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Le Faune Webmuseum Osteichthyes Clupeiformes Clupeidae Alosa

La cheppia algerina, Alosa algeriensis (Regan, 1916)

Caratteri meristici - Branchiospine: 40 - 60, a seconda della popolazioni la media varia tra 47 e 57.

Descrizione - Corpo allungato a sezione ellittica compressa, coperto da grandi squame cicloidi debolmente inserite nel derma. Si distingue dalle altre specie del genere Alosa per il profilo dorsale convesso e per l'assenza di denti palatini. Livrea di colore blu verdastro o verde scuro sul dorso, fianchi e ventre argentei. Una macchia rotondeggiante scura dietro l'opercolo, le altre macchie della zona tra il colore scuro del dorso ed i fianchi sono poco marcate od assenti.

Dimorfismo sessuale - Non evidente.

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Habitat e abitudini - Specie anadroma, pelagica e gregaria, esistono popolazioni permanentemente residenti in acqua dolce. I branchi si mantengono in acque pelagiche, variando la propria distribuzione verticale a seconda del momento stagionale e delle conseguenti condizioni termiche (dalla superficie sino ad alcune decine di metri di profondità).

Alimentazione - In mare la dieta di questa specie è composta principalmente da crostacei planctonici e piccoli pesci. Gli adulti che risalgono i fiumi per la riproduzione non si alimentano. In acqua dolce le popolazioni "landlocked" e gli immaturi si cibano in misura prevalente di crostacei cladoceri (Daphnia, Bythotrephes) e copepodi.

Riproduzione - La riproduzione avviene nella tarda primavera (maggio - giugno), quando la temperatura dell'acqua sale sopra i 20 °C. La frega è notturna e si svolge in superficie. In media ogni femmina depone da 10.000 a 20.000 uova di colore biancastro. Dopo la frega molti riproduttori muoiono a causa dello stress.

Accrescimento - Tempo minimo di raddoppiamento della popolazione, medio: 1.4 - 4.4 anni. La maturità sessuale viene raggiunta dai maschi tra i 3 ed i 4 anni di età e dalle femmine a circa 4 - 5 anni. la cheppia algerina può raggiungere e superare la taglia di circa 430 mm di lunghezza standard.

Predatori, parassiti e malattie - La specie viene predata da varie specie di pesci ed uccelli ittiofagi. Le popolazioni di acqua dolce sono minacciate dal forte aumento della presenza di cormorani (Phalacrocorax carbo). A. algeriensis è soggetta a malattie di origine virale e batterica, specialmente in acque inquinate ed eutrofiche.


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Status della specie - Come la gran parte delle specie migratrici del genere Alosa, A. algeriensis risulta in declino. La causa della diminuzione della consistenza numerica è rappresentata principalmente dalla perdita dei territori di frega a seguito della costruzione di dighe e sbarramenti invalicabili. In ogni caso, dopo il grande decremento osservato negli anni di sviluppo economico post bellico, la specie risulta attualmente relativamente stabile.

Protezione - Dalla Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resources) la specie non è ancora accettata come valida e, in assenza di dati, non viene classificata (DD, data deficent).

Valore economico - Carni buone, bianche, delicate e gustose, anche se ricche di lische. La specie figura nei mercati come pesce azzurro, generalmente associata a sardine ed aringhe.

Pesca professionale - Viene catturata con le stesse modalità attuate per il pesce azzurro.

Pesca sportiva - Viene praticata durante la montata riproduttiva in acque fluviali con canna da lancio ed esche artificiali (cucchiai rotanti a 1-2 palette, piccoli cucchiaini ondulanti ad amo semplice, mosche artificiali di grandi dimensioni).

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