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L'alosa
comune,
Alosa
alosa
(Linnaeus, 1758) |
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Caratteri
meristici - Squame in serie laterale: 60 - 90. Squame sopra la
serie laterale: 20. Squame sotto la serie laterale: 22. Vertebre: 57 - 58.
Branchiospine 90 - 155. Pinna dorsale: IV - VI; 13 - 18. Pinna
anale: III - IV; 18 - 24. Pinne pettorali: I; 13 - 16. Pinne ventrali: I;
8 - 9. |
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Descrizione
- Corpo allungato, lateralmente compresso, a sezione trasversale
ellittica. Testa grande con muso tozzo, di lunghezza poco superiore
al diametro dell'occhio. Osso intermascellare provvisto di una larga
incisione. Assenza di denti palatini. Branchiospine lunghe quanto i
filamenti branchiali in esemplari di lunghezza superiore a 250 mm SL. La pinna dorsale
ha origine anteriormente alla corrispondenza con l'inserzione delle pinne ventrali.
Carena
ventrale con 19 - 20 squame anteriormente alle pinne ventrali e
15 - 16 posteriormente. Pinne pari brevi e
robuste. Pinna caudale a lobi nettamente divergenti. Dorso è blu verde,
fianchi e ventre di colore bianco argenteo
con riflessi dorati. Una grande macchia scura in corrispondenza del
margine superiore della fessura branchiale, spesso seguita da altre meno
marcate, di dimensioni di dimensioni decrescenti in senso
anteroposteriore. |
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Dimorfismo
sessuale - Non si osserva dimorfismo sessuale, le femmine
tendono soltanto ad essere un poco più grandi dei maschi.
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Habitat
e abitudini
- Specie pelagica, migratrice anadroma. In mare i branchi di
adulti si trattengono in acque profonde, sotto i trecento metri. I
giovani abbandonano le acque dolci tra agosto ad una taglia di circa 8 -
12 cm, in mare restano in prossimità delle coste e negli estuari fino a
quando raggiungono la lunghezza di 30 - 40 cm. In seguito si riuniscono in
branchi di circa 20 individui e iniziano la loro prima migrazione
riproduttiva.
Durante la risalita dei fiumi i riproduttori non si alimentano e molti
muoiono dopo la frega in conseguenza dello stress. Per raggiungere le zone
di frega A. alosa risale i corsi d'acqua anche per lunghi tratti.
Prima della creazione di dighe e sbarramenti invalicabili, risaliva il
Reno fino a Basilea e l'Elba fino a Dresda. Attualmente la specie risulta
estinta ad est del Reno, ma sembra ancora molto abbondante nei bacini dei
fiumi francesi Loira e Garonna. In alcuni bacini artificiali di Portogallo
e Marocco sono presenti popolazioni che vivono perennemente in acqua dolce
(landlocked).
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Alimentazione - Secondo Quignard & Douchement
(1991) in mare gli adulti di alosa si cibano di plankton, di piccoli pesci
ed avannotti. Le componenti principali della dieta sono rappresentate da
crostacei copepodi (Calanus sp.), decapodi (Pandalus sp.) ed
eufausidi (Meganyctiphanes sp.). Da uno studio effettuato su adulti
di A. alosa catturati in acque irlandesi, è emerso come preda principale
il crostaceo Praunus neglectus, che costituiva il 99.9% per numero
ed il 96.8% del peso del contenuto stomacale, la restante componente della
dieta era rappresentata da piccoli pesci (Sprattus sprattus).
Durante le migrazioni riproduttive gli adulti non si alimentano. In acqua
dolce le popolazioni "landlocked" e gli immaturi si cibano in misura
prevalente di crostacei cladoceri e copepodi. |
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Riproduzione - Gli adulti raggiungono le
acque costiere verso la fine di febbraio, mentre la risalita dei fiumi
inizia quando l'acqua raggiunge una temperatura di circa 10 - 12 °C,
generalmente a primavera inoltrata. La frega si svolge nel corso
principale del fiume o negli affluenti di maggiore portata, quando la
temperatura dell'acqua supera i 15 °C (optimum termico tra 22 e 24 °C). La
deposizione e la fecondazione sono collettive, avvengono in superficie
durante la notte, in zone a corrente sostenuta, spesso alla confluenza di
un affluente. Ogni femmina depone da 50.000 a oltre 200.000 uova
biancastre, dal diametro di circa 2 mm. Dopo la fecondazione le uova
scendono sul fondo e vanno alla deriva trasportate dalla corrente. A
temperature comprese tra 20 e 24 °C, lo sviluppo embrionale richiede circa
4 - 5 giorni. La maggior parte degli avannotti scende al mare durante la
prima estate di vita. |
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Accrescimento e resilienza - Tempo
minimo di raddoppiamento della popolazione, medio, da 1.4 a 4.4
anni:
K = 0.19 - 0.29; tm = 3.5; tmax = 10. Secondo la popolazione esaminata, la
maturità sessuale viene raggiunta dai maschi ad età comprese tra i 3 ed i
9 anni. Le femmine maturano da uno a tre anni più tardi rispetto ai
maschi. Dimensioni massime segnalate - lunghezza 83.0 cm TL (maschio/sesso
non determinato); peso: 4.000 grammi. Età massima riportata: 10 anni. |
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Predatori,
parassiti e malattie - La specie viene predata da varie specie
di pesci ed uccelli ittiofagi. Sono state ossevate varie specie di
parassiti, tra cui il trematode monogeneo Mazocraes alosae, i
trematodi digenei Pronoprymna ventricosa, Diplostomum
gasterostei, Diplostomum spathaceum ed Hemiurus
appendiculateus, i nematodi Hysterthylacium osculatum e
Hysterthylacium aduncum, il cestode Eubothrium fragile ed il
crostaceo Clavellisa emarginata. |
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Status
della specie - Ad eccezione delle acque francesi, dove appare
relativamente numerosa, A. alosa ha una distribuzione molto
localizzata. In passato la specie è stata colpita da inquinamento, dalla
perdita di luoghi adatti alla frega dovuta alla costruzione di sbarramenti
invalicabili sui principali fiumi e dall'eccessiva pressione dovuta alla
pesca. Attualmente sembra che il declino, iniziato nei primi decenni del
XX secolo, si sia arrestato, e le popolazioni si sono stabilizzate su
livelli medi e bassi. In effetti la specie è tornata a popolare quei fiumi
dove siano stati costruiti appositi passaggi in grado di permettere il
passaggio verso i luoghi di riproduzione ed il mare. |
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Protezione
- L'alosa comune è citata in
Appendice III della Convenzione di Berna (fauna protetta). Nella Lista
Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural
Resources) la specie è classificata a preoccupazione minima (LC, Least
Concern). |
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Valore
economico - La pesca dell'alosa comune costituiva
un'importante fonte di reddito per le popolazioni del nord Europa. Nel
tratto olandese del Reno venivano catturati nei primi anni del '900 fino a
136.000 individui all'anno. Oggi la quantità delle catture è quasi nulla. Il suo valore commerciale non è rilevante.
Le carni sono ritenute discrete (migliori quelle dei soggetti d'acqua dolce)
e sono
vendute fresche, affumicate o essiccate. Le alose di scarto sono trasformate in
farina di pesce o utilizzate come esca per la cattura di altri pesci
marini. |
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Pesca
- Un tempo era oggetto di pesca professionale intensiva negli
estuari, con tramagli e reti di circuizione, oggi viene pescata
occasionalmente con reti a strascico. La pesca sportiva viene praticata in
acque fluviali durante la montata riproduttiva, con canna da lancio ed
esche artificiali (cucchiai rotanti a 1-2 palette, piccoli cucchiaini
ondulanti ad amo semplice, mosche artificiali di grandi dimensioni). |
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Galleria
Fotografica |
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