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L'agone,
Alosa
agone
(Scopoli, 1786) |
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Caratteri
meristici - Branchiospine: 38 - 72 (media tra 45 e 64). |
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Descrizione
- Corpo allungato, a sezione ellittica compressa, con altezza massima
circa uguale alla lunghezza della testa (circa 1/5 LS). Si distingue
dal altre specie del genere Alosa per il profilo dorsale quasi
diritto e per la mancanza di denti sulle ossa palatine. Squame cicloidi
relativamente grandi e lassamente inserite nel derma. Colorazione del dorso
blu
verdastro, fianchi e ventre argentei. Nella zona di transizione tra il
colore scuro del dorso ed i fianchi si contano fino a 12 macchie scure
circolari, di dimensioni decrescenti in senso anteroposteriore. |
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Dimorfismo
sessuale - Non si osserva dimorfismo sessuale. |
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Habitat
e abitudini
- Specie lacustre, pelagica e gregaria. Forma branchi numerosi,
spesso associati a coregoni ed alborelle. Vengono
compiute migrazioni sia verticali che orizzontali. Fuori dalla stagione di
frega, i branchi si mantengono in acque pelagiche, variando la propria
distribuzione verticale a seconda del momento stagionale e delle
conseguenti condizioni termiche (dalla superficie sino ad alcune decine di
metri di profondità). A. agone si sposta in prossimità delle coste
in inverno e durante il periodo della riproduzione.
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Alimentazione - Dieta prevalentemente
zooplanctofaga, gli esemplari di maggiori dimensioni possono predare anche
avannotti e piccoli pesci. La cattura del plancton è facilitata dalla
presenza di numerosissimi filamenti cornei o branchiospine sugli archi
branchiali. Nel
Lago Maggiore l'alimentazione si basa prevalentemente su cladoceri (Daphnia
hyalina, Bythotrephes longimanus), oltre che su copepodi. Ricerche svolte
nel Lago di Garda mostrano nei contenuti stomacali una prevalenza di Daphnia
hyalina e di copepodi diaptomidi in primavera, di copepodi ciclopidi
e di Bythotrephes longimanus in estate, di diaptomidi e ciclopidi
in autunno e in inverno. Nell'arco di alcuni decenni nel Lago di Garda è
stata notata una tendenza di A. agone a cambiale le proprie
modalità alimentari, probabilmente a causa dell'incremento trofico subito
dal bacino per inquinamenti di vario genere. |
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Riproduzione
- La maturità sessuale
viene raggiunta dai maschi tra i 2 ed i 3 anni
di età e dalle femmine a circa 3 - 4 anni. La riproduzione ha luogo dalla
fine di maggio ad agosto, quando la temperatura raggiunge valori compressi
tra i 15 ed i 16 °C. La frega è
notturna e si svolge in ambiente
litorale. In media ogni femmina
depone da 15.000 a 20.000 uova di colore biancastro. |
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Accrescimento - Tempo minimo di
raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. La velocità della
crescita individuale varia notevolmente da lago a lago. Nel Lago Maggiore,
a partire dal secondo anno, lo sviluppo è molto più veloce nelle femmine
rispetto al maschi. Nella popolazione del Lago di Garda la lunghezza
totale può giungere fino a poco più di 30 cm e il peso può superare 300 g,
con lunghezze totali medie stimate sono rispettivamente di 13 cm al
termine del primo anno, 22,5 al secondo, 25,6 al terzo e 27,3 al quarto.
La struttura della popolazione sembra essersi notevolmente diversificata
in anni recenti: gli agoni di taglia minore raggiungono un peso maggiore
rispetto al passato, mentre quelli più grandi hanno peso inferiore. Sembra
che la variazione nello sviluppo sia in relazione con le variazioni
intervenute nell'ambiente, determinate soprattutto da un aumento delle
condizioni trofiche e dall'uso di tecniche di pesca diverse da quelle
tradizionali. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie viene predata da varie specie
di pesci ed uccelli ittiofagi. Recentemente la specie appare seriamente
minacciata dal forte aumento della presenza di cormorani (Phalacrocorax
carbo). Nei laghi prealpini si sono verificati fenomeni di moria a
causa del fungo missosporidio Branchiophaga alosicida, che si sviluppa sulle
branchie portando il pesce ad asfissia. |
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Status
della specie - La consistenza delle popolazioni di A. agone
ha subito forti oscillazioni durante tutta la seconda metà del XX secolo,
principalmente per cause antropiche o per la conseguenza di introduzioni
di specie alloctone. Grazie ad una maggiore sensibilità ambientale, negli
ultimi decenni, le amministrazioni hanno provveduto a limitare l'afflusso
di inquinanti ed hanno aumentato la vigilanza sull'esercizio della pesca e
sui programmi di ripopolamento, ed al momento la situazione sembra
migliorare, tanto che la specie non viene ritenuta più in declino. |
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Protezione
- La pesca dell'agone è regolamentata da limiti di cattura e periodi
di divieto. Nella Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation
of Nature and Natural Resources) la specie è considerata a preoccupazione
minima (LC, least concern). |
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Valore
economico - Carni
buone, bianche, delicate e gustose, anche se ricche di lische; apprezzati
anche le ovaie ed i testicoli ("latte") maturi. Notevole
interesse commerciale nelle zone rivierasche dei laghi subalpini, anche se
in misura variabile da lago a lago, ad esempio, la richiesta di mercato
per questa specie è assai più pronunciata sul Lago di Como rispetto al
Lago Maggiore. Viene commercializzato
fresco refrigerato, oppure sotto forma di "missultitt", un famosissimo e tipico piatto della cucina lariana.
Il "missultitt" viene realizzato con agoni sviscerati e messi sotto sale, quindi essiccati all'aperto
e posti in un recipiente con la sovrapposizione di un peso che li "torchi"
per eliminare l'olio di cui sono ricchi. In origine gli agoni così conservati, consumati
arrostiti sulla brace, costituivano una
importantissima fonte di proteine animali nella dieta invernale
delle popolazioni rivierasche, che ne utilizzavano anche l'olio derivato
per l'illuminazione. |
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Pesca
professionale - Attivamente praticata sui grandi laghi
subalpini mediante "reti volanti", libere di spostarsi durante
le ore notturne nelle acque pelagiche. Nel Lago Maggiore la
popolazione si è ridotta e non riveste più interesse per
la pesca professionale. Nel Lago di Garda la quantità di catture subisce
un decremento costante, principalmente causato dall'eccessiva pressione di
pesca.
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Pesca
sportiva - L'agone è oggetto di una pesca particolare che si svolge
unicamente dalla metà di aprile fino a tutto maggio, con una attrezzatura costituita da
una canna fissa, lunghissima, con lenza rigida di filo metallico e finale
di un metro e mezzo o di due metri, armato di speciali moschette, dette
" casacche ", formate da fili di lana rossa e nera e da fili
metallici lucenti, prive di ali. Con questa attrezzatura, il pescatore
frusta energicamente con la canna in modo da far cadere le mosche il più
lontano possibile, le lascia scendere - si tratta infatti di " mosche
sommerse " - e quindi recupera a strappi. Le stesse esche artificiali
possono essere utilizzate nella pesca da riva con la canna a lancio,
nonché in quella da barca con la "tirlindana". Tradizionalmente
praticata, soprattutto sul Lago di Corno, è una pesca semi-professionale
con il "quadrato" o "bilancino", nonché con il "sibiello"
o "guadino" (rete a manico a sezione circolare).
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Galleria
Fotografica |
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