uccelli ittiofagi. Recentemente la specie appare seriamente minacciata dal forte aumento della presenza di cormorani (Phalacrocorax carbo). Nei laghi prealpini si sono verificati fenomeni di moria a causa del fungo missosporidio Branchiophaga alosicida, che si sviluppa sulle branchie portando il pesce ad asfissia.

 


  Click on the image to magnify and for the references  
Click sull'immagine per ingrandire e per le informazioni.

 

Status della specie - La consistenza delle popolazioni di A. agone ha subito forti oscillazioni durante tutta la seconda metà del XX secolo, principalmente per cause antropiche o per la conseguenza di introduzioni di specie alloctone. Grazie ad una maggiore sensibilità ambientale, negli ultimi decenni, le amministrazioni hanno provveduto a limitare l'afflusso di inquinanti ed hanno aumentato la vigilanza sull'esercizio della pesca e sui programmi di ripopolamento, ed al momento la situazione sembra migliorare, tanto che la specie non viene ritenuta più in declino.

 

 

Protezione - La pesca dell'agone è regolamentata da limiti di cattura e periodi di divieto. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie è considerata a preoccupazione minima (LC, least concern).

 

 

Valore economico - Carni buone, bianche, delicate e gustose, anche se ricche di lische; apprezzati anche le ovaie ed i testicoli ("latte") maturi.  Notevole interesse commerciale nelle zone rivierasche dei laghi subalpini, anche se in misura variabile da lago a lago, ad esempio, la richiesta di mercato per questa specie è assai più pronunciata sul Lago di Como rispetto al Lago Maggiore. Viene commercializzato fresco refrigerato, oppure sotto forma di "missultitt", un famosissimo e tipico piatto della cucina lariana. Il "missultitt" viene realizzato con agoni sviscerati e messi sotto sale, quindi essiccati all'aperto e posti in un recipiente con la sovrapposizione di un peso che li "torchi" per eliminare l'olio di cui sono ricchi. In origine gli agoni così conservati, consumati arrostiti sulla brace, costituivano una importantissima fonte di proteine animali nella dieta invernale delle popolazioni rivierasche, che ne utilizzavano anche l'olio derivato per l'illuminazione.

 

 

Pesca professionale - Attivamente praticata sui grandi laghi subalpini mediante "reti volanti", libere di spostarsi durante le ore notturne nelle acque pelagiche. Nel Lago Maggiore la popolazione si è ridotta e non riveste più interesse per la pesca professionale. Nel Lago di Garda la quantità di catture subisce un decremento costante, principalmente causato dall'eccessiva pressione di pesca.

 

 

Pesca sportiva - L'agone è oggetto di una pesca particolare che si svolge unicamente dalla metà di aprile fino a tutto maggio, con una attrezzatura costituita da una canna fissa, lunghissima, con lenza rigida di filo metallico e finale di un metro e mezzo o di due metri, armato di speciali moschette, dette " casacche ", formate da fili di lana rossa e nera e da fili metallici lucenti, prive di ali. Con questa attrezzatura, il pescatore frusta energicamente con la canna in modo da far cadere le mosche il più lontano possibile, le lascia scendere - si tratta infatti di " mosche sommerse " - e quindi recupera a strappi. Le stesse esche artificiali possono essere utilizzate nella pesca da riva con la canna a lancio, nonché in quella da barca con la "tirlindana". Tradizionalmente praticata, soprattutto sul Lago di Corno, è una pesca semi-professionale con il "quadrato" o "bilancino", nonché con il "sibiello" o "guadino" (rete a manico a sezione circolare).

 

Galleria di immagini

alosa_agone03-500.jpg (28857 byte)
Pag. 1 Pag. 2

Le Faune Webmuseum Osteichthyes Clupeiformes Clupeidae Alosa
www.ittiofauna.org Webmuseum
Google
 
contact: stefano.porcellotti@ittiofauna.org